Storia dell'Arabia Saudita
Alla storia dell'Arabia Saudita concorrono le più diverse e disparate popolazioni per un arco di tempo di circa 5.000 anni. La cultura Dilmun, insediata lungo le coste del Golfo Persico, era contemporanea di Assiri e dell'Antico Egitto, e gran parte degli imperi dell'antichità avevano relazioni commerciali con i regni della Penisola Araba.
L'emergere della religione islamica nel 650 e la conseguente crescita dell'importanza delle città di Medina e Mecca per la religione islamica diedero ai governatori di questi luoghi un ruolo di primaria importanza nella vita politica e sociale della penisola.
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[modifica] Il Primo Stato Saudita
Il Primo Stato Saudita nacque nell'anno 1744 quando il sovrano, lo shaykh Muhammad ibn Abd al-Wahhab si insediò nella città di Diriya ed il principe Mohammed ibn Sa'ud si impegnò a sostenere la sua campagna di purificazione della religione islamica dalle eresie. L'alleanza dei Saʿūd con la setta wahhabita consentì nei 200 anni successivi la conquista di buona parte della Penisola araba, che fu sottoposta ai precetti coranici. La Dinastia Saudita ed i suoi alleati divennero così la realtà politica dominante su tutta la penisola araba, controllando gran parte del Najd, anche se non aveva il totale controllo delle coste.
I sovrani più importanti del primo Stato Saudita furono:
- l'Imam Muhammad ibn Sa'ud (1726 - 1765)
- l'Imam Abd al-Aziz ibn Muhammad ibn Sa'ud (1765 - 1803)
- l'Imam Sa'ud ibn Abd al-Aziz ibn Muhammad ibn Sa'ud (1803 - 1814)
- l'Imam Abd Allah ibn Sa'ud (1814 - 1818)
Lo Stato saudita continuò il suo dominio per circa settantacinque anni. Quando tuttavia i sauditi conquistarono la Mecca, il sultano Ottomano incaricò Mehmet Ali Pascià, khedivè d'Egitto, di reimpossessarsi dell'area. Mehmet Ali incaricò a sua volta suo figlio Ibrahim Pascià che riuscì a sconfiggere l'esercito saudita nel 1817.
[modifica] Il Secondo Stato Saudita
Solo pochi anni dopo sorse nuovamente il potere della famiglia degli Āl Saʿūd con il Secondo Stato Saudita.
Nel 1824 la dinastia Saudita tornò al potere e vi rimase fino al 1891 quando essa soccombette alla dinastia Al Rashid degli emiri di Ha'il, il cui stato era comunemente chiamato dagli Europei Gebel Sciammar.
I sovrani più importanti di questo secondo periodo furono:
- L'Amir Mushari ibn Saud ibn Abd al-Aziz (1819 - 1819)
- L'Amir Turki ibn Abd Allah ibn Muhammad (una prima volta) (1819 - 1820) (seconda volta) (1824 - 1834)
- L'Amir Faysal ibn Turki ibn Abd Allah (una prima volta) (1834 - 1838) (una seconda volta) (1843 - 1865)
- L'Amir Sa'ud ibn Faysal ibn Turki (1871 - 1871)
- L'Amir Abd al-Rahman ibn Faysal ibn Turki (1889 - 1891)
Sia il primo che il secondo stato saudita riconobbero la sovranità formale dell'Impero Ottomano cui pagavano un modesto tributo annuale.
[modifica] Il Terzo Stato Saudita
[modifica] Il regno di Abdelaziz
Il Terzo Stato Saudita venne fondato dal sovrano ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd, nel 1902 a partire dalla conquista di Riyad, l'antica capitale del regno Saudita. La campagna di riconquista proseguì negli anni successivi con il resto del Najd e con al-Hasa e Qaṭīf. Successivamente conquistò l'Emirato di ʿAsīr.
L'8 gennaio 1926 ʿAbd al-ʿAziz Āl Saʿūd divenne infine re del Hijaz, conquistandolo alla dinastia Hascemita. E il 29 gennaio 1927 assunse il titolo di re di Najd, di cui fino ad allora era Sultano. Con il Trattato di Gedda, firmato il 20 maggio 1927 il Regno Unito riconobbe l'indipendenza del regno di ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd, allora noto come Regno di Hijaz e Najd. Nel 1932 queste regioni vennero unificate sotto il regno dell'Arabia Saudita. Allo scoppio della seconda guerra mondiale secondo i dati pubblicati in Italia nel 1942 aveva 9 milioni di abitanti.
Nel 1933 venne firmata la concessione petrolifera alla compagnia monopolista americana Aramco controllata dalla Socal.
[modifica] La definizione dei confini
I confini del nuovo stato saudita vennero definiti con una serie di trattati con i confinanti stati di Giordania, Iraq e Kuwait, negli anni '20, e con la creazione di due zone neutrali, una con l'Iraq ed una con il Kuwait. Nel 1965 ci fu uno scambio di territori tra l'Arabia Saudita e la Giordania nel quale quest'ultima cedette una relativamente ampia porzione interna desertica in cambio di una striscia di terra costiera nei pressi di ʿAqaba.
La zona neutrale tra Arabia Saudita e Kuwait venne spartita nel 1971 con un accordo secondo il quale ognuno dei due stati avrebbe potuto usufruire equamente di tutte le risorse di petrolio della regione. La spartizione della zona franca tra Arabia Saudita e Iraq fu più controversa, giungendo ad un primo accordo sommario nel 1981 e ad un accordo definitivo nel 1983. Il confine meridionale con lo Yemen venne parzialmente definito con il Trattato di Ṭāʾif nel 1934 e venne ripreso e perfezionato a giugno del 2000. I confini tra l'Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti non è a tutt'oggi definito, e rimane ancora attuale un primo accordo raggiunto nel 1974, così come non è definito il confine con l'Oman. Infine nel marzo del 2001 sono stati raggiunti i termini per la definizione del confine tra Arabia Saudita e Qatar.
[modifica] Il regno di Saud
Re ʿAbd al-ʿAzīz morì nel 1953. Gli succedette il figlio maggiore Saʿūd che regnò per undici anni. A causa di difficoltà finanziarie, re Saʿūd era stato persuaso nel 1958 a delegare gli affari interni del regno, in qualità di Primo Ministro, al fratellastro Faysal, che aveva servito sotto di lui in qualità di Ministro degli Esteri. Tuttavia, tra il 1960 ed il 1962 lo stesso Saʿūd riguadagnò il pieno controllo. Nel 1962 Faysal promosse un'ampia serie di riforme, tentando di forzare lo sviluppo economico del paese.
[modifica] Il regno di Feisal
Nel 1964 Saʿūd fu costretto ad abdicare in favore di Feysal. Faysal venne proclamato sovrano dai membri della famiglia reale saudita e da importanti leader religiosi, sebbene continuasse a servire lo stato anche in qualità di Primo Ministro. Questa pratica elettiva venne poi proseguita da tutti i governanti successivi.
Intorno alla metà degli anni '60 sorsero delle divergenze con l'Egitto a causa della politica nei confronti dello Yemen. Quando nel 1962 nello Yemen scoppiò una guerra civile tra i repubblicani e la fazione fedele alla corona yemenita, le forze militari egiziane entrarono nel territorio dello Yemen con l'intento di aiutare le forze repubblicane, mentre l'Arabia Saudita appoggiò i sudditi fedeli alla corona. La tensione tra Arabia Saudita ed Egitto terminò solo nel 1967 con il ritiro dei militari egiziani dallo Yemen.
Le forze militari saudite non parteciparono alla Guerra dei Sei Giorni del 1967 ma il governò erogò dei sussidi finanziari in aiuto delle economie nazionali degli stati in guerra (Egitto, Giordania e Siria).
Feisal fu un fedele alleato degli Americani nella lotta contro il Comunismo, tuttavia non poteva accettare l'appoggio incondizionato dato dagli Stati Uniti ad Israele e si lamentò più volte con gli Americani di ciò, chiedendo che, invece, il governo americano facesse da mediatore fra Israele ed i Palestinesi.
Durante la Guerra Arabo-Israeliana del 1973 l'Arabia Saudita partecipò al boicottaggio arabo contro gli Stati Uniti e i Paesi Bassi ed in particolare sospese la fornitura di petrolio ai paesi occidentali che sostenevano Israele. Ciò determinò la crisi petrolifera del 1973. Il 7 gennaio 1975 il blocco fu revocato, ma nel frattempo il prezzo del petrolio era notevolmente aumentato e perciò le entrate petrolifere saudite aumentarono sensibilmente rispetto ai livelli precedenti la crisi del Kippur. Questa serie di eventi ebbe perciò come conseguenza finale un rilevante incremento della ricchezza interna dell'Arabia Saudita.
Nel 1975 re Faysal fu assassinato da suo nipote, che venne giustiziato dopo una lunga inchiesta che lo vide come unico responsabile.
[modifica] Il regno di Khaled
Faysal ebbe come successore al ruolo di Primo Ministro suo fratello Khālid mentre il loro terzo fratello Fahd venne eletto Principe ereditario e vice-Primo Ministro.
Durante il regno di Khaled, grazie ai grossi introiti petroliferi, si ebbe il "miracolo economico" dell'Arabia Saudita. Lo sviluppo economico e sociale ebbe uno sviluppo molto rapido. In particlare nel campo dell'edilizia le città arabe assunsero un aspetto molto moderno ed occidentale. Furono rivoluzionate anche le infrastrutture e l'educazione. Tuttavia ciò incontrò forti resistenze e reazioni da parte della popolazione più tradizionalista.
Nel 1979 accaddero due eventi che minacciarono il regime ed ebbero grande influenza sul futuro del paese. Il primo fu la Rivoluzione Islamica in Iran. Infatti il nuovo regime iraniano cominciò ad accusare i governi della penisola araba di essere corrotti ed alleati degli occidentali. Tale messaggio fece presa su alcuni sudditi sauditi, soprattutto nella provincia sciita orientale (che è anche l'area in cui si trova la maggior parte dei pozzi di petrolio). In effetti vi furono varie rivolte nella regione nel 1979 e nel 1980.
Il secondo evento fu la occupazione della Grande Moschea della Mecca da parte di estremisti islamici, che accusavano il regime di essere corrotto. Lo sgombero della Moschea pose dei problemi religiosi. Infatti combattere nello spazio più sacro dell'Islam equivaleva a profanarlo. Tuttavia i primi a sparare erano stati gli occupanti. Perciò gli ulema emisero una fatwa che autorizzava il governo ad usare la forza per liberare la Moschea. Inoltre, il governo è stato accusato di aver chiesto l'aiuto di forze speciali francesi, e perciò non musulmane, per liberare la Moschea. Se ciò fosse vero, costituirebbe una profanazione. Il governo saudita ha, tuttavia, sempre negato la circostanza.
Di fronte alla affermazione dell'islamismo radicale la dinastia reagì imponendo una maggiore osservanza dei precetti islamici, ad esempio ordinando la chiusura dei cinematografi, ed affidando agli ulema un ruolo importante nello stato.
Tuttavia, l'islamismo radicale ha continuato a crescere.
Nel 1980 il governo saudita è diventato unico proprietario della compagnia petrolifera monopolista Aramco, che è stata ribattezzata Saudi Aramco.
Fra il 1981 ed il 1983 venne spartita la zona neutrale che si trovava fra Arabia Saudita ed Iraq.
[modifica] Il regno di Fahd
Nel giugno del 1982 re Khālid morì lasciando come suo successore Fahd che divenne sovrano e Primo Ministro dell'Arabia Saudita senza incontrare particolari opposizioni. Un altro fratello di Fahd, il principe ʿAbd Allāh, allora ministro della Guardia Nazionale saudita, venne nominato principe ereditario e vice-Primo Ministro.
Sotto il regno di Fahd l'economia saudita subì un netto arresto a causa del calo mondiale del prezzo del greggio, e si mantenne neutrale nel conflitto Iran-Iraq. Tuttavia, accolse l'invito americano ad abbassare il prezzo del greggio, decisione che portò l'Arabia a scontrarsi ripetutamente con l'Iran in seno all'OPEC. Inoltre aiutò finanziariamente l'Iraq per evitare una vittoria iraniana, che avrebbe portato alla rivolta degli sciiti della provincia orientale. Re Fahd si propose come paciere fra i due contendenti nel 1982, ma l'Iran non accettò questa mediazione. Nello stesso anno si assistette alla nascita del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG) una organizzazione composta da sei nazioni del Golfo Persico volta alla promozione della pace, dello sviluppo sociale ed economico nell'area.
[modifica] La prima Guerra del Golfo
Nell'agosto del 1990 le truppe di Saddam Hussein invasero il Kuwait. Le truppe irachene si ammassarono lungo il confine kuwaitiano con l'Arabia Saudita e molti temettero una successiva invasione del paese. Per questo motivo re Fahd permise alle truppe statunitensi e della Coalizione di utilizzare il territorio saudita come base delle operazioni con lo scopo di contrastare la minaccia irachena. Molti sauditi di religione musulmana furono contrariati dalla scelta di permettere a degli infedeli di calcare un territorio sacro alla religione islamica.
Re Fahd giocò un ruolo fondamentale durante il conflitto nel Golfo e nelle fasi successive ad esso. L'Arabia Saudita accolse nel suo territorio la famiglia reale kuwaitiana e circa 400.000 profughi in fuga dai combattimenti. Nel frattempo l'azione diplomatica di re Fahd consentì di rafforzare le forze della coalizione contro l'Iraq e di definire il loro intervento come una azione multilaterale volta al ripristino della sovranità territoriale del Kuwait. Egli agì diplomaticamente come portavoce della coalizione contribuendo a tenere insieme in un fronte unico le forze del CCG all'interno della Coalizione, e si servì del suo ruolo di Custode delle due sacre moschee per persuadere le altre nazioni arabe e di religione islamica a sostenere lo sforzo della coalizione anti-irachena.
Durante il conflitto l'esercito iracheno sparò alcuni missili Scud contro il territorio saudita e riuscì a penetrare all'interno dei suoi confini settentrionali, ma venne subito respinto e scacciato successivamente dal territorio kuwaitiano.
[modifica] Il terrorismo islamico
La presenza dei contingenti occidentali in territorio saudita sollevò feroci proteste da parte di molti musulmani radicali sauditi. Uno dei più noti fu Osama Bin Laden, un miliardario saudita espulso nel 1991 dall'Arabia Saudita per la sua opposizione pubblica alla monarchia del Regno e che fu inizialmente un alleato-chiave degli Stati Uniti per il suo sostegno anti-sovietico contro l'invasione dell'Afghanistan. La lotta alla presenza occidentale in suolo saudita si organizzò in una campagna terroristica iniziata nel novembre del 1995 con un attentato dinamitardo contro una base della Guardia Nazionale Saudita che causò la morte di sette persone. Nel giugno 1995 un veicolo bomba uccise 19 cittadini americani nelle torri Khobar di al-Khobar.
Nel luglio del 2005 re Fahd morì, e gli succedette re ʿAbd Allāh, che presiede a gran parte della politica odierna dell'Arabia Saudita.
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