Stimolazione elettrica funzionale

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La stimolazione elettrica funzionale è una forma di tecnica riabilitativa efficace a livello muscolare.

Funzionamento[modifica | modifica sorgente]

Il principio di funzionamento si basa sull'impiego di stimolatori elettrici di diverso tipo che causano la contrazione selettiva di diverse fasce muscolari stimolandone elettricamente il relativo motoneurone. A seconda del tipo di stimolatore (interno, percutaneo, impiantato), del suo posizionamento sul corpo del soggetto e dell'intensità della corrente elettrica è possibile modulare, entro una certa misura, l'attivazione dei muscoli desiderati.

Limiti[modifica | modifica sorgente]

Il principale limite di questa tecnica è costituito dal fatto che i motoneuroni che si attivano più facilmente per basse intensità elettriche indotte dall'esterno sono, al contrario di quanto avviene fisiologicamente, quelli di diametro più grosso che controllano i fasci muscolari più corposi. Ne consegue che tramite stimolazione esterna non è attualmente possibile attivare i così detti "movimenti fini".

Indicazioni[modifica | modifica sorgente]

Viene utilizzata per:

Più precisamente mostrano risultati per spalle (riduce la lussazione), mani (in caso di paralisi riescono migliora l'apertura e la presa)[1] e correzione del piede cadente, mediante stimolazione del muscolo tibiale anteriore.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Thorsen R, Occhi E, Boccardi S, Ferrarin M, FES Reinforced Tenodesis Effect Controlled By Myoelectric Activity Of Wrist Extensors (PDF), vol. 43, nº 2, Rehab. Res. & Development, Marts/April 2006.