Storia dell'Abruzzo

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Allegoria dell'Abruzzo, dall'Iconologia di Cesare Ripa

La storia dell'Abruzzo riguarda le vicende storiche relative all'Abruzzo, regione dell'Italia.

Indice

[modifica] Generalità

L'Abruzzo è una regione per gran parte montuosa nell'Appennino centrale. Le sue valli montane sono aperte verso sud e la mettono in comunicazione con il basso Lazio, la Campania e la Puglia. Di conseguenza la storia dell'Abruzzo è strettamente legata alla restante parte dell'Italia meridionale con cui condivide in particolare otto secoli di appartenenza ad una comune nazione (Regno delle Due Sicilie).

Storicamente il nome Abruzzo deriva dal nome della contea dell'Aprutium, situata nel teramano, e a sua volta il nome Aprutium deriva dall'antico popolo dei Petruzi che popolava quel territorio.

L'Abruzzo nel corso della storia non è mai stato un territorio unitario. Anticamente era diviso tra un gran numero di popoli tra i quali Marsi, Vestini, Peligni, Marrucini, Frentani, Piceni, Equi e Petruzi. Questi popoli erano gruppi di pastori tutti di stirpe sannitica.

TOPONOMASTICA Peligni: PRATOLA PELIGNA - LAMA DEI PELIGNI Petruzi: LORETO APRUTINO - PICENO APRUTINA Equi: CASTELVECCHIO SUBEQUO Vestini: SAN DEMETRIO NEI VESTINI - VIA VESTINA (PE) Sanniti: BELMONTE DEL SANNIO Piceni: POGGIO PICENZE - PICENO APRUTINA

Nel corso dei secoli l'Abruzzo era spesso diviso in due regioni: una a nord del fiume Aterno e l'altra a sud del fiume. Questa divisione era seguita dalle due regioni augustee, Picenum e Samnium. Nel Medioevo lo stesso confine sull'Aterno divideva i due ducati longobardi di Spoleto e Benevento. E dal XIII secolo le due regioni venivano chiamate Abruzzo-Citeriore e Abruzzo-Ulteriore. La divisione naturale del territorio abruzzese si è riproposta recentemente col distacco della regione Molise.

Non esistendo un centro politico, le numerose città dell'Abruzzo, di antichissime origini e brillante civiltà, seguirono ciascuna la propria storia indipendentemente. Così se l'origine di Touta Marouca (chiamata poi Teate e poi Chieti) si perde nella notte dei tempi, Marruvium e Corfinium furono centri preromani, Atri, Alba Fucens e Amiternum fiorirono sotto l'impero romano, Sulmona e L'Aquila fiorirono nel Medioevo, mentre Pescara e Avezzano si svilupparono in maniera sempre più importante a partire dalla fine del XIX secolo.

Di seguito si espone la storia cronologica dell'Abruzzo divisa per periodi storici rilevanti.

[modifica] La Preistoria

La presenza dell'uomo in Abruzzo è documentata fin dall'età paleolitica. In quell'epoca gli insediamenti umani erano numerosi e sparsi in tutta la Regione. Nei pressi di Chieti e di Popoli sono stati fatti ritrovamenti importanti: strumenti litici di ogni tipo ed ossa di animali lavorate. Il Mesolitico non ha lasciato tracce significative. Di epoca neolitica è invece il celebre insediamento di Ripoli (2.200 a.C. circa), nella valle del torrente Vibrata, vicino Corropoli. Si tratta di un grande villaggio di capanne in cui si producevano ceramiche dipinte. Queste ceramiche hanno contraddistinto un particolare tipo di cultura la quale si diffuse in molte zone d'Abruzzo (Val di Sangro, litorale di Fossacesia ecc.). Molti reperti sono ancora conservati al Museo archeologico nazionale d'Abruzzo a al Museo archeologico La Civitella entrambi in Chieti. La popolazione di Ripoli era stanziale e praticava l'inumazione. Era dedita oltre che all'allevamento ed all'agricoltura anche al commercio. Altri insediamenti neolitici importanti si trovano a Lama dei Peligni, Lanciano e Bolognano. Diversi siti hanno restituito tracce legate alla pratica di culti neolitici in Abruzzo e si trovano sia in grotta che in abitato e riguardano il Neolitico antico, medio e recente. Dell'Eneolitico restano testimonianze importanti nella piana del Fucino che segna anche il sorgere della cultura appenninica in Abruzzo. Tipiche di questa cultura sono le ceramiche nere con incisioni geometriche e una gran quantità di strumenti ed oggetti in bronzo. La cultura appenninica si sviluppò infatti in Abruzzo durante l'età del bronzo medio (a partire dal 1500 a.C.).

[modifica] Prime notizie

  • 11 maggio 1181 a.C. mitica fondazione di Teate (Chieti) da parte dei guerrieri Achei seguaci di Achille nella guerra di Troia. Il piede di Achille viene rappresentato ancora oggi nello stemma della città di Chieti.
  • 1180 a.C. l'antico eroe troiano Solima, compagno di Enea, miticamente fondò le città di Solima-Sulmo (Sulmona) e di Anxia-Anxanon-Anxanum-Lanzano (Lanciano) quest'ultima ebbe nome in memoria di Anxa fratello di Solima
  • 1000 a.C. mitica fondazione dai fenici di Petrut-Pretut-Interamnea Pretutia/Pretutianum-Pretutia (Teramo)
  • fondazione dai liburni di Truentum-Castrum Truentinum
  • fondazione di Hatria (Atri)
  • fondazione dai sabini di Amiternum
Strada romana ad Alba Fucens
  • VIII - VI secolo a.C. Popolamento dell'appennino abruzzese da parte di popoli pastorali sabini, seguendo il rito del Ver Sacrum (primavera sacra), con il quale si consacravano agli dei i nati durante la primavera. Essi, una volta divenuti adulti, lasciavano il proprio territorio per colonizzare una nuova terra, costituendo così un nuovo popolo. Le nuove tribù si consacravano nel nome di una divinità: Pico per i piceni, Marte per i marsi, Vesta per i vestini

[modifica] La romanizzazione

Effigie di Sallustio in un medaglione
  • 304 a.C. i romani fondano la colonia di Alba Fucens
  • 290 a.C. dopo la battaglia di Camerino, tra piceni-romani contro i sanniti, le popolazioni dell'Abruzzo entrano a far parte come alleati dello stato romano
  • 286 a.C. il console Marco Valerio Massimo completa la via consolare Tiburtina che poi diventa Tiburtina-Valeria in suo onore. L'Abruzzo e l'Adriatico sono collegati a Roma. La strada passa in mezzo a Teate (l'attuale Corso Marrucino) e termina a Ostia Aterni (il porto dell' Aterno, dov'è ora Pescara)
  • 142 - 117 a.C. costruzione della Via Cecilia
  • 91- 89 a.C. Nella Guerra sociale contro Roma gli italici mettono in campo un esercito di 100.000 guerrieri, il gruppo dei Marsi è capeggiato da Quinto Poppedio Silone; Il comandante Marrucino Asinio Herio muore sconfitto da Gaio Mario
  • 91 a.C. Corfinium è la capitale della lega italica. È di questo periodo la prima attestazione storica del nome "Italia", rinvenuto infatti per la prima volta su una moneta della lega sociale con capitale a Corfinium
  • 89 a.C. la Lex Plautia Papiria dà la cittadinanza romana a tutti i popoli italici
  • costruzione della via Traiana
  • colonie romane a Anxanum, Alba Fucens, Castrum Novum e Castrum Truentum
  • 86 a.C. nascita di Sallustio a Amiternum
  • 85 a.C. Teate diventa capoluogo della neo costituita unità amministrativa romana "Tribus Arnensis", il futuro Abruzzo Citeriore
  • 76 a.C. nascita di Asinio Pollione a Teate
  • 43 a.C. nascita di Ovidio a Sulmo
Popolazioni italiche in Abruzzo

[modifica] Il primo Medioevo

[modifica] 500-520

Risale al Medioevo prima menzione del toponimo Aprutium (Abruzzo), derivato dal nome del territorio romano Pretutium nel teramano, incluso anticamente nel Piceno. La Guerra gotica distrugge gran parte delle città, ma ancora non sconvolge l'assetto del territorio compreso per la maggior parte nella tardo-imperiale regione suburbicaria Valeria, che escludeva però all'incirca l'attuale provincia di Teramo, compresa nel Picenum, e buona parte della bassa provincia dell'Aquila che invece apparteneva al Samnium.

La resistenza imperiale si concentrerà nelle città di Amiternum (L'Aquila), Histonium (Vasto), Ortona, baluardi bizantini in collegamento con la Pentapoli marchigiana. In questo periodo però sembra inizino ad interrompersi le fiorenti rotte della transumanza, con la crisi di importanti centri interni dell'industria ovina quali Amiternum, Foruli (Civitatomassa) e Forcona (Civita di Bagno) vicino L'Aquila e Corfinium (Corfinio) vicino Sulmona, in favore di un cospicuo aumento della superficie boschiva e quindi probabilmente dell'allevamento di animali da cortile.

[modifica] VIII secolo

I longobardi dividono l'Abruzzo tra i ducati di Spoleto e Benevento, un grosso gruppo di germanici longobardi colonizza la valle dell'Aterno; anche le città costiere bizantine, che inizialmente resistono ai barbari, cedono a Grimoaldo I duca di Benevento nella seconda metà del V secolo. Nell'ordinamento longobardo, il gastaldato o gastaldia era una circoscrizione amministrativa governata da un funzionario della corte regia, il gastaldo o castaldo, delegato ad operare in ambito civile, militare e giudiziario.

L'odierno Abruzzo venne suddiviso dai Longobardi in sette gastaldati: Marsi, Amiterno, Forcona, Valva, Teate, Penne e Aprutium ripartiti nel Ducato di Spoleto (la Marsica e il territorio a nord del fiume Aternum oggi Pescara) e nel Ducato di Benevento (grosso modo la provincia di Chieti). Più che in altri luoghi d'Italia, la toponomastica abruzzese presenta forti tracce longobarde: fara e guardia (Fara San Martino, Guardiagrele, che si possono tradurre col termine latino castrum, postazione militare), sala, sgurgola, sono tutti termini militari longobardi. Al definitivo abbandono delle più importanti città romane attorno alle quali nacquero i gastaldati (Alba Fucens, Amiternum, Corfinium) corrisponde la controtendenza di Sulmona e Chieti, le uniche città in cui l'assetto urbano del centro storico ancora oggi ricalca gran parte il tessuto viario romano.

[modifica] Monachesimo e incastellamento

Dalla disgregazione dei sistemi cittadini due nuovi sistemi di antropizzazione si incrementano vicendevolmente in Abruzzo. L'economia d'età imperiale è rimpiazzata dall'economia rurale che ruota attorno a piccoli centri prevalentemente a carattere servile, che curano il dissodamento e la coltivazione degli appezzamenti di terreno degli antichi agri civici romani, o delle ville; ai contadini viene man mano concessa una certa libertà, visto l'aumento dei costi per l'approvvigionamento degli schiavi; non godendo di autonomia politica, si innestano su questi centri il dominio, le tutele e i diritti fondiari di feudatari e delle abbazie prima di Montecassino e San Vincenzo al Volturno, poi di San Clemente a Casauria, fondata nell'871. La frammentazione politica, la necessità di accentrare la popolazione per una gestione più razionale dei territori in fase di dissodamento sono le cause principali della nascita dei castra, centri fortificati attorno ad una fortificazione in cui in germe troviamo già le prime forme di signoria o aristocrazia fondiaria: sono esempio Balsorano, Castel di Sangro, Capestrano, Celano, Massa d'Albe, Pacentro, Tagliacozzo, in provincia dell'Aquila; Alanno, Popoli, Tocco da Casauria, in provincia di Pescara; Bisenti, Borrello, Casoli, Canzano, nelle province di Teramo e Chieti. Lungo la costa sopravvivono le città di Teate e Pinna.

[modifica] La rinascita della costa

Nel X secolo i Bizantini riconquistano la Puglia settentrionale e il Gargano, ridando impulso allo sviluppo dei centri costieri che aprono al commercio marittimo le comunità agrarie della retrostante regione collinare. Gli sconvolgimenti politici del territorio Bizantino XI secolo sono estranei ai porti abruzzesi, i quali possono sfruttare a loro vantaggio la crescente domanda di viveri da parte di Venezia con la quale inizia una discreta relazione commerciale fino al consolidamento delle città portuali che avverrà con Federico II.

[modifica] Dagli Svevi agli Angioini

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Giustizierato d'Abruzzo, Abruzzo Citra e Abruzzo Ultra.
Regno di Sicilia 1154
  • 1222 Federico II di Svevia distrugge Celano, e riunifica l'Abruzzo in un'unica provincia con capoluogo Sulmona. Era costituita dal territorio dei sette antichi gastaldati longobardi, e il gastaldato dell'Aprutium dava il nome all'intera provincia.
Durante il regno di Federico II si ebbe la costruzione di eccezionali opere civili, come l'acquedotto medioevale di Sulmona, uno dei monumenti dell'epoca più importanti dell'Abruzzo.
  • 1230 Federico II fonda la città di Aquila (L'Aquila).
  • 1233 Federico II con la Costituzioni di Melfi del 1231 istituisce 11 Giustizierati, quello d'Abruzzo con sede a Sulmona, fu attivo solo nell'anno 1233.
  • 1273 Carlo I d'Angiò divide il territorio tra l'Aprutium Ulteriore e Citeriore. Il 5 ottobre 1273 Carlo I d'Angiò sancì col diploma di Alife la suddivisione dell'Abruzzo, considerato un distretto troppo esteso per essere ben amministrato e difeso, trovandosi all'estremo limite settentrionale del regno. Si preferì seguire un confine naturale, il corso del fiume Pescara, determinando a nord il Giustizierato d'Abruzzo Ulteriore (Ultra flumine Piscaria) ed a sud il Giustizierato d'Abruzzo Citeriore (Citra flumine Piscaria).

[modifica] Pietro da Morrone

Statua raffigurante Celestino V

Uno dei primi atti ufficiali del nuovo papa fu l'emissione della cosiddetta Bolla del Perdono, bolla che elargisce l'indulgenza plenaria a tutti coloro che confessati e pentiti dei propri peccati si rechino nella basilica di Santa Maria di Collemaggio della città di L'Aquila dai vespri del 28 agosto al tramonto del 29. In pratica Celestino V istituì a Collemaggio il primo vero Giubileo, successivamente copiato dal successore (per molti usurpatore) per bloccare l'afflusso di pellegrini verso Aquila. Fu così istituita la Perdonanza, celebrazione religiosa ancora oggi tenuta nel capoluogo abruzzese.

Il nuovo Pontefice si affidò, incondizionatamente, nelle mani di Carlo d'Angiò, nominandolo "maresciallo" del futuro Conclave. Ratificò immediatamente il trattato tra Carlo d'Angiò e Giacomo d'Aragona, mediante il quale fu stabilito che, alla morte di quest'ultimo, la Sicilia sarebbe ritornata agli angioini.

  • 18 settembre 1294 indisse il suo primo e unico Concistoro, nominando ben 13 nuovi Cardinali.

Dietro consiglio di Carlo d'Angiò, trasferì la sede della Curia da L'Aquila a Napoli fissando la sua residenza in Castel Nuovo, ove fu allestita una piccola stanza, arredata in modo molto spartano e dove egli si ritirava spesso a pregare e a meditare.

  • 13 dicembre 1294. Circa quattro mesi dopo la sua incoronazione, nonostante i numerosi tentativi di dissuasione avanzati da Carlo d'Angiò, il 13 dicembre 1294, Celestino V, nel corso di un Concistoro, diede lettura di una bolla, appositamente preparata per l'occasione, nella quale si contemplava la possibilità di una abdicazione del Pontefice per gravi motivi. Dopo di che recitò la formula della rinuncia al Soglio Pontificio.

Pietro da Morrone, dopo l'abdicazione, fu rinchiuso nella rocca di Fumone, in Ciociaria, ove morì il 19 maggio 1296.

La tomba di Celestino V nella Basilica di Santa Maria di Collemaggio a L'Aquila

Temporaneamente trovò sepoltura nel monastero di Sant'Antonio a Ferentino. In seguito le sue spoglie furono traslate nella basilica di Santa Maria di Collemaggio, presso L'Aquila; nella chiesa, cioè, ove era stato incoronato Papa. Pochi anni dopo fu canonizzato da papa Clemente V, a seguito di sollecitazione da parte del re Filippo IV di Francia.

[modifica] La città dell'Aquila

le prime notizie di una città detta Acquili o Aquila datano tra il 900 e il 1100 d.C., certamente sul colle ove oggi è la città si andarono aggregando, intorno al grande convento cistercense di Collemaggio, popolazioni in fuga dai piccoli feudi vicini. Questo primo nucleo di gente libera conquistò il diritto di esistere come città sia guerreggiando a lungo con i feudatari locali sia "comprando" vari editti di fondazione di Papi e RE, tra cui il più famoso, anche se apocrifo, fu quello detto di Federico II, intorno al 1230. Città libera e sui confini fra Impero e Papato, l'Aquila crebbe di importanza sia per il suo ruolo commerciale di porta del SUD, sia per il suo ruolo politico straegico sempre in equilibrio fra Guelfi e Ghibellini. Divenne Aquila degli Abruzzi nel 1861 e L'Aquila nel 1939. Fu costituita dall'unione di molti villaggi della zona (99, secondo la tradizione locale), ognuno dei quali costituì un quartiere che rimase legato al villaggio-madre e fu considerato parte dello stesso per circa un secolo.

Il primo consiglio cittadino fu composto dai sindaci dei vari villaggi e la città non ebbe una propria esistenza giuridica riconosciuta fino al regno di Carlo II di Napoli, che nominò un Camerlengo quale responsabile dei tributi, che, da allora in poi, furono pagati da tutta la città in quanto tale, mentre, in precedenza, erano pagati dai singoli villaggi, ognuno dei quali comprendeva il quartiere realizzato in città.

Successivamente, il Camerlengo acquisì anche il potere politico, divenendo presidente del consiglio cittadino (che ebbe vari nomi e composizione nel corso dei secoli). La città, autonoma, anche se sotto la sovranità del regno di Sicilia prima e del regno di Napoli poi, salvo un breve periodo in cui fece parte dello Stato Pontificio, fu governata da una diarchia composta dal consiglio e dal capitano regio, cui si aggiunse, nel XIV secolo, il conte Pietro Camponeschi, detto Lalle che, da privato cittadino, divenne il terzo lato di una nuova triarchia.

Già in precedenza, la città era divenuta una quasi signoria sotto Niccolò dell'Isola, nominato Cavaliere del Popolo, ma poi massacrato dal popolo stesso quando il suo potere cominciava a diventare troppo grande. Anche Camponeschi, Gran Cancelliere del regno di Napoli, oltre che conte feudale di Montorio al Vomano e quasi "signore" dell'Aquila, finì ucciso, ma, questa volta, per ordine del principe Luigi di Taranto. Il terzo ed ultimo "signore" della città fu Ludovico Franchi, che sfidò anche i papi ospitando Alfonso I d'Este, cacciato da Ferrara, e i figli di Giampaolo Baglioni, l'ultimo signore di Perugia. Tuttavia, quando il suo potere cominciò a diventare troppo grande, gli Aquilani, sempre gelosi della loro libertà, si lamentarono presso il re di Napoli, che lo fece deporre ed imprigionare.

La città, che era la seconda del regno per potenza e ricchezza, iniziò a decadere nel XVI secolo, quando il viceré spagnolo Filiberto d'Orange, dopo averla devastata, la separò dal suo contado, introducendovi il feudalesimo spagnolo e privandola della sua autonomia.

[modifica] Dagli Angioini agli Aragonesi

  • 1340 Lanciano con 6.500 abitanti è la città più popolosa dell'Abruzzo
  • 1348 - 1349 terremoto sull'appennino abruzzese. Nel 1348 viene distrutta San Clemente a Casauria nella valle della Pescara. Nel 1349 il sisma distrugge quasi completamente L'Aquila. Una prima scossa si generò il 7 settembre 1349 avvertita anche a Roma dove rimase danneggiata la Torre dei Conti e la Torre delle Milizie ai bordi degli antichi Mercati Trajanei e anche la basilica di San Paolo fuori le Mura. Altre forti scosse il 9 e 10 settembre fecero gravissimi danni all'Aquila provocando 800 morti e attivando un esodo della popolazione verso le campagne e i villaggi circostanti. I terremoti furono avvertiti nel reatino, nella conca del Fucino e nella Valle Roveto fino a Sora. Si verificarono danni perfino nell'abbazia di Montecassino dove cedette la basilica.[1] Si stima che in quella serie di scosse si sia raggiunta un'intensità pari al X grado della Scala Mercalli.

Quando Roberto d'Angiò (13091343) morì, il regno di Napoli attraversò un periodo di crisi. Il re Luigi I d'Ungheria, per vendicare il fratello, si lanciò alla conquista del Regno, mentre Giovanna I d'Angiò (1327 - 1382) e il marito si rifugiavano presso la corte papale di Avignone (1348). Quando Luigi I ritirò le sue truppe per l'arrivo della peste nera, Giovanna I tornò a Napoli, subendo, nel 1350, una nuova incursione dell'esercito ungherese, conclusasi anche questa con un nulla di fatto.

A partire dal 1380 Giovanna I dovette scontrarsi con il nipote e cognato Carlo di Durazzo: dopo averlo nominato erede al trono, la regina gli aveva revocato i diritti di successione preferendogli il cugino Luigi I d'Angiò, fratello del re di Francia. Carlo di Durazzo fece assassinare la regina (1382) e si impadronì del regno, ma fu assassinato a sua volta nel 1386 in Ungheria.

Salì al trono Giovanna II di Napoli (14141435), sorella di Ladislao I d'Angiò. Priva di eredi diretti, Giovanna nominò suo successore prima Alfonso, re d'Aragona, ed in seguito Renato d'Angiò.

Braccio da Montone andò in aiuto della regina di Napoli, scomunicata dal Papa, controllando tutti i territori dell'Abruzzo e parteggiando per Alfonso V d'Aragona contro gli angioini del ramo francese.

  • 1384 terremoto a Teramo e ad Atri
  • 1398 terremoto a L'Aquila con danneggiamenti alle costruzioni
  • 1418 estinzione della vecchia dinastia dei Berardi attuali conti di Celano
  • 1420-24 per conto della regina Giovanna II, Braccio da Montone è signore di Teramo.
  • 1423 la città dell'Aquila si ribellò, e Giovanna II diede incarico al condottiero Muzio Attendolo Sforza di andare a riconquistarla. Nel tentativo di guadare il fiume Pescara un suo paggio rischiò di affogare e Muzio, nel tentativo di salvarlo, fu travolto dalle acque.
  • 2 giugno 1424 durante la battaglia finale ad Aquila tra aragonesi e angioini, Braccio da Montone rimase gravemente ferito. Non volle cure e pochi giorni dopo morì. Il Papa lo fece seppellire in terra sconsacrata, vi rimase fino al 1432 quando, per iniziativa del nipote Niccolò della Stella Fortebraccio, i suoi resti furono tumulati nella Chiesa di San Francesco al Prato a Perugia.
  • Nello stesso anno 1424 viene distrutto il monastero di Bominaco
  • Nella prima metà del XV secolo la pastorizia abruzzese ha il suo massimo splendore. Almeno la metà della popolazione d'Abruzzo dipendeva dalla pastorizia, sia direttamente che indirettamente. Vi erano oltre 3 milioni di ovini e 30000 pastori. Tale sviluppo fu dovuto alla pratica della transumanza.

Nel 1442, Napoli, in mano a Renato d'Angiò e assediata dagli Aragonesi, fu costretta alla resa. Questo segnò la fine della dominazione angioina sul meridione d'Italia. Alfonso V d'Aragona, che fu poi detto il Magnanimo, riunificò il regno di Napoli alla Sicilia.

[modifica] Dagli Aragonesi ai Borbone

  • 1442 gli Abruzzi fanno parte del Regno di Napoli, sotto gli aragonesi con Alfonso V d'Aragona il regno di Napoli è unificato a quello di Sicilia.
  • 1445 fondazione della fortezza di Civitella del Tronto
  • 1455, 1459, 1462 terremoti all'Aquila
  • 1456 forti scosse di terremoto si verificarono negli Apruzzi, specialmente il Citeriore, con danni e morti specialmente a L'Aquila, Ortona e Sulmona. La prima scossa avvenne nella notte tra il 4 e il 5 dicembre e altre ne seguirono nei giorni successivi. (Romanel. Scov. Frent., tomo 2, cap. 22) con rovine di edifici e strage di abitanti. In Teramo (scrive lo storico Muzio Muzj), ...caddero molte case, colla morte di dugento e più persone. Più o meno di danno risentirono le altre città e luoghi del Regno (Murat. ad anno 1456).
  • 1461 forte terremoto a L'Aquila. L'intensità si stima abbia raggiunto il X grado della Scala Mercalli a L'Aquila e il grado VIII della Scala Mercalli a Lucoli. I Peretti divengono nuovi signori di Celano
  • 1460-1496 È guerra tra le nobili famiglie romane dei Colonna e degli Orsini per il predominio delle contee di Albe e Tagliacozzo
  • 1496 detronizzazione di Ferdinando II di Napoli, fine degli aragonesi, inizio del dominio spagnolo. I Colonna sono riconosciuti quali nuovi duchi di Tagliacozzo. La contea di Albe cessa di esistere e viene annessa al ducato di Tagliacozzo.

Alla fine del XV secolo il re Carlo VIII di Francia pretese il trono del regno di Napoli. La lotta tra spagnoli e francesi si protrasse fino alla metà del XVI secolo. Le conseguenze per le città dell'Abruzzo furono catastrofiche: essendosi schierate coi francesi, sotto il dominio spagnolo furono trasformate in fortezze e l'Abruzzo ridotto ad un territorio militarizzato di confine del regno di Napoli.

[modifica] La città di Pescara nell'800

Con l'avvento della Repubblica francese, la fortezza di Pescara è conquistata, nel dicembre del 1798, senza spargimento di sangue, dal generale Duhesme ed inizia così la breve stagione della Repubblica Napoletana (1798-1799). Al suo arrivo a Pescara, il generale Duhesme aveva organizzato la sua legione nominandone a capo il cittadino Ettore Caraffa conte di Ruvo, protagonista della Repubblica Napoletana assieme al pescarese Gabriele Manthoné, il quale organizzò l'opposizione alla reazione borbonica del 1799. L'ennesimo assedio alla fortezza fu vittoriosamente portato a termine da Giuseppe Pronio detto il Fra Diavolo abruzzese, agli ordini del cardinale Fabrizio Ruffo fedele alla dinastia Borbonica. Nei primi anni del 1800 Pescara venne occupata nuovamente dai francesi e costituì un importante bastione militare del regno di Giuseppe Bonaparte.

Nel 1814 Pescara fu tra le città protagoniste dei moti carbonari contro Gioacchino Murat, nominato dai francesi Re di Napoli. In proposito il Quieti, nel suo "Pescara antica città", afferma che fu a Pescara e non a Rimini che Murat firmò, il 12 maggio del 1815, la prima delle costituzioni italiane utilizzate nel Risorgimento. A questi eventi seguì la durissima repressione borbonica, simboleggiata dal bagno penale di Pescara. Si trattava di un carcere tristemente famoso per le condizioni disumane con cui venivano trattati i detenuti, in buona parte patrioti abruzzesi: drammatica fu l'alluvione dell'ottobre del 1853 che investì il carcere causando la morte per annegamento degli internati del bagno penale. Tra coloro che furono rinchiusi in quello che veniva chiamato il "sepolcro dei vivi" fu anche Clemente De Caesaris, una figura centrale del risorgimento meridionale, che, liberato per ordine di Giuseppe Garibaldi, prese possesso,nel 1860,della città e della fortezza. Nello stesso anno, Vittorio Emanuele II, in viaggio per l'incontro di Teano con Giuseppe Garibaldi, giungendo sull'attuale Colle del Telegrafo, da cui si dominava il territorio dell'attuale città, fu sentito esclamare: "Oh che bel sito per una grande città... ". il 12 marzo del 1863, nasceva a Pescara Gabriele D'Annunzio. Nello stesso anno, e precisamente il 16 maggio del 1863, alla presenza del re Vittorio Emanuele II, fu inaugurata la stazione ferroviaria di Castellammare, sulla linea adriatica e nel 1867 l'antica fortezza venne smantellata: si tratta di due eventi fondamentali per lo sviluppo della città, che abbandona il suo ruolo di bastione militare in favore di una definitiva vocazione per il commercio e le attività economiche in genere.

1855: il principe Torlonia inizia i lavori di prosciugamento del Lago del Fucino

[modifica] Unità d'Italia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Variazioni territoriali della Regione Abruzzi e Molise.
  • 1861 il 20 marzo, dopo duecento drammatici giorni di assedio, capitola la fortezza di Civitella del Tronto, l'ultimo baluardo borbonico a cadere contro l'esercito italiano.
Targa sulla casa natale di Gabriele d'Annunzio a Pescara

[modifica] La seconda guerra mondiale

In Abruzzo vennero istituiti numerosi campi di internamento.

Durante la seconda guerra mondiale|secondo conflitto mondiale l'Abruzzo pagò un alto tributo di sangue. Le incursioni aeree iniziate fin dall'inverno del 1942-1943 si intensificarono in primavera e nei mesi estivi.

[modifica] La linea Gustav

La (linea Gustav), costituita dai tedeschi in ottobre e mantenuta fino alla primavera del 1944 peggiorò la situazione. Passava infatti nella parte centro-meridionale dell'Abruzzo unendo la valle del Sangro col Tirreno. Sulmona fu ripetutamente bombardata con ingenti danni al patrimonio edilizio e alle infrastrutture.

Pescara subì pesanti bombardamenti nei quali rimasero uccise 3.000 persone e fu distrutto o danneggiato l'80% degli edifici della città. Anche Avezzano, appena ricostruita, fu in gran parte rasa al suolo. Ortona fu teatro di una cruenta battaglia che causò migliaia di vittime e la distruzione totale della città. neppure L'Aquila fu risparmiata dai bombardamenti. L'8 dicembre del 1943 insieme alla stazione andarono distrutti molti edifici pubblici e privati del capoluogo abruzzese.

[modifica] Eccidi e rappreseglie naziste

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Eccidio di Pietransieri.

Oltre ai bombardamenti la popolazione dovette subire le conseguenze della barbarie nazista. Il 21 novembre 1943 a Pietransieri, nei pressi di Roccaraso vennero trucidati centoventotto civili su una popolazione di cinquecento abitanti. Le ragioni di questo orrendo crimine non sono mai state chiarite. I nazisti uccisero donne, anziani e bambini di pochi mesi. Rappresaglie di ogni tipo furono compiute dai tedeschi in tutta la Regione. Ad Onna, vicino l'Aquila furono assassinati sedici innocenti ed altrettanti nel vicino centro di Filetto di Paganica. A Filetto si disse che fossero implicati anche alcuni fascisti locali. A Capistrello furono uccisi quindici civili la cui unica colpa era stata quella di aver nascosto del bestiame che le truppe di occupazione tedesche volevano requisire.

[modifica] La liberazione

Gravi bombardamenti su Avezzano e Massa D'Albe. Fin dall'autunno del 1943 Ettore Troilo iniziò a raggruppare i partigiani costituendo la Brigata Maiella, che combatté strenuamente contro l'esercito tedesco. La città di Lanciano fu teatro di una grande azione di resistenza. nell'Ottobre del 1943 gruppi di giovani si sollevarono contro l'invasore tedesco. Undici patrioti, alcuni dei quali appena adolescenti, persero la vita nel vano tentativo di liberare la propria città. Negli anni sessanta Lanciano fu insignita della medaglia d'oro al valor militare per la Guerra di Liberazione.

Nel mese di giugno del 1944 tutto l'Abruzzo fu liberato dalle truppe britanniche, polacche, italiane e statunitensi, accolte trionfalmente dalla popolazione.

[modifica] Dopoguerra

Nel dopoguerra avviene la grande emigrazione verso il nord-Europa.

[modifica] Note

  1. ^ (E. Gattula, Historia Abbatiae Casinensis..., Venetiis, 1733)
  2. ^ Di seguito l'elenco completo dei comuni ceduti alla provincia di Rieti: Accumoli, Amatrice, Antrodoco, Borbona, Borgorose (allora denominata Borgocollefegato), Borgo Velino, Cantalice, Castel Sant'Angelo, Cittaducale, Cittareale, Fiamignano, Leonessa, Lugnano di Villa Troiana (comune soppresso, ora denominato Vazia, frazione di Rieti), Micigliano, Pescorocchiano, Petrella Salto, Posta.
  3. ^ Dato riscontrabile a pag. 78 di "Guida d'Italia; Abruzzo e Molise. Touring Club Italiano.Mondadori Printing S.p.A., Agosto 2007"
  4. ^ [1]

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