Stokesia laevis

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Stokesia laevis
Stokesia laevis1.jpg
Stokesia laevis
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Cichorioideae
Tribù Vernonieae
Genere Stokesia
L'Hér., 1789
Specie S. laevis
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Tricolpate basali
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi II
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Cichorioideae
Tribù Vernonieae
Sottotribù Stokesiinae
H. Rob., 1999
Nomenclatura binomiale
Stokesia laevis
Greene, 1893

Stokesia laevis Greene, 1893 è una pianta della famiglia delle Asteraceae. È l'unica specie del genere Stokesia (nonché della sottotribù Stokesiinae) appartenente alla tribù Vernonieae (sottofamiglia Cichorioideae).[1]

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il nome "generico" (Stokesia) è stato dato in onore del botanico e medico inglese Jonathan Stokes (1755-1831)[2], quello "specifico" (laevis = liscio in latino[3]) fa riferimento all'habitus della pianta.
Il nome scientifico della specie è stato definito dal botanico americano Edward Lee Greene (1843-1915) nella pubblicazione "Erythea; a Journal of Botany, West American and General. Berkeley, CA - i. (1893) 3" del 1893[4]; il genere è stato definito dal magistrato e botanico francese Charles Louis L'Héritier de Brutelle (1746-1800) nella pubblicazione "Sertum Anglicum: seu Plantae Rariores quae in Hortis juxta Londinum, Imprimis in Horto Regio Kewensi Excoluntur, ab Anno 1786 ad Annuum 1787 Observatae. Paris - 27. 1789" nel 1789[5]; la sottotribù è stata definita dal botanico americano contemporaneo Harold Ernest Robinson (1932 -) nella pubblicazione "Proceedings of the Biological Society of Washington - 112(1): 216 (1999)" del 1999[6].

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Le foglie e il portamento della pianta
L'infiorescenza

Le piante di questa specie sono delle erbe perenni provviste di peli semplici o aracnoidi per lo più sugli steli. Possono arrivare ad una altezza compresa tra 2 e 5 dm. Gli organi interni di queste piante contengono lattoni sesquiterpenici.[1][7][2]

Le foglie, picciolate (lunghezza del picciolo: 3 - 12 cm), sono per lo più basali, quelle lungo il caule sono disposte in modo alternato e sessile. La lamina ha delle forme da ovate a lanceolate oppure lanceolato-lineari. Le facce sono glabre. Le venature sono di tipo pennato. Dimensione delle foglie inferiori: larghezza 1 - 5 cm; lunghezza 8 - 15 cm. Dimensione delle foglie superiori: larghezza 1 - 3 cm; lunghezza 5 - 12 cm.

Le infiorescenze sono formate da capolini solitari, peduncolati su lasse cime. I capolini sono composti da un involucro emisferico formato da diverse brattee che fanno da protezione al ricettacolo sul quale s'inseriscono i fiori. Le brattee dell'involucro (da 40 a 50 in 3 - 4 serie) sono persistenti; quelle esterne sono di tipo filiforme con margini spinulosi. Il ricettacolo è privo di pagliette. Diametro dei capolini: 6 - 12 cm. Dimensione dell'involucro: larghezza 25 - 45 mm; lunghezza 25 - 45 mm. Lunghezza delle brattee esterne: 15 - 35 mm. Lunghezza delle brattee interne: 10 - 15 mm.

I fiori, da 60 a 70 per ogni capolino, sono tetra-ciclici (ossia sono presenti 4 verticilli: calicecorollaandroceogineceo) e pentameri (ogni verticillo ha in genere 5 elementi). I fiori sono inoltre ermafroditi e zigomorfi (i fiori centrali sono actinomorfi).

  • Formula fiorale: per queste piante viene indicata la seguente formula fiorale:
* K 0/5, C (5), A (5), G (2), infero, achenio[8]

Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame.

Corolla: il colore della corolla è bluastro (ma anche bianca) di tipo liguliforme. Lunghezza delle corolle esterne: 15 - 25 mm. Lunghezza delle corolle interne: 12 - 15 mm.

Androceo: gli stami sono 5 con filamenti liberi e distinti, mentre le antere sono saldate in un manicotto (o tubo) circondante lo stilo.[9] Le antere sono glabre, prive di ghiandole e con base arrotondata. Il polline è tricolporato (con tre aperture sia di tipo a fessura che tipo isodiametrica o poro)[10] e la parte più esterna dell'esina è sollevata a forma di creste e depressioni[11].

Gineceo: lo stilo è filiforme, provvisto di ghiandole e privo di nodi basali. Gli stigmi dello stilo sono due divergenti. L'ovario è infero uniloculare formato da 2 carpelli. Gli stigmi hanno la superficie stigmatica interna.[12]

I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni sono provvisti di rafidi, ma sono privi di fitomelanina. Il pappo è formato da 4 - 5 scaglie decidue. Lunghezza dell'achenio: 8 - 12 mm.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Le piante di questa specie sono distribuite nella parte sud-orientale degli Stati Uniti. L'habitat preferito sono le radure boschive (pinete umide e avvallamenti), le paludi e in generale le zone umide, le savane e i fossati per lo più lungo le pianure costiere fino ad una quota di 100 m s.l.m.. Fioriscono da giugno a settembre.[1][13][14]

Tassonomia[modifica | modifica sorgente]

La famiglia di appartenenza di questo gruppo (Asteraceae o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite su 1535 generi[15] (22750 specie e 1530 generi secondo altre fonti[16]). La sottofamiglia Cichorioideae è una delle 12 sottofamiglie nella quale è stata suddivisa la famiglia Asteraceae, mentre Vernonieae è una delle 7 tribù della sottofamiglia. La tribù Vernonieae a sua volta è suddivisa in 21 sottotribù (Stokesiinae è una di queste).[1]
Da un punto di vista filogenetico in base alle ultime analisi sul DNA (Keeley et al., 2007[7]) la tribù Vernonieae è risultata divisa in due grandi cladi: Nuovo Mondo e Vecchio Mondo; a sua volta entrambi divisi in due subcladi. La specie Stokesia laevis risulta inserita in un subclade in posizione intermedia tra i cladi del Nuovo Mondo e del Vecchio Mondo, e quindi è “gruppo fratello” dei cladi relativi all'America tropicale.[1]
La specie di questa voce presenta il seguente numero cromosomico: 2n = 14.[1]
Il basionimo per questa specie è: Carthamus laevis Hill.[17]

Sinonimi[modifica | modifica sorgente]

I sinonimi della specie sono:[17]

  • Cartesia centauroides Cass.
  • Carthamus cyaneus Banks ex Steud.
  • Stokesia cyanea L'Hér.

I sinonimi del genere sono:[17]

  • Cartesia Cass., 1816

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f Funk & Susanna 2009, op. cit., pag. 452
  2. ^ a b eFloras - Flora of North America. URL consultato il 02-marzo-2014.
  3. ^ Botanical names. URL consultato il 02-marzo-2014.
  4. ^ The International Plant Names Index. URL consultato il 02-marzo-2014.
  5. ^ The International Plant Names Index. URL consultato il 02-marzo-2014.
  6. ^ The International Plant Names Index. URL consultato il 02-marzo-2014.
  7. ^ a b Kadereit & Jeffrey 2007, op. cit., pag. 165
  8. ^ Tavole di Botanica sistematica. URL consultato il 20 dicembre 2010.
  9. ^ Pignatti 1982, op. cit., Vol. 3 - pag. 1
  10. ^ Strasburger 2007, op. cit., Vol. 2 - pag. 760
  11. ^ Laboratory of Palaeobotany and Palynology, p. Tje Glossary - Part 3 (I-O). URL consultato il 4-febbraio-2014.
  12. ^ Judd 2007, op. cit., pag. 523
  13. ^ eFloras - Flora of North America. URL consultato il 2-marzo-2014.
  14. ^ Missouri Botanical Garden. URL consultato il 3-marzo-2014.
  15. ^ Judd 2007, op. cit., pag. 520
  16. ^ Strasburger 2007, op. cit., pag. 858
  17. ^ a b c Global Compositae Checklist. URL consultato il 3-marzo-2014.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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