Argomento dell'uomo di paglia

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L'argomento dell'uomo di paglia (chiamato anche straw man argument o straw man fallacy) è un argomento fallace che consiste nel confutare un argomento riproponendolo in maniera errata[1]. In una discussione una persona sostituisce all'argomento A un argomento B simile ad A denominato appunto "straw man" (in italiano "uomo di paglia") e confuta e discute l'argomento B invece che l'argomento A iniziale, che in questo modo viene lasciato inattaccato. Se l'operazione retorica riesce sembrerà che l'avversario sia riuscito a smontare l'argomento A.

L'argomento dell'uomo di paglia è "un argomento più debole di quello iniziale" e per questa ragione più facile da contestare. L'argomento può essere costruito:

  • estremizzando l'argomento iniziale;
  • citando fuori contesto parti dell'argomento iniziale[2];
  • semplificando eccessivamente l'argomento iniziale;
  • inventando una persona favorevole all'argomento iniziale il cui comportamento e le cui idee vengono criticate.

Origine[modifica | modifica sorgente]

Nonostante le sue origini siano incerte, si suppone che il nome inglese straw man tragga ispirazione da una pratica molto popolare nell'ambiente militare, in cui ci si esercita contro il nemico rappresentandolo attraverso l'uso di uno spaventapasseri.

L'espressione "man of straw" appare nella carta stampata per la prima volta sul finire del XVI secolo. A usarla nel senso che ha assunto correntemente fu lo scrittore e intellettuale Thomas de Quincey[3], che scrisse:

« It is always Socrates and Crito, or Socrates and Phraedrus, ... in fact, Socrates and some man of straw or good-humoured nine-pin set up to bowled down as a matter of course. »
(Thomas de Quincey)

Nell'inglese parlato esisteva anche l'espressione "He's just a straw man"[4] per riferirsi a una persona insignificante.

Esempi[modifica | modifica sorgente]

All'argomento dell'uomo di paglia fanno frequentemente ricorso i politici, per deviare una discussione nel corso di un dibattito.

  • A: Dovremmo liberalizzare le leggi sull'accesso all'alcool.
  • B: Ogni società con accesso indiscriminato alle sostante intossicanti abbandona la propria etica e si perde alla ricerca di una gratificazione immediata.

La persona A non aveva proposto di offrire un accesso indiscriminato ma semplicemente di allentare e liberalizzare in parte le leggi vigenti sull'alcool. L'argomento sta nell'estremizzazione della posizione adottata da A.

Un altro esempio:

  • A: I giorni di sole sono belli.
  • B: Se ci fosse il sole tutti i giorni, non pioverebbe mai, e senz'acqua ci sarebbero carestie e morte.

In questo caso, B riformula erroneamente l'affermazione di A, attribuendogli l'idea che A vorrebbe solo giorni di sole (e implicitamente nessuno di pioggia), e confuta questa affermazione. In realtà A non ha affermato alcunché sui giorni di pioggia.

Un ultimo esempio:

  • A: Bisognerebbe ridurre gli investimenti in campo militare e aumentare gli investimenti nella ricerca.
  • B: A vuole lasciarci indifesi.

La persona B ha estremizzato l'argomento della persona A che parlava di ridurre, non eliminare, gli investimenti in campo militare.

Esempi nella stampa italiana[modifica | modifica sorgente]

Il blogger e giornalista Luca Sofri ha più volte[5] segnalato sul suo blog Wittgenstein.it esempi di questo argomento messi in essere da politici o giornalisti italiani.

Un esempio è l'articolo Sposini e lo sciacallaggio su Facebook: la Tolleranza Zero parta dal Web[6] firmato dal giornalista Massimo Sideri sul Corriere della Sera il 30 aprile 2011, il quale ha scritto:

« Diciamoci la verità: a sdegnarsi dello sciacallaggio su Facebook e Wikipedia ai danni del collega della Rai, Lamberto Sposini - ricoverato ieri in gravi condizioni poco prima di andare in onda con La vita in diretta - deve essere prima di tutto il «popolo della Rete», coloro che sentono il web come e forse più di un’appartenenza politica o calcistica. »

Nel pezzo citato viene creata una realtà estremizzata e inesistente - il popolo della rete - per poterla facilmente attaccare. Si tratta di uno straw man argument, come sottolinea Sofri in un suo post, Giornalisti contro internet[7]. Il popolo della rete così descritto infatti non esiste ed è una semplificazione della realtà.

Un altro simile esempio di argomento dell'uomo di paglia può essere individuato nell'articolo di Repubblica "Le regole nella rete"[8] firmato da Giovanni Valentini, il quale a un certo punto scrive:

« E dunque, come sostengono i paladini della rete, Internet non può essere sottoposta ad alcun limite o vincolo. »

La frase va incontro a due atteggiamenti tipici dello straw man: la creazione di una persona fittizia, i paladini della rete, emblema della categoria che si vuole rappresentare e criticare e, nella seconda parte dell'enunciato riportato, l'estremizzazione di alcune posizioni e argomenti propri dell'avversario, "Internet non può essere sottoposta ad alcun limite o vincolo".

Un altro esempio di questo argomento è documentato sempre da Luca Sofri nell'articolo Farsi obiezioni da soli, e smontarsele, che prende in considerazione Pier Luigi Bersani e Gian Carlo Caselli.

Esempi nella stampa estera[modifica | modifica sorgente]

Il 23 marzo 2009 il New York Times pubblicò l'articolo "Some Obama Enemies Are Made Totally of Straw"[9] in cui veniva spiegato il frequente ricorso dell'attuale presidente degli Stati Uniti d'America Barack Obama allo straw man argument. Per spiegare la tesi vengono riportate parti di alcuni discorsi di Obama, fra i quali uno risalente al 18 marzo 2009 tenuto in California, in Costa Mesa:

(EN)
« There are those who say these plans are too ambitious, that we should be trying to do less, not more. »
(IT)
« C'è chi dice che questi piani sono troppo ambiziosi e che dovremmo cercare di fare di meno e non di più. »

Secondo la giornalista americana Helene Cooper, autrice di tale articolo, those - traducibile in italiano con "coloro" - sarebbe un'entità astratta e inesistente a cui vengono associate da Obama delle idee di conseguenza non verificabili. L'utilizzo di those, sempre secondo Helene Cooper, permette a Obama di far dire e supporre delle cose che in realtà nessuno sta supponendo. Come spiega nel medesimo articolo il giornalista del New York Times William Safire, lo straw man è spesso introdotto da Obama (e dai politici più in generale) con formule come "there are those who say” o "some say" senza che venga però mai specificato chi siano questi those, che diventano quindi entità create apposta con lo scopo di essere criticate, loro e le idee che esse sostengono.

Nello stesso articolo il New York Times sottolinea come anche George W. Bush facesse spesso ricorso a tale artificio retorico, in particolar modo nella promozione della battaglia contro il terrorismo, accusando frequentemente nei suoi discorsi i democratici di pensare di poter negoziare con i terroristi. Per esempio, nel 2006 disse:

(EN)
« I need members of Congress who understand that you can’t negotiate with these [riferito a terroristi] folks”[10] »
(IT)
« Ho bisogno che i membri del Congresso capiscano che non si può negoziare con questa gente. »

Secondo l'analisi della Cooper, la frase implica che i democratici avessero l'intenzione di negoziare con al-Qaida, cosa falsa.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Definizione di straw man sul Merriam Webster. URL consultato l'8 febbraio 2014.
  2. ^ Jon Stratton, Critical Thinking for College Students. Rowman & Littlefield, 1999.
  3. ^ The Free Dictionary, Victimization. URL consultato l'8 febbraio 2014.
  4. ^ Idioms of the week: straw man, 3 maggio 1998. URL consultato l'8 febbraio 2014.
  5. ^ Segnalazioni di Straw Man Argument, wittgenstein.it. URL consultato l'8 febbraio 2014.
  6. ^ Sposini e lo sciacallaggio su Facebook: la Tolleranza Zero parta dal Web, corriere.it, 30 aprile 2011. URL consultato l'8 febbraio 2014.
  7. ^ Giornalisti contro internet. URL consultato l'8 febbraio 2014.
  8. ^ Le regole nella rete, «Repubblica», 25 febbraio 2010.
  9. ^ Some Obama Enemies Are Made Totally of Straw, 23 maggio 2009. URL consultato l'8 febbraio 2014.
  10. ^ Some Obama Enemies Are Made Totally of Straw, nytimes.com, 23 maggio 2009. URL consultato l'8 febbraio 2014.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]