Strane storie

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Strane storie. Racconti di fine secolo
Titolo originale Strane storie. Racconti di fine secolo
Paese Italia
Anno 1994
Durata 82 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere Commedia / Nero
Regia Sandro Baldoni
Soggetto Sandro Baldoni
Sceneggiatura Sandro Baldoni, Johnny dell'Orto
Fotografia Renato Alfarano
Montaggio Vilma Conte
Scenografia Giancarlo Basili, Leonardo Scarpa
Costumi Paola Romano
Interpreti e personaggi

Strane storie è un film italiano del 1994 scritto e diretto da Sandro Baldoni. Il film vuole raccontare in modo ironico la vita moderna, fatta di contraddizioni e mostruosità.

[modifica] Trama

Durante un viaggio in treno, un uomo (Benacci) racconta varie storie surreali alla figlia (Stangarone) per passare il tempo, prendendo spunto dagli altri viaggiatori che si siedono nel loro scompartimento.

La prima di esse ha per protagonista un uomo (Marescotti) con violenti attacchi di tosse. Presto scopre che la forte tosse è dovuta al fatto che egli non ha pagato in tempo la bolletta dell'aria. Dopo una corsa fino alla centrale dell'aria, l'uomo riesce a pagare la bolletta all'ultimo secondo, l'aria gli viene riallacciata, e ritrova sollievo fumandosi una sigaretta.

La seconda storia narra di una donna single (Cohen), frustrata, che acquista un uomo al supermercato (Marescotti). L'atteggiamento dell'uomo appare strano e, dopo averlo corteggiato invano, la donna scopre che egli è scaduto. Restituito al supermercato come merce difettosa, verrà spedito nel Terzo mondo.

L'ultima storia vede contrapposte due famiglie che abitano l'una di fronte all'altra: la prima è una famiglia modesta del nord Italia (Valentini e Marescotti), la seconda una famiglia benestante di origine meridionale (Cohen e Pea), che si è appena trasferita nel palazzo. Tra le due famiglie scatta subito l'odio, complice il riscaldamento difettoso che li costringe a tenere le finestre spalancate e a guardarsi l'un l'altra. La catena di scherzi e vendette si fa sempre più pesante, i due capifamiglia ricorrono ad armi sempre più potenti, finché, per rispondere ad un attacco con un carro armato, l'altro acquista una "piccola bomba atomica, di fabbricazione russa", eliminando tutto ciò che li circonda.

Terminate le storie, i passeggeri scendono dal treno e si ritrovano in una stazione fantasma dove, in mezzo ai rifiuti, trovano la carcassa sventrata del treno Italicus.

[modifica] Curiosità

  • Lo sceneggiatore Johnny dell'Orto fa una breve apparizione nel ruolo di un muratore, che si ritrova in mezzo al fuoco incrociato delle due famiglie in lotta.
  • Il treno Italicus è stato distrutto da una bomba attribuita dalle indagini ad una organizzazione terroristica di ispirazione neofascista o neonazista operante in Toscana il 4 agosto 1974, e, secondo la nota conclusiva del film, i rottami sono stati abbandonati in un prato vicino alla stazione di Bologna.

[modifica] Collegamenti esterni

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