Strage di San Valentino
Con il nome di Strage di San Valentino si identifica il massacro compiuto a Chicago il 14 febbraio 1929 con il quale gli uomini di Al Capone sterminano la banda di Bugs Moran.
Al Capone, detto "Il Napoletano" per le sue origini campane, e l'irlandese George "Bugs" Moran, si contendevano il controllo della città e del mercato degli alcolici, ma con questa operazione la mafia italo-americana prese il sopravvento. Il commando mafioso fu guidato dall'autista e luogotenente di Capone, Sam Giancana, con al seguito altri quattro uomini. Come data viene scelta il 14 febbraio, giorno nel quale Capone si trova a Miami, convocato da un giudice federale per un interrogatorio, un alibi di ferro per Al Capone. Gli uomini di Capone si presentano da quelli di Bugs travestiti da poliziotti. Colti di sorpresa, questi ultimi si lasciano disarmare e portare via. Ma la destinazione che li attende non è una caserma, bensì un garage, dove vengono uccisi a colpi di mitragliatore. Almeno cinquanta colpi sparati per ogni corpo. Per molti anni l’alibi di Al Capone regge, anche perché i pochi testimoni della scena hanno visto dei poliziotti aggirarsi sul luogo della strage, e la tesi sposata fu a lungo quella di un’esecuzione di poliziotti corrotti che volevano mettere a tacere testimoni che sapevano troppo. Solo 40 anni dopo un vecchio gangster, Alphonse Karpis, fece luce sui fatti. Bugsy Moran fu il solo superstite, una vittima gli somigliava moltissimo e probabilmente fu uccisa al posto suo. Fuggì e sparì per sempre. Al Capone rimase unico e incontrastato padrone di Chicago molto a lungo.
L'episodio resta a tutt'oggi uno dei più cruenti regolamenti di conti della storia della malavita.
Da questo episodio trae spunto l'incipit del film del 1959 A qualcuno piace caldo, con Marilyn Monroe, Tony Curtis e Jack Lemmon, diretto da Billy Wilder.
[modifica] Filmografia correlata
Il massacro del giorno di San Valentino (The St. Valentine's Day Massacre), regia di Roger Corman (1967).