Storia d'Italia (Montanelli)

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Storia d'Italia
Autore Indro Montanelli
1ª ed. originale 1965
Genere saggio
Lingua originale italiano

Storia d'Italia è un'opera monumentale del giornalista e divulgatore storico Indro Montanelli, coadiuvato prima da Roberto Gervaso e poi da Mario Cervi.

Essa è suddivisa in più volumi, ognuno dedicato a un'epoca della storia italiana dalla tarda età romana fino alla fine del XX secolo. L'opera ha riscosso molto successo, vendendo oltre un milione di copie[1] e diventando uno dei libri di divulgazione storica più diffusi nel Paese.

Riguardo alla stesura dei volumi, in un'intervista Mario Cervi ha dichiarato:[2]

« L’Italia littoria. Da qui prese il via la nostra collaborazione. In verità la gran parte dei volumi successivi, come Indro ha sempre riconosciuto, li ho scritti io, con la sua piena approvazione. Poi lui faceva le prefazioni e le postfazioni, che erano molto importanti. Naturalmente, se dovevo inserire il ritratto di un personaggio di cui Montanelli aveva già scritto, attingevo dai suoi articoli. »

La collana ebbe inizio su idea e suggerimento di Dino Buzzati.[3]

Il prologo dell'opera: Storia di Roma[modifica | modifica sorgente]

« Tutto quello che qui racconto è già stato raccontato. Io spero solo di averlo fatto in maniera più semplice e cordiale, in uno stile più piano e facilmente accettabile dalla grande massa dei lettori, attraverso una serie di ritratti che illuminano i protagonisti di una luce più vera, spogliandoli dei paramenti che ce li nascondevano. »
(Indro Montanelli[4][5])

Storia di Roma non fa parte dell'opera Storia d'Italia, ma ne è il prologo ed è importante perché il suo successo spinse Montanelli a pubblicare i libri sulla Storia d'Italia dal 476 a oggi. Venne pubblicata negli anni cinquanta, inizialmente a puntate sulla Domenica del Corriere dietro suggerimento e incoraggiamento di Dino Buzzati, e poi raccolta in volume. Egli adottò come punti di riferimento fondamentali le opere di Theodor Mommsen e Jerome Carcopino. Montanelli nel corso della pubblicazione a puntate del libro ricevette molte lamentele:

« Mi si accusava di leggerezza, di faciloneria, di disfattismo e qualcuno addirittura di empietà, per il mio modo di trattare un argomento considerato sacro. »
(Indro Montanelli)

Montanelli aveva infatti attualizzato la storia romana paragonando Sant'Ambrogio a Ford o a Rockfeller e affermando che la monarchia di Servio Tullio:

« era un regime capitalista o plutocratico in piena regola, che dava il monopolio del potere legislativo alla Confindustria, togliendolo alla Federterra, cioè al Senato che di denaro ne aveva molto meno »
(Indro Montanelli)

L'opera uscì in volume nel 1957 e Montanelli alla sua uscita si augurò:

« Se riuscirò ad affezionare alla storia di Roma qualche migliaio di italiani, sin qui respinti dalla sussiegosità di chi gliel'ha raccontata prima di me, mi riterrò un autore utile, fortunato e pienamente riuscito »
(Indro Montanelli)

Alla fine il libro riscosse successo e Montanelli fu incoraggiato a scrivere altri libri sulla storia d'Italia.

L'opera[modifica | modifica sorgente]

Indro Montanelli intese la sua Storia d'Italia come la naturale prosecuzione della Storia dei Greci e della Storia di Roma; data l'ampiezza del lavoro iniziò nel 1965 una collaborazione col giovane Roberto Gervaso, fresco di studi, col quale pubblicò "L'Italia dei secoli bui", "L'Italia dei Comuni", "L'Italia dei secoli d'oro", "L'Italia della Controriforma", "L'Italia del Seicento", "L'Italia del Settecento".

"L'Italia giacobina e carbonara", "L'Italia del Risorgimento", "L'Italia dei notabili", "L'Italia di Giolitti "e "L'Italia in camicia nera" sono opera del solo Montanelli, che inaugura una nuova collaborazione, con il giornalista Mario Cervi, a partire dal volume "L'Italia littoria" proseguendo con "L'Italia dell'Asse", "L'Italia della disfatta", "L'Italia della guerra civile", "L'Italia della Repubblica", "L'Italia del Miracolo", "L'Italia dei due Giovanni", "L'Italia degli anni di piombo", "L'Italia degli anni di fango", "L'Italia di Berlusconi", "L'Italia dell'Ulivo", ultimo capitolo che confina con l'attualità.

Ha avuto varie edizioni - dai primi volumi in tela ai successivi in cofanetto, fino alle ristampe più economiche e le pubblicazioni per le edicole, in volumi allegati al Corriere della Sera, a fascicoli o volumetti - tutti editi da Rizzoli.

Dagli ultimi volumi sono stati tratti i libri "L'Italia del Millennio" e "L'Italia del Novecento", contenenti sostanzialmente riassunti dell'opera.

L'Italia dei secoli bui - Il Medio Evo sino al Mille[modifica | modifica sorgente]

Parla della Storia d'Italia nel periodo dell'Alto MedioEvo. Montanelli utilizzò come fonti l'opera dello storico bavarese Ferdinand Gregorovius, che ammirava profondamente, mentre per la storia dei Papi si ispirò a quella scritta da Ludwig von Pastor. Ad inizio opera parla del declino e della caduta dell'Impero romano d'Occidente (già trattato nella precedente opera) per poi iniziare a narrare la storia medioevale italiana.

L'opera non è esente da imprecisioni, per esempio nella descrizione dell'Imperatore romano Maggioriano:

« Ricimero non tardò ad accorgersi che Maggioriano voleva fare l'imperatore sul serio e nel maggio del 460 lo depose. Maggioriano si ritirò a vita privata in una villa vicino Roma dove, pochi anni dopo - riferisce Procopio - morì di dissenteria. »
(Indro Montanelli, L'Italia dei secoli bui, pag. 149)

In realtà il passo di Procopio sulla morte di Maggioriano conferma che morì di dissenteria, ma mentre era in guerra contro i Vandali:

« E i Romani, basando la loro confidenza sul valore di Maggioriano, già avevano cominciato ad avere giuste speranze di recuperare la Libia per l'Impero. Ma nel frattempo Maggioriano fu attaccato dalla malattia della dissenteria e perì, un uomo che si era mostrato moderato nei confronti dei suoi sudditi, e oggetto di timore per i suoi nemici. »
(Procopio, Bellum vandalicum, 7.13)

La notizia che Maggioriano morì a Roma è riportata da Vittore di Tuenna, il quale la colloca nel 463 e non dice nulla di malattie ("Maiorianus Romae occiditur": Chron. s.a.463). La notizia della deposizione è riportata dai Fasti vindobonenses priores, che però precisano subito che fu poi ucciso da Ricimero.

Altre imprecisioni:

  • Smaragdo non è il primo esarca ma il secondo[senza fonte]. Il primo esarca è Decio.
  • Non fu il Papa a chiedere ai Franchi di invadere il regno longobardo nel 584 ma l'Imperatore Maurizio (v. Paolo Diacono, Storia dei Longobardi, Libro III).
  • Montanelli sostiene che Costante II sarebbe venuto in Italia perché avrebbe avuto paura degli Arabi. La realtà era diversa[senza fonte]: a Costantinopoli era odiato perché aveva assassinato il fratello Teodosio e forse aveva veramente intenzione di restaurare l'Impero. Comunque Costante II nel 659 aveva costretto gli Arabi a pagare un tributo a Bisanzio, e ciò smentirebbe che Costante II avesse paura degli Arabi. Tale tesi viene ulteriormente smentita dall'ipotesi della bizantinistica recente che sostiene che Costante II avrebbe posto la residenza a Siracusa proprio per contrastare le incursioni degli Arabi nel mediterraneo occidentale. Anche quando parla del Tipo stranamente non fa nemmeno un accenno al monotelismo, cosa essenziale dato che il Papa si oppose al decreto imperiale proprio in quanto favoriva quell'eresia.[senza fonte]

L'Italia dei Comuni[modifica | modifica sorgente]

L'età comunale, fondamentale passaggio storico con l'affermazione dell'autonomia locale nell'ambito dell'Impero. L'autore si ispirò all'opera dello storico britannico Anderson.

L'Italia dei secoli d'oro - Il Medio Evo dal 1250 al 1492[modifica | modifica sorgente]

Ha come argomento l'evoluzione dal tardo Medioevo al rinascimento in Italia.

L'Italia della Controriforma - 1492-1600[modifica | modifica sorgente]

Il volume – a detta di molti il migliore della serie[senza fonte] – si fonda sul rammarico che l'Italia, dopo quasi tre secoli, "da protagonista, viene degradata a oggetto delle vicende europee". Montanelli individua nella mancata Riforma l'origine di tutti quei vizi e tratti autoritari che spiegano secoli di arretratezza civile ed economica. Così spiegava la sua tesi storiografica: «Ho accettato la tesi di due grandi maestri, Max Weber e Werner Sombart. Per loro la storia moderna comincia con la Riforma. Io percorro questa intuizione in senso inverso: non avendo noi italiani avuto la Riforma, abbiamo perso il treno della civiltà moderna». Un giudizio evidente nella seguente descrizione: «Il calvinista, cresciuto nell'atmosfera democratica della 'congregazione' e sotto il segno di un Dio egalitario, rifiuta le gerarchie delle società rinascimentali...vede nel denaro un segno della Grazia", "questa religione del lavoro e del risparmio che dà avvio, fornendogli un fondamento morale, al capitalismo nel senso moderno della parola». Perciò l'autore vide nel trionfo autoritario della Controriforma lo spartiacque che segna la perdita dell'autonomia nazionale, avvenuta all'acme dell'Umanesimo e del Rinascimento artistico e letterario italiano, e il rapido declino economico degli Stati della Penisola. Così, scrive Montanelli, Filippo II di Spagna, Re della Controriforma, soprattutto nella sua guerra agli olandesi riformati delle Fiandre, «non capiva, non poteva capire che la sua lotta contro l'eresia era stata la lotta contro il mondo moderno...tutti i suoi sforzi e quelli della Chiesa erano riusciti soltanto a sottrarre a questa rivoluzione il loro feudo: la Spagna, l'Italia e il continente latino-americano. Con quali conseguenze per questi Paesi lo vediamo ancora oggi».

Da Girolamo Savonarola all'ascesa dei Borgia, il dramma della coscienza cristiana per lo scisma protestante, teologi ed eretici, dalle ricadute storiche della Riforma luterana alla reazione cattolica del Concilio di Trento, il boom artistico del Rinascimento e dei suoi protagonisti: Michelangelo Buonarroti, Raffaello Sanzio, Leonardo da Vinci, Niccolò Machiavelli, Francesco Guicciardini, Torquato Tasso, Ludovico Ariosto, Pietro Aretino, Benvenuto Cellini. Montanelli chiude simbolicamente l'opera evocando l'immagine del rogo di Giordano Bruno: «esso illumina di una luce più pertinente lo squallido paesaggio italiano dell'Italia della Controriforma: un prete e un gendarme intenti ad arrostire un ribelle privo anche del conforto di una causa a cui intestare il proprio sacrificio».

L'Italia del Seicento - 1600-1700[modifica | modifica sorgente]

Storia di un secolo segnato dai progressi scientifici, l'ascesa e il declino delle potenze locali. In questo volume viene dato molto spazio a fatti e scenari esteri: le conquiste spagnole nel Sud America che portano maree di oro in Europa e che possono essere viste come premesse della crisi economica, la guerra dei trent'anni, figlia della crisi stessa, le vicende dinastiche del casato degli Asburgo e l'ascesa della Francia. L'Italia viene rappresentata come colonia delle grande potenze protagoniste di questo secolo: è ben lontana dal capitalismo calvinista nascente nelle regioni del nord Europa; è immobilizza nel latifondo e nelle cariche nobiliari.

L'Italia del Settecento - 1700-1789[modifica | modifica sorgente]

Sullo sfondo delle guerre di successione europee, un excursus dal barocco ai lumi, alla rivoluzione francese.

L'Italia giacobina e carbonara - 1789-1831[modifica | modifica sorgente]

Dalla rivoluzione francese ai moti carbonari.

L'Italia del Risorgimento - 1831-1861[modifica | modifica sorgente]

Dalla conclusione dei moti carbonari all'Unità d'Italia.

L'Italia dei notabili - 1861-1900[modifica | modifica sorgente]

Ripercorre la storia del Paese dall'Unità all'assassinio di Re Umberto, il 29 luglio 1900.

L'Italia di Giolitti - 1900-1920[modifica | modifica sorgente]

Ricostruisce il periodo dall'inizio del nuovo secolo sino alla fine della Prima guerra mondiale, dominato in campo politico dalla figura di Giovanni Giolitti.

L'Italia in camicia nera - 1920-3 gennaio 1925[modifica | modifica sorgente]

Dai disordini del 1920 sino all'instaurazione della dittatura fascista con il Discorso del bivacco di Mussolini.

L'Italia littoria - 1925-1936[modifica | modifica sorgente]

Storia del Paese durante il consolidamento della dittatura e l'avventura coloniale.

L'Italia dell'Asse - 1936-10 giugno 1940[modifica | modifica sorgente]

Gli anni segnati dall'Asse Roma-Berlino sino alla dichiarazione di guerra.

L'Italia della disfatta - 10 giugno 1940-8 settembre 1943[modifica | modifica sorgente]

La guerra a fianco della Germania viene ripercorsa sino all'armistizio ed alla rotta dell'esercito italiano.

L'Italia della guerra civile - 8 settembre 1943-9 maggio 1946[modifica | modifica sorgente]

Il libro, che volutamente definisce il periodo "Guerra civile" e non soltanto "Resistenza" per sottolineare la confusione regnante nel Paese, si chiude con l'abdicazione di Vittorio Emanuele III.

L'Italia della Repubblica - 2 giugno 1946-18 aprile 1948[modifica | modifica sorgente]

Dal Referendum costituzionale alla vittoria della Democrazia cristiana che vincolò il Paese al blocco occidentale.

L'Italia del miracolo - 14 luglio 1948-19 agosto 1954[modifica | modifica sorgente]

Tra l'attentato a Palmiro Togliatti che scatenò tumulti nel Paese e la morte di Alcide De Gasperi che aveva guidato l'Italia nella ricostruzione, si gettano le premesse per il "miracolo economico" appena successivo.

L'Italia dei due Giovanni - 1955-1965[modifica | modifica sorgente]

Papa Giovanni XXIII e Giovanni Gronchi sono i personaggi che a diverso titolo connotano gli anni della storia italiana.

L'Italia degli anni di piombo - 1965-1978[modifica | modifica sorgente]

Dagli anni che precedono la contestazione, la lunga notte del terrorismo, attraverso l'assassinio di Aldo Moro sino all'elezione alla presidenza della Repubblica di Sandro Pertini.

L'Italia degli anni di fango - 1978-1993[modifica | modifica sorgente]

Dall'elezione di papa Giovanni Paolo II attraverso la P2, i colpi di coda dell'eversione, il primo governo socialista, fino a Tangentopoli ed al crollo del sistema politico nato nel dopoguerra.

L'Italia di Berlusconi - 1993-1995[modifica | modifica sorgente]

Gli strascichi della corruzione e la nuova legge elettorale favoriscono l'ascesa politica di Silvio Berlusconi, che vince le elezioni del 1994 e forma un governo la cui breve esistenza sarà particolarmente travagliata.

L'Italia dell'Ulivo - 1995-1997[modifica | modifica sorgente]

Dalla caduta di Berlusconi alla prima crisi del governo Prodi, storia e cronaca si saldano, chiosate da questa amara considerazione di Montanelli nel Poscritto:

« L'Italia è finita. O forse, nata su dei plebisciti-burletta come quelli del 1860-'61, non è mai esistita che nella fantasia di pochi sognatori, ai quali abbiamo avuto la disgrazia di appartenere. Per me, non è più la Patria. È soltanto il rimpianto di una Patria. »

Sommari dell'Opera: L'Italia del Novecento (1900 - 1998) e L'Italia del Millennio (1000 - 2000)[modifica | modifica sorgente]

Sebbene l'opera della Storia d'Italia si fermi al 1997, Montanelli e Cervi pubblicarono altri due libri che oltre a riassumere i fatti principali descritti nei loro libri precedenti aggiornarono di un paio d'anni l'opera. Il primo libro L'Italia del Novecento (1998) tratta tutta la situazione politica italiana dal 1900 al 1998 inserendo alla fine un breve trafiletto in cui viene descritta la caduta del governo Prodi e la nascita del governo D'Alema (fatti che non sono raccontati nell'Italia dell'Ulivo poiché quest'ultimo libro si ferma all'ottobre del 1997). Nel 2000 infine uscì L'Italia del Millennio che riassume i fatti principali della Storia Italiana dall'anno 1000 sino alla fine del 2000. Sempre in esso la situazione politica italiana fu aggiornata con la caduta dell'esecutivo di D'Alema, il secondo governo Amato e le previsioni per le imminenti elezioni politiche del 2001.

Piano dell'opera[modifica | modifica sorgente]

  • Indro Montanelli, Storia di Roma, Milano, Longanesi, 1957; Milano, Rizzoli, 1959.
  • Indro Montanelli, Storia dei greci, Milano, Rizzoli, 1959.
  • Indro Montanelli e Roberto Gervaso, L'Italia dei secoli bui. Il Medio Evo sino al Mille, Milano, Rizzoli, 1965.
  • Indro Montanelli e Roberto Gervaso, L'Italia dei comuni. Il Medio Evo dal 1000 al 1250, Milano, Rizzoli, 1966.
  • Indro Montanelli e Roberto Gervaso, L'Italia dei secoli d'oro. Il Medio Evo dal 1250 al 1492, Milano, Rizzoli, 1967.
  • Indro Montanelli e Roberto Gervaso, L'Italia della Controriforma. (1492-1600), Milano, Rizzoli, 1968.
  • Indro Montanelli e Roberto Gervaso, L'Italia del Seicento. (1600-1700), Milano, Rizzoli, 1969.
  • Indro Montanelli e Roberto Gervaso, L'Italia del Settecento. (1700-1789), Milano, Rizzoli, 1970.
  • Indro Montanelli, L'Italia giacobina e carbonara. (1789-1831), Milano, Rizzoli, 1971.
  • Indro Montanelli, L'Italia del Risorgimento. (1831-1861), Milano, Rizzoli, 1972.
  • Indro Montanelli, L'Italia dei notabili. (1861-1900), Milano, Rizzoli, 1973.
  • Indro Montanelli, L'Italia di Giolitti. (1900-1920), Milano, Rizzoli, 1974.
  • Indro Montanelli, L'Italia in camicia nera. (1919-3 gennaio 1925), Milano, Rizzoli, 1975.
  • Indro Montanelli e Mario Cervi, L'Italia littoria. (1925-1936), Milano, Rizzoli, 1979.
  • Indro Montanelli e Mario Cervi, L'Italia dell'Asse (1936-10 giugno 1940), Milano, Rizzoli, 1980.
  • Indro Montanelli e Mario Cervi, L'Italia della disfatta. (10 giugno 1940-8 settembre 1943), Milano, Rizzoli, 1981.
  • Indro Montanelli e Mario Cervi, L'Italia della guerra civile. (8 settembre 1943-9 maggio 1946), Milano, Rizzoli, 1983. ISBN 88-17-42723-3.
  • Indro Montanelli e Mario Cervi, L'Italia della Repubblica. (2 giugno 1946-18 aprile 1948), Milano, Rizzoli, 1985. ISBN 88-17-42022-0.
  • Indro Montanelli e Mario Cervi, L'Italia del miracolo. (14 luglio 1948-19 agosto 1954), Milano, Rizzoli, 1987. ISBN 88-17-42725-X.
  • Indro Montanelli e Mario Cervi, L'Italia dei due Giovanni. (1955-1965), Milano, Rizzoli, 1989. ISBN 88-17-42726-8.
  • Indro Montanelli e Mario Cervi, L'Italia degli anni di piombo. (1965-1978), Milano, Rizzoli, 1991. ISBN 88-17-42805-1.
  • Indro Montanelli e Mario Cervi, L'Italia degli anni di fango. (1978-1993), Milano, Rizzoli, 1993. ISBN 88-17-42729-2.
  • Indro Montanelli e Mario Cervi, L'Italia di Berlusconi. (1993-1995), Milano, Rizzoli, 1995. ISBN 88-17-42810-8.
  • Indro Montanelli e Mario Cervi, L'Italia dell'Ulivo. (1995-1997), Milano, Rizzoli, 1997. ISBN 88-17-42810-8.
  • id., L'Italia del Novecento, Collana Storica, Rizzoli, Milano, I°ed. dicembre 1998
  • id., L'Italia del Millennio, Milano, Rizzoli, 2000

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Esaurita la «Storia d'Italia» di Indro Montanelli
  2. ^ A. Melazzini, Intervista a Mario Cervi
  3. ^ Radiomontecarlo, Intervista a Indro Montanelli, di Roberto Arnaldi
  4. ^ Luigi Mascheroni, La Storia infinita di Montanelli, il Giornale. URL consultato il 19 agosto 2012.
  5. ^ Storia di Roma, omnialibri.info. URL consultato il 19 agosto 2012.

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