Struttura reticolare

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Copertura reticolare spaziale piana
Copertura reticolare spaziale curva
Schema Bidirezionale Rettangolare
Schema Bidirezionale Incrociato
Schema Bidirezionale Ruotato
Schema Cubico

Una Struttura Reticolare o Struttura Reticolare Spaziale è simile ad una capriata, una struttura rigida e leggera costruita per mezzo dell'incastro di montanti secondo opportuni schemi geometrici (principalmente di tipo piramidale). Le strutture reticolari spaziali sono di solito utilizzate per soluzioni multi direzionale permettendo di realizzare lunghe campate (i.e. luci ampie) per mezzo di un numero limitato di supporti. Traggono la loro forza dalla rigidità intrinseca del "telaio triangolare"; le flessioni ai carichi (i.e. momenti flettenti) sono trasmesse come tensione e carichi di compressione lungo la lunghezza di ogni puntone.

La loro geometria è spesso basata su solidi platonici. La forma più semplice è una lastra orizzontale di piramidi a base quadrata interconnesse fra loro e costruite per mezzo di montanti in alluminio o acciaio tubolare. In un qualche modo appare come una struttura ottenuta dall’affiancamento di più bracci orizzontali di una gru ripetuti nello spazio. Una forma più pura e resistente si ottiene componendo piramidi tetraedriche per tutta la lunghezza dei loro montanti. Tecnicamente parlando questa struttura è indicata come una matrice isotropa vettoriale o per una singola unità di larghezza come octet truss. Per ottenere strutture più complesse è possibile variare le lunghezze dei puntoni ottenendo una maggiore curvatura della struttura stessa o anche includere altre forme geometriche.

Le strutture reticolari furono sviluppate indipendentemente da Alexander Graham Bell intorno al 1900 e da Buckminster Fuller nel 1950. L'interesse di Bell fu principalmente concentrato sulla progettazione di telai rigidi per l'ingegneria nautica ed aeronautica. Gl'interessi di Buckminster Fuller furono invece le strutture architettoniche sulle quali queste ebbero un'influenza più duratura.

Le strutture reticolari spaziali sono una tecnica ormai largamente diffusa nell’architettura e nell’edilizia con particolare riguardo alla realizzazione di ogni tipo di struttura con grandi campate e leggerezza complessiva (e.g. edifici commerciali e industriali, copertura di aree archeologiche, spazi universitari, torri porta insegna, torri di illuminazione).

Il Sistema Reticolare Spaziale (Space Frame Infrastructure) che si ottiene «...connettendo nodi di giuntura con aste ad estremità a vite singola», si rivela per molte ragioni il più adeguato fra i vari sistemi esistenti per lo sviluppo di infrastrutture di supporto in quanto consente:

  • una produzione altamente standardizzata e facilmente uniformabile ai formati pescritti dalla normativa ISO 9000;
  • di sviluppare sistemi reticolari molto vicini agli schemi teorici e con una significativa riduzione degli effetti parassiti

Negli ultimi anni il settore delle costruzioni ha conosciuto una  nuova fase di forte crescita, trainato dalla domanda di nuove costruzioni.

Il mutamento delle modalità di progettazione, costruzione, ristrutturazione e demolizione dell'ambiente costruito può consentire un notevole miglioramento delle prestazioni ambientali e dei risultati economici delle città, nonché della qualità della vita dei cittadino, oltre ad introdurre elementi architettonici/estetici di pregio.

In Italia il leader nella progettazione e realizzazione di strutture reticolari spaziali è una ditta bresciana, Omnia Spatial Structures, che nel 1994 ha brevettato una speciale struttura. Questa permette, tra i tanti vantaggi, di poter posare pannelli fotovoltaici senza forare il tetto.

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Fonti[modifica | modifica sorgente]

Omnia Spatial Structures