Storia di Danzica
La storia di Danzica è millenaria e piena di avvenimenti.
Albori[modifica]
Prima della fondazione di Danzica, le vicinanze erano abitate da popolazioni appartenenti alle varie culture archeologice dell'età della Pietra, età del Bronzo ed età del ferro. Insediamenti esistettero nell'area per diversi secoli prima della nascita di Cristo. La costa veniva chiamata Gothiscandza da Giordane; Tacito ne fece riferimento nel suo Germania. Entrambi gli storici ritenevano che l'area fosse popolata.
È noto che i Casciubi migrarono nell'area, ma è sicuro che si insediarono nelle zone vicine della Pomerania con il movimento generale delle popolazioni slave, dalle paludi di Pripjet, verso nord e ovest, dopo il 600. Ci sono tracce di un insediamento di artigiani e pescatori dell'VIII e IX secolo, mentre è del X secolo un importante caposaldo dei duchi di Pomerania con almeno 1.000 abitanti.
Fondazione della città[modifica]
Anche se c'erano già delle strutture in legno, l'anno 997 è stato, di recente, considerato essere la data di fondazione della città, come anno in cui Sant'Adalberto da Praga (inviato dal re polacco Boleslao il Grande a conquistare la Prussia) viaggiò fino al Castello di Gdańsk (Gyddanyzc): nel 1997 la Polonia ha celebrato il millennio della fondazione di Danzica da parte di Miecislao I di Polonia, duca del territorio che in seguito si sarebbe chiamato Polonia, che venne accolto per competere con i porti di Stettino e Wolin sul fiume Oder.
Miecislao I di Polonia e il figlio ricevettero la terra in pegno e il titolo ducale dagli imperatori Ottoniani nel 1000; Danzica apparteneva al territorio in seguito chiamato Pomerania, e al vescovado di Kołobrzeg (mai effettivamente in carica), e a partire dal 1015 circa al vescovado pomeraniano di Kruszwica, nel 1124 la città venne assegnata alla diocesi di Włocławek (Cuiavia-Pomerania), mentre diverse crociate vennero ordinate dai papi, per evangelizzare le pagane Prussia e Pomerania, che per secoli si difesero dai tentativi di conquista da parte delle altre tribù polacche.
Le varianti del nome della città, presenti nei documenti, dal medioevo all'inizio dell'era moderna sono: Gyddanzyc, Kdansk, Gdanzc, Dantzk, Dantzk, Dantzig, Dantzigk, Dantiscum e Gedanum.
Capitale del Ducato di Pomerania (1138 - 1294/1308)[modifica]
Nel XII secolo, la Polonia venne divisa in diverse province sotto la supremazia dell'Alto Duca di Cracovia. In realtà il Ducato di Pomerania stava riacquistando sempre più indipendenza. Danzica fu la capitale di un'intera dinastia di duchi, i più famosi dei quali furono Mestwin I (1207–1220) Swantipolk II il Grande (1215–1266) e Mestwin II (1271–1294)
Nel 1235 circa, la città contava qualcosa come 2.000 abitanti e le venne garantito un capitolo (dal duca Swantipolk) che incorporava il Diritto di Lubecca. Sempre più mercanti dalle città di Lubecca e Brema, della Lega Anseatica, si insediarono nella città. Ufficialmente riconosciuta come città nel 1224 e battezzata Gdańsk, crebbe fino a diventare uno dei porti più importanti per il commercio e la pesca, lungo la costa del Mar Baltico.
Nel 1282/1294 Mestwin II, l'ultimo duca della Pomerania Orientale, cedette tutte le sue terre, inclusa Danzica, al duca imperiale (in seguito re) Przemysl II di Polonia. Dopo il suo assassinio nel 1296, la città venne temporaneamente governata dai re di Boemia e Polonia, Venceslao II e suo figlio Venceslao III.
Occupazione da parte dei Cavalieri Teutonici (1308-1454)[modifica]
All'inizio del XIV secolo, la regione venne trascinata in una guerra che coinvolgeva Polonia e Brandeburgo. Le rivendicazioni del Brandeburgo su Danzica e la Pomerania si basavano su un trattato dell'8 agosto 1305, tra il governante del Brandeburgo e Venceslao III, che prometteva il territorio di Meissen alla corona boema, in cambio di Danzica e Pomerania (il contratto non era stato fatto).
Durante il corso della guerra, Danzica venne assediata (novembre 1308) dai Cavalieri Teutonici, chiamati da Wladislaw Lokietek di Polonia. Tutti gli abitanti della città, sia polacchi che tedeschi, vennero brutalmente massacrati (Il massacro viene contestato da alcuni, ma cionondimeno ci fu una stagnazione e anche un arretramento nello sviluppo di Danzica, che potrebbe confermarlo). L'Ordine Teutonico continuò l'invasione delle terre polacche, incorporandole nei propri domini. Nel settembre 1309, il Margravio Waldemar di Brandeburgo vendette le sue pretese sul territorio all'Ordine Teutonico per 10.000 marchi. Fu allora che la città venne chiamata per la prima volta con il suo nome tedesco "Danzig". Questo fu l'inizio di una serie di conflitti tra la Polonia e l'Ordine Teutonico.
Inizialmente i nuovi governanti cercarono di ridurre l'importanza economica di Danzica, abolendo il governo locale e i privilegi dei mercanti di Lubecca. Ciò apparentemente si lega al fatto che il consiglio cittadino di Danzica, compresi Arnold Hecht e Conrad Leczkow venne rimosso nel 1411 e i suoi membri decapitati. In seguito dovettero accettare il fatto che Danzica difendesse la sua indipendenza e fosse il più grande porto di mare della regione, dopo aver sorpassato in importanza Elbląg, un'altra vicina città Anseatica Prussiana. Successivamente la città prosperò, beneficiando di grandi investimenti e della prosperità economica in Prussia e Polonia, la quale stimolò i traffici lungo la Vistola. La città divenne un membro a tutti gli effetti della Lega Anseatica per il 1361, ma i suoi mercanti rimasero risentiti per le barriere al commercio lungo la Vistola, verso la Polonia, unitamente alla mancanza di diritti politici in uno stato governato nell'interesse dei monaci-guerrieri religiosamente motivati dell'Ordine.
Il possesso di Danzica da parte dell'Ordine Teutonico venne contestato per tutto il tempo dai sovrani polacchi Ladislao I e Casimiro il Grande, il che portò a una serie di guerre sanguinose e azioni legali alla corte papale nel 1320 e 1333. Finalmente nel 1343 venne conclusa la pace, quando i Cavalieri Teutonici accettarono di controllare la Pomernia di Danzica, come concessione o dono dei sovrani polacchi, e riconobbero anche la sovranità feudale della Polonia. I diritti polacchi sulla Pomerania non vennero più contestati e i sovrani polacchi conservarono il titolo di Duca di Pomerania.
Guida della Prussia Reale (1454/66-1793)[modifica]
Nel 1440, Danzica si uni alle città Anseatiche di Elbląg e Toruń per formare la Confederazione Prussiana, che venne appoggiata da Casimiro IV di Polonia nella sua ribellione (febbraio 1454) contro il governo dell'Ordine Teutonico. La risultante "Guerra delle Città" o Guerra dei Tredici Anni finì con la sconfitta dell'Ordine e la sua resa alla corona polacca (Secondo Trattato di Thorn, ottobre 1466) dei diritti su Danzica, Pomerania e il resto dell'area, successivamente conosciuta come Prussia Reale o "Polacca".
Il XV e XVI secolo portarono cambiamenti all'eredità culturale della città. Questi cambiamenti si possono vedere nelle arti, nel linguaggio e nei contributi al mondo scientifico. Nel 1471, un vascello comandato dal capitano Paul Beneke portò in città la pala d'altare intitolata: Giudizio Universale (Jüngste Gericht), dell'artista Hans Memling. Attorno al 1480–1490, vennero installate nella Chiesa di Santa Maria delle tavolette che ritraevano i dieci comandamenti (1) in linguaggio Basso Tedesco.
Nel 1566 fu adottata come lingua ufficiale delle istituzioni della città all'alto tedesco al posto del basso tedesco usato nelle città anseatiche.
Georg Joachim Rhetico visitò il sindaco di Danzica nel 1539, mentre stava lavorando con Niccolò Copernico nella vicina Frombork. Il sindaco diede a Rheticus assistenza finanziaria per la pubblicazione della Narratio Prima, che venne pubblicata in città dallo stampatore Rhode nel 1540, ed è a tutt'oggi considerata la migliore introduzione alla teoria Copernicana. Mentre era a Danzica, Rheticus, che era anche un cartografo e fabbricante di strumenti di navigazione, intervistava i piloti sulle loro necessità di navigazione. Presentò la Tabula chorographica auff Preusse al duca Alberto I di Prussia nel 1541.
La città lottò per restare un membro indipendente della Lega Anseatica, durante tutto il XVI secolo, contro una serie di pressioni (si veda Alberto IV Giese, un membro del consiglio e di una storica famiglia patrizia di Danzica, per i dettagli).
Lo stampatore locale Andreas Hünefeld(t) (Hunsfeldus) (1606–1652) stampò una versione di Danzica dei manifesti Rosacroce. In seguito, pubblicò i poemi di Martin Opitz. Il famoso poeta era morto nel 1639 e un suo amico, il Pastore di Danzica conosciuto come Bartholomaeus Nigrinus, assieme a due associati, editò i poemi di Opitz per la casa di stampa di Hünefeld.
Nel 1606 venne fondata una distilleria detta Der Lachs (il Salmone), che produceva uno dei più famosi prodotti di Danzica, un liquore chiamato Goldwasser ("Acqua d'oro di Danzica"), fatto con erbe e con piccoli fiocchi d'oro a 23 carati che galleggiavano nella bottiglia. La ricetta, assieme ad altre, nel 1945 venne esportata nella Germania occidentale, dove il liquore continuò a essere prodotto.
Dal XIV, fino alla metà del XVII secolo, Danzica sperimentò una crescita rapida, divenendo la più grossa città sulla costa del Mar Baltico nel XVI secolo, grazie ai suoi ampi commerci con i Paesi Bassi e la sua gestione della maggior parte del traffico marittimo polacco, trasportato a nord sulla Vistola. La prospettiva della città venne comunque gravemente danneggaita dalla Guerra dei Trent'Anni (1618–1648) e dalla Seconda guerra del nord (1655–1660), soffrì inoltre di un'epidemia di peste bubbonica nel 1709.
Danzica prese parte a tutte le conferenze della Lega Anseatica fino all'ultima che si tenne nel 1669. Per quell'epoca le Province Unite e altre potenze commerciali marittime avevano sorpassato i centri commerciali del Mar Baltico come Danzica.
Nel 1743 la Società di Ricerca di Danzica (Naturforschende Gesellschaft in Danzig) venne fondata da Daniel Gralath.
Nel Regno di Prussia (1793-1806, 1815-1919)[modifica]
Verso la fine del XVIII secolo, con la Spartizione della Polonia (1772), gli abitanti di Danzica di lingua tedesca combatterono ferocemente per restare indipendenti, mentre la maggioranza della Pomerania Polacca ricadde sotto il Regno di Prussia. Danzica fu circondata da territori prussiani fino al 1793, data in cui venne incorporata nel Regno, come parte della provincia della Prussia Occidentale, ritornando al governo diretto della Prussia, dopo un secondo breve periodo (1807–14) come Libera Città di Danzica.
Dalla prima partizione della Polonia, la città perse la sua funzione di principale porto per le esportazioni polacche attraverso il Mar Baltico e smise di essere il principale porto della regione, sperimentando un prolungato declino economico e demografico.
Con la rivoluzione industriale, i treni a vapore, le navi e i macchinari industriali, la Schichau Werke di Ferdinand Schichau riportò il predominio economico nella vicina Elbląg. Comunque, Schichau in seguito costruì un grande cantiere navale anche a Danzica.
Dal 1824 fino al 1878, la Prussia Orientale e quella Occidentale vennero unite in una singola provincia del Regno Prussiano. Ma, anche se Danzica era parte del Regno di Prussia, non fu mai un membro della Confederazione Tedesca (Deutsche Bund) del 1815–1866. Dopo lo scioglimento della Confederazione, la città venne incorporata, assieme al resto della Prussia, nella Confederazione Tedesca del Nord nel 1867 e nell'appena costituito Impero tedesco nel 1871.
Libera Città di Danzica – Freie Stadt Danzig (1920-1939)[modifica]
A seguito della sconfitta tedesca nella prima guerra mondiale, le potenze alleate, nel Trattato di Versailles (1919) decisero di creare la Libera Città di Danzica (governata da un commissario nominato dalla Società delle Nazioni) che comprendeva la città stessa, il porto e un piccolo territorio circostante. Lo scopo di questa decisione era di permettere ai polacchi di poter usare ancora Danzica come loro porto principale e al tempo stesso di non subordinare la popolazione tedesca della città al governo diretto della Polonia. La Società delle Nazioni rigettò la petizione dei cittadini per denominare ufficialmente la città come: Libera Città Anseatica di Danzica (Freie Hansastadt Danzig). Comunque la Società li riconobbe come cittadini di Danzica con una cittadinanza separata e quindi non più in possesso della cittadinanza tedesca.
L'obiettivo strategico della Polonia era di riconquistare l'accesso al mare aperto e le concessioni territoriali date alla Polonia dal Trattato di Versailles erano una buona opportunità per ottenerlo. Il governo polacco, inoltre, sperava di riportare le relazioni con il suo porto principale allo stato precedente al 1772. Comunque, nel momento cruciale della Guerra Polacco-Sovietica, quando l'esercito sovietico si stava avvicinando a Varsavia, i lavoratori di Danzica entrarono in sciopero per bloccare la consegna delle munizioni all'esercito polacco. Questa mossa trascinò entrambe le parti nel conflitto che segnò la storia della Libera Città di Danzica.
Venne creata dalle potenze alleate una unione doganale con la Polonia, la quale dava il porto Westerplatte di Danzica alla Repubblica Polacca come deposito militare. La separazione del porto di Danzica, dell'ufficio postale e dell'ufficio doganale, in base al trattato, venne detta essere giustificata dalla necessità della Polonia di un accesso diretto al Mar Baltico. La Polonia allora stazionò piccoli raggruppamenti di truppe al Westerplatte. Con grande risentimento degli abitanti di Danzica i polacchi, usando considerevoli investimenti stranieri, iniziarono a costruire un grande porto militare a Gdynia (precedentemente Gdingen), a soli 25 km da Danzica. Contrariamente a Danzica, Gdynia era un possedimento diretto della Polonia e presto venne conosciuto come la "finestra polacca sull'esterno".
Dopo la prima guerra mondiale si ebbe un massiccio afflusso di polacchi nell'area. Prima della guerra Gdingen era stato un piccolo villaggio termale e di pescatori con 1.000 abitanti. Con l'acquisizione polacca Gdynia, vent'anni dopo, aveva oltre 100.000 abitanti polacchi.
A causa della guerra commerciale tra Polonia e Germania del 1925–1934, la Polonia era più focalizzata che mai sul commercio internazionale. Ad esempio, furono costruite nuove ferrovie per collegare la Slesia con la costa e nuove tariffe resero molto conveniente spedire le merci tramite i porti polacchi piuttosto che da quelli tedeschi. Gdynia divenne il più grande porto del Mar Baltico, ma anche Danzica approfittò di questa prosperità. Cionondimeno, i polacchi utilizzarono frequentemente le sanzioni economiche durante il conflitto con le autorità della Libera Città e come risultato Danzica ne soffrì pesantemente.
La forte economia della fine degli anni venti non fu sfruttata bene da Danzica, in quanto i leader cittadini erano più interessati a preparare la strada per la futura riunione con la Germania che non a migliorare le relazioni con la Polonia.
La Libera Città di Danzica emise propri francobolli e una propria valuta (il Gulden). Molti esempi di francobolli e monete, che recano la scritta Freie Stadt Danzig, sopravvivono nelle collezioni. Il desiderio generale degli abitanti era per un'eventuale riunione alla Germania e le elezioni nella città generalmente diedero la vittoria agli elementi nazionalisti. Questo culminò nell'elezione di un governo del Partito Nazista nelle elezioni del maggio 1933, poco dopo l'ascesa al potere in Germania di Adolf Hitler.
L'incorporazione tedesca di Danzica fu una delle pretese territoriali nazionaliste che ogni governo della Repubblica di Weimar aveva messo in agenda. Il governo nazista, dopo aver preso il potere in Germania nel 1933, fece inscenare nel 1934 al governo di Danzica un incidente militare. Ma alla fine la Germania, che non aveva ancora iniziato a riarmarsi apertamente, decise di giungere al compromesso piuttosto che rischiare la guerra con l'allora molto più preparato esercito polacco.
Un accordo di non-aggressione Tedesco-Polacco venne firmato e al governo della Libera Città di Danzica venne ordinato dai nazisti di cessare la creazione di problemi. Polonia e Danzica entrarono in un breve periodo di buona cooperazione economica e di prosperità. Si stava comunque costruendo una società totalitaria ed essere parte di un gruppo della minoranza – sia polacca sia ebraica – richiedeva una buona dose di coraggio di fronte ai quotidiani atti di violenza e di persecuzione.
Nel 1939 la comunità ebraica decise che tutti i suoi membri dovevano andarsene, non solo da Danzica ma dall'intera regione, in quanto realizzarono che si sarebbero ben presto trovati nelle mani dei nazisti. La loro evacuazione fu conseguita con successo.
Seconda guerra mondiale (1939-1945)[modifica]
A seguito dell'annessione dell'Austria e dei Sudeti, la Germania, nell'ottobre 1938 sollecitò la cessione della Libera Città. Non sorprendentemente, la Polonia rifiutò di cedere alla minaccia e fu appoggiata nella sua presa di posizione dai governi di Francia e Regno Unito, disturbate dall'occupazione nazista di Praga del marzo 1939. Il 1º settembre 1939, le truppe tedesche invasero la Polonia, iniziando la seconda guerra mondiale. Il 2 settembre la Germania si annesse la Libera Città di Danzica. Il regime nazista uccise i postini polacchi che difendevano l'Ufficio Postale Polacco: questo fu uno dei primi crimini di guerra della seconda guerra mondiale. Altri soldati polacchi, che difendevano il caposaldo del Westerplatte, si arresero dopo 7 giorni di combattimento. Il comandante tedesco restituì la spada al comandante polacco per aver sostenuto una lotta coraggiosa. Nell'ottobre 1939, Danzica, assieme al resto della Pomerania Polacca a sud e a ovest, divenne il Reichsgau (distretto amministrativo) di Danzica-Prussia Occidentale (Danzig-Westpreussen).
I polacchi, così come i tedeschi dissidenti, vennero inviati nei campi di concentramento, principalmente nella vicina Stutthof, dove perirono 85.000 dei locali. Una cifra stimata in 60.000 membri dell'intellighenzia casciuba e polacca, vennero uccisi in massa a Piaśnica.
All'inizio del 1945 la Germania iniziò a evacuare i civili da Danzica. Gran parte della popolazione tedesca lasciò la città, molti con un'evacuazione via mare verso lo Schleswig-Holstein. Questa avvenne durante l'inverno, sotto pesanti bombardamenti alleati e con il costante pericolo dei sottomarini.
Il 30 marzo 1945 l'Armata Rossa prese Danzica. Nei giorni seguenti, i soldati sovietici ebbero completamente mano libera in città. A Danzica ci furono scene di brutale violenza e la città venne anche data alle fiamme.
La storia ufficiale tedesca stima che circa 100.000 abitanti di Danzica ( circa 40% della popolazione pre-guerra ) persero la vita durante la guerra, compresa l'evacuazione e la conquista sovietica della città.
Dopoguerra[modifica]
Ancor prima della fine della seconda guerra mondiale, la Conferenza di Jalta aveva deciso di porre Danzig, che ora si sarebbe chiamata Gdańsk, sotto un'amministrazione polacca de facto e questa decisione venne confermata dalla Conferenza di Potsdam. Un trattato tra la Polonia e la Repubblica Democratica Tedesca, nel 1950, cedeva Danzica e altre zone alla Polonia. Comunque, a causa dell'assenza di un trattato formale di pace e alla potente influenza dei rifugiati orientali nella Germania Ovest, la Repubblica Federale non riconobbe i nuovi confini fino all'introduzione della Ostpolitik da parte del Cancelliere Willy Brandt, nel 1970. I confini vennero riaffermati da un trattato con la Germania unita nel 1990.
Dopo la guerra, un'amministazione polacca a guida comunista venne dichiarata per Danzica. Cionondimeno, la città venne gravemente devastata.
Dopo la fine della guerra, quasi tutti i cittadini tedeschi che tornarono in città e vi restarono, furono riconosciuti come nemici stranieri. I polacchi incolpavano apertamente i cittadini di Danzica per la seconda guerra mondiale.
Gran parte dei tedeschi dovettero affrontare un comitato speciale di verifica che giudicava il loro comportamento durante la guerra. Molti fallirono, anche se le loro radici familiari a Danzig/Gdańsk risalivano a molti secoli prima, o erano di discendenza casciuba, perché avevano dimostrato il loro appoggio alla Germania durante la seconda guerra mondiale. I comitati sono stati spesso criticati, in quanto vennero formati da un governo comunista e i loro membri non erano sempre competenti.
In seguito, le richieste di cittadinanza vennero sottoposte a un processo giudiziario. Ciononostante, se a qualcuno veniva concessa la cittadinanza polacca, questi non era in grado di emigrare in Germania di sua spontanea volontà. Dopo il 1948, Stalin fece in modo che il governo polacco chiudesse i confini per coloro che volevano riunirsi alle loro famiglie in Germania. Le persone di origine tedesca venivano discriminate e dovevano ottenere permessi speciali per l'emigrazione.
Nell'intero processo, la maggior parte degli ex-cittadini tedeschi di Danzica scapparono nella Repubblica Federale Tedesca.
Nuovi residenti polacchi vennero insediati a Danzica da altre parti della Polonia e dalle zone di lingua polacca ad est della Linea Curzon, che vennero annesse all'Unione Sovietica dopo la seconda guerra mondiale. Anche molti casciubi della zona si trasferirono in città. La città venne quindi trasformata da una in cui il tedesco era la lingua principale – quella ritratta ad esempio, da Günter Grass, nativo di Danzica, nei romanzi Il tamburo di latta e Anni di cane – in una in cui la maggioranza delle persone parlava polacco.
Alla fine, gli artigiani polacchi ripristinarono buona parte della vecchia architettura della città, il 90% della quale era stata distrutta nella guerra, ma rimossero quasi tutte le scritte tedesche. Tutti i nomi tedeschi di strade, palazzi cantieri e distretti vennero convertiti in nomi polacchi, come Długi Targ per Langemarkt (Mercato Lungo), la principale arteria pedonale della città.
Danzica, ancora una volta porto principale della Polonia, fu la scena delle dimostrazioni anti-governative che portarono alla caduta del leader comunista polacco Władysław Gomułka nel dicembre 1970, e dieci anni dopo fu il luogo di nascita di Solidarność, il movimento sindacale la cui opposizione al governo, pose fine al regime del partito comunista nel 1989 e all'elezione a Presidente della Polonia del suo leader Lech Wałęsa. Danzica rimane tutt'oggi un importante porto, città turistica e industriale.
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