Storia della mafia siracusana
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Indice |
[modifica] Gli albori
Il fenomeno mafioso in città diviene evidente negli anni settanta, sebbene in passato Siracusa abbia sofferto altre tipologie criminali.
Il fondatore vero e proprio della criminalità organizzata aretusea fu Agostino Urso[1], detto u prufissuri, perché durante la sua detenzione nel carcere di Augusta (detenzione causata da un accoltellamento ad un tunisino nella pizzeria in cui lavorava), dopo aver letto il libro La mano nera, decise di fondare il clan intestato a suo nome assieme ad altri personaggi storici della malavita siracusana tra cui Totuccio Schiavone, Nunzio Rizza e Clemente Alberto Leone anch'essi detenuti. Il suo clan per anni ha dominato la città gestendone il racket delle estorsioni e le altre attività illecite .
Nell' estate 1981, si ruppero alcuni equilibri all' interno del clan, con le scissioni dal gruppo madre di Rizza e Schiavone fondarono due cosche distinte che portavano i loro nomi. Dopo questa mezza rivoluzione, il clan Urso non controllerà più l'intera città in quanto, dopo un apposito summit, i tre gruppi stabilirono di comune accordo di spartirsi le zone cittadine : ad Urso andò l' isola di Ortigia con il mercato ittico ed ortofrutticolo, mentre ai clan Rizza e Schiavone tutta la terraferma a partire dalla Borgata Santa Lucia fino al viale Teracati[2].
Nemmeno gli accordi di spartizione del territorio bastarono a placare le faide che imperversarono al primo segno di tradimento, con l'estorsione di denaro presso un'attività commerciale nel territorio degli Urso. Quindi nell'estate del 1981 il boss Rizza venne eliminato con un plateale agguato ordinato da Agostino u prufissure. Solo Totuccio Schiavone con il suo gruppo resistettero fino a quando il reggente si dette alla latitanza, sostenendo cosi' la famiglia Urso che nel frattempo veniva affiancata dal clan Bottaro retto da Salvatore Bottaro. Le due cosche infatti presero la nuova denominazione di "Urso-Bottaro", e controllando quasi interamente Siracusa si resero protagonisti di una sanguinosa faida con il clan cittadino del boss Salvatore Belfiore detto u cinìsi, nonché contro alcune cosche della Provincia su cui intendevano estendere il controllo. Fra le vittime di quella faida che insanguinò l'intero territorio aretuseo, vi fu l'omicidio del superboss Agostino Urso, ucciso per mano dei clan della provincia; dalla sua scomparsa iniziò l'ascesa del gruppo Bottaro che si prefissò l'obiettivo di colmare il vuoto lasciato da u prufissuri.
[modifica] L'espansione del fenomeno
Con la fine degli anni novanta e l'inizio del nuovo millennio i gruppi Bottaro e Santa Panagia decidono di monopolizzare insieme i settori delle estorsioni e del traffico di droga in città e nei comuni limitrofi; a questi si aggiungerà il gruppo Attanasio, capeggiato dall'emergente e spietato boss Alessio Attanasio (attualmente detenuto presso il carcere di Viterbo con la condanna definitiva di 18 anni), genero dello sopraccitato storico capomafia Salvatore Bottaro che assieme ad un gruppo di giovanissimi salì alla ribalta nella primavera del 1995 intraprendendo un'altra sanguinosa guerra contro il gruppo di Santa Panagia che intendeva conquistare l'intera città a discapito degli Urso-Bottaro.
Nel maggio 2005 il boss Bottaro, già condannato all'ergastolo e al regime del 41 bis, si suicida con alcuni colpi di pistola nella sua abitazione; questa morte inciderà non poco sulla criminalità siracusana, che da quel momento verrà pilotata dal clan Attanasio, che assieme ai clan dei quartieri Santa Panagia e Borgata Santa Lucia (quest'ultimo gruppo è composto da vecchi e nuovi appartenenti del clan Bottaro che hanno dato i natali a tale organizzazione criminale), è divenuta la realtà mafiosa più potente della città e della Provincia, dato che i tentacoli dell'organizzazione si sono spinti oltre i confini di Siracusa.
Negli ultimi mesi importanti operazioni della Direzione Distrettuale Antimafia di Catania, hanno ridimensionato quasi completamente la mappa malavitosa siracusana: il 17 luglio 2007 viene smantellato sul nascere il nuovo gruppo di Santa Panagia rivitalizzato dai suoi più alti esponenti da poco scarcerati: la cosca aveva in serbo mire egemoni in città e non solo[3]. Recentemente sono state colpite le famiglie Attanasio-Bottaro-Messina grazie a 70 arresti[4].
[modifica] La legalità esiste
Da poco tempo è stato riaperto (per la quarta volta) l'Irish Pub dopo i 3 precedenti incendi dolosi che lo hanno distrutto per mano della malavita organizzata. Sito nel centro storico aretuseo è divenuto subito il simbolo della lotta alla criminalità, in particolare contro il racket delle estorsioni. Il proprietario, Bruno Piazzese, attuale presidente dell'Associazione Antiracket di Siracusa, ha sposato la causa della legalità denunciando i suoi estortori. La ricostruzione ex-novo del locale è stata finanziata dal fondo antiracket. Tuttavia l'intera provincia di Siracusa è ancora assoggettata ampiamente dal fenomeno dell'estorsione.
[modifica] Note
- ^ http://www.addiopizzocatania.org/pdf/14_11_07/CT1411MO03.pdf
- ^ in quegli anni il viale Scala Greca, l'attuale ingresso nord di Siracusa non esisteva ancora
- ^ http://www.poliziadistato.it/pds/news/index.php?aa=2007&mm=07&id=1323
- ^ http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsID=75714

