Strategia di Lisbona

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Per Strategia di Lisbona si intende un programma di riforme economiche approvato a Lisbona dai Capi di Stato e di Governo dell'Unione europea nel 2000.

Prende il nome, appunto dalla riunione straordinaria tenutasi a Lisbona nel marzo del 2000.[1]

Dopo questo incontro viene "istituzionalizzato" il Consiglio Europeo di Primavera, un vertice tra i Capi di Stato e di Governo da tenersi ogni anno a marzo e focalizzato interamente sui temi economici e sociali.

L'obiettivo espressamente dichiarato è quello di fare dell'Unione la più competitiva e dinamica economia della conoscenza entro il 2010.

Caratteristica peculiare è che per la prima volta i temi della conoscenza sono individuati come portanti, pur essendo un documento che spazia in tutti i campi della politica economica:

  • innovazione e imprenditorialità,
  • riforma del welfare e inclusione sociale,
  • capitale umano e riqualificazione del lavoro,
  • uguali opportunità per il lavoro femminile,
  • liberalizzazione dei mercati del lavoro e dei prodotti,
  • sviluppo sostenibile.

Le resistenze avanzate a tale strategia è data da chi sostiene che gli obiettivi sono condivisibili: ma essi appartengono perlopiù alla sfera delle decisioni nazionali.

Secondo questa concezione l'Unione non ha le competenze, e a maggior ragione i poteri d'intervento.

Il coordinamento aperto delle politiche economiche[modifica | modifica sorgente]

Su impulso della Commissione, il Consiglio europeo, ha utilizzato il metodo del coordinamento aperto delle politiche economiche, che è espressamente previsto dal Trattato per le politiche dell'occupazione. In tal modo ha potuto giocare un ruolo crescente in queste materie.

Sono stati definiti obiettivi comuni a livello dell'Unione, mentre i singoli paesi possono compiere un'adesione volontaria a tali obiettivi.

In questi casi gli organi comunitari hanno usato il controllo dei progressi compiuti attraverso meccanismi di benchmarking e pressione dei pari.

Le priorità[modifica | modifica sorgente]

Il rilancio[modifica | modifica sorgente]

Nel 2005, a metà del decennio previsto, si è sentita la necessità di fare il punto della situazione e di indicare le condizioni per un rilancio.[2]

Il dibattito in Italia[modifica | modifica sorgente]

Il tema dell'agenda di Lisbona è tenuto vivo soprattutto dalle iniziative dei convegni Condividi la conoscenza ad esse dedicate, giunto ormai alla terza edizione.

La centralità del ruolo di internet e del collegato tema del diritto d'autore si è intrecciato con corrispondenti temi affrontati dalla Unione europea. La forte spinta degli interessi economici legati al tema del diritto d'autore, aveva fatto nascere una grande attenzione all'armonizzazione delle norme penali in tale tema con il progetto di direttiva Ipred2 La presenza, però di un forte movimento di opinione che è riuscito ad introdurre alcuni emendamenti correttivi. Il principale (l'emendamento 16) ha chiarito che la normativa penalistica non deve trovare applicazione nell'ambito dell'uso a fine di insegnamento con l'espressa motivazione gli insegnanti non sono dei criminali.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Riunione straordinaria
  2. ^ Documento del 2005

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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