Storia della Valle d'Aosta

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1leftarrow.pngVoce principale: Valle d'Aosta.

La Storia della Valle d'Aosta riguarda le vicende storiche relative alla Valle d'Aosta, la più piccola Regione italiana. Molto spesso, per questioni organizzative e amministrative, Aosta viene definita come provincia unica della regione. In realtà, la provincia di Aosta è stata abolita con decreto legislativo il sette settembre 1945.[1] La Valle d'Aosta è una delle quattro prime regioni autonome istituite in Italia nel 1948.

Frontaliera con la Francia e la Svizzera, essa è caratterizzata per il suo particolarismo linguistico. La popolazione parla una lingua galloromanza, definita francoprovenzale, il patois valdostano. L'evoluzione storica ha portato alla costituzione di una regione ufficialmente bilingue, dove l'italiano e il francese godono di uno status di lingue ufficiali paritarie[2].

Storia antica[modifica | modifica wikitesto]

La Valle d'Aosta era abitata dalla popolazione celtica dei Salassi (sono stati rinvenuti comunque megaliti risalenti al 3000 a.C.), nel 25 a.C. fu conquistata dai Romani, che vi fondarono Augusta Prætoria Salassorum, l'odierna Aosta. Importante sotto il profilo militare e strategico per il controllo dei valichi del Piccolo e del Gran San Bernardo.

Altre città furono fondate lungo la valle della Dora Baltea, come Carema (Quadragesima Galliarum, cioè « alla quarantesima pietra miliare della via delle Gallie »), dove si trovava un posto di controllo, Quart (Ad quartum lapidem, cioè « alla quarta pietra miliare »), Chétoz (Ad sextum lapidem, cioè « alla sesta pietra miliare »), Nus (Ad nonum lapidem, cioè « alla nona pietra miliare »), Diémoz (Ad decimum lapidem, cioè « alla decima pietra miliare »), che indicavano la distanza a partire da Aosta. Altri borghi e guarnigioni militari erano Verrès (Vitricium), Châtillon (Castellio), oppure i fundi di Charvensod (Calventianus), Gressan (Gratianus) e Jovençan (Joventianus). I coloni Aymus e Avilius diedero il nome a Aymavilles[senza fonte].

Il popolo dei Salassi potrebbe appartenere alla cultura di Hallstatt, una cultura celtica. Discendono dalla tribù degli Allobrogi; per un aumento intensivo della popolazione, poi, si spinsero verso il Mediterraneo, seguendo l'antica Via del sale, arrivando in Valle d'Aosta, nella zona della Dora Baltea, e nel Canavese nel 1200 a.C.; sovrapponendosi ad altri gruppi etnici già presenti nella regione. Una conferma dell'origine celtica dei Salassi è data da alcune parole, quali "berrio" (= pietra) e "bletsé" (= mungere), del patois valdostano.

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Nel MedioEvo fu oggetto di contesa e conquista da parte di numerosi popoli e regni, come i Burgundi nel V secolo, gli Ostrogoti, i Bizantini e i Longobardi nel VI secolo. In particolare, nel 575 fu siglata la pace tra il re merovingio di Borgogna e Orléans Gontrano e i Longobardi. I Franchi ottennero il controllo dei colli alpini, e i Longobardi dovettero cedere la Valle d'Aosta e quella di Susa. La frontiera tra la Borgogna e la Lombardia fu fissata a Pont-Saint-Martin.
Questo cambiamento di orientamento, verso Lione e Vienne, e non più verso la Lombardia, fu fissato nei toponimi, dove spesso si incontra San Martino di Tours, San Dionigi primo vescovo di Parigi (Saint-Denis) e San Remigio di Reims (Saint-Rhémy). Inserita nel Regno di Borgogna nel 904, nel 1032 divenne contea di Umberto Biancamano. Da allora il suo destino fu legato alla dinastia sabauda, che nel 1302 la trasformò in ducato e le concesse sempre ampia autonomia.

Rappresentante del conte di Savoia era il balivo che sino al Trecento era chiamato podestà.

Date le caratteristiche naturali della regione, la nobiltà feudale ebbe a lungo un peso preponderante nella sua storia politica e sociale e i numerosi forti e castelli furono centri di vita politica, economica e culturale, oltre che militare.

Rinascimento[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1496 viene istituita la dignità di governatore e luogotenente del Ducato di Aosta che fa perdere di importanza il ruolo del balivo.[3] Risale a questo periodo anche la Chronique de la maison de Challant, prima opera storiografica conosciuta sulla Valle d'Aosta, scritta da Pierre Du Bois.

Nel 1536, in seguito all'invasione da parte di Francesco I di Francia dei territori di Casa Savoia (tranne che della Valle d'Aosta), fu istituito il Conseil des Commis. L'anno seguente venne firmato un trattato di neutralità tra la Valle d'Aosta e Francesco I di Francia.

Secoli XVII e XVIII[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1630 la peste colpì pesantemente la popolazione uccidendone due abitanti su tre[4]. Tra la fine del secolo e l'inizio di quello successivo, la Valle d'Aosta fu occupata due volte dalle truppe francesi, nel 1691 e tra il 1704 e il 1706.

Nel 1777, secondo il canonico Pierre-Louis Vescoz[5], la coltivazione della patata fu introdotta in Valle d'Aosta dal notaio Jean-François Frutaz, che la seminò per la prima volta a Châtillon[6].

La Chiesa cattolica, presente con un vasto numero di religiosi e di monasteri, ebbe una sensibile influenza tradizionalista e reazionaria sulla popolazione. I Valdostani si ribellarono alle misure imposte dal "Despota illuminato" Carlo Emanuele III di Savoia e dal suo successore il figlio Vittorio Amedeo III, tra le quali vi fu la soppressione del Conseil des Commis. L'antica legislazione che vigeva in Valle d'Aosta fu definitivamente abolita dopo la pubblicazione delle "Royales constitutions", a Aosta, il 24 novembre 1770.

Fascismo[modifica | modifica wikitesto]

Il fascismo cercò di italianizzare la Valle d'Aosta, con la soppressione delle scuole di villaggio locali, le cosiddette "écoles de hameau", e con l'instaurazione dell'uso esclusivo della lingua italiana negli uffici (Regio Decreto del 15 ottobre 1925, num. 1796), la soppressione dell'insegnamento della lingua francese (R.D. del 22 novembre 1925, num. 2191), l'italianizzazione dei toponimi valdostani (ordinanza del 22 luglio 1939) e la soppressione dei giornali in lingua francese Le Duché d'Aoste, Le Pays d'Aoste, La Patrie valdôtaine e dell'utilizzo del francese nella stampa. Peraltro con il Regio Decreto n. 1 del 2 gennaio 1927, riformando le circoscrizioni provinciali attribuì alla Val d'Aosta lo status di provincia, elevandola da circondario della provincia di Torino, includendo però nella stessa anche il Canavese italofono (ex circondario di Ivrea).

Nella regione si organizzò una società segreta, chiamata Ligue valdôtaine, fondata dal dottor Anselme Réan, per la difesa dell'utilizzo della lingua francese e dell'identità valdostana. Parallelamente, un'intensa attività partigiana cominciò a instaurarsi e a diffondersi nelle vallate. La resistenza valdostana portò alla dichiarazione di Chivasso, siglata insieme coi rappresentanti delle vallate alpine francoprovenzali limitrofe, per la difesa del particolarismo delle comunità alpine. Un membro della resistenza, il notaio Émile Chanoux, arrestato dalla milizia fascista, morì in prigione la notte tra il 18 e il 19 maggio 1944.

Regione autonoma[modifica | modifica wikitesto]

Diventata circoscrizione autonoma nel 1945, con Federico Chabod primo presidente, ottenne dalla Repubblica Italiana la concessione dello Statuto speciale nel 1948. Economicamente per molti secoli la Valle d'Aosta visse solo di agricoltura e di pastorizia, con la diffusione di piccole proprietà spesso insufficienti alla sussistenza dei contadini e dei pastori, costretti a spostarsi in Francia o in Svizzera per lavori stagionali, o a emigrare definitivamente.

Solo dopo la Seconda guerra mondiale ci fu l'inversione delle tendenze demografiche ed economiche, con uno sviluppo turistico ed industriale che produsse un fenomeno immigratorio. Attualmente la regione, che ha una popolazione di 119.548 abitanti, ha un reddito pro capite tra i più alti in Italia[7], perlopiù grazie allo sviluppato benessere industriale del nord Italia che trasformò la Val d'Aosta in una delle mete turistiche preferite.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://www.regione.vda.it/gestione/gestione_contenuti/allegato.asp?pk_allegato=129
  2. ^ Statuto speciale della regione autonoma Valle d'Aosta, titolo VI
  3. ^ fonte: Tersilla Gatto Chanu e Augusta Vittoria Cerutti, Storia insolita della Valle d'Aosta, Roma, Newton and Compton Editori, 2004.
  4. ^ Secondo le stime di Jean-Baptiste de Tillier nella sua opera Historique de la Vallée d’Aoste, pubblicato nel 1737
  5. ^ (1840-1925), ordinato nel 1866, si interessò alla geografia, alla botanica, all'archeologia, alla meteorologia e all'agricultura.
  6. ^ Jean Bérard, Ai piedi della Grivola, Imprimerie valdôtaine, Aosta, 1991.
  7. ^ Nella statistica dell'Osservatorio Findomestic Banca del 2011 si piazza al secondo posto dopo Emilia-Romagna. [1]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (FR) Augusta Vittoria Cerutti Le Pays de la Doire et son peuple Musumeci éditeur, Aoste
  • (FR) Bernard Janin Le Val d'Aoste. Tradition et renouveau Musumeci éditeur, Aoste (1976)
  • (FR) Lin Colliard La culture valdôtaine au cours des siècles éd. ITLA, Aoste
  • (FR) Giampiero Ghignone Civilisation valdôtaine Imprimerie Duc, Aoste (1982)
  • (FR) Joseph-César Perrin La lutte contre les libertés valdôtaines dans Liberté et libertés, VIIIe centenaire de la charte des franchises d'Aoste, Actes du colloque international d'Aoste (1991), Aoste, 1993, pages 217-239.
  • (IT) Aimé-Pierre Frutaz Fonti per la storia della Valle d'Aosta Ed. di Storia e Letteratura, Rome (1966). Réédition en 1997
  • (FR) Abbé Joseph-Marie Henry, Histoire populaire religieuse et civile de la Vallée d’Aoste. Imprimerie Marguerettaz, Aoste (1929) réédition en 1967.
  • (FR) Jean-Martin-Félix Orsières Historique du Pays d’Aoste: suivi de la topographie de ce pays et d'une notice sur les anciens monuments qu'il renferme Publié par D. Lyboz, (1839).
  • (IT) Elio Riccarand, Storia della Valle d'Aosta contemporanea (1919-1945), Stylos Aoste (2000)
  • (FR) Alessandro Celi, Biographie d'une région. La Vallée d'Aoste, éditions Le Château, Aoste, 2004.
  • (FR) Jean-Baptiste de Tillier Nobiliaire du Duché d’Aoste. Duché, ville, église Réédition (1966).
  • (FR) Jean-Baptiste de Tillier Historique de la Vallée d'Aoste (Manuscrit inédit de l'an 1742).Texte revu et annoté par le Prof. Sylvain Lucat. Louis Mensio Imprimeur-Éditeur, Aoste, 1887.
  • (FR) Jean-Claude Mochet, Profil historial et diagraphique de la très antique cité d'Aouste, Aoste (Archives Historiques régionales), 1968.
  • (FR) André Zanotto Histoire de la Vallée d’Aoste Musumeci éditeur, Quart (Aoste) (1980)
  • (FR) Louis de Vignet des Étoles Mémoire sur la Vallée d'Aoste dans Sources et documents d'histoire valdôtaine, Bibliothèque de l'Archivum Augustanum (Archives historiques régionales), Aoste, 1987, p.109-276.
  • (IT) & (FR) Ouvrage collectif: Publication du Conseil Régional de la Vallée d'Aoste:
    • Les Cent du Millénaire Musumeci éditeur, Aoste (2000)
    • Les Institutions du Millénaire Musumeci éditeur, Aoste (2001)
  • (IT) Alessandro Barbero Valle d'Aosta medievale Liguori Editore, Naples (2000)
  • (IT) Maria Sole Bionaz & Alessandro Celi Le radici di un'autonomia (article dans «La mia Valle: per capire»)
  • (FR) Jules Bonnet & Charles Verge Calvin au Val d'Aoste Académie des sciences morales et politiques (France) Publié par Grassart (1861).