Storia della Mesopotamia

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La storia della Mesopotamia riguarda l'ampio bacino geografico che si estende dall'altopiano dell'Iran al Mediterraneo, comprendente i corsi dei fiumi Tigri ed Eufrate, nonché i popoli che l'hanno abitato. Nel periodo che va dalla fine dell'ultima era glaciale (10000 a.C. circa) all'inizio della storia, la Mesopotamia, nota anche col nome di mezzaluna fertile, venne abitata da varie civiltà come quella di Ubaid e quella di Uruk. Uno dei siti neolitici più vecchi conosciuti in Mesopotamia è Jarmo, datato al 7000 a.C. circa.

A partire dal 3500 a.C. la Mesopotamia vide il fiorire di grandi civiltà come i Sumeri, gli Accadi, i Babilonesi, gli Assiri, gli Ittiti, gli Hurriti e i Cassiti. Ad alcune di esse si devono importanti scoperte e invenzioni: i Sumeri furono tra i primi a inventare la scrittura mentre i Babilonesi hanno ideato uno dei primi codici di leggi della storia, il Codice di Hammurabi. Alcune di queste civiltà, come gli Assiri, hanno fondato un vasto impero.

Nel 500 a.C. circa la Mesopotamia venne conquistata dall'Impero persiano. Col passare dei secoli essa vene a far parte di vasti domini, come quello seleucide, parto, sasanide, arabo e ottomano. Attualmente essa comprende l'Iraq, parte della Siria orientale, la Turchia sudorientale e l'Iran sudoccidentale.

I Sumeri[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia dei Sumeri.

I Sumeri giunsero, presumibilmente, in Mesopotamia intorno al 3500 a.C. e fondarono città-stato che fiorirono durante i periodi preistorici di Ubaid e Uruk. Le prime testimonianze storiche datano al periodo detto "proto-dinastico", a partire dal 2900 a.C., ma rimangono piuttosto scarse fino all'inizio del periodo di massimo splendore della città di Lagash, intorno al 2600 a.C. L'età classica sumera termina con l'invasione degli Accadi, che conquistarono la Mesopotamia nel 2400 a.C. Successivamente al periodo guteo, vi fu una breve rinascita della civiltà sumera, dal 2200 al 2000 a.C. circa, quando la Mesopotamia fu conquistata dagli Amorriti. La dinastia amorrita di Isin regnò fino al 1730 a.C., circa quando la Mesopotamia venne unificata sotto il dominio babilonese.

Le prime città-stato[modifica | modifica sorgente]

È difficile identificare che cosa, oltre allo sviluppo dell'irrigazione, potrebbe aver favorito l'insediamento urbano. Nei centri di Eridu e Uruk, due delle prime città-stato, vennero innalzati grandi templi a gradoni. Originalmente concepiti come piccoli sacrari, a partire dal proto-dinastico sono diventati le costruzioni più imponenti della civiltà mesopotamica, note come ziqqurat. Da sud a nord, le principali erano:

Lo sviluppo di un sistema sofisticato di amministrazione condusse all'invenzione della scrittura, nel 3500 a.C. circa, della scrittura pittografica nel 3100 a.C. circa, e della scrittura sillabica nel 2600 a.C.

Periodo proto-dinastico[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Proto-Dinastico (Mesopotamia).
Città sumere egemoni prima del diluvio, secondo l'elenco dinastico dei Re Sumeri

Il periodo proto-dinastico iniziò dopo una rottura culturale con il precedente periodo che prende il nome dal sito-guida di Gemdet Nasr, datato con il radiocarbonio al 2900 a.C. circa.

Gli archeologi dividono il periodo proto-dinastico in quattro fasi:

Periodo Proto-Dinastico in Mesopotamia[1]
Proto-Dinastico I 2900-2750 ca.
Proto-Dinastico II 2750-2600 ca.
Proto-Dinastico III a 2600-2450 ca.
b 2450-2350 ca.


Non sono ancora state rinvenute iscrizioni recanti il nome dei re che possano essere associati all'inizio del proto-dinastico I; si suole distinguere il I ed il II proto-dinastico dalla forma dei sigilli cilindrici, più stretti nel I, più larghi e lunghi nel II, sui quali erano scolpite scene di banchetto o di caccia[2].

Il proto-dinastico IIIb è anche conosciuto come periodo presargonico (da Sargon di Akkad).

I Dinastia di Kish[modifica | modifica sorgente]

Il primo monarca sulla lista la cui esistenza storica è stata indipendentemente provata tramite ritrovamenti archeologici è Enmebaragesi di Kish (circa 2700 a.C.), 22º re di quella dinastia, che si dice abbia conquistato Elam e costruito il tempio di Enlil a Nippur.

Si dice che il suo successore, Agga, avesse combattuto con Gilgameš di Uruk, il 5º re di quella città. Da questo momento Uruk acquisì un ruolo di egemonia sui sumeri. Questo illustra una debolezza della lista dei re sumeri, poiché i contemporanei vengono spesso collocati in successive dinastie, rendendo la ricostruzione difficile.

I Dinastia di Uruk[modifica | modifica sorgente]

Meshkiagkashar fu, secondo la lista dei re sumeri, il primo Re di Uruk. A lui succedette Enmerkar che secondo David Rohl sarebbe in realtà Nimrod il Cacciatore, menzionato nella Bibbia come il fondatore di Erech. Il poema epico Enmerkar e il Signore di Aratta narra il suo viaggio attraverso il fiume a Aratta, spesso considerata una forma arcaica del nome Urartu Tra i re di Uruk che gli succedettero c'è Dumuzi il Pastore che secondo la mitologia sumera era il marito e consorte di Inanna di Uruk, dea di quella città. Gli succedette Lugalbanda.

Il monarca più famoso di questa dinastia fu Gilgameš, l'eroe del poema epico Epopea di Gilgamesh, di cui sono state rinvenute copie a Hattusas in Anatolia, a Megiddo in Israele e a Tell el Amarna in Egitto.

I Dinastia di Ur[modifica | modifica sorgente]

Meskalamdug è il primo re (Lugal da Lu=uomo, Gal=Grande) della città di Ur secondo la lista dei re sumeri. Un altro re nominato nella lista, Mesannepada di Ur, sembra che sia succeduto a suo nonno, Meskalamdug, e a suo padre, Akalamdug. Mesannepada fu il primo re del proto-dinastico III, sconfisse Lugalkildu di Uruk (ca.2560 a.C.) e Mesilim di Kish, fondatore della II dinastia di Kish che però durò poco. Mesannepada da lì in avanti si nominò "Re di Kish", un titolo che sembra sia stato usato in seguito da molti re di dinastie importanti per qualche tempo.

Dinastia di Lagash[modifica | modifica sorgente]

In un periodo successivo i grandi sacerdoti di Lagash si proclamarono re e una dinastia fu fondata ivi da Ur-Nina. Nelle rovine di un edificio, annesso al tempio di Nina, è stato trovato un bassorilievo del re e dei suoi figli, come pure di teste di leoni in onice che ricordano una delle realizzazioni egiziane su lastre d'onice. Questi erano un "bottino" dedicato alla dea "Bau". Un'iscrizione rivela che navi di Dilmun (Bahrain) avevano portato legname come tributo da terre straniere.

Eannatum, nipote di Ur-Nina, si nominò signore dell'intero distretto di Sumer oltre che delle città di Uruk (governata da Enshakushanna, dell'Elenco dei Re), di Ur, di Nippur, di Akshak e di Larsa. Egli annetté anche il reame di Kish, che tuttavia recuperò la propria indipendenza dopo la sua morte. Umma fu resa tributaria: un certo ammontare di cereali era riscosso da ogni suo abitante per esser poi versato nel tesoro della dea Nina e del dio Ingurisa.

La cosiddetta Stele degli avvoltoi, ora al Louvre di Parigi, fu eretta come monumento alla vittoria di Eannatum di Lagash ai danni di Enakalle di Umma. Su di essa sono rappresentati vari episodi della guerra. In una scena il re è in piedi sul suo carro mentre impugna nella destra un'arma ricurva formata da tre barre di metallo tenute insieme da anelli, mentre i suoi seguaci - in gonnellino, elmetti sulle teste e lance nelle mani - marciano dietro di lui.

Le campagne militari di Eannatum si estesero oltre i confini di Sumer. Egli percorse in armi una parte di Elam, toccò la città di Az sul Golfo Persico e impose tributi anche a Māri. Tuttavia molti dei regni che egli conquistò spesso si ribellarono: la città di Nina - che probabilmente dette il suo nome alla successiva Ninive - fu ricostruita e furono scavati canali e bacini.

A lui succedette il fratello En-anna-tum I. Durante il suo governo Umma una volta ancora affermò la propria indipendenza sotto Ur-Lumma, che attaccò senza successo Lagash. Ur-Lumma fu sostituito da un sacerdote-re, Illi, che attaccò pure Lagash.

Suo figlio e successore Entemena restaurò il prestigio di Lagash. Illi di Umma fu sottomesso con l'aiuto dell'alleato Lugal-kinishe-dudu di Uruk, successore di Enshakushanna e anch'egli incluso nella Lista dei Re. Lugal-kinishe-dudu sembra essere stata la figura predominante a quel tempo, visto che si proclamò governante di Kish e di Ur.

Un tripode d'argento dedicato da Entemena al suo dio è ora al Louvre. Un fregio di leoni che divorano stambecchi e cervi, inciso con grande capacità artistica, corre intorno al collo, mentre un cimiero a forma d'aquila di Lagash adorna la parte globulare. Il vaso costituisce una prova dell'alto livello d'eccellenza già raggiunta dall'artigianato orafo. Un vaso di calcite, anch'esso dedicato da Entemena, è stato rinvenuto a Nippur. Dopo Entemena, una serie di deboli e corrotti sacerdoti-re è attestata a Lagash. L'ultimo di costoro, Urukagina, è noto per le sue riforme giudiziarie, sociali ed economiche, e ciò potrebbe a buon diritto costituire il primo codice legale conosciuto nella storia dell'uomo.

Urukagina fu rovesciato e la sua città di Lagash presa da Lugalzaggisi, il Sommo Sacerdote di Umma. Lugalzaggisi prese anche Uruk e Ur, e fece di Uruk la sua capitale. In una lunga iscrizione che egli ordinò fosse incisa su centinaia di vasi di pietra dedicati a En-Lil di Nippur, egli vantò che il proprio regno si estendeva "dal Mare Inferiore (Golfo Persico), lungo i fiumi Tigri ed Eufrate, al Mare Superiore" ossia il Mediterraneo. Il suo impero fu infine rovesciato da Sargon di Accad, che fondò il primo Impero semita.

Impero degli Accadi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Impero accadico.

Il popolo degli Accadi invase la Mesopotamia sotto Sargon I e stabilì la sua supremazia sui Sumeri.

Palazzo di Nimrud. Bassorilievo "Caccia al leone".

I primi documenti storici sull'impero di Accad datano al tempo di Sargon di Accad (XXIII secolo a.C.). Mentre Sargon è tradizionalmente ricordato come il primo ad aver riunito l'impero di Accad e quello sumero, più recenti lavori suggeriscono che una espansione sumera iniziò sotto un precedente re, Lugalzaggisi di Uruk. Tuttavia, Sargon promosse questa espansione, conquistando molte delle regioni circostanti per creare un impero che si espandeva fino al Mar Mediterraneo e all'Asia Minore.

Nella tarda letteratura babilonese il nome Akkadu, insieme a Sumero, appare come parte del titolo reale, al pari del sumero lugal Kiengi (ki) Uri (ki) o accadico shar māt Shumeri u Akkadi, tradotto come "Re di Sumer e di Accad", che significa semplicemente "re di Babilonia".

Il sito di Agade, capitale degli Accadi, non è stato identificato, benché testi risalenti al VI secolo a.C. lo menzionino insieme ai suoi edifici in rovina.

Periodo neo-sumerico[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Età neo-sumerica.

Dopo il crollo dell'Impero di Sargon ad opera dei Gutei seguì un breve periodo di arretramento. Un importante sovrano sumero di questo periodo fu tuttavia Gudea di Lagash.

I Gutei furono infine cacciati dai Sumeri sotto Utu-hegal di Uruk. Con la morte di questo, salì al potere Ur-Nammu di Ur che fondò quella che è maggiormente nota come la III dinastia di Ur. Sebbene la lingua sumera (Emegir) tornasse ancora una volta ad essere quella ufficiale, l'identità sumera già era a quel punto in declino, dal momento che la popolazione costantemente diventava viepiù semitizzata. Dopo che questa dinastia fu distrutta dagli Elamiti, una fiera rivalità si sviluppò fra le città-Stato di Larsa - che subiva assai più l'influenza elamita piuttosto che quella sumerica - e di Isin, che era più che altro amorrea (come i parlanti semitico hanno cominciato ad essere chiamati). I semiti finirono col prevalere in Mesopotamia all'epoca di Hammurabi di Babilonia, che creò l'Impero babilonese, mentre il linguaggio e il nome di Sumer progressivamente è entrato a far parte del patrimonio degli studiosi dell'antichità (malgrado la loro influenza su Babilonia e tutte le successive rimanesse davvero grande). Un numero esiguo di storici sostiene che alcuni Sumeri agissero in certo senso per conservare la propria identità, costituendo i Magi, ossia la casta sacerdotale ereditaria che è nota ai più come Medi.

Primo Impero Babilonese[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Impero babilonese.

Babilonia viene per la prima volta menzionata in una tavoletta scritta nel XXIV secolo a.C. durante il regno di Sargon di Accad, che la fece capitale del suo impero. Col passare degli anni il suo potere e il popolo declinò. Per secoli fu solo una città di provincia, poi divenne la capitale dell'impero di Hammurabi (XVIII secolo a.C.) che sottomise tutta la Mesopotamia.

Fu nel 1700 a.C. che l'impero babilonese raggiunse il massimo del suo splendore con il re Hammurabi. Questi espanse enormemente il suo dominio su tutta la bassa Mesopotamia e fece di Babilonia il centro di una rete di alleanze con tutte le città più importanti della regione. Il re distrusse inoltre la città di Mari, situata sull'Eufrate, nella Mesopotamia centrale, costruita da popolazioni semite provenienti dal deserto arabico.

Nel palazzo di Mari sono state ritrovate numerose tavolette di scrittura, ma l'innovazione più importante dell'epoca fu il grande codice di leggi, il Codice di Hammurabi, il quale ritrovamento, oltre a chiarire i vari aspetti della politica e della giustizia babilonese, ha anche permesso di ricostruire la gerarchia sociale dell'impero.

La situazione mutò quando il re ittita Mursili I invase la regione, causando il crollo dell'impero, che passò sotto la dominazione cassita (XVIII-XII secolo a.C.)

Dinastia cassita[modifica | modifica sorgente]

Sebbene fossero stati gli ittiti a conquistare Babilonia, essa divenne la capitale dell'impero cassita (1595-1157 a.C.) I cassiti furono la dinastia che regnò più a lungo in Babilonia, ma lasciarono poche tracce così di questo periodo non si sa molto. A nord l'Assiria era molto potente e indebolì l'impero cassita.

Nonostante la Mesopotamia mantenesse la sua indipendenza in questo periodo essa non era una potenza del Vicino Oriente e in questo periodo ci furono molte guerre nel Levante tra Egitto, impero ittita e i Mitanni. L'Assiria partecipò a queste guerre verso la fine del periodo, ma i Cassiti non lo fecero, anche se combatterono contro Elam a est. Alla fine gli Elamiti conquistarono Babilonia causando il crollo dell'impero cassita.

Gli Hurriti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Mitanni.

Gli Hurriti erano una civiltà che si insediò nella Mesopotamia settentrionale nel 1600 a.C. circa e che creò un impero di media grandezza chiamato Mitanni che ridusse a propri vassalli alcuni re a occidente rendendolo una grande minaccia per i Faraoni in Egitto.

Nel 1300 a.C. circa però divennero vassalli degli ittiti, una popolazione Indo-Europea che aveva conquistato quasi tutta l'Asia minore.

Del periodo dal XII al X secolo non si sa molto a causa delle poche iscrizioni rinvenute risalenti a quel periodo: Di questo periodo si sa che l'Assiria e Babilonia rimasero importanti, che l'impero ittita crollò all'inizio di questo periodo e che in questo periodo la Mesopotamia venne invasa da nuove civiltà.

Gli assiri[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Assiria.

Nel corso del IX secolo a.C. gli Assiri presero a impegnarsi per respingere le incursioni degli Aramei e nei pochi secoli successivi svilupparono un impero potente e ben organizzato.

I loro eserciti furono fra i primi a usare la cavalleria che prese il posto dei carri da combattimento e si guadagnò grande fama di valore e brutalità. Al loro culmine gli Assiri dominarono su tutta la Siria-Palestina, l'Egitto e Babilonia. Tuttavia l'Impero cominciò a collassare verso la fine del VII secolo a.C. e fu annichilito da un'alleanza fra il risorgente Impero neo-babilonese e gli iranici Medi.

L'Assiria nei primissimi tempi storici indicava una regione dell'Alto fiume Tigri, chiamata così per la sua originaria capitale, la città di Assur. Più tardi, come una nazione e un Impero, essa cominciò a includere all'incirca la metà settentrionale della Mesopotamia (la metà meridionale essendo dominata da Babilonia).

L'Assiria propriamente detta è stata localizzata nelle regioni montagnose che si estendono fra il fiume Tigri e le alte catene montuose dell'Armenia, talora chiamate le "Montagne di Assur".

Storia primitiva[modifica | modifica sorgente]

Della primitiva storia del regno dell'Assiria poco di certo è a noi noto. Secondo talune tradizioni, la città di Assur fu fondata da Assur, figlio di Sem, che fu divinizzato dalle successive generazioni come dio patrono della città.

Accanto ad Assur, le altre tre città assire furono Calah, Khorsabad e Arbela.

Questa regione sembra essere stata governata da Sumer, Accad e dalla Babilonia settentrionale nelle sue primissime fasi, facendo parte dell'Impero di Sargon il Grande. Distrutta dai barbari nel periodo gutiano, essa fu riedificata e finì con l'essere governata come parte dell'Impero della III dinastia di Ur. L'Assiria, in quanto reame indipendente, fu forse costituita verso il 1900 a.C. da Bel-kap-kapu.

Vecchie città-Stato assire[modifica | modifica sorgente]

La città-Stato di Assur ebbe profondi contatti con città dell'altopiano anatolico. Gli Assiri stabilirono "colonie mercantili" in Cappadocia, ad es. a Kanesh (moderna Kültepe) all'incirca nel 1920 a.C.1840 a.C. e 1798 a.C.1740 a.C. Tali colonie, chiamate karum, la parola accadica per 'porto', furono annesse alle città anatoliche, ma furono fisicamente separate e godettero d'uno statuto fiscale speciale. Esse debbono essere sorte per una lunga tradizione di commerci fra Assur e le città dell'Asia Minore ma nessuna testimonianza scritta o archeologica lo comprova. Il commercio consisteva in metallo (forse piombo o stagno; la terminologia in questo caso non è del tutto chiara) e tessili provenienti dall'Assiria, scambiati con metalli preziosi in Anatolia.

La città di Assur fu conquistata da Shamshi-Adad I (1813-1791 a.C.) come conseguenza dell'espansione delle tribù amorree che muovevano dal delta del fiume Khabur. Egli pose suo figlio Ishme-Dagan sul trono della vicina Ekallatum e consentì ai commerci di continuare. Fu solo dopo la morte di Shamshi-Adad e la caduta dei suoi figli che Hammurabi di Babilonia conquistò Assur. Con Hammurabi, i vari karum in Anatolia cessarono la loro attività mercantile, probabilmente a causa delle merci di Assiria che erano all'epoca commerciate con i partner babilonesi.

Nel XV secolo, Saushtatar, re di Hanilgalbat (Hurriti dei Mitanni), saccheggiarono Assur e resero l'Assiria un vassallo. L'Assiria versò tributi al Mitanni fin quando il potere dei Mitanni collassò a causa della pressione ittita, consentendo a Assur-uballit I (1365-1330 a.C.) ancora una volta all'Assiria di tornare ad essere una potenza indipendente e conquistatrice. Il Mitanni fu infine conquistato sotto Adad-nirari I, che descrive sé stesso come un "Gran Re" (Sharru rabû) nelle lettere ai governanti ittiti.

Il successore di Adad-nirari I, Salmanassar I, fece di Calach la sua capitale operando un'espansione del suo regno verso nord-ovest, per lo più a spese degli Ittiti, raggiungendo il Carchemish. Suo figlio e successore, Tukulti-Ninurta, depose Kadashman-Buriash di Babilonia e vi governò come re per sette anni. Dopodiché Babilonia si rivoltò contro Tukulti-Ninurta e più tardi rese l'Assiria tributaria durante i regni dei re babilonesi Melishipak II e Marduk-apal-iddin I; questo fu un altro periodo debole per l'Assiria.

Impero Assiro[modifica | modifica sorgente]

La costituzione dell'impero assiro[modifica | modifica sorgente]

Quando l'Impero ittita collassò sotto l'attacco dei Frigi (chiamati Mushki negli annali assiri), Babilonia e l'Assiria iniziarono a rivaleggiare per le regioni amorree precedentemente sotto il saldo controllo ittita. Il re assiro Assur-resh-ishi sconfisse Nabucodonosor I di Babilonia in una battaglia in questa regione.

Nel 1114 a.C. divenne re il figlio di Assur-resh-ishi, Tiglat-Pileser I che attraversò l'Eufrate catturando Carchemish, sconfisse i Frigi e i resti degli Ittiti - anche quelli cercavano di raggiungere il Mar Nero - e avanzò verso il Mediterraneo, assoggettando la Fenicia. Inoltre marciò su Babilonia due volte, assumendo il vecchio titolo di 'Re del Sumer e Accad', sebbene non fosse riuscito a deporre il re babilonese allora in carica. Può essere considerato il fondatore del primo impero assiro.

Dopo Tiglat-Pileser I, gli assiri vissero un periodo di declino per quasi due secoli, nei quali si susseguirono logoranti guerre con i vicini Urartu e continue invasioni da parte dei nomadi aramaici. Questo lungo periodo di debolezza terminò con l'ascesa al trono di Adad-nirari II nel 911 a.C. Il nuovo sovrano riportò fermamente sotto il suo controllo le aree ancora, almeno nominalmente, appartenenti agli Assiri, deportando le popolazioni al nord, in posti molto lontani. Oltre allo spingere il confine con Babilonia leggermente più a sud, non intraprese una politica di espansione, e i confini dell'impero che consolidò non si spinsero oltre a Khabur. Il suo successore, Tukulti-Ninurta II, fece alcune conquiste al nord durante il suo breve regno.

Il successivo re, Assurbanipal II (883 a.C. - 858 a.C.), intraprese un grande programma di spietata espansione, prima incutendo terrore a tutti i popoli del nord tra cui i Nairi, poi assoggettando gli Aramaici tra Khabur e l'Eufrate. La sua durezza scatenò una rivolta che fu ferocemente soppressa in una battaglia di due giorni. A seguito di questa vittoria, avanzò senza ostacoli fino al Mediterraneo ed impose pesanti tributi ai fenici. Come mai prima d'allora, gli Assiri cominciarono a vantarsi e a godere della loro spietatezza. Assurbanipal II inoltre trasferì la capitale alla città di Kalhu (Nimrud).

Il figlio di Assurbanipal, Salmanassar III (858 a.C. - 823 a.C.), combatté contro Urartu e, nel regno di Ahab, il re d'Israele, marciò in testa ad un esercito contro l'alleanza di stati siriani (una rara occasione della storia che vede un'alleanza tra lo Stato di Israele ed il regno aramaico). I due eserciti di scontrarono a Karkar nell'854 a.C. e, a dispetto della descrizione fornita da Salmanassar, secondo la quale il suo esercito avrebbe "vinto l'opposizione", sembra che la battaglia sia terminata con uno stallo, in quanto le forze assire furono ritirate poco tempo dopo. Salmanassar riprese sotto il suo controllo Carchemish nell'849 a.C., e nell'841 si mise alla testa di un esercito che marciò contro Damasco, prima assediandola e poi invadendola, prendendone il controllo. Sottomise anche Jehu di Israele, Tiro e Sidone. Sul suo obelisco nero, scoperto a Kalhu, erano incise le molte imprese militari del suo regno.

Nel secolo successivo, l'Assiria attraversò nuovamente un periodo di declino, a causa di sovrani deboli e di una ripresa d'espansione degli Urartu. Adad-nirari III (810-782 a.C.) risollevò le sorti del regno sottomettendo tutta la Siria fino ad Adom ed avanzando contro i Medi, forse riuscendo addirittura a giungere al Mar Caspio.

Nel 745 a.C. il comando fu preso che assunse il nome di Tiglat-Pileser III. Dopo aver sottomesso Babilonia, su cui regnò col nome di Pul, e aver severamente punito gli Urartu, diresse i suoi eserciti in Siria, che aveva riguadagnato la sua indipendenza. Espugnò Arado vicino ad Aleppo nel 740 a.C., dopo un assedio di tre anni, riducendo il potere di Hamath. Azariah (Uzziah), essendo un alleato del re di Hamath, fu costretto da Tiglat-Pileser a rendergli omaggio e a pagare tributi annui.

Nel 738 a.C. Tiglat-Pileser III occupò la Filistea e invase Israele, imponendogli pesanti tributi. Ahaz, re della Giudea, entrò in guerra contro Israele e la Siria, chiedendo aiuto al re assiro promettendogli una ricompensa in oro ed argento; questi, secondo i patti, "marciò contro Damasco, sconfisse e fece uccidere Rezin e assediò la città." Dopo aver lasciato una parte dell'esercito a proseguire l'assedio, avanzò, devastando con fuoco e spade la provincia ad est della Giordania, Filistea e Samaria. Nel 732 a.C. espugnò Damasco, deportandone gli abitanti in Assiria. Nel 729 a.C., si fece incoronare "Re Pul di Babilonia".

Tiglat-Pileser III morì nel 727 a.C. e il suo successore, Salmanassar V, riorganizzò l'Impero in province, sostituendo ai vassalli del re dei governatori assiri. Tuttavia, il re Osea di Israele smise di pagare i tributi e si alleò all'Egitto contro l'Assiria nel 725 a.C. Ciò spinse Salmanassar ad invadere la Siria e ad assediare Samaria (capitale di Israele) per tre anni.

I Sargonidi (dinastia)[modifica | modifica sorgente]

Salmanassar V fu deposto nel 722 a.C. da Sargon II, il comandante in capo dell'esercito, che invase immediatamente Samaria, deportando più di 27.000 persone, dando inizio alla Diaspora e distruggendo di fatto il regno del nord d'Israele. Invase inoltre la Giudea, impossessandosi di Gerusalemme. Nel 721 a.C., sotto il potente principe caldeo Merodach-baladan, Babilonia si liberò delle leggi degli Assiri e Sargon, non potendo sedare la rivolta, rivolse la sua attenzione nuovamente alla Siria, agli Urartu e ai Medi, penetrò nell'altopiano persiano fino al Monte Bikni, costruendo molte fortezze al suo passaggio, per poi ritornare nel 710 a.C. alla conquista di Babilonia. Sargon costruì inoltre una nuova capitale a Dur Sharrukin (la "Città di Sargon") vicino a Ninive, usando i tributi che l'Assiria aveva raccolto dalle varie nazioni sotto il suo dominio.

Nel 705 a.C. Sargon fu ucciso durante una battaglia con i Cimmeri e il suo successore, il figlio Sennacherib, trasferì la capitale a Ninive, costringendo i deportati a lavorare al sistema dei canali d'irrigazione della città. Nel 701 a.C. Ezechia di Giudea stipulò un'alleanza con l'Egitto contro l'Assiria, e Sennacherib di conseguenza si mosse verso Gerusalemme, distruggendo 46 villaggi sul suo cammino. La vicenda è descritta in Isaia 10; i fatti accaduti in seguito non sono chiari (la Bibbia dice che un Angelo del Signore colpì l'esercito assiro a Gerusalemme; Erodoto afferma che furono decimati da una malattia diffusa dai topi d'Egitto; gli storici moderni danno credito alla teoria della pestilenza); tuttavia, ciò che è certo, è che l'esercito invasore fu in qualche modo decimato, e che Sennacherib non riuscì a catturare Gerusalemme. Nel 689 a.C., Babilonia si rivoltò, ma Sennacherib rispose prontamente aprendo i canali attorno alla città ribelle e inondando il terreno esterno fino a che non divenne simile a una palude, causandone la distruzione, e costringendo gli abitanti alla fuga. Nel 681 a.C., Sennacherib fu assassinato, probabilmente da uno dei suoi figli.

A Sennacherib succedette il figlio Assarhaddon (Assur-aha-iddina), governatore della Babilonia durante il regno del padre. Come re, fece immediatamente ricostruire Babilonia. Sconfisse i Cimmeri e i Medi (riuscendo nuovamente a penetrare fino al Monte Bikni), ma non riuscendo a mantenere l'ordine in queste area, volse la sua attenzione alla zona occidentale della Fenicia, che si era alleata con l'Egitto contro di lui, e saccheggiò Sidone nel 677 a.C. Catturò inoltre Manasse di Giudea e lo tenne prigioniero per qualche tempo a Babilonia. Stancatosi delle intromissioni dell'Egitto, lo invase nel 674 a.C., conquistandolo completamente nel 671 a.C. Al tempo l'Assiria, ancora in guerra con gli Urartu e Dilmun (probabilmente il moderno Qatar), aveva un'estensione territoriale che mai aveva conosciuto e che mai più avrebbe raggiunto. Infatti, i governatori assiri che Assarhaddon aveva assegnato all'Egitto furono costretti a fuggire dall'indomabile popolazione e, alla testa di un esercito diretto verso il paese ribelle per calmare le acque, Assarhaddon morì improvvisamente, nel 669 a.C.

Assurbanipal (Assurbanapli), figlio di Assarhaddon, gli succedette. Continuò la campagna in Egitto, quando non distratto dalle pressioni dei Medi ad oriente e dei Cimmeri a nord della Siria. Non riuscendo a frenare l'Egitto, vi collocò Psammetico come vassallo nel 663 a.C., ma nel 652 a.C. questi era diventato talmente potente da dichiarare con arroganza indipendenza dall'Assiria, aiutato dal fatto che il fratello di Assurbanipal, Shamash-shum-ukin, governatore di Babilonia, in quell'anno iniziò una guerra civile che perdurò fino al 648 a.C., quando Babilonia fu saccheggiata e il fratello bruciò il palazzo, uccidendosi. Il paese di Elam (la Susiana, nell'attuale Iran) fu completamente devastato nel 646 a.C. e nel 640 a.C.

Caduta ed eredità[modifica | modifica sorgente]

Assurbanipal, oltre ad avere una grande biblioteca piena di tavolette cuneiformi a Ninive, aveva incoraggiato l'arte e la cultura ma, dopo la sua morte nel 627 a.C., l'impero assiro cominciò a disgregarsi rapidamente. Babilonia divenne indipendente; il suo re, Nabopolassar, insieme a Ciassarre di Media, distrusse Ninive nel 612 a.C., decretando di fatto la caduta dell'Assiria. Un generale di nome Assur uballit II, con il supporto militare del faraone egiziano Necao II, continuò a regnare da Carre fino al 609 a.C., anno che segna la cessazione definitiva dell'Assiria come nazione indipendente.

Tuttavia, alcuni assiri sono riusciti a mantenere la loro identità ed esistono ancora, principalmente nel nord dell'Iraq, dove si distinguono dai vicini arabi, curdi e turchi per le loro tradizioni, politica, religione cristiana e dialetto aramaico.

Secondo impero babilonese[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Impero babilonese.

Alla caduta di Ninive (612 a.C.) Babilonia si liberò dal giogo assiro e divenne la capitale del nascente Impero babilonese. Nel 605 a.C., i Babilonesi sgominarono gli Egiziani nella battaglia di Carchemish e così li rimossero dall'essere il maggior impero mondiale.

Col recupero dell'indipendenza babilonese sotto Nabopolassar si inaugurò una nuova epoca di attività architettoniche e suo figlio Nabucodonosor II di Babilonia rese Babilonia una delle meraviglie del mondo antico.

Fu sotto il governo del re Nabucodonosor II di Babilonia (605 a.C.-562 a.C.) che Babilonia divenne una delle più splendide città del mondo antico. Nabucodonosor ordinò la completa riedificazione dei giardini imperiali, inclusa la ricostruzione dell'Etemenanki e la ricostruzione della Porta di Ishtar, la più spettacolare delle otto porte che circondavano il perimetro di Babilonia. La Porta di Ishtar sopravvive oggi nel Museo di Pergamo a Berlino. Si crede anche che Nabucodonosor abbia fatto costruire i Giardini pensili di Babilonia (una delle sette meraviglie del mondo antico) che si dice egli avesse costruito per la sua moglie malata Amyitis. Se i giardini siano mai esistiti è argomento di disputa. Sebbene scavi dell'archeologo tedesco Robert Koldewey abbiano fatto pensare che si fossero rinvenute le loro fondamenta, molti storici sono in disaccordo circa la loro collocazione e alcuni pensano che ci si possa essere confusi con i giardini di Ninive.

Unificazione persiana (500)[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Impero persiano.

Popolazioni iraniche indoeuropee occuparono la Persia probabilmente sin dal 1200 a.C.: tra esse, le tribù dei Medi e dei Persiani, che per lungo tempo lottarono contro l'influenza assira e l'attrazione delle civiltà dell'Indo.

Queste furono sottomesse inizialmente dalla potenza dei Medi, che ricacciarono gli Sciti e i Cimmeri e, alleatisi con i Babilonesi, annientarono l'Impero assiro. Con Ciro il Grande i loro vassalli Achemenidi si assicurarono la supremazia su tutta la regione (550 a.C.): Ciro fu il fondatore dell'Impero persiano, che nel giro di due decenni si estese conquistando Babilonia (539 a.C.) e sottomettendo le città greche dell'Asia minore e le popolazioni dell'Iran orientale e delle steppe asiatiche, fino all'Indo. La superiorità militare persiana sui popoli occidentali derivava dalla conoscenza delle tecniche di combattimento tipicamente asiatiche, come l'uso di arcieri a cavallo. Cambise II, tra il 529 e il 522, allargò ulteriormente i confini dall'impero, conquistando anche l'Egitto, ma fu il successore Dario I (521-486) che dette all'impero la massima estensione con puntate nei territori degli Sciti e dei Traci a ovest del Mar Nero.

Sotto Dario iniziarono le guerre persiane, dettate dalla volontà di assoggettazione imperialistica delle città greche. Esse non andarono a buon fine, pur se i Persiani continuarono poi per oltre un secolo a influire in modo rilevante sulle vicende politiche della Grecia.

L'Impero persiano classico aveva un'organizzazione burocratica (satrapie) e una notevole capacità di esercitare il controllo politico nel rispetto delle culture, delle leggi e delle religioni locali, pur se il Mazdeismo era considerato religione di Stato. La successiva involuzione dispotica e le rivolte locali ne indebolirono la struttura e l'Impero persiano cadde sotto i colpi della nascente potenza macedone: nel 331 Alessandro Magno, dopo aver sconfitto Dario III, ultimo imperatore persiano, conquistava Persepoli.

Imperi classici[modifica | modifica sorgente]

Alessandro non visse abbastanza a lungo per consolidare il suo vasto impero e alla sua morte (avvenuta nel 323 a.C.) il suo impero fu spartito dai suoi generali. Gli antigonidi ricevettero la Macedonia, i Tolomei l'Egitto e l'anatolia settentrionale venne spartita in numerosi piccoli regni. La maggior parte della parte orientale dell'impero alessandrino andò ai discendenti di Seleucio I Nicator (i seleucidi). In questo periodo, chiamato ellenismo, ci furono molte innovazioni in matematica, nelle scienze e nell'architettura e i greci fondarono molte città in Mesopotamia.

Durante il II secolo a.C. l'impero cominciò a decadere. La provincia di Bactria si rivoltò, e la Parthia fu conquistata dai semi-nomadi Parti. Inoltre i Parti conquistarono l'Iran e la Mesopotamia. L'impero seleucide continuò a declinare e alla fine le sue province rimanenti vennero conquistate dai romani nel 64 a.C.

La nobiltà Partiana reagì contro l'impero romano in crescita. Nel 114 Traiano occupò temporaneamente la Mesopotamia ma fu poi riconquistata dai parti. In seguito la provincia di Persia si ribellò ai parti e sconfisse l'ultimo imperatore parto nel 224.

La nuova dinastia persiana, quella Sasanide, restaurò l'autorità centrale. I conflitti con Roma prima e Bisanzio poi continuarono. Nel 602 il re di Persia Cosroe II invase l'impero romano d'Oriente con il pretesto di vendicare la morte dell'imperatore suo amico Maurizio, assassinato dal nuovo imperatore Foca; in pochi anni la Mesopotamia venne interamente soggiogata dai Persiani; questi si spinsero oltre conquistando tutta la Siria, la Palestina e l'Egitto arrivando fino alle porte di Costantinopoli, che assediarono senza successo nel 626. Nel 627-628 l'imperatore bizantino Eraclio, dopo una serie di vittoriose campagne iniziate nel 622-623, riuscì a infliggere una decisiva sconfitta al nemico sasanide a Ninive, penetrando in Assiria e minacciando la capitale sasanide Ctesifonte. Incapace di fermare la sua avanzata, Cosroe II di Persia venne assassinato e l'impero sasanide cadde nel caos; il successore di Cosroe II, restituì ai Bizantini i territori occupati dai Persiani riportando il confine tra i due imperi a quello nel 602. Ma il peggio doveva ancora arrivare: infatti l'impero sasanide, dilaniato dalle guerre civili, non poté riprendersi in quanto dovette affrontare gli arabi che si stavano espandendo molto. Alla fine gli arabi riuscirono a sconfiggere definitivamente i sasanidi e a conquistare la Persia, la Siria e l'Egitto.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Secondo la cronologia media (cfr. Liverani 2009, p. 164). Il periodo è indicato anche come "Dinastico Antico", in sigla "DA": ne discendono le sigle DA I, DA II, DA IIIa, DA IIIb (cfr. Orsi 2011, p. 22).
  2. ^ Georges Roux, Ancient Iraq, pagina 129

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