Strada statale

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Simbolo delle strade statali italiane.
Pietra miliare finale della strada statale 16 Adriatica, nei pressi di Otranto.
Casa cantoniera sulla strada statale 14 della Venezia Giulia, nei pressi di Trieste.

Si definisce strada statale un'arteria stradale di "importanza nazionale" gestita dall'amministrazione dello Stato.

In Italia sono definite strade statali le principali arterie, considerate di interesse nazionale. Molte di esse conducono ai confini di Stato, a porti marittimi o aeroporti internazionali, a importanti centri urbani o località turistiche. La rete statale conta all'incirca 12.000 km di strade.

L'ente - a totale partecipazione statale - che gestisce tali strade è l'ANAS S.p.A. (Azienda Nazionale Autonoma delle Strade), fondata, nel 1946, sulle ceneri della vecchia A.A.S.S. (Azienda Autonoma delle Strade Statali) a sua volta istituita nel 1928. L'ANAS, a causa dei processi di urbanizzazione, ha dismesso alcuni tratti di statali, in seguito all'acquisizione degli stessi tratti da parte dei Comuni interessati che ora ne gestiscono la manutenzione.

[modifica] Nomenclatura

Le strade statali italiane sono identificate da un numero e da un nome. Nei segnali stradali e nelle mappe il numero è preceduto dalla sigla SS, acronimo di strada statale. La nomenclatura delle strade statali gestite dall'ANAS segue, generalmente, lo schema SS n, dove n è un numero che va dall'1 (Aurelia) arrivando, alla data di maggio 2006, al 695 (Tangenziale Sud di Otranto) a seconda della data di istituzione della statale.

Le eventuali diramazioni portano invece il numero della statale da cui si diramano, seguito da dir (diramazione), var (variante), racc (raccordo), radd (raddoppio), oppure bis, ter, quater, etc.; in alcuni casi viene utilizzata una combinazione di queste designazioni (es. SS 7bis/var).

I tracciati di alcune statali ricalcano il percorso delle antiche vie consolari romane, come ad esempio la strada statale 7 Via Appia che ripercorre a grandi linee la tratta della Via Appia da cui prende il nome.

Per indicare un punto determinato di una strada statale, si usa indicarne la distanza chilometrica dal punto iniziale (ad esempio: il km 18,500 della strada statale 20 del Colle di Tenda e Valle Roja indica il luogo lungo la SS 20 a 18,5 km da Torino verso Ventimiglia). A questo scopo, lungo le strade statali sono disposte apposite pietre miliari o, più modernamente, cartelli stradali distanziati di un chilometro, numerati progressivamente. Inoltre ogni cento metri vengono posizionati dei cartelli più piccoli che indicano il chilometro espresso sull'ultima pietra miliare o cartello facente scopo e la distanza da questa in numeri romani (I per i 100 m, II per i 200 m, III per i 300 m e così via) per permettere un'identificazione più facile e dettagliata del punto indicato.

Con il Decreto Legislativo n. 112 del 1998, attuato dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 21 febbraio 2000, molte strade, a volte solo dei tratti, sono state cedute, dal demanio stradale nazionale, ai vari demani provinciali e regionali, svincolando l'ANAS dalla loro gestione. Regioni e province una volta acquisite le strade cedute hanno provveduto a cambiare la numerazione della stessa, a volte limitandosi semplicemente a sostituire l'acronimo SS con quelli SR (strada regionale) o SP (strada provinciale) e lasciando invariato il numero, quando ciò non creava soprattutto conflittualità con le strade regionali o provinciali già esistenti; altre volte hanno cambiato totalmente la numerazione. In Trentino - Alto Adige dal 1998 la gestione delle strade statali è stata delegata alla Provincia Autonoma di Trento e alla Provincia Autonoma di Bolzano in applicazione del Decreto Legislativo 2 settembre 1997, n° 320.

L'attuale successione delle statali che va da 1 a 695, è il proseguimento del conteggio iniziale quando, al momento della creazione dell'AASS, nel 1928, Benito Mussolini classificò 137 strade considerate di rilievo nazionale, e le assegnò alla nuova azienda autonoma. Per queste prime 137 strade (sei tra queste si trovano interamente nei territori ceduti dall'Italia alla Jugoslavia a seguito della seconda guerra mondiale) le progressive incominciavano, passavano e terminavano sempre nei centri delle città (tutte le strade statali che partono da Milano cominciano la loro progressiva in piazza Duomo), seguendo i tracciati antichi.

Dopo il 1951, ma soprattutto dopo la legge del 1958 sulle strade pubbliche, lo Stato cominciò a classificarne moltissime altre, anche alcune obiettivamente di scarsa o scarsissima importanza, fino ad arrivare alla fine degli anni ottanta, alla SS 683. Tendenzialmente per queste ultime 400 strade, le progressive venivano fatte iniziare al termine dell'abitato della città da cui partivano.

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