Story of the Year

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Story of the Year
La band in concerto nel 2006
La band in concerto nel 2006
Paese d'origine Stati Uniti Stati Uniti
Genere Emo[1]
Screamo[1]
Post-hardcore[1]
Alternative rock[1]
Punk revival[1]
Post-grunge[1]
Periodo di attività 1995 – in attività
Etichetta Maverick Records
Epitaph Records
Album pubblicati 5
Studio 3
Live 2
Gruppi e artisti correlati Destroy Rebuild Until God Shows
Sito web

Gli Story of the Year sono un gruppo musicale statunitense, formatosi a St. Louis (Missouri) nel 1995.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nascita (1995 - 2002)[modifica | modifica sorgente]

La band nacque inizialmente col nome "67 North", ma fu quasi immediatamente cambiato in "Big Blue Monkey", nome che mantennero fino al 2002.

La firma con la Maverick Records (2002)[modifica | modifica sorgente]

Nel 2002 dopo aver trascorso 7 anni tra pub e locali, registrato demo e tre EP, i "Big Blue Monkey" firmarono il loro primo contratto con la Maverick Records.

Dopo la firma decisero di cambiare di nuovo il nome della band, dopo essersi accorti che esisteva già una band blues chiamata "Big Blue Monkey". Scelsero il loro nome attuale, Story of the Year prendendo spunto dal loro ultimo EP, intitolato proprio in quel modo.

Page Avenue (2002-2004)[modifica | modifica sorgente]

Dopo un anno di lavoro, il 16 settembre 2003 gli Story of the Year pubblicarono il loro primo album Page Avenue, che ottenne un grandissimo successo con oltre 900.000 copie vendute in tutto il mondo.

Il primo singolo estratto dall' album fu Until the Day I Die, che ancora oggi rappresenta il miglior successo della band. Il brano venne trasmesso di continuo nelle stazioni radio nel Luglio/Agosto 2003, come la KROQ e vendette migliaia di copie in tutto il mondo. Venne usato anche per il trailer del film Friday Night Lights e per molti show americani.

Il secondo brano estratto dall'album fu Anthem of Our Dying Day che raggiunse la posizione numero 10 nella Modern Rock Tracks. L'ultimo brano estratto fu Sidewalks che però non riuscì ad ottenere il successo dei due singoli precedenti.

Nello stesso anno il gruppo avviò un tour insieme alla band Linkin Park nel Meteora World Tour come band di supporto insieme ai P.O.D e gli Hoobastank. Inoltre presero parte al Warped Tour una tournée di musica e sport estremi organizzata e sponsorizzata dall'azienda di scarpe per BMX e skateboard Vans e inseriti nel Warped Tour 2003 Tour Compilation.

In the Wake of Determination (2004-2006)[modifica | modifica sorgente]

Alla fine del 2004 gli Story of the Year tornarono in studio con il produttore discografico Steve Evetts e l'11 ottobre 2005 pubblicarono il loro secondo album In the Wake of Determination.

L'album è molto più pesante rispetto al precedente e secondo la band rispecchia il loro "vero suono". Questo viene dimostrato dai due singoli estratti dall'album: We Don't Care Anymore e Take Me Back, i quali non riuscirono a riscuotere il successo dei singoli precedenti estratti dall'album Page Avenue.

La band terminò il 2006 con un maxi tour in Australia e in Nuova Zelanda, con il supporto di altre due band: gli Emery e i Flogging Molly.

La firma con Epitaph Records e The Black Swan (2007–2009)[modifica | modifica sorgente]

Dopo due anni di silenzio il 19 aprile 2008 gli Story of the Year fecero il loro ritorno sulla scena mondiale pubblicando The Black Swan, ritornando a collaborare con il produttore John Feldmann dopo l'album Page Avenue e con il supporto di Elvis Baskette. L'album debuttò alla posizione numero 6 della UK Rock Charts e alla 18 della Billboard 200 Chart, vendendo in una settimana circa 21.000 copie.

Per la registrazione del nuovo album, la band decise di concludere la relazione quinquennale con la Maverick Records e firmare con la Epitaph Records.

Dall'album vennero rilasciati tre singoli: Wake Up, The Antidote e Terrified. Il primi due riscontrarono un buon successo a livello internazionale, mentre il terzo non ebbe la stessa fortuna.

The Constant (2009-presente)[modifica | modifica sorgente]

Nel maggio 2009 il chitarrista Ryan Phillips annunciò che gli Story of the Year erano ritornati in studio per registrare un nuovo album, definito dallo stesso Phillips:

« The Constant: Stiamo facendo un lavoro straordinario, e l'album preannuncia di essere veramente grandioso. »

Il 10 dicembre Russell e Phillips presentarono per la prima volta I'm Alive in una stazione radio. La band inoltre dichiarò sul proprio Twitter che la traccia sarebbe stata rilasciata come singolo ufficiale il 5 gennaio 2010.

L'album The Constant venne rilasciato il 16 febbraio 2010, attraverso la casa discografica Epitaph Records. La versione deluxe, disponibile su iTunes, include inoltre due bonus track: Your Unsung Friend e Tonight We Fall. Il primo singolo rilasciato fu proprio I'm Alive, mentre il secondo fu The Dream Is Over.

Nel gennaio del 2011, gli Story of the Year registrarono una nuovo pezzo intitolato Breed che verrà utilizzato nel prossimo album in tributo ai Nirvana. Il brano venne registrato a St. Louis, insieme al produttore Matt Amelung nel Second Story Studio.

Stile[modifica | modifica sorgente]

La band viene identificata ormai in ambito internazionale come una dei maggiori esponenti dei generi post-hardcore, alternative rock, metal punk e post-grunge. Anche se la band si è esibita anche in altri stili, come l'hard rock, il pop punk e l'emo o emocore.

Tuttavia la band preferisce non essere etichettata con molti generi, ma tende a riferirsi semplicemente a se stessa come una rock band.

Membri[modifica | modifica sorgente]

Big Blue Monkey[modifica | modifica sorgente]

Story of the Year[modifica | modifica sorgente]

Timeline della formazione[modifica | modifica sorgente]

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Studio[modifica | modifica sorgente]

Live[modifica | modifica sorgente]

  • 2005 - Live in the Lou/Bassassins
  • 2008 - Our Time Is Now: Two Years in the Life of...

EP[modifica | modifica sorgente]

  • Three Days Broken (1998)
  • Truth In Separation (1999)
  • Story of the Year (2002)
  • The Antidote/Tell Me (P.A.C) (2008)

Apparizioni in compilation[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f Scheda sulla band da allmusic.com

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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