Storia futura

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Una Parigi immaginata nel futuro del 1911, nel romanzo La fin du monde di Camille Flammarion (1894).

L'espressione storia futura indica una storia del futuro postulata, accennata o raccontata in un'opera di fantascienza in modo da costituire uno sfondo per quell'opera o per un gruppo di opere che la condividono. Talvolta l'autore pubblica una cronologia degli eventi della storia futura (indipendentemente o in appendice alla sua opera), mentre in altri casi il lettore deve ricostruire la successione degli avvenimenti a partire da informazioni fornite dal racconto o romanzo che sta leggendo.

Sviluppo del concetto di storia futura[modifica | modifica wikitesto]

Il termine sembra essere stato coniato da John W. Campbell, Jr., il direttore di Astounding Science Fiction, nel numero di febbraio del 1941 della rivista, in riferimento alla Storia futura (Future History) di Robert A. Heinlein. Di solito si indica Neil R. Jones come il primo autore ad avere creato una storia futura.[1]

Una serie di racconti o romanzi che condividono uno sfondo, ma non sono veramente interessati alla sequenza degli eventi storici nel loro universo, non si considerano di solito come esempi di storie future. Per esempio, né il Ciclo dei Vor (Vorkosigan saga) di Lois McMaster Bujold né i racconti di George R. R. Martin degli anni settanta che condividono una ambientazione sono generalmente considerate storie future. Raramente si considerano storie future singole opere di fantascienza che traccino un arco storico. Ad esempio, Un cantico per Leibowitz di Walter M. Miller Jr. solitamente non è considerato una storia futura.

Prima dell'invenzione di Heinlein e Campbell erano state pubblicate alcune opere che costituivano una "storia futura" in un senso più letterale del termine, cioè, racconti o interi libri che fingevano di essere estratti di un testo di storia del futuro e che erano scritti con stile storiografico, cioè non avendo dei protagonisti ma descrivendo lo sviluppo di società e nazioni sull'arco di decenni o di secoli. Tra queste opere troviamo La conquista della Cina (The Unparalleled Invasion, 1914) di Jack London, che descrive una devastante guerra tra un'alleanza di nazioni occidentali e la Cina nel 1975, conclusa con un completo genocidio dei cinesi. Essa è descritta in una breve nota a piè di pagina in "Excerpt from Walt Mervin's 'Certain Essays in History'"; Le Chapitre suivant (1927) di André Maurois, dove una banda di cospiratori benintenzionati intende evitare una devastante guerra mondiale unendo l'umanità nell'odio di un inesistente nemico lunare, solo per scoprire che la luna è veramente abitata e che essi hanno involontariamente scatenato la prima guerra interplanetaria. Anche questa è esplicitamente descritta come citazione da un testo di storia del futuro.

L'opera più ambiziosa appartenente a questo sottogenere è The Shape of Things to Come (1933) di H.G. Wells, scritta in forma di un libro di storia pubblicato nell'anno 2106 e - al modo di un vero libro di storia - contenente numerose note a piè di pagine che fanno riferimento alle opere di importanti storici (per lo più immaginari) del ventesimo e ventunesimo secolo.

Storie future notevoli[modifica | modifica wikitesto]

Tra le altre storie future degne di nota vi sono:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ashley, M. (April, 1989). The Immortal Professor, Astro Adventures No.7, p.6.
  2. ^ Los Angeles: A History of the Future