Storia dell'Azerbaigian

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1leftarrow.pngVoce principale: Azerbaigian.

Antichità[modifica | modifica sorgente]

Due arcieri sciiti d'oro, del 400-350 a.C., British Museum.

Le prime tracce della presenza dell'uomo nel territorio dell’Azerbaigian risalgono all’Età della Pietra e sono legate alla cultura Quruçay della Grotta Azykh. Reperti del Paleolitico Superiore, in particolare di epoca musteriana, sono state trovate nelle grotte di Tağlar, Damcili, Zar e Yataq-yeri. I ritrovamenti di frammenti di brocche di vino secco nelle necropoli della Leylatepe e Sarytepe testimoniano l’attività agricola dell’Età del Bronzo.

Periodo antico[modifica | modifica sorgente]

Tutto il Caucaso del Sud fu conquistato dagli Achemenidi intorno al 550 a.C., il che comportò la diffusione dello Zoroastrismo in questa parte dell'Impero dei Medi. Dopo la conquista da parte di Alessandro Magno, i Seleucidi che ereditarono il Caucaso, si ritirarono sotto la pressione di Roma e dei Greci secessionisti in Battria.

Nel 247 a.C. dopo la ritirata dei Seleucidi in Persia, il Regno armeno prese il controllo dei territori dell'Azerbaigian.

Impero achemenide nel suo momento di massima espansione.

Nel I secolo a.C. gli Albanesi caucasici, abitanti autoctoni dell’Azerbaigian fondarono un loro regno. Nel 95-97 l’Albania Caucasica era sotto il dominio dell’Armenia come parte dell'Impero di Tigrane II che durò per breve tempo. Dopo l’espansione del dominio dei Romani, alcune regioni dell'Albània passarono sotto il dominio romano e l'Armenia, stato satellite di Roma, ottenne nuovamente il controllo dell’Albania Caucasica. La costa del Mar Caspio rimase sotto il controllo romano-armeno dal I secolo fino al 387, quando l’Impero dei Sasanidi di Persia lo rese uno stato vassallo.
Le iscrizioni romane ritrovate sulle rocce del Gobustan testimoniano la presenza della Legione XII Fulminata presumibilmente ai tempi di Domiziano.
Nonostante le numerose conquiste dei Sasanidi e dei Bizantini un piccolo stato albanese indipendente sopravvisse fino al IX secolo.

Il re albanese caucasico Urnayr ufficialmente dichiarò il Cristianesimo religione di stato nel IV secolo, e l'Albania Caucasica rimase un paese cristiano fino all'VIII secolo.

Sotto la Persia[modifica | modifica sorgente]

Turbe (Mausoleo) dei Shirvanshakhi a Baku. XV secolo.

Dopo la caduta dei Sasanidi per opera degli arabi, l'Albania Caucasica divenne un paese vassallo e dopo la resistenza cristiana guidata dal Principe Javanshir, lo stato fu distrutto nel 667.

Con il declino del Califfato degli Abbasidi, il territorio dell’Azerbaigian passò sotto il dominio di diverse dinastie come Salaridi, Sagidi, Shaddadidi, Rawandidi e Buyidi. All’inizio dell'XI secolo il territorio fu gradualmente occupato da tribù turche Oghuz provenienti dall’Asia Centrale.

Localmente i possedimenti del successivo Impero del Selgiuchidi venivano controllati dagli atabeg, vassalli dei sultani selgiuchidi. Sotto i Selgiuchidi poeti come Nizami Ganjavi e Khagani Shirvani crearono le loro opere ancora oggi apprezzate in Azerbaigian. Successivamente a governare l’Azerbaigian fu lo stato degli Jalayiridi che cadde a seguito della conquista di Tamerlano. La dinastia locale azera degli Shirvanshakh costituì uno stato vassallo dell’Impero di Tamerlano che appoggiò durante la guerra contro il governatore del Khanato dell’Orda d'Oro il Tokhtamysh. La morte di Tamerlano diede origine a due stati: Kara Koyunlu e Ak Koyunlu. Fino alla sua morte il sultano dell’Ak Koyunlu Uzun Hasan governò tutto il territorio dell’Azerbaigian. Il regno successivamente passò alla dinastia degli Shirvanshakhi che mantennero l’autonomia e vassallaggio dal 861 fino al 1539.

Gli Shirvanshakhi, combattuti dai Safavidi, imposero l’Islam sciita alla popolazione che prima praticava l’Islam sunnita contrapponendosi all’Impero Ottomano.

Sotto la Russia[modifica | modifica sorgente]

Mammed Amin Rasulzade fu uno dei fondatori e speaker della Repubblica Democratica dell'Azerbaigian nel 1918.

Dopo la caduta dei Safavidi sul territorio furono creati alcuni khanati indipendenti. Dopo un periodo di frequenti guerre i khanati diventarono parte dell'Impero Russo. Con l’accordo di Turkmenchay, la Persia riconobbe alla Russia i khanati Erivan, Nakchivan ed il resto del Talysh. Tabriz, Ardebil ed Urmia divennero parte della Persia (Le province dell’Azerbaigian Orientale, Azerbaigian Occidentale ed Ardebil dell’Iran odierno). Baku venne conquistata definitivamente nel 1806, nel 1813 Trattato di Golestan sanciva ufficialmente l'appartenenza della città all'Impero russo e nel 1859 venne creata la Gubernija di Baku. Dopo il collasso dell’Impero Russo al termine della Prima guerra mondiale, l'Azerbaigian insieme con Armenia e Georgia divenne parte della Repubblica Federativa Democratica di Transcaucasia.

Repubblica Democratica dell'Azerbaigian[modifica | modifica sorgente]

Quando la Repubblica viene sciolta nel maggio del 1918, l’Azerbaigian dichiarò la propria indipendenza e fu creata la Repubblica Democratica dell'Azerbaigian. La RDA fu la prima Repubblica parlamentare musulmana nel mondo, ma ebbe termine soltanto dopo due anni, quando l’Armata rossa invase Baku nel marzo del 1922. Così l’Azerbaigian, con Armenia e Georgia, divenne parte della RSSF Transcaucasica, uno stato federato nell'URSS. Nel 1936 la RSSF Transcaucasica fu divisa in tre repubbliche fra le quali anche la RSS Azera.


Repubblica socialista sovietica azera[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Repubblica socialista sovietica azera.

Durante la Seconda guerra mondiale la RSS dell’Azerbaigian fornì la maggior parte del petrolio utilizzato dall’Unione Sovietica nella guerra contro la Germania nazista. I tedeschi tentarono alcune volte l'occupazione di Baku per avere il controllo del petrolio azero (Operazione Edelweiss gestita direttamente da Hitler) ma tutti i tentativi fallirono grazie alla resistenza dell'esercito sovietico.

A seguito della politica di glasnost' iniziata dal segretario generale del Partito Comunista dell'Unione Sovietica Michail Gorbačëv, ebbero inizio disordini economici e scontri etnici, in particolare nella Regione del Nagorno-Karabakh. Le manifestazioni per l'indipendenza a Baku furono soffocate nella violenza. Nel gennaio del 1990 l'esercito entrò nella capitale sparando contro i manifestanti. Il numero ufficiale delle vittime fu di 130 morti e 700 feriti. Il 20 gennaio 1990 entrò nella storia moderna dell’Azerbaigian come il gennaio nero.

Indipendenza[modifica | modifica sorgente]

Il 18 ottobre 1991 l’Azerbaigian dichiarò la propria indipendenza. I primi anni dell’indipendenza furono funestati dall’inizio della Guerra di Nagorno-Karabakh contro l’Armenia. Alla fine della guerra nel 1994 l’Azerbaigian perse un sesto del suo territorio che comprende la Regione del Nagorno-Karabakh ed altre 7 province popolate quasi esclusivamente da Azeri [1][senza fonte]. Come conseguenza della guerra di Nagorno-Karabakh un azero su otto è diventato un rifugiato[senza fonte].

Nel 1993 a seguito delle dimissioni del Presidente Abülfaz Elçibay, l'ex primo segretario del Partito Comunista Azero Heydar Aliyev venne eletto come nuovo presidente. Aliyev riuscì ad ottenere il cessate il fuoco che dura fino ad oggi. Nei primi anni del suo governo riuscì anche ad abbassare sostanzialmente il tasso di disoccupazione rimettendo in moto l'economia quasi distrutta dopo la guerra del Nagorno-Karabakh. Nel 1998 Heydar Aliyev fu rieletto per la seconda volta. Nonostante l'esplorazione di nuovi giacimenti petroliferi, il suo governo perde popolarità soprattutto a causa di brogli elettorali, corruzione diffusa e del suo regime autoritario. Le stesse critiche vennero avanzate anche in occasione delle successive elezioni presidenziali quando Ilham Aliyev venne eletto presidente, dopo la morte del padre Heydar nel 2003.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Altstadt, Audrey. The Azerbaijani Turks: Power and Identity Under Russian Rule (Azerbaijan: Hoover Institution Press, 1992).
  • Ashurbeyli, S. "History of Shirvanshahs" Elm 1983, 408 (in Azeri)
  • Kalankatu, Moisey (Movses). "The History of Caucasian Albanians. transl by C. Dowsett" London oriental series, vol 8, 1961 (School of Oriental and African Studies, Univ of London)
  • At Tabari, Ibn al-Asir (trans by Z. Bunyadov), Baku, Elm, 1983?
  • Jamil Hasanli. At the Dawn of the Cold War: The Soviet-American Crisis Over Iranian Azerbaijan, 1941-1946, (Rowman & Littlefield; 409 pages; $75). Discusses the Soviet-backed independence movement in the region and argues that the crisis in 1945-46 was the first event to bring the Soviet Union in conflict with the United States and Britain after the alliance of World War II
  • Momen, M. "An Introduction to Shii Islam", 1985, Yale University Press 400 p
  • Shaffer, B. Borders and Brethren: Iran and the Challenge of Azerbaijani Identity (Cambridge: MIT Press, 2002).
  • Swietochowski, Tadeusz. Russia and Azerbaijan: Borderland in Transition (New York: Columbia University Press, 1995).
  • Van der Leew, Ch. Azerbaijan: A Quest for Identity: A Short History (New York: St. Martin's Press, 2000).
  • History of Azerbaijan Vol I-III, 1960 Baku (in Russian)

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