Storia del Texas

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Bandiera-mappa del Texas

Le testimonianze scritte della storia del Texas ebbero inizio nel 1519, quando Alonso Álvarez de Pineda esplorò il nord della costa del golfo. Durante il periodo che va dal 1519 al 1865, il Texas subì la dominazione, intera o solo parziale di sei nazioni: Spagna, Francia, Messico, Repubblica del Texas, Stati Uniti d'America e Stati Confederati d'America.

Anche se Álvarez de Pineda rivendicò l'area dell'attuale Texas in nome della Spagna nel 1519, il primo insediamento europeo non fu stabilito fino al 1682, quando René Robert Cavelier de La Salle fondò per errore una colonia francese, Fort Saint Louis, vicino alla baia di Matagorda invece che alla foce del fiume Mississippi. La colonia fu di breve durata, ma la sua presenza motivò le autorità spagnole ad iniziare le attività di insediamento. Diverse missioni furono fondate nel Texas orientale, abbandonate poi nel 1691. Venti anni più tardi, preoccupati per la presenza francese nella vicina Louisiana, le autorità spagnole tentarono nuovamente di colonizzare lo Stato. Nel corso dei 110 anni seguenti, questa nazione europea fondò numerosi villaggi, presidi e missioni nella regione. I coloni subivano frequenti incursioni da parte di alcune tribù indigene, tra cui Apache Lipan, Comanche e Karankawa, mentre i confini del territorio erano oggetto di controversie con Francia e Stati Uniti, che sostenevano di essere i legittimi proprietari del Texas.

Quando la guerra d'indipendenza del Messico finì nel 1821, il Texas divenne una parte del Messico, che aveva appena ottenuto l'indipendenza. Per incoraggiare il popolamento le autorità messicane consentirono l'immigrazione dagli Stati Uniti e nel 1834 si stimò che oltre 30.000 anglosassoni vivevano qui[1], rispetto a solo 7.800 messicani[2]. In parte in risposta alla trasformazione del governo messicano da un modello federalista a un governo centralizzato, i coloni residenti in questa regione diedero inizio alla cosiddetta rivoluzione texana nel mese di ottobre 1835. Il conflitto terminò nell'aprile del 1836, quando il presidente messicano Antonio López de Santa Anna venne catturato dopo la battaglia di San Jacinto. Nei nove anni successivi il Texas si autogovernò come una nazione indipendente, la Repubblica del Texas. Nel 1845 entrò a far parte degli Stati Uniti, divenendo il 28º Stato. Determinato a mantenere la schiavitù, nel 1861 il Texas dichiarò la propria secessione dagli USA per unirsi agli Stati Confederati d'America. Numerose battaglie della guerra di secessione americana furono combattute qui, ma la maggior parte dei reggimenti operarono in altre parti del Paese. Quando la guerra finì nel 1865, lo Stato subì una notevole ricostruzione post-bellica durata fino agli anni 1870.

Sino alla fine del XIX secolo le maggiori attività furono la produzione di cotone e l'allevamento de bestiame. Nel 1901 fu scoperto il petrolio e il conseguente Oil Boom trasformò in modo permanente l'economia del Texas, che iniziò il primo significativo sviluppo dopo la guerra civile. Essa continuò a crescere rapidamente, facendo divenire lo Stato il secondo più popolato nel 1994 e uno dei più diversificati dal punto di vista economico, con un crescente sviluppo nel settore dell'alta tecnologia.

Epoca precolombiana[modifica | modifica sorgente]

Distribuzione dei principali gruppi etnici in Texas all'inizio verso il 1500

La regione corrispondente all'attuale Texas era collocata alla congiunzione fra tre grandi sfere culturali: l'America settentrionale precolombiana, i nativi sud-occidentali e gli indiani delle pianure. La regione comprendeva soprattutto tre grandi culture indigene che raggiunsero il loro apice di sviluppo poco prima dell'arrivo degli esploratori europei, conosciute principalmente dall'archeologia. Queste erano[3]:

Gli studiosi stimano che l'uomo comparve in Texas circa 11.200 anni fa[4]. I paleoindiani che vissero qui durante il Pleistocene (tra il 9.200 e il 6.000 a.C.) possono presentare collegamenti con le culture Clovis e Folsom; questi nomadi cacciavano mammut e Bison latifrons[4] utilizzando atlatl. Estraevano selce nelle cave di Alibates Flint, nella regione del Panhandle.

A partire dal III millennio a.C., la popolazione del Texas aumentò nonostante fosse in corso un notevole cambiamento climatico e l'estinzione dei mammiferi giganti. Molte incisioni rupestri sulle pareti delle caverne o sulle rocce sono visibili nel territorio dello Stato, soprattutto a Hueco Tanks[5] e Seminole Canyon.

I nativi del Texas orientale cominciarono a stabilirsi in villaggi poco dopo il 500 a.C., praticando l'agricoltura e costruendo i primi tumuli per le sepolture. Essi furono influenzati dalla civiltà dei Mound Builder che viveva nel bacino del Mississippi[4]. Nella zona del Trans-Pecos, le popolazioni vennero invece influenzate dalla cultura Mogollon.

A partire dall'VIII secolo d.C., l'arco e la freccia comparvero nella regione[4], la fabbricazione di ceramica si sviluppò maggiormente e i nativi americani aumentarono sempre di più la loro dipendenza dai bisonti per la sopravvivenza. Numerosi oggetti in ossidiana vennero trovati in vari siti texani, attestazione degli scambi commerciali con le culture presenti nell'attuale Messico e nelle Montagne Rocciose.

Nessuna cultura risultò quella dominante nella regione dell'odierno Texas e molti popoli diversi abitarono la zona[3]. Tra le numerose tribù di indiani che vissero all'interno dei confini di questo Stato si ricordano Alabama, Apache, Atakapa, Bidai, Caddo, Coahuiltecan, Comanche, Cherokee, Choctaw, Coushatta, Hasinai, Jumano, Karankawa, Kickapoo, Kiowa, Tonkawa e Wichita[6]. Il nome "Texas" deriva da táyshaʔ, che nella lingua Caddo degli Hasinai significa "amici" o "alleati"[7][8][9].

I nativi americani determinarono il destino degli esploratori europei e dei coloni a seconda che una tribù fosse amichevole o bellicosa[10]. Quelle amichevoli insegnarono ai nuovi arrivati come far crescere i prodotti agricoli locali, preparare cibi e cacciare la selvaggina. Le tribù bellicose invece rendevano la vita difficile e pericolosa per via dei loro attacchi e della resistenza alla conquista europea[6].

Alcuni membri rimanenti della tribù Choctaw vivono ancora oggi nella Mount Tabor Indian Community, nel Texas orientale. Attualmente, vi sono tre tribù di nativi americani riconosciute a livello federale e stanziate in questo Stato: gli Alabama-Coushatta (Alabama-Coushatta Tribes of Texas), i Kickapoo (Kickapoo Traditional Tribe of Texas) e la comunità di Ysleta Del Sur Pueblo (Ysleta Del Sur Pueblo of Texas).

Prima esplorazione europea[modifica | modifica sorgente]

Il primo europeo a giungere in Texas fu Alonso Álvarez de Pineda, che nel 1519 guidò una spedizione per conto del governatore della Giamaica, Francisco de Garay. Durante la ricerca di un passaggio tra il golfo del Messico e l'Asia[11]. Álvarez de Pineda disegnò la prima mappa della costa del golfo settentrionale[12]. Essa costituisce il più antico documento scritto della storia di questo Stato[12].

Tra il 1528 e il 1535, quattro superstiti della spedizione Narváez, compresi Álvar Núñez Cabeza de Vaca ed Estebanico, trascorsero sei anni e mezzo in Texas come schiavi e mercanti tra i vari popoli indigeni. Cabeza de Vaca fu il primo a esplorare l'interno del Texas.

Texas francese[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Texas francese.
La bandiera della dinastia francese dei Borboni

Anche se Alonso Álvarez de Pineda e successivamente Hernando De Soto presero possesso dell'attuale Texas in nome della Spagna, il territorio rimase sostanzialmente ignorato per oltre 160 anni. La sua prima colonizzazione europea si verificò per caso. Nell'aprile 1682 l'esploratore francese René-Robert Cavelier de La Salle rivendicò l'intera valle del Mississippi per il suo Paese[13] L'anno seguente egli convinse il re Luigi XIV di fondare una colonia vicino al fiume, in modo da dividere la Florida dagli altri domini spagnoli in Nuova Spagna[14][15]

Spedizione di La Salle in Louisiana nel 1684, dipinto del 1844 di Jean Antoine Théodore de Gudin. Sono rappresentate le tre navi della missione: La Belle è a sinistra, Le Joly è al centro e L'Aimable è arenata sulla destra.

La spedizione di colonizzazione di La Salle lasciò la Francia il 24 luglio 1684 e ben presto perse una delle quattro navi in un attacco di corsari spagnoli[16] Una combinazione di mappe imprecise, errore di calcolo precedenti relativi alla latitudine della meta e ipercorrezione della rotta per timore delle correnti del golfo, le imbarcazioni non riuscirono a giungere alla meta[17]. Sbarcarono invece nella baia di Matagorda all'inizio del 1685, 644 km a ovest del Mississippi[17]. Tra febbraio e marzo i coloni costruirono un forte temporaneo, cui fece seguito l'edificazione di Fort Saint Louis[15].

Dopo la costruzione dell'insediamento, una delle navi tornò in Francia e le altre vennero presto distrutte, bloccando i coloni in Texas. La Salle e i suoi uomini cercarono via terra il Mississippi, viaggiando invece a ovest fino al Rio Grande[15] e a est fino al Trinity[18]. Malattie e stenti logoravano la colonia, che i primi giorni di gennaio 1687 contava meno di 45 persone. Nello stesso mese una terza spedizione condusse un ultimo tentativo di trovare il Mississippi, ma dovette affrontare alcune lotte interne, durante le quali lo stesso La Salle fu assassinato in un'imboscata in un luogo non identificato del Texas orientale[19].

Gli spagnoli appresereo la notizia della fondazione della colonia francese solo nel 1685. Considerando essa come una minaccia per le miniere e le rotte di navigazione, e nel consiglio di guerra di Carlo II si disse che «la Spagna necessitava di un'azione rapida per rimuovere quella spina inflitta nel cuore dell'America. Maggiore sarebbe stato il ritardo, tanto più grande le difficoltà nel realizzare i progetti»[15]. Non avendo idea di dove trovare La Salle, gli spagnoli inviarono un totale di dieci spedizioni via terra e mare durante i tre anni successivi. L'ultima scoprì l'esistenza di disertore francese, Jean Gery, che viveva nel Texas meridionale con gli indiani Coahuiltecan[20].

Gery guidò gli spagnoli verso il forte francese, giungendovi alla fine dell'aprile 1689[21]. Esso e le cinque rudimentali capanne che lo circondavano erano in rovina[22]: alcuni mesi prima infatti gli indiani Karankawa si erano infuriati con i francesi poiché essi avevano rubato alcune canoe, pertanto l'insediamento era stato attaccato e distrutto[21]. Solo quattro ragazzi furono risparmiati[19].

Texas spagnolo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Texas spagnolo.

Fondazione della colonia spagnola[modifica | modifica sorgente]

Bandiera della Nuova Spagna

La notizia della distruzione del forte francese «creò un immediato ottimismo e stimolò il fervore religioso» a Città del Messico[23]. La Spagna aveva approfondito molto la conoscenza della geografia del Texas durante le numerose spedizioni alla ricerca di Fort Saint Louis[24]. Nel marzo 1690, Alonso De León guidò una spedizione per fondare una missione nel Texas orientale[25]; essa fu chiamata San Francisco de los Tejas e venne completata nei pressi di un villaggio Nabedache alla fine di maggio. La prima messa fu celebrata il 1º giugno[25][26]. Il 23 gennaio 1691 la Spagna nominò il primo governatore del Texas, il generale Domingo Terán de los Ríos[27]. Durante la sua visita alla missione di San Francisco de los Tejas nel mese di agosto, egli scoprì che i sacerdoti avevano stabilito una seconda missione nelle vicinanze, ma avevano poco successo nel convertire gli indiani locali al Cristianesimo. Essi infatti rubavano regolarmente bestiame e cavalli e mostravano poco rispetto nei confronti dei sacerdoti[28]. Quando Terán lasciò il Texas in quello stesso anno, la maggior parte dei missionari scelse di tornare con lui, lasciando soltanto 3 religiosi e 9 soldati nelle missioni[29] Il gruppo si lasciò alle spalle anche un'epidemia di vaiolo[26]. I Caddo infuriati minacciarono gli spagnoli rimasti, che ben presto abbandonarono la neonata missioni e tornarono a Coahuila. Nei venti anni successivi, la Spagna ancora una volta ignorò completamente il Texas[30].

Dopo un fallito tentativo di convincere le autorità spagnole a ristabilire le missioni in Texas, nel 1711 il missionario francescano Francisco Hidalgo si recò dal governatore francese della Louisiana per domandare aiuto[31]. Egli mandò dunque alcuni inviati per incontrarsi con Hidalgo. Preoccupate per ciò, le autorità spagnole ordinarono allora la rioccupazione del Texas come cuscinetto tra la Nuova Spagna e gli insediamenti nemici in Louisiana[32]. Nel 1716 quattro missioni e un presidio furono istituiti nel Texas orientale. Le prime donne a stabilirsi nel territorio giunsero in Texas durante questo periodo, accompagnando i soldati[33].

Le nuove missioni si trovavano a circa 644 km dalla più vicina città spagnola, San Juan Bautista[34]. Martín de Alarcón, che era stato nominato governatore del Texas nel tardo 1716, volle costruire un centro abitato lungo la strada tra il Rio Grande e le nuove missioni[35]. Nell'aprile 1718 egli condusse nella regione un gruppo di 72 persone, tra cui 10 famiglie, allo scopo di fondare un insediamento lungo il fiume San Antonio. Entro la settimana successiva, i coloni costruirono la missione di San Antonio de Valero e un presidio, e fondarono il comune di San Antonio de Béxar, oggi San Antonio[36].

L'anno seguente la Guerra della Quadruplice Alleanza contrappose la Spagna alla Francia; quest'ultima immediatamente adoperò per rilevare gli interessi spagnoli in Nord America[37]. Nel giugno 1719, 7 francesi da Natchitoches presero il controllo della missione di San Miguel de los Adaes strappandola al suo solo difensore, che non sapeva che i due Stati erano in guerra. I soldati francesi spiegarono che 100 ulteriori soldati stavano arrivando, pertanto i coloni spagnoli, missionari e soldati rimanenti fuggirono a San Antonio[38].

Il nuovo governatore di Coahuila e Texas, il marchese José de Azlor y Virto de Vera, cacciò i francesi da Los Adaes senza sparare un colpo. Ordinò poi ordinato la costruzione di una nuova fortezza spagnola, Nuestra Señora del Pilar de Los Adaes, situata nei pressi dell'attuale Robeline, in Louisiana, a soli 19 km da Natchitoches. Il nuovo forte divenne la prima capitale del Texas e vennero posti a sua guardia 6 cannoni e 100 soldati[39] Le sei missioni in Texas orientale furono riattivate[40] e una supplementare più un presidio vennero costruiti sulla baia di Matagorda, nel luogo in cui sorgeva Fort Saint Louis[41][42].

Contrasti con gli indiani[modifica | modifica sorgente]

Territorio degli Apache Lipan

Alla fine degli anni 1720 il viceré della Nuova Spagna eliminò il controllo militare sul Texas orientale e ridusse le dimensioni delle guarnigioni a difesa dei presidi rimanenti[43], lasciando solo 144 soldati in tutta la provincia. Senza militari per proteggerli, le missioni del Texas orientale si trasferirono a San Antonio[44].

Anche se i missionari non erano stati in grado di convertire la tribù Hasinai dell'est, avevano fatto amicizia con essi. Gli Hasinai erano acerrimi nemici degli Apache Lipan, che passarono la loro ostilità verso la Spagna e iniziarono a compiere razzie a San Antonio e in altri territori spagnole[45][46]. Una pace temporanea con gli Apache fu finalmente stretta nel 1749[47], e su richiesta degli indiani una missione venne istituita lungo il fiume San Saba, a nord-ovest di San Antonio[48]. Gli Apache non usufruirono della missione, ma il fatto che gli spagnoli ora sembravano essere amici degli Apache fece infuriare i nemici di questi ultimi, in primo luogo i Comanche, i Tonkawa e le tribù Hasinai, che in breve tempo distrussero la missione[49].

Dopo la sconfitta subita nella guerra dei sette anni, nel 1762 la Francia finalmente abbandonò la propria pretesa sul Texas in virtù del trattato di Fontainebleau, che la obbligò a cedere tutta la Louisiana a ovest del fiume Mississippi alla Spagna[50]. Quest'ultima non ritenne necessario continuare a mantenere gli insediamenti presso gli ex avamposti francesi e ordinò la chiusura di Los Adaes, rendendo San Antonio la nuova capitale provinciale[51]. Gli abitanti di Los Adaes si trasferirono altrove nel 1773. Dopo diversi tentativi di stabilirsi in altre parti della provincia, essi tornarono nel Texas orientale senza alcun'autorizzazione e fondarono la città di Nacogdoches[52].

I Comanche accettarono di firmare un trattato di pace nel 1785[53]. Essi si dichiararono disposti a combattere gli avversari dei loro nuovi amici, e ben presto attaccarono i Karankawa. Negli anni successivi i Comanche ne uccisero molti nella zona e cacciarono gli altri in Messico[54]. Nel gennaio 1790 i Comanche aiutarono anche gli spagnoli a combattere una grande battaglia contro i Mescalero e gli Apache Lipan a Soledad Creek, a ovest di Creek San Antonio. Gli Apache subirono una grave sconfitta e la maggior parte delle incursioni cessarono[55]. Entro la fine del XVIII secolo solo un piccolo numero di tribù di cacciatori e raccoglitori localizzate in Texas non erano ancora state cristianizzata. Nel 1793 la missione di San Antonio de Valero fu secolarizzata, e l'anno successivo anche le altre quattro missioni rimanenti a San Antonio subirono in parte lo stesso trattamento[56].

1799-1821[modifica | modifica sorgente]

Confini del Texas dopo il trattato di Adams-Onís del 1819

Nel 1799 la Spagna restituì la Louisiana alla Francia in cambio della promessa di un territorio in Italia centrale. Anche se l'accordo venne firmato ufficialmente il 1º ottobre 1800, esso non entrò in vigore fino al 1802. L'anno seguente Napoleone vendette la Louisiana ai neonati Stati Uniti. L'accordo iniziale tra Spagna e Francia non aveva specificato in modo esplicito i confini della Louisiana e le descrizioni nei documenti erano ambigue e contraddittorie[57]. Gli Stati Uniti insistettero sul fatto che il loro acquisto includeva anche la maggior parte delle Florida occidentale e tutto il Texas[57]. Thomas Jefferson sostenne che la Louisiana da lui comprata si estendeva a ovest delle Montagne Rocciose e includeva l'intero bacino idrografico del Mississippi, del Missouri e dei loro affluenti, tenendo come confine meridionale il Rio Grande. La Spagna affermò invece che la Louisiana si estendeva solo fino a Natchitoches e non comprendeva il Territorio dell'Illinois[58]. Texas fu ancora una volta considerato un territorio cuscinetto, questa volta tra Nuova Spagna e Stati Uniti[59]. I contrasti continuarono sino al 1819, quando in seguito al trattato di Adam-Onís la Spagna cedette la Florida alla nazione nordamericana in cambio del controllo indiscusso sul Texas[60].

Durante la maggior parte della disputa con gli USA, il governatorato della Nuova Spagna conobbe notevoli difficoltà. Nel 1808 Napoleone costrinse il re di Spagna ad abdicare e nominò il fratello Giuseppe Bonaparte come nuovo monarca[61]. Un governo ombra operò da Cadice durante il suo regno di Giuseppe[62], mentre rivoluzionari in Messico e negli Stati Uniti tentarono senza successo di dichiarare il Texas e il Messico indipendenti[63]. Le truppe spagnole reagirono duramente, saccheggiando la provincia e uccidendo qualsiasi Tejano accusato di avere tendenze repubblicane. Nel 1820 meno di 2.000 cittadini ispanici rimanevano in Texas[60]. La situazione non tornò alla normalità fino al 1821, quando Agustin de Iturbide diede il via alla guerra d'indipendenza del Messico. Il Texas entrò pacificamente a far parte della nazione non appena questa raggiunse l'indipendenza; in tal modo terminò la dominazione spagnola sul territorio[64].

Eredità spagnola[modifica | modifica sorgente]

Resti della missione Concepcion, una di quelle localizzate a San Antonio, oggi National Historic Landmark

Il controllo spagnolo sul Texas fu immediatamente seguito da quello messicano e può risultare difficile separare le rispettive influenze sul futuro Stato. L'eredità più evidente è quella della lingua, ogni grande fiume del moderno Texas, a eccezione del Red River, ha un nome spagnolo o anglicizzato, così come 42 delle 254 contee dello Stato. Numerose sono anche le città aventi nomi spagnoli[65]. Un ulteriore notevole lascito è quello del Cattolicesimo. Alla fine del dominio spagnolo sul Texas praticamente tutti gli abitanti praticavano la religione cattolica, che è ancora molto diffusa nello Stato[66]. Le missioni spagnole costruite a San Antonio per convertire gli indiani al Cattolicesimo sono state restaurate e oggi costituiscono National Historic Landmark[67].

Gli spagnoli introdussero nella regione il bestiame europeo, tra cui bovini, cavalli e muli, già negli anni 1690[68]. Il pascolo di queste mandrie influì negativamente sui vegetali autoctoni, permettendo che erbe come il mezquite, nativo della costa meridionale del Texas, di diffondersi anche all'interno. Gli agricoltori spagnoli introdussero anche l'irrigazione e nuovi metodi di coltivazione del terreno, che portarono a un'ulteriore evoluzione del paesaggio[69].

Inoltre, anche se il Texas alla fine adottò gran parte del sistema giuridico americano, molti prassi giuridiche spagnole sono state mantenute. Tra queste vi sono i concetti di esenzione delle fattorie (homestead exemption), comunione dei beni e adozione[70].

Texas messicano[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Texas messicano.
Stephen Fuller Austin, il «padre del Texas»

Nel 1821 la guerra d'indipendenza del Messico pose fine al controllo che la Spagna aveva esercitato sui suoi possedimenti in Nord America, e il nuovo paese del Messico si formò su gran parte delle terre che avevano costituito la Nuova Spagna, tra cui il Texas[71]. La Costituzione del Messico del 1824 unì il Texas con il Coahuila, dando vita al Coahuila y Tejas[72]. Il Congresso consentì al Texas la possibilità di formare un proprio Stato «non appena si fosse sentito in grado di farlo»[73].

Nello stesso anno il governo messicano promulgò la Legge Generale sulla Colonizzazione, che permise a tutti i capi di famiglia, senza distinzione né razza né di provenienza, a chiedere un terreno in Messico[74]. Le autorità statali localizzate in Texas non avevano però né uomini né i fondi per proteggere i coloni dalle costanti incursioni dei Comanche e speravano che i coloni potessero controllare gli attacchi, pertanto furono liberalizzate le politiche in materia di immigrazione, permettando ai coloni americani di migrare in Texas[75].

La prima concessione a un empresario fu effettuata durante il controllo spagnolo a Moses Austin. Essa passò poi a suo figlio Stephen Fuller Austin, che condusse un gruppo di coloni, noti come Old Three Hundred, a stabilirsi lungo il fiume Brazos nel 1822[76]. La concessione venne successivamente ratificata dal governo messicano[77] Ventitré altri empresarios portarono coloni nello Stato, la maggior parte dei quali provenienti dagli Stati Uniti d'America[76][78].

Molti dei coloni americano possedevano schiavi. Al Texas venne accordata un'esenzione quinquennale dall'editto messicano del 1829 che vietava la schiavitù, ma il presidente Anastasio Bustamante ordinò che tutti gli schiavi fossero liberati nel 1830.[79][80]. Per aggirare la legge molti coloni convertirono quelli di loro proprietà in servi a vita[81]; nonostante il divieto nel 1836 vi erano ancora circa 5.000 schiavi in Texas[82].

A seguito di numerose offerte da parte degli Stati Uniti per acquistare il Texas[83], nel 1830 Bustamente dichiarò illegale l'immigrazione di cittadini americani nella regione[80]. Diversi nuovi presidi svennero stabiliti nella regione per controllare l'immigrazione e le attività di controllo alla frontiera[84]. La nuova legislazione introdusse anche dazi doganali, causando malcontento sia tra i cittadini nativi messicani (Tejanos) che tra gli immigrati recenti[85]. Nel 1832 un gruppo di uomini guidò una rivolta contro gli uffici della dogana ad Anahauc. Questo episodio, noto come tumulti di Anahuac, avvenne in concomitanza con una rivolta in Messico contro il presidente in carica[86]. I texani si schierarono con i federalisti contro il governo e scacciarono tutti i soldati messicani dalla zona orientale[87].

I texani trassero vantaggio della carenza di controllo derivante dalla convenzione del 1832, mobilitandosi per ottenere una maggiore libertà politica. La petizione, tra le altre richieste, domandava che i cittadini americani fossero autorizzati a migrare nella regione e chiedeva uno Stato indipendente per il Texas[88][89]. L'anno seguente i texani ribadirono le loro richieste nella convenzione del 1833. Dopo aver presentato la loro petizione, il messaggero Stephen F. Austin fu imprigionato per i due anni successivi a Città del Messico con l'accusa di tradimento[90]. Anche se il Messico attuò diversi provvedimenti per placare i coloni[91], l'intenzione di Antonio López de Santa Ana di cambiare lo Stato da modello federalista a centralizzato fornì ai texani un valido motivo per dare inizio alla rivolta[92].

Rivoluzione texana[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Indipendenza del Texas.
La missione di Alamo dopo la battaglia, in un disegno del 1854

Gli incerti disordini scoppiarono in un conflitto armato il 2 ottobre 1835 nella battaglia di Gonzales, quando i texani respinsero un tentativo messicano di impossessarsi di un piccolo cannone[93][94]. Questo diede inizio alla rivoluzione del Texas, e durante i tre mesi successivi i texani sconfissero con successo tutte le truppe nemiche nella regione[95].

Il 2 marzo 1836 i texani firmarono la Dichiarazione d'Indipendenza a Washington-on-the-Brazos, creando di fatto la Repubblica del Texas. La rivolta fu giustificata come necessario per proteggere i diritti fondamentali e perché il Messico aveva annullato il patto federale. I coloni sostennero che il Messico li aveva invitati a trasferirsi nella regione ed essi erano determinati a «usufruire delle istituzioni repubblicane a cui erano abituati nella loro terra natale, gli Stati Uniti d'America»[96].

Molti dei coloni Texas credettero che la guerra fosse finita e abbandonarono l'esercito dopo l'iniziale sequenza di vittorie[97]. Le truppe rimanenti erano in gran parte avventurieri appena arrivati provenienti dagli Stati Uniti; secondo lo storico Alwyn Barr, il gran numero di volontari americani «contribuì a far credere al Messico che l'opposizione texana derivasse da influenze esterne»[98]. Il congresso messicano rispose a questa minaccia, autorizzando l'esecuzione di qualsiasi straniero trovato a combattere in Texas; non ci sarebbe stato alcun prigioniero di guerra.

Fin dal 27 ottobre il presidente messicano Antonio López de Santa Ana si preparò per sedare i disordini in Texas[99]. Nei primi mesi del 1836 condusse personalmente un esercito di 6.000 uomini verso la provincia ribelle[100]. Al Rio Grande le truppe messicane si divisero; Santa Ana condusse la parte più grossa a San Antonio de Bexar per assediare la missione di Alamo, mentre il generale José de Urrea portò i soldati rimanenti fino alla costa del Texas[101]. Urrea presto sconfisse la resistenza dei ribelli lungo la costa, che si concluse con il massacro di Goliad, in cui 300 prigionieri di guerra texani furono giustiziati[102]. Dopo tredici giorni di assedio, le forze di Santa Ana sopraffecero i quasi 200 texani a difesa di Alamo. «Ricordatevi di Alamo!» (in inglese «Remember the Alamo!») divenne il grido di battaglia della rivoluzione del Texas.

La notizia delle sconfitte provocò la cosiddetta Runaway Scrape, in cui gran parte della popolazione e il governo provvisorio del Texas fuggirono a est, lontano dal dell'esercito messicano che si avvicinava[103]. Molti coloni raggiunsero l'esercito, ora al comando del generale Sam Houston. Dopo diverse settimane di manovre tattiche, il 21 aprile 1836 l'esercito ribelle attaccò le forze di Santa Ana nella battaglia di San Jacinto, vicino all'odierna città di Houston[104]. Santa Ana fu catturato e costretto a firmare i trattati di Velasco, che posero fine alla guerra[1][105][106].

Repubblica del Texas[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Repubblica del Texas.
La Repubblica del Texas. Gli attuali confini degli Stati Uniti sono segnati in bianco

Il primo Congresso della Repubblica del Texas si riunì nell'ottobre 1836 a Columbia (oggi West Columbia). Stephen F. Austin, conosciuto come il «padre del Texas», morì il 27 dicembre 1836, due mesi dopo aver prestato servizio come Segretario di Stato per la nuova repubblica. Nel 1836, cinque città vennero utilizzate come capitali temporanee del Texas (Washington-on-the-Brazos, Harrisburg, Galveston, Velasco e Columbia); l'anno seguente il primo presidente Sam Houston spostò la capitale a Houston. Nel 1839, la capitale fu trasferita nella nuova città di Austin per opera del successivo presidente Mirabeau Bonaparte Lamar.

La politica interna della repubblica era basata sul conflitto tra due fazioni. La parte nazionalista, guidata da Mirabeau B. Lamar, difendeva l'indipendenza del Texas, l'espulsione dei nativi americani e l'espansione verso l'Oceano Pacifico. I loro avversari, guidata da Sam Houston, auspicavano invece l'annessione del Texas agli Stati Uniti e la coesistenza pacifica con i popoli locali.

Anche se il Texas si autogovernava, il Messico si rifiutò di riconoscere la sua indipendenza[107]. Il 5 marzo 1842, un esercito messicano di oltre 500 uomini, guidato da Rafael Vázquez, invase il territorio per la prima volta dopo la rivoluzione. Ben presto tornarono indietro al Rio Grande, dopo una breve occupazione di San Antonio. In seguito 1.400 soldati messicani, guidati dal generale francese mercenario Adrián Woll, lanciarono un secondo attacco e catturato la città di San Antonio l'11 settembre 1842. Una milizia texana li sconfisse successivamente nella battaglia di Salado Creek, ma anche quest'ultima perse poi contro i soldati nemici e gli indiani Cherokee (massacro di Dawson, 18 settembre)[108]. L'esercito messicano abbandonò poi San Antonio.

Gli attacchi messicani intensificarono il conflitto tra le fazioni politiche in un incidente noto come guerra dell'archivio del Texas (in inglese Texas Archive War). Per "proteggere" gli archivi nazionali del Texas, il governatore Sam Houston li portò via da Austin. I residenti nella città, sospettando che Houston si comportasse così per disprezzo verso la capitale, costrinsero con la forza a far rimanere gli archivi dov'erano. Il Congresso del Texas ammonì Houston per l'episodio, che avrebbe solidificato Austin come la sede del governo per la repubblica e il futuro Stato[109].

Annessione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Annessione del Texas.

Il 28 febbraio 1845 il Congresso americano approvò una legge che avrebbe autorizzato gli Stati Uniti ad annettersi la Repubblica del Texas e il 1º marzo il presidente americano John Tyler sottoscrisse il disegno di legge. Il documento stabilì la data di annessione per il 29 dicembre dello stesso anno. Il 13 ottobre, la maggioranza degli elettori della repubblica approvò una proposta di costituzione che approvava in modo specifico la schiavitù e la tratta degli schiavi. Questa costituzione fu poi accettata dal Congresso americano, rendendo il Texas uno Stato degli USA nello stesso giorno in cui l'annessione entrò in vigore (saltando quindi una fase del processo).

La risoluzione dell'annessione è stata oggetto di alcune errate convinzioni storiche — principalmente, che la risoluzione era un trattato tra Stati sovrani, e concedeva al Texas il diritto esplicito di staccarsi dal Messico. Questo era un diritto considerato da alcuni valido per tutti gli Stati dell'epoca, e fino al termine della guerra civile. Comunque, nessun diritto simile era esplicitamente dichiarato nella risoluzione. Essa tuttavia comprendeva due disposizioni uniche: in primo luogo, dava al nuovo Stato del Texas il diritto di dividersi in ben cinque parti (una proposta mai presa seriamente in considerazione). In secondo luogo, il Texas non doveva consegnare le proprie terre pubbliche al governo federale. Quindi i soli terreni di proprietà del governo federale in Texas vennero effettivamente acquistati dall'amministrazione americana, e i vasti giacimenti di petrolio scoperti nei territori demaniali fornirono un importante flusso di entrate per le università statali.

Guerra messicano-statunitense[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Guerra messicano-statunitense.

Il governo messicano aveva da tempo avvisato che l'annessione avrebbe significato la guerra con gli Stati Uniti. Quando il Texas divenne uno Stato degli USA, il governo messicano ruppe le relazioni diplomatiche con questi. Gli Stati Uniti sostennero il Texas quando reclamò il possesso di tutte le terre a nord del Rio Grande e ciò provocò una controversia con il Messico. Nel giugno del 1845 l'allora presidente James Knox Polk inviò il generale Zachary Taylor in Texas; entro ottobre circa 3.500 americani erano nei pressi del fiume Nueces, pronto a difendere lo Stato da un'invasione messicana. Il 10 novembre 1845[110], Polk mandò John Slidell, un rappresentante segreto, a Città del Messico con una offerta di 25 milioni di dollari per una sponda del Rio Grande in Texas e al Messico le province di Alta California e Santa Fe de Nuevo México.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Manchaca, op. cit., p. 201.
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  10. ^ Richardson, Anderson, Wintz, Wallace, op. cit., p. 10.
  11. ^ Weber, op. cit., p. 34.
  12. ^ a b Chipman, op. cit., p. 243.
  13. ^ Chipman, op. cit., p. 72.
  14. ^ Chipman, op. cit., pp. 73-74.
  15. ^ a b c d Weber, op. cit., pp. 148-149.
  16. ^ Chipman, op. cit., p. 75.
  17. ^ a b Chipman, op. cit., p. 76.
  18. ^ Chipman, op. cit., pp. 83-84.
  19. ^ a b Chipman, op. cit., p. 84.
  20. ^ Weber, op. cit., pp. 151–152.
  21. ^ a b Weber, op. cit., p. 152.
  22. ^ Chipman, op. cit., p. 83
  23. ^ Chipman, op. cit., p. 87.
  24. ^ Weber, op. cit., pp. 151-152.
  25. ^ a b Chipman, op. cit., p. 89.
  26. ^ a b Weber, op. cit., p. 154.
  27. ^ Chipman, op. cit., pp. 93-94.
  28. ^ Chipman, op. cit., p. 97.
  29. ^ Chipman, op. cit., p. 98.
  30. ^ Weber, op. cit., p. 155.
  31. ^ Weber, op. cit., p. 159.
  32. ^ Weber, op. cit., p. 160.
  33. ^ Chipman, op. cit., p. 112.
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  36. ^ Chipman, op. cit., p. 117.
  37. ^ Weber, op. cit., pp. 165-166.
  38. ^ Weber, op. cit., p. 166-167.
  39. ^ Weber, op. cit., p. 167.
  40. ^ Chipman, op. cit., p. 123.
  41. ^ Weber, op. cit., p. 168.
  42. ^ Chipman, op. cit., p. 126.
  43. ^ Chipman, op. cit., pp. 129-130.
  44. ^ Chipman, op. cit., p. 131.
  45. ^ Chipman, op. cit., p. 133.
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  60. ^ a b Weber, op. cit., p. 299.
  61. ^ Weber, op. cit., p. 275.
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  71. ^ Manchaca, op. cit., p. 161.
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  73. ^ Vazquez et al., op. cit., p. 51.
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  76. ^ a b Manchaca, op. cit., p. 198.
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  79. ^ Edmondson, op. cit., p. 80.
  80. ^ a b Manchaca, op. cit., p. 200.
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  83. ^ Edmondson, op. cit., p. 78.
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  85. ^ Davis, op. cit., p. 77.
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  90. ^ Lack, op. cit., p. 7.
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Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Bibliografia sul Texas.
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