Strega di Endor

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La strega di Endor, particolare di un'opera di Dmitri Nikiforovich Martynov (1826-1889).
Disegno di Gustave Doré raffigurante la Strega di Endor che invoca lo spirito di Samuele su richiesta di Saul

La Strega di Endor è una strega presentata dalla Bibbia nel primo libro di Samuele: 28. Essa aveva, secondo la Bibbia, il potere di evocare lo spirito dei morti.

Racconto biblico[modifica | modifica sorgente]

Nel capitolo 28 del primo libro di Samuele si racconta che, dopo aver cacciato tutti i negromanti e i maghi da Israele, il re Saul si era rivolto a Dio e ai profeti per ottenere consiglio sul come agire nei confronti dei Filistei, prima della battaglia di Gilboa. Non avendo ricevuto risposta, si recò in incognito dalla Strega di Endor, un villaggio posto tra il Monte Tabor e la collina di Moreh; costei era nota per essere in possesso di un talismano in grado di evocare gli spiriti dei defunti ed era sfuggita in precedenza alle purghe contro tutti gli occultisti volute proprio dal re Saul. Costui le chiese di evocare per lui lo spirito del profeta Samuele, deceduto da poco. Lo spirito di Samuele non diede a Saul le risposte che cercava, ma predisse l'imminente caduta del suo regno. Poiché la pratica della necromanzia era vietata dalla Torah, rivolgendosi alla strega Saul si rese colpevole di un grave peccato.

La tradizione biblica non accenna al nome della strega, ma nella tradizione rabbinica essa è identificata con Zefania, madre di Abner, primo cugino e comandante in capo dell'esercito di Saul.

La profezia del fantasma di Samuele è in gran parte ripetizione delle parole di Samuele in vita (1 Sam. 15); l'unica informazione nuova è la nuova profezia che Saul morirà "domani". Eppure, se gli eventi dei capitoli 1 Sam. 28-31 sono in ordine cronologico, Saul non risulterebbe morto il giorno seguente, ma tre giorni più tardi (di modo che le truppe di Davide potessero raggiungere Ziklàg "il terzo giorno", 30:1).

Interpretazioni[modifica | modifica sorgente]

Nella Septuaginta, la traduzione greca dell'Antico Testamento, l'espressione "una donna con uno spirito" (28,7) è tradotto "un ventriloquo." Di conseguenza, Origene ha ritenuto che la voce del fantasma fosse quella della donna.

Alcuni rabbini insegnavano che lo spirito di un morto restava nei pressi della salma per circa un anno dopo il decesso, e che in questo periodo tale spirito poteva essere contattato, come avvenne a Samuel. I Padri della Chiesa e molti scrittori e teologi cristiani hanno messo in dubbio la verità letterale di questo passaggio della Bibbia, che sembrerebbe avallare l'eventualità di praticare la necromanzia. Già del medioevo la vicenda della Strega di Endor fu reinterpretata in vario modo, così da escludere tale conclusione. Alcune fonti suggeriscono che ciò che era stato evocato non era il vero spirito di Samuele, ma un demone che aveva preso la sua forma. Altre (per esempio Hank Hanegraaff) che Samuele si era manifestato per volontà di Dio e non a causa dei poteri della Strega.

Al di là delle contestazioni di ordine teologico, la vicenda della Strega ha certamente lo scopo di dimostrare la caduta morale di Saul, che persi i favori di Dio si riduce a partecipare a rituali proibiti. Il messaggio che ottiene da Samuel è infatti, come si è detto, solo una conferma della imminente rovina del re.

Nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

La strega di Endor compare in numerose opere e fa ormai parte della cultura popolare, per esempio Rudyard Kipling ne parla nel suo poema En-dor.[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Rudyard Kipling, En-Dor, 1919

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Origene, Eustazio, Gregorio di Nissa, La maga di Endor, a cura di Manlio Simonetti, Centro Editoriale Dehoniano, 1989, rist. Nardini, 1994
  • Paolo Lombardi, La necromante di Endor, in Samuele tre politica e fede, Settinello (FI), 1995, pp. 113-126

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