Strage di Salerno (26 agosto 1982)

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Strage di Salerno
Stato Italia Italia
Luogo Salerno
Obiettivo impossessarsi delle armi di una pattuglia dell'Esercito italiano
Data 26 agosto 1982
Tipo agguato (utilizzando alcune automobili e numerose armi automatiche)
Morti agente della Polizia di Stato Antonio Bandiera
Feriti agente della Polizia di Stato Mario De Marco (morirà il 30 agosto per le ferite riportate), Caporale dell'Esercito Italiano Antonio Palumbo (deceduto a Napoli il 23 settembre 1982 per le ferite riportate)
Responsabili Brigate Rosse

Il 26 agosto 1982 un reparto delle BR-PPG (Partito della Guerriglia)[1], composto di 10 terroristi tra i quali Natalia Ligas attaccò un convoglio militare dell'Esercito che dalla caserma Gen. Antonino Cascino in Salerno si stava recando presso la caserma Angelucci (sempre in Salerno). Lo scopo dell'attacco era impossessarsi delle armi dei militari. Durante l'azione fu immediatamente colpito il caporale Antonio Palumbo che morirà all'ospedale di Napoli il 23 settembre 1982.

Uditi gli spari, accorsero anche gli uomini di una pattuglia della squadra volante della questura di Salerno che ingaggiarono con i terroristi un violentissimo conflitto a fuoco a seguito del quale perse la vita l'agente Antonio Bandiera (alla guida dell'autovettura) mentre il collega Mario De Marco risultò gravemente ferito e morì dopo un'agonia di quattro giorni il successivo 30 agosto presso l’ospedale di Napoli.

I terroristi, rimasti padroni del campo, si impossessarono di 4 fucili "FAL" Beretta BM 59 e 2 Garand.

Sul luogo dell'eccidio fu eretto, in seguito, un monumento, e il luogo venne chiamato Piazza Vittime del Terrorismo (località Torrione), Salerno.

L'attacco segnalò una ulteriore escalation della guerriglia terroristica. Purtroppo il processo per giudicare i colpevoli della strage terminò senza condanne.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Le BR-PGG si formarono dall'unione della colonna napoletana dell Br, guidata da Giovanni Senzani ed dal "fronte delle carceri" formato da dissidenti brigatisti, staccatisi nel 1981 dalle BR

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]