Studio monitor
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Con il termine studio monitor o monitor da studio, ci si riferisce ad un sistema di diffusori audio, con caratteristiche meccaniche ed elettriche, adeguate per un ambiente di produzione/elaborazione musicale quale uno studio di registrazione, di editing audio/video. Dovendo funzionare in un ambiente di lavoro, oltre alle doti di fedeltà di riproduzione, deve avere ottima tenuta in potenza, nonché una robustezza meccanica adeguata, dato il particolare ambiente in cui deve operare. La scelta migliore è costituita da un compromesso tra qualità di riproduzione e robustezza meccanica.
Uno dei migliori sistemi, sul mercato da diversi anni, apprezzato dagli audiofili ma adatto anche per uso monitor, adottato infatti da molti studi tra cui gli Abbey Road Studios della EMI, è il modello 801 del costruttore anglosassone Bower&Wilkins.
[modifica] Caratteristiche
I monitor si dividono in:
- attivi, che contengono al loro interno un amplificatore
- passivi, che necessitino di ricevere un segnale già amplificato proveniente da un amplificatore esterno
Le caratteristiche che dovrebbero avere sono le seguenti:
- una risposta in frequenza più lineare possibile: il monitor non deve (colorare) il suono in alcuna maniera, ovvero né accentuare o attenuare alcuna frequenza contenuta nel segnale di ingresso, allo scopo di rendere l'ascolto apparentemente più piacevole.
- una localizzazione stereofonica del suono più precisa possibile.
- una banda di frequenza riproducibile, più ampia possibile.
[modifica] Monitoraggio
Il monitoraggio, per essere valido ed efficace, deve avvenire all'interno di una stanza acusticamente trattata, con l'operatore posizionato correttamente rispetto alle casse: la sua testa deve formare con queste un triangolo equilatero parallelo al pavimento, le casse devono essere ruotate dunque di 30° verso il centro e all'altezza delle orecchie di chi le utilizza.
È sconsigliato, laddove non diversamente indicato, poggiare i monitor direttamente sul pavimento, solitamente questo, oltre a peggiorare la localizzazione stereofonica, compromette il corretto funzionamento dei componenti delle casse, in particolare quelle amplificate, nelle quali, il calore prodotto dall'amplificatore non verrebbe smaltito in modo adeguato.

