Stojan Furlan

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Stojan Furlan (1923Ossegliano, 10 dicembre 1943) è stato un partigiano italiano, di origine giuliana e di ascendenza, e lingua, sia italiana che slovena. Comunista e cattolico, fu, fra la seconda metà degli anni trenta e i primi anni quaranta, seminarista a Trieste. Nel 1942 lasciò gli studi per formare la prima "banda" partigiana giuliana e italiana. Morì, appena ventenne, in uno scontro con i nazifascisti[senza fonte].

L'amicizia fra Furlan e Visintin[modifica | modifica sorgente]

« Giorgio Visintin, autore del "Diario di Guerra" da cui è ricavata questa presentazione, è in villeggiatura, con la sua famiglia, presso i Furlan. In questa occasione incontra Stojan Furlan, un giovane comunista cattolico, colto e determinato. »

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Nel luglio 1941 il futuro uomo politico e scrittore Giorgio Visintin (ricordiamo a tale proposito il suo Diario di Guerra) è in villeggiatura presso la famiglia Furlan a San Daniele del Carso e diviene amico del giovane Stojan, comunista e cattolico, nonostante sua madre ricopra un ruolo dirigenziale nel PNF, come responsabile della locale sezione femminile fascista. Stojan studia nel seminario di Trieste ed è in contatto con studenti albanesi che gli riferiscono quanto, secondo loro, sta avvenendo nel loro paese a seguito dell'occupazione italiana del Regno di Albania. Visentin ha all'epoca 12 anni e Stojan Furlan 17; fra i due amici si parla sia di problemi politici inerenti al comunismo,[senza fonte] sia di come strutturare la Resistenza antifascista[senza fonte][1]. Giorgio accompagna l'amico più grande a visitare diversi villaggi del Carso, qui il seminarista incontra altri giovani che si vogliono opporre all'occupazione italiana[senza fonte].

La lotta armata[modifica | modifica sorgente]

Agli inizi del 1942, un anno e mezzo prima dell'armistizio dell'8 settembre 1943, Stojan Furlan, all'epoca seminarista a Trieste, lascia gli studi e diviene, con Luigi Premoli, un ufficiale disertore del Regio Esercito, comandante della prima formazione partigiana slava della zona giuliana.[2]. Ne fanno parte sia contadini che operai. Nel febbraio di quello stesso anno la formazione si fa subito conoscere per un'azione tesa a scardinare il sistema di comunicazioni carsico. Vengono infatti danneggiati i binari della galleria più lunga del Carso tramite brillamento di mine artigianali. Le autorità italiane non forniscono alcuna pubblicità all'evento.

La prima azione su territorio italiano è progettata ed attuata da Stojan Furlan e dalla sua "banda" il 4 giugno 1942. È stato appena strutturato un presidio della milizia fascista a San Daniele del Carso e la formazione guidata da Stojan e da Premoli, ufficialmente denominata da allora "Compagnia d'assalto", si impossessa delle armi e delle munizioni del presidio approfittando di un momento di distrazione dei militi, intenti a consumare il rancio. Tale azione è considerata la prima di una certa rilevanza in territorio italiano effettuata dalla Resistenza contro le potenze dell'Asse nel corso della seconda guerra mondiale[senza fonte]. Precedentemente vi erano state solo scaramucce e azioni di sabotaggio di lieve entità generalmente occultate dall'apparato fascista[senza fonte]. Tale accadimento mette in agitazione anche i quadri superiori dell'esercito e della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale e viene fatta intervenire sia la questura che i carabinieri che non concludono niente a livello investigativo a causa della solidarietà della popolazione della zona con la appena nata banda partigiana[senza fonte]. Iniziano le prime scaramucce con i soldati italiani che, alla fine, sono costretti ad ammettere gli scontri con la "Compagnia d'Assalto" comandata da Furlan e da Premoli, che, tra l'altro, sta usando contro i propri avversari una mitragliatrice pesante sottratta al Regio Esercito in scontri precedenti.

La "Compagnia d'Assalto" subisce anche numerose perdite fra cui quella di otto partigiani caduti in val Vipacco. Su Premoli, più facilmente individuabile in quanto ex ufficiale italiano, viene posta una taglia di 50.000 Lire, cifra assai ragguardevole per L'epoca. Nessuno però lo tradirà[senza fonte] e il capo partigiano morirà nel 1943 nella valle del Vipacco in uno scontro a fuoco.

Molti dei giovanissimi partigiani della "banda" di Stojan Furlan e di Luigi Premoli sono contadini sloveni provenienti dai paesi di Branizza, Gabrovizza, Cobia, S. Vito e Cobidil, località attorno a Sgonico, altri sono invece ex-operai e studenti di varie località giuliane (soprattutto di Monfalcone).

La battaglia di Gorizia e la morte[modifica | modifica sorgente]

A Monfalcone, il 9 settembre 1943, circa 1000 operai formano la Brigata Proletaria e riuniscono le proprie forze nei pressi di Gorizia. A comandarli vi sono Camillo Donda e Ferdinando Marega. Nei giorni successivi si uniscono a loro partigiani sloveni inquadrati in massima parte nella "Compagnia d'Assalto" di Stojan Furlan. Una delle staffette della Brigata Proletaria sarà la celebre Ondina Peteani[3]. Sia gli audaci e volenterosi operai monfalconesi che i più esperti partigiani della Compagnia d'Assalto di Stojan Furlan, combatteranno valorosamente in quella che ormai si conosce come la battaglia di Gorizia.

Stojan Furlan troverà la morte ad Ossegliano in val di Vipacco, il 10 dicembre 1943 in uno scontro con i nazifascisti[senza fonte].

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Ricordiamo che Giorgio Visintin, nonostante la giovanissima età, conosce bene tali argomenti, appartenendo a una famiglia di convinzioni antifasciste che spesso ha dato rifugio in casa allo zio, perseguitato dalla polizia fascista
  2. ^ Nel 1944 Giorgio Visintin, non ancora quindicenne abbandona studi e famiglia, entra nella Resistenza e compie numerose azioni contro i nazifascisti, assumendo come nome di battaglia "Tempesta", "Lupo" e anche Sasso come lo zio, noto comandante partigiano. Giorgio viene catturato 5 volte e 5 volte riesce la fuggire
  3. ^ La Brigata Proletaria non si arrende
  4. ^ È la storia con la testimonianza del comandante partigiano del Battaglione Triestino d'Assalto, il battagloine era operante sul Carso, nella Valle del Vipacco e sulla Bainsizza nel periodo che va dall'8 settembre 1943 al 15 aprile 1944 . Essendo Brigata Partigiana di confine la sua importanza storica è anche determinata dall'aver avuto funzione di elemento catalizzatore fra diverse componenti della Resistenza in territorio giuliano

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Foto di Stojan Furlan