Strafbataillon

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I soldati condannati a servire negli strafbataillon venivano spogliati di tutte le loro insegne e mostrine, al posto delle quali indossavano un triangolo rosso il quale indicava la loro appartenenza a un'unità penale.

Gli Strafbataillon (battaglione criminale) erano unità penali militari della Wehrmacht create durante la seconda guerra mondiale per i soldati giudicati dalla corte marziale e condannati alla pena di morte.

Compiti[modifica | modifica wikitesto]

Gli strafbataillon furono impiegati soprattutto sul fronte orientale per condurre le operazioni più pericolose al limite di missioni suicide; le perdite erano alte dal momento che i soldati venivano usato per bonificare campi minati, assaltare obiettivi difficili o difendere posizioni contro forze attaccanti preponderanti.

Destino[modifica | modifica wikitesto]

Qualora un soldato venisse ferito veniva spesso lasciato morire o ucciso visto che i dottori della Wehrmacht avevano l'ordine di non curare i membri degli strafbataillon; inoltre i cadaveri dei soldati non venivano seppelliti ma lasciati sul terreno.

Se un soldato arrivava alla fine della sua pena veniva rilasciato, ritenuto "idoneo al combattimento" e mandato in un'altra unità, questa volta con gli stessi diritti di un normale soldato.

Durante gli ultimi giorni della guerra, con il Terzo reich ormai sull'orlo della disfatta, i soldati venivano mandati negli strafbattaillon persino per la più lieve delle infrazioni.

Nella letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Il riferimento più celebre a queste unità si trova nei romanzi dello scrittore danese Sven Hassel, i quali hanno come protagonisti un gruppo di soldati dello strafbataillon.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]