Storia degli ebrei in Albania

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Le prime notizie di ebrei viventi in Albania sono datate XII secolo d.C. Esistevano insediamenti ebraici nella maggior parte delle principali città dell'Albania come Berat, Elbasan, Valona, Durazzo e inoltre sono riportati anche nella regione del Kosovo. Queste famiglie ebraiche erano prevalentemente di origine sefardita e discendenti degli ebrei spagnoli e portoghesi espulsi dall'Iberia alla fine del XV secolo. Nel 1520 a Valona si registravano 609 famiglie di ebrei e nella stessa città si trovava anche la prima sinagoga dell'Albania, distrutta successivamente durante il primo conflitto mondiale.

XX secolo[modifica | modifica wikitesto]

1900-1939[modifica | modifica wikitesto]

Secondo il censimento albanese del 1930, vi erano solo 204 ebrei iscritti a quel tempo in Albania. Il riconoscimento ufficiale della comunità ebraica fu rilasciato il 2 aprile 1937, mentre a quel tempo questa comunità consisteva di circa 300 membri. Con l'ascesa della Germania nazista un certo numero di ebrei tedeschi e austriaci si rifugiò in Albania. Sempre nel 1938 l'ambasciata albanese a Berlino continuò a rilasciare visti per gli ebrei, non essendo all'epoca possibile essere accolti in nessun altro paese europeo. Uno dei principali Albanologi Norbert Jokl chiese la cittadinanza albanese, la quale gli fu concessa subito, anche se questo tentativo non avrebbe potuto salvarlo dai campi di concentramento. Lo stesso Albert Einstein per trasferirsi negli Stati Uniti si servì di un passaporto albanese concessogli dopo un soggiorno nella città di Pogradec.[1]

Seconda Guerra Mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Quando iniziò la Seconda guerra mondiale, la comunità ebraica contava circa 200 membri.[2] Le istituzioni albanesi rifiutarono in tutti i modi di consegnare i nomi degli ebrei presenti nel territorio, quando tale richiesta fu avanzata dagli occupatori tedeschi. Non solo, ma a dispetto delle leggi razziali imposte, molti cittadini albanesi offrirono identità false agli ebrei per risultare albanesi. La maggior parte fu nascosta nelle abitazioni e in case private, nella maggior parte travestiti come contadini albanesi.[3]

Un importante ruolo ha avuto il Canone Secolare Albanese (in albanese Kanun), il quale, anche se aveva perso il suo potere all'inizio del XX secolo, aveva ancora lasciato forte presenza sulla cultura albanese. Secondo le leggi del Kanun, era obbligo di ogni persona difendere la vita innocente, anche a costo della propria. E invece gli stranieri non erano considerati tali, ma ospiti (mik in albanese). Di certo anche la convivenza religiosa degli albanesi ha contribuito a salvare molte vite umane.[4]

Gli albanesi che vivevano in Kosovo e Macedonia hanno contribuito a portare gli ebrei dalle zone in cui risiedevano in Albania, che divenne il luogo più sicuro in Europa.

Si stima che alla fine del conflitto mondiale nel paese esistessero circa 2.000 ebrei, anche se cifre esatte non sono state mai trovate. L'Albania divenne così l'unico paese in Europa dove nessun ebreo fu ucciso per le leggi razziali. Al contrario, il loro numero era aumentato notevolmente, a causa della strage che era avvenuta nel resto del continente.[5]

Regime comunista[modifica | modifica wikitesto]

Al termine della guerra, il regime comunista guidato da Enver Hoxha proseguì una politica isolazionista, cosa che pesò molto sugli ebrei, lasciandoli isolati dal mondo ebraico. Con lo scopo di creare una società senza religione, il dittatore intraprese riforme anti-religiose, appoggiata anche dalla propaganda atea, fino a dichiarare l'ateismo di stato nel 1967. Quando si dichiarò il primo paese ateo al mondo, agli ebrei e agli albanesi di diverse religioni fu vietato praticare la propria religione. Solo dopo la caduta della dittatura, furono resi pubbliche le testimonianze del salvataggio degli Ebrei, e l'Albania fu aggiunta tra i Giusti.

Ebrei nell'Albania d'oggi[modifica | modifica wikitesto]

Nei giorni nostri in Albania in numero di ebrei ruota intorno ai 180-200 individui, i quali si trovano principalmente a Tirana. Una sinagoga importante esiste a Valona, ma non è molto frequentata.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Brunilda Ternova: Come ‘rinacque’ Albert Einstein in Albania
  2. ^ (EN) Popolazione ebraica d'Europa prima dell'Olocausto
  3. ^ Jewish survival in Albania & ethics of "Besa"
  4. ^ Storie di albanesi che si opposero alla Shoah
  5. ^ Gli Ebrei dell'Albania