Storia dell'anatomia

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Dissezione di un cadavere, dipinto del XV secolo

L'anatomia è una branca della scienza medica che studia la forma e l'intima struttura del corpo umano (anatomia umana), del corpo degli animali (anatomia animale), delle piante (anatomia vegetale) e che deve il suo nome al metodo principale d'indagine, la dissezione, la quale a tutt'oggi resta, per quanto integrata da altri moderni e perfezionati metodi di indagine, di fondamentale importanza.

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'anatomia nel corso dei secoli ha assunto fisionomie non sempre equivalenti a quella attuale; fu dapprima in rapporti stretti con i riti religiosi e le pratiche magiche e per lunghissimo tempo si identificò quasi completamente con la scienza medica. L'affermazione dell'anatomia come scienza è legata al fiorire delle scuole filosofiche greche (Alchemone da Crotone, Empedocle da Agrigento, scuole di Cnido e di Coo, di Alessandria e ancora ai nomi di Erofio, Erasistrato) che per quanto frenate da concezioni religiose portarono a scoperte precise e notevoli. Certo si è che il non potere avvalersi della pratica dissettoria sul cadavere costrinse gli studiosi a ripiegare sulle analisi dei reperti animali con grave nocumento per la validità dei risultati. Ciò si rivela ad esempio nelle opere di Galeno che riportò le scoperte sugli animali direttamente al campo umano senza alcuna correzione. Solo verso il 1315, grazie a Mondino de' Liuzzi, l'anatomia ritrovò il suo vero volto e si posero le basi per il rigoglioso sviluppo di tale scienza nel Rinascimento, soprattutto per merito di Berengario da Carpi, Leonardo da Vinci e di Vesalio, di G. Falloppia.

Nel quadro di questo rinnovato amore per l'anatomia vanno altresì ricordate le osservazioni di Fabrizio Aquapendente, di B. Eustachio, del Casserio, di Spigello, Johann Georg Wirsung, Warton, Stenone.

I contributi più validi nel XVII secolo vennero ad opera di M. Malpighi (che per primo ricorse al microscopio), strenuo assertore della preminenza dell'osservazione diretta e dell'indagine sperimentale su qualsiasi dogmatismo aprioristico. Accanto al Malpighi è giusto ricordare l'olandese Leeuwenhoek, il Ruysch, il Valsalva, il Santorini e G. B. Morgagni, iniziatore dell'anatomia patologica sulla laringe, sul canale digerente, sui polmoni, sulle vie biliari e sul tessuto adiposo e ancora W. Hunter per i suoi studi sull'utero gravido, Cotugno per le sue ricerche sul liquor cefalorachidiano.

Nei secoli successivi, grazie ad una tecnica sempre più perfetta, si addivenne ad un maggior analitico e presero impulso in seno alla comune dottrina le branche specializzate. Se l'anatomia sistematica ricorda G. Henle, L. Rolando per i suoi studi sul cervello, Filippo Pacini sulle terminazioni sensitive, Corti sull'organo dell'udito, Malacarne approfondisce gli studi di anatomia topografica e chirurgica, e così lo Scarpa; acquistano inoltre sempre più importanza l'anatomia patologica e l'anatomia comparata, con cui appunto, comparando le varie forme zoologiche, si cerca di risalire alle leggi dell'organizzazione animale, di scoprire attraverso quali processi si sia stabilita una così immensa varietà di forme e i possibili rapporti tra di esse.

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