Storia dell'Inghilterra
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La storia dell'Inghilterra, in quanto terra degli Angli, dei Sassoni e degli Juti, successivamente fusi fra loro nel popolo anglosassone, si può far iniziare attorno alla metà del V secolo d.C. (secondo taluni nel 449). All'indomani della fine della dominazione romana (407 o 410) infatti, tribù di Angli, di Sassoni e di Juti invasero le sponde della Britannia. La loro occupazione definitiva della Gran Bretagna avvenne tra gli anni 441 e 443[1] Essi misero in fuga i Celti, antichi abitanti dell'isola, spingendoli verso l'attuale Galles o, in taluni casi, si fusero con essi. Gli Anglosassoni chiamarono quest'isola Angleland, cioè "Terra degli Angli", che in seguito diventerà England (Inghilterra).
Indice |
[modifica] Preistoria
| Per approfondire, vedi la voce Antica Britannia. |
I rilevamenti archeologici indicano che l'Inghilterra venne colonizzata già molto prima del resto del territorio delle Isole Britanniche, grazie al suo clima ospitale.
La prima menzione dell'isola si deve a un manuale per navigatori del VI secolo avanti Cristo, benché legame commerciali con il continente esistevano già da molto prima.
Scrittori latini, come Plinio il Vecchio e Diodoro Siculo menzionarono il commercio di stagno dell'Inghilterra, ma ci sono poche notizie sulle popolazioni.
Tacito scrisse che non c'erano grandi differenze linguistiche tra i popoli della Britannia e della Gallia settentrionale e notò che le varie nazioni bretoni condividevano le stesse caratteristiche fisiche con i loro vicini del continente.
[modifica] Britannia romana
| Per approfondire, vedi la voce Britannia romana. |
Cesare invase la Britannia nel 55 a.C. e nel 54 a.C. e scrisse nel De Bello Gallico che la popolazione della Britannia meridionale aveva molti tratti in comune con i Belgae della Gallia.
Fino alla conquista romana della Britannia, la popolazione della Britannia era relativmente stabile, e all'epoca dell'invasione di Cesare, i bretoni parlavano un idioma celtico.
I romani iniziarono la loro seconda conquista della Britannai nel 43 d.C., durante il regno di Claudio. L'Inghilterra e il Galles caddero sotto la dominazione romana, che durò fino agli inizi del secolo V.
[modifica] Britannia post-romana
| Per approfondire, vedi la voce Britannia postromana. |
Dopo che i romani abbandonarono la Britannia nel 410, l'attuale Inghilterra venne progressvamente popolata da popolazioni germaniche provenienti dal continente. Questi popoli comprendevano gli Angli, i Sassoni, gli Juti e i Frisoni.[2]
Invasero la Britannia nella seconda metà del Quinto secolo. Sembra che gli Juti fossero il principale gruppo che si insediò nel Kent, nell'Isola di Wight e nelle coste dello Hampshire, mentre i Sassoni predominarono nelle aree a sud del fiume Tamigi e nell'Essex e nel Middlesex, ed infine gli Angli nel Norfolk, nel Suffolk, nelle Midlands e nel nord.
La popolazione autoctona diminuì dopo la dominazione romana. Questo drammatico collasso sembra essere stato causato soprattutto dalla peste e dal vaiolo.[3] Gli Annales Cambriae menzionano la morte di peste del re Maelgwn Gwynedd nel 547.
[modifica] Gli anglosassoni
| Per approfondire, vedi la voce Anglosassoni. |
Tra il V e il VI secolo non abbiamo molte notizie sulla storia inglese. Le poche notizie ci vengono dal De excidio et conquestu Britanniae, opera storiografica del cronista Gildas (vissuto nel VI secolo), dalle vite dei santi, dallo studio dei toponimi e delle opere poetiche e dai ritrovamenti archeologici. Come in precedenza i romani, anche i britanni assoldarono mercenari germanici per difendersi dalle bellicose tribù dei Pitti che vivevano nel nord dell'isola. Successivamente, i mercenari anglosassoni si ribellarono e iniziarono un processo graduale d'insediamento che culminò, nel VII secolo, con l'eliminazione della classe politica dominante e con l'instaurazione di una serie di regni germanici in tutta l'isola. Gli invasori erano angli, sassoni, juti e frisoni, popolazioni che avevano tradizioni simili e che pian piano si fusero in un solo gruppo, che prese il nome di anglosassoni.
Nel VII secolo, i regni germanici comprendevano la Northumbria, la Bernicia, la Deira, il Lindsey, la Mercia, l'Anglia orientale, l'Essex, il Wessex, il Sussex e il Kent. Erano regni turbolenti, ma si distinguevano per una forte monarchia e un uso delle leggi basato sul guidrigildo. Gli anglosassoni praticavano culti politeistici, non avevano una cultura scritta e vivevano di allevamento, caccia e agricoltura.
[modifica] La diffusione del Cristianesimo
Nei due secoli successivi, gli avvenimenti più importanti furono l'unificazione politica e l'avvento del Cristianesimo.
Nel 596 il papa Gregorio Magno inviò nel Kent un gruppo di missionari guidati dal monaco Agostino. Il gruppo fu accolto con favore da re Etelberto del Kent, che si convertì alla nuova religione. I regni del sud dell'Inghilterra divennero cristiani e Agostino fu il primo vescovo di Canterbury.
In questo periodo, il cosiddetto "Cristianesimo romano" incontrò il "cristianesimo celtico-irlandese", predicato da parte di monaci-sacerdoti fondatori di monasteri. Tra di essi vi sono varie figure di spicco come San Columba di Iona che si recò in Scozia fin dal 563, da San Colombano evangelizzatore d'Europa in Cornovaglia attorno al 590 e successivamente da Sant'Aidano in Northumbria, che fondò nel 635 un monastero presso Lindisfarne.
Al sinodo di Whitby re Owsy della Northumbria scelse la religione cristiana romana e vi si convertì. Teodoro di Tarso, divenuto arcivescovo di Canterbury nel 668, istituì numerose diocesi e organizzò in maniera basilare la Chiesa in Inghilterra.
L'incontro tra la cultura celtica e quella latina generò una notevole serie di libri, in particolare in Northumbria, da dove vennero pensatori come San Beda il Venerabile e Alcuino di York.
[modifica] Epoca moderna
Il regno fu suddiviso in contee(Shires) con città e borghi autonomi.
- Northumberland (New Castle)
- Cumberland (Carlisle)
- Durham
- Westmoreland (Appleby)
- York
- Lancaster
- Lincoln (Richmond)
- Norfolk (Norwick)
- Suffolk (Ipswich)
- Huntington
- Cambridge
- Hertford
- Essex (Colcester)
- Middlesex (LONDRA)
- Kent (Canterbury)
- Sussex (Chichester)
- Surrey (Guilford)
- Berkshire (Reading)
- Hampshire (Wichester)
- Wiltshire (Salisbury)
- Dorset (Dorchester)
- Somerset (Bath)
- Devonshire (Exeter)
- Cornovaglia (Lauceston)
- Glouchester
- Monmouth
- Hereford
- Worcester
- Shropshire o Salop (Shrewsbury)
- Derby
- Nottingham
- Stafford
- Leicester
- Rutland (Oakham)
- Warwick
- Northampton
- Bedfordshire
- Oxford
- Buckingham
- Chester
- Anglesey (Beaumarish)
- Flint
- Denbigh
- Caernaevon
- Merioneth (Bala Dolgelly)
- Montgomery
- Cardigan
- Radnor
- Breckonocks
- Pembroke
- Caermrthen
- Glamorgan (Cardiff)
[modifica] Note
- ^ Jacques Le Goff, La civiltà dell'occidente medievale
- ^ The Anglo-Saxons - Who were the Anglo-Saxons, BBC
- ^ 6th-10th century AD
[modifica] Bibliografia
- R. Zanussi San Colombano d'Irlanda Abate d'Europa - Ed. Pontegobbo
- Dio è corazza dei forti. Testi del cristianesimo celtico (VI-X sec.). Rimini, Il Cerchio, 1998.
- M.Stokes. Six Months in the Appennines in Search of the Irish Saints in Italy. Ed.Belland Covent. London 1892.
- Abbè Martin. Saint Colomban. Libr.V.Lecoffre, Paris 1905.
- T.Concannon. The life of St.Columban. Catholic T.Society of Ireland. Dublino 1915.
- A.Maestri. Il culto di San Colombano in Italia. Archivio storico di Lodi. 1939 e segg.
- Archivum Bobiense Rivista annuale degli Archivi storici Bobiensi (1979-2008). Bobbio


