Stinson L-1 Vigilant

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Stinson L-1 Vigilant
Un Stinson O-49 Vigilant in Nordafrica durante la seconda guerra mondiale.
Un Stinson O-49 Vigilant in Nordafrica durante la seconda guerra mondiale.
Descrizione
Tipo aereo da osservazione
aereo da collegamento
aereo da ricognizione
Equipaggio 3
Progettista A.P. Fontaine
Costruttore Stati Uniti Stinson Aircraft Co.
Data ordine 1938
Data di accettazione 1939
Data primo volo 15 luglio 1940
Data entrata in servizio 1941
Utilizzatore principale Stati Uniti USAAC
Altri utilizzatori Regno Unito RAF
Stati Uniti U.S. Navy
Esemplari 324
Dimensioni e pesi
Lunghezza 10,44 m (34 ft 3 in)
Apertura alare 15,52 m (50 ft 11 in)
Larghezza 3,10 m (10 ft 2 in)
Superficie alare 30,6 (329 ft²)
Carico alare 50,4 kg/m² (10,3 lb/ft²)
Peso a vuoto 1 211 kg (2 670 lb)
Peso max al decollo 1 542 kg (3 400 lb)
Propulsione
Motore un radiale Lycoming R-680-9
Potenza 295 hp (220 kW)
Prestazioni
Velocità max 196 km/h (122 mph, 106 kt)
Velocità di salita 2,1 m/s (408 ft/min)
Autonomia 451 km (280 mi, 243 nm)
Tangenza 3 900 m (12 800 ft)
Note dati riferiti alla versione L-1A

American Warplanes of World War II[1]

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Lo Stinson L-1 Vigilant, precedentemente designato O-49, era un monomotore leggero ad ala alta realizzato dall'azienda statunitense Stinson Aircraft Corporation ed impiegato dall'United States Army Air Corps e Royal Air Force durante la seconda guerra mondiale nei ruoli di aereo da osservazione, da collegamento e ricognizione aerea.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Rinnovando la specialità dell'osservazione aerea a favore dell'esercito, che come tradizione risaliva alla prima guerra mondiale, l'United States Army Air Corps considerò necessario un nuovo aereo ed elaborò una specifica emessa nella seconda metà degli anni trenta che portò ad alcuni contratti per modelli alquanto simili tra di loro.

Sviluppo[modifica | modifica sorgente]

Nel 1938 l'USAAC emise una prima specifica per la fornitura di un velivolo leggero destinato all'osservazione in cooperazione ai reparti a terra. Questa venne aggiornata poco tempo dopo che venne presentato alla Cleveland Air Races il tedesco Fieseler Fi 156 Storch. Le capacità STOL dimostrate dal velivolo indussero a rivedere i requisiti per avvicinarsi alle prestazioni dello Storch.

La Stinson (diventata dal novembre 1940 una divisione della Vultee Aircraft Corporation)[2], sviluppò un proprio progetto, designazione aziendale Model 74, realizzando un prototipo nei propri stabilimenti di Wayne, nel Michigan. L'USAAC assegnò la designazione al modello la designazione ufficiale Y0-49 venendo valutato assieme ai concorrenti Bellanca YO-50 e Ryan YO-51 Dragonfly dalla commissione esaminatrice.[3] Ad una valutazione comparativa la commissione dichiarò vincitore lo Y0-49 aggiudicando il contratto di un milione e mezzo di dollari alla Stinson[3] che ne avviò la produzione in serie di 142 esemplari nei propri stabilimenti di Wayne.

Impiego operativo[modifica | modifica sorgente]

Dopo la prima serie, vennero ordinati altri 182 esemplari di questi leggeri aerei, designati O-49A, con fusoliera leggermente più lunga (i dati si riferiscono a tale modello) e altre piccole modifiche. Alcuni modelli vennero dotati di due galleggianti.

Gli esemplari della RAF vennero battezzate con un nome proprio, Vigilant. Nel frattempo le designazioni USAAF cambiarono, e così la macchina venne ribattezzata L-1 e L-1A.

Il Vigilant venne sostituito dalla serie di apparecchi noti come "Grasshopper" (Piper L-4 e Aeronca L-3), più efficienti e leggeri anche se di prestazioni inferiori.

Descrizione tecnica[modifica | modifica sorgente]

La tecnica del nuovo apparecchio era semplice, e non molto dissimile da quella di altri aerei della categoria: massima semplicità e leggerezza, niente armamento ma la possibilità di trasportare due persone, come negli aerei commerciali leggeri.

L'ala era ovviamente fondamentale per ottenere prestazioni adeguate ed aveva una struttura alta controventata, bordo d'entrata alare occupato da slat automatici mentre quello d'uscita era riccamente dotato di flap a doppia fessura, per quasi i due terzi della lunghezza. Per il resto vi erano grandi alettoni a fessura che si inclinavano di 26 gradi quando i flap erano totalmente abbassati.

La struttura era metallica, ma il rivestimento era misto metallo-tela. Il carrello d'atterraggio era fisso, pensato per i terreni non preparati.

Il motore era dotato di un'elica bipala a passo fisso.

Versioni[modifica | modifica sorgente]

Un 0-49 Vigilant in sosta a Patterson Field durante la seconda guerra mondiale.
Un Vigilant della Royal Air Force.

Tutti i dati tratti da Merriam[4] tranne dove indicato.

Stinson Model 74
designazione aziendale
YO-49
designazione ufficiale USAAC del prototipo vincitore del contratto di fornitura.
O-49 Vigilant
designazione per il primo lotto di fornitura di 142 esemplari.[4]
L-1 Vigilant
ridesignazione del 0-49 nel 1942.
O-49A Vigilant
versione modificata nella fusoliera, più linga di 13 in[5], prodotta in 182 esemplari.
O-49B Vigilant
conversione in aeroambulanza, realizzata in 3 (o 4)[6] esemplari.
L-1A Vigilant
ridesignazione del 0-49A nel 1942.
L-1B Vigilant
ridesignazione del 0-49B nel 1942.
L-1C Vigilant
versione aeroambulanza dell'L-1A, 113 esemplari riconvertiti.[6]
L-1D Vigilant
versione aereo da traino bersagli dell'L-1A, da 14 a 21 esemplari[6] convertiti.
L-1E Vigilant
versione aeroambulanza anfibia dell'L-1, conversione di 7 esemplari.
L-1F Vigilant
versione aeroambulanza anfibia dell'L-1A, conversione di 5 esemplari.
Vigilant Mk I
designazione britannica degli esemplari assegnati alla Royal Air Force dell'L-1, da 14[6] a 17 esemplari trasferiti tramite Lend Lease.
Vigilant Mk II
designazione RAF dell'L-1A, 96 esemplari assegnati, da 13 a 54[6] effettivamente consegnati.
CQ-2 Vigilant
conversione da controllo aereobersagli dell'L-1A destinata alla United States Navy, uno o più esemplari[6] convertiti.

Utilizzatori[modifica | modifica sorgente]

Regno Unito Regno Unito
Stati Uniti Stati Uniti

Esemplari attualmente esistenti[modifica | modifica sorgente]

L'esemplare di O-49 in livrea RAF esposto al Weeks Museum di Tamiami, Florida

Grazie alla loro semplicità nella manutenzione ed alla robustezza del velivolo sono arrivati ai nostri giorni un buon numero di esemplari, alcuni dei quali mantenuti ancora in condizioni di volo dai loro proprietari.

Sono cinque gli esemplari presenti in mostra statica nelle strutture museali negli Stati Uniti d'America[7], tra i quali un O-49 ex USAAC esposto al Weeks Museum di Tamiami, in Florida, riprodotto con la livrea L-1 Vigilant appartenuta alla RAF.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Donald 1995, p. ?.
  2. ^ Eden and Moeng 2002, pag. 1100.
  3. ^ a b Merriam 2002, p. 26.
  4. ^ a b Merriam 2002, p. 27.
  5. ^ Vultee L-1A Vigilant, National Museum of the United States Air Force. URL consultato il 17 Apr.
  6. ^ a b c d e f Stinson O-49, Aerofiles. URL consultato il 17 Apr.
  7. ^ Ogden, 2007, p. 604

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Donald, David (ed.). American Warplanes of World War II. London: Aerospace Publishing, 1995. ISBN 1-874023-72-7.
  • (EN) Eden, Paul and Soph Moeng (eds.). The Complete Encyclopedia of World Aircraft. Amber Books Ltd., 2002. ISBN 0-7607-3432-1
  • (EN) Love, Terry M. L-Birds: American Combat Liaison Aircraft of World War II. Flying Books (apt. 2001). ISBN 0-9111-3931-1
  • (EN) Merriam, Ray (ed.). World War II Journal #15: U.S. Military Aircraft of World War II. Bennington, Vermont, USA: Merriam Press, 2002. ISBN 1-57638-167-6.
  • (EN) Ogden, Bob. Aviation Museums and Collections of North America. (2007) Air-Britain (Historians ) Ltd. ISBN 0-85130-385-4.
  • (EN) The Illustrated Encyclopedia of Aircraft (Part Work 1982-1985). London: Orbis Publishing.

Velivoli comparabili[modifica | modifica sorgente]

Stati Uniti Stati Uniti

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]