Storia dell'architettura

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Storia dell'architettura
occidentale

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Categoria:Architettura
Storia dell'arte
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Lo studio della storia dell'architettura deve essere collocato, come quello di qualsiasi altra forma artistica, nel tempo e nello spazio. I fenomeni architettonici sono, infatti, variati in funzione degli stili succedutisi nei vari periodi storici con differenze e varietà distintive per aree geografiche, fino a una frammentazione del linguaggio e a una convivenza di diverse espressioni architettoniche in età contemporanea.

Campo d'indagine[modifica | modifica sorgente]

Per un'opera complessa quale un'opera d'architettura non si possono però considerare solo le valenze estetiche, ma è fondamentale valutare almeno la funzione che tali realizzazioni hanno avuto nella società che le ha prodotte e le qualità tecniche che hanno determinato il suo stare in piedi. Quindi molti studiosi di architettura tendono a considerare un edificio come un "organismo" dove vi si fondono coordinatamente:

  1. Struttura (elementi strutturali legati alla stabilità),
  2. Funzione (elementi funzionali legati all'utilità),
  3. Estetica (elementi estetici legati alla bellezza),

Si tratta degli elementi identificati già nel I secolo da Marco Vitruvio Pollione, architetto e ingegnere romano, nel trattato De Architectura.

Nella realizzazione di un'opera architettonica hanno da sempre concorso sia le richieste di una committenza sia l'estro e la fantasia dei progettisti. La mancanza di fatto di edifici fine a sé stessi (quando si costruisce c'è sempre almeno uno scopo pratico per il quale la costruzione sarà destinata) fa sì che l'aspetto della convergenza degli interessi di progettisti e committenti sia rimasto un concetto chiave, rispetto ad altre forme di attività artistica dove l'artefice si è ormai affrancato dalla domanda.

I primi esempi di "architettura" come unione di stabilità, funzionalità e bellezza non sono quindi da ricercare nell'edilizia di tipo abitativo (in antico dettata solo da basilari esigenze di sussistenza), ma negli edifici collettivi (religiosi o civili) di quelle prime civiltà come quella mesopotamica o egizia, condividendo gli studi con l'ambito archeologico: in tali opere confluivano infatti tutti gli sforzi di una comunità, compresa l'esigenza di abbellimento quale specchio del suo prestigio e della ricchezza.

Negli edifici infine sono confluiti nel tempo tutta una serie di valori, con diversi gradi di intensità, che ne hanno influenzato la storia e la forma:

  • valori funzionali, legati cioè a determinati bisogni dell'individuo e della società;
  • valori simbolici, rapportati a realtà di altro ordine;
  • valori sacri, della sfera religiosa;
  • valori sociali, in relazione ai caratteri e alla configurazione della società;
  • altri valori (personali del committente o dell'architetto, valori universali, ecc.)

Per agevolare lo studio della storia dell'architettura sono state create delle categorie entro le quali classificare i vari fenomeni architettonici; queste categorie possono essere tra loro combinate in molteplici modi, e la prevalenza verso una o un'altra tipologia di categorie porta alla lettura della storia dell'architettura attraverso diverse prospettive.

Categorie riguardanti la funzione (esempi principali):

  • Edifici pubblici e privati
  • Edifici religiosi, militari e civili

Categorie legate alla costruzione (esempi principali):

Categorie legate alla forma (esempi principali):

  • Architettura con struttura a vista
  • Architetture con strutture celate (coperte da intonaci, stucchi, ecc.)

Categorie storiche (la classificazione principalmente usata): Architettura classica, ellenistica, romanica, gotica...

Periodi della storia dell'architettura occidentale[modifica | modifica sorgente]

È l'architettura sviluppata nell'ambito della civiltà minoica, la civiltà cretese dell'età del bronzo circa 3000-1050 a.C.

È l'architettura sviluppata nell'ambito della civiltà micenea, che si sviluppò in Grecia circa 1500-1100 a.C.

L'architettura greca viene suddivisa, come tutta l'arte greca, convenzionalmente in tre periodi: nel periodo arcaico abbiamo la costituzione degli ordini architettonici e l'erezione dei primi templi. In età classica, corrispondente al V e IV secolo a.C., l'erezione di capolavori come i templi dell'Acropoli di Atene, in età ellenistica la diffusione del linguaggio greco in buona parte del Mar Mediterraneo.

Rispetto all'architettura greca, di cui rielabora talvolta il linguaggio, l'architettura romana si basa sulla conquista dello spazio interno dando vita a quella che Siegfried Gideon definì la concezione occidentale dello spazio. Le straordinarie realizzazioni di età imperiale furono rese possibili grazie anche all'alto livello tecnologico raggiunto dall'ingegneria romana del tempo.

È un'architettura soprattutto ecclesiastica. Rielabora forme romane come la basilica, adattandola al culto cristiano.

L'architettura bizantina è l'architettura che si è sviluppata nell'Impero Romano d'Oriente e nelle regioni sottoposte al suo influsso politico e culturale, come l'esarcato di Ravenna. Dopo la caduta dell'Impero d'Oriente ebbe seguito nelle aree europee e asiatiche di confessione ortodossa, come nell'Impero russo.

Nei territori dei Franchi tra il V e l'VIII secolo.

Nei territori dei Franchi tra l'VIII e l'XI secolo.

Sviluppata in Italia tra VII e VIII secolo nei territori soggetti al Regno longobardo, mescola elementi bizantini e sviluppi originali. Le testimonianze sono scarse, poiché gran parte degli edifici è stata rimaneggiata in epoche successive.

L'architettura romanica è l'architettura dell'occidente europeo prevalentemente nei secoli XI e XII. Le maggiori realizzazioni sono edifici religiosi come cattedrali, pievi e abbazie ed edifici civili come castelli e palazzi.

Nasce nella metà del XII secolo nell'Ile de France e si diffonde in tutta Europa. È caratterizzata da una innovativa e ardita tecnica costruttiva e dalla ricerca di nuove forme spaziali. Vedi anche tecniche costruttive dell'architettura gotica.

L'architettura del Rinascimento ebbe origine a Firenze, agli inizi del Quattrocento, principalmente grazie all'operato di alcuni artisti e intellettuali fiorentini come Filippo Brunelleschi e Leon Battista Alberti.

L'architettura del Rinascimento è caratterizzata dalla ripresa degli ordini e delle proporzioni dell'architettura del mondo classico, in particolare di quello romano.

L'architettura barocca è quella fase della storia dell'architettura europea che comprende i secoli XVII e XVIII e che, nell'ultima sua fase, prende il nome di rococò. Il termine barocco, originariamente dispregiativo, indicava la mancanza di regolarità e di ordine. L'architettura del barocco, se da un lato mantiene la grammatica compositiva classica, dall'altro ne infrange le regole sintattiche, mettendo al centro l'interpretazione soggettiva e priva di regole dell'artista.

L'architettura del neoclassicismo si sviluppa fra la seconda metà del XVIII secolo e il XIX secolo. I teorici di questo periodo sostengono la necessità che l'architettura sia derivata da basi razionali, rispecchiate negli ordini classici, e che si eviti la licenza e il "cattivo gusto" che avrebbe, a parer loro, caratterizzato l'architettura del XVII secolo e del rococò.

L'architettura del romanticismo è caratterizzata dallo storicismo e dall'eclettismo, in particolare dalla ripresa dell'architettura neogotica e in seguito anche di altri "stili", come il neogreco, il neoromanico o il neobarocco.

L'architettura moderna è caratterizzata da una molteplicità di tendenze. Per Movimento Moderno si intende in particolare l'architettura razionalista che si è sviluppata a partire dagli anni trenta del XX secolo, in particolare attorno alla figura di Le Corbusier. Altro importante maestro è Frank Lloyd Wright.

Architettura non occidentale[modifica | modifica sorgente]

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