Duomo di Vienna

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Coordinate: 48°12′29.99″N 16°22′22.01″E / 48.20833°N 16.37278°E48.20833; 16.37278

Cattedrale metropolitana di Santo Stefano
Domkirche St. Stephan zu Wien
Esterno
Esterno
Stato Austria Austria
Land Flag of Vienna.svg Vienna
Località Wien 3 Wappen.svg Vienna
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Diocesi Arcidiocesi di Vienna
Stile architettonico Gotico
Inizio costruzione 1147
Completamento Fine dei lavori nel XV secolo, seconda torre incompiuta
Sito web Sito ufficiale

Il duomo di Santo Stefano (in tedesco: Stephansdom) è la cattedrale metropolitana di Vienna. Il monumentale edificio è uno dei simboli della città, e i viennesi lo chiamano "Steffl" dal termine che designa la guglia medievale del campanile, uno dei più alti del mondo, visibile da quasi ogni punto della città.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le fondazioni dell'edificio risalgono al 1147, quando sul luogo dell'attuale cattedrale venne realizzata una chiesa di pianta romanica. Una seconda più grande struttura sempre di pianta romanica fu edificata nel XIII secolo, e di essa ci rimangono il Portale dei Giganti e le Torri dei Pagani. Fu solo tra il XIV e il XV che la chiesa assunse una conformazione gotica. Ulteriori aggiunte vennero effettuate dagli Asburgo, tra cui l'edificazione della torre settentrionale. Nel 1515 vi venne celebrato il doppio matrimonio tra i nipoti di Massimiliano e i figli del re di Ungheria. Nel 1916 vi si tennero i funerali dell'imperatore Francesco Giuseppe. La cattedrale fu gravemente danneggiata dai bombardamenti degli Alleati e dall'incendio che ne seguì nel 1945. Tre anni più tardi vennero completati i lavori di ricostruzione e restauro della chiesa.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Esterno[modifica | modifica sorgente]

veduta della parte del coro dello Stephansdom

La facciata dell'ingresso principale è costituita dal Portale del gigante e dalle due torri gemelle dette Torri dei Pagani. Il Portale fu così battezzato dopo il ritrovamento nel XV secolo di un osso di mammut nelle fondazioni del sito. Le torri invece sono chiamate "dei pagani" perché si ergono sul luogo in cui nell'antichità sorgeva un tempio pagano. Sul lato sinistro vi è invece la Porta dei Cantori, ingresso un tempo riservato ai fedeli di sesso maschile. La torre nord, coperta nel 1556, ospita nella cupola la Pummerin, la grande e pesante campana ottenuta dalla fusione di 100 palle di cannone sparate dai turchi contro le mura viennesi durante l'assedio della città. La campana venne realizzata nel 1711, ma nel 1945 crollò per i bombardamenti ed è stata ricostruita dai pezzi di quella precedente. La torre nord è incompleta,[1] e una leggenda ritiene che il completamento non avvenne perché il suo architetto Hans Puchsbaum ruppe un patto col demonio e venne fatto precipitare giù dalla struttura. La più alta di tutte le torri è quindi la torre cuspidata detta Steffl, alta ben 137 metri e piazzata singolarmente al lato del corpo principale dell'edificio. La piattaforma panoramica che dà una notevole vista della città è raggiungibile dopo aver percorso 343 gradini. Di squisita fattura è infine il tetto maiolicato, completamente rivestito da ben 250.000 tegole smaltate che formano lo stemma dell'aquila bicefala degli Asburgo; il tetto fu certosinamente ristrutturato dopo i danni della Seconda guerra mondiale. Da esso si affacciano i tradizionali doccioni o gargolle. Sul lato nord-occidentale è infine posto il pulpito di San Giovanni da Capistrano realizzato nel XVIII secolo. Il santo francescano la cui statua è posta sopra il pulpito predicò proprio da quel punto contro l'invasione turca portando alla vittoria dell'esercito cristiano nel 1456 nella battaglia di Belgrado.

Interno[modifica | modifica sorgente]

La navata centrale

L'imponente volta sostenuta da alte colonne riccamente decorate dà all'interno dell'edificio un tocco di semplice grandiosità. Subito sopra l'ingresso principale si può ammirare l'organo installato nel 1960 in sostituzione di uno più grande risalente al tardo XIX secolo e distrutto durante la guerra. Domina la navata centrale il fastoso pulpito gotico realizzato nel 1510 da Anton Pilgrim e decorato con le statue dei quattro Padri della Chiesa, nonché da piccole sculture di animali diabolici scacciati da un cane. Da una piccola finestrella più sotto, la Fensterguker, si affaccia lo stesso Pilgrim, mentre sul lato sinistro della chiesa c'è un altro autoritratto del grande architetto, rappresentato con gli strumenti da lavoro, compasso e squadra. L'altare maggiore barocco in marmo risale al 1641, e al centro ospita un grande dipinto che presenta il martirio di Santo Stefano, patrono della cattedrale. A lato dell'altare c'è la tomba in marmo rosso dell'imperatore Federico III. Dall'altro lato si trova, invece, l'altare di Wiener Neustadt, commissionato dall'imperatore Federico III. L'altare è decorato da 72 dipinti di santi e da pannelli scultorei raffiguranti scene della vita della Vergine Maria e di Cristo. Numerose, nella cattedrale, le statue e le icone di Cristo e della Madonna associate a leggende popolari. La statua di Cristo crocifisso sembra abbia una barba vera che cresce ancora oggi, mentre il Cristo del mal di denti sarebbe solito punire i peccatori colpendoli appunto col mal di denti. La statua della Madonna dei Servi venne invece in soccorso a una cameriera accusata di aver rubato al proprio padrone. L'icona della Madonna di Pécs è pregata dai fedeli che hanno delle persone care malate poiché si dice che l'immagine abbia versato lacrime. Fu questa madonna ad aiutare il principe Eugenio di Savoia nella vittoria sui turchi, e proprio nella Cappella Tirna posta di fronte al baldacchino con l'icona c'è la tomba del principe Eugenio. Sono infine visitabili le catacombe aperte da Carlo VI nel XVIII secolo dopo la chiusura del cimitero della cattedrale per la peste; in una cripta sono conservate le viscere di alcuni membri della casa d'Asburgo.

Organi a canne[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Organi della cattedrale di Santo Stefano a Vienna.
L'organo Kauffmann

Il primo documento in cui si parla di un organo presente all'interno della cattedrale risale al 1334: questo stesso organo, poi, nel 1513 venne ampliato e collocato al di sopra di una cantoria costruita da Anton Pilgram. Nel 1508, invece, era stato creato un altro organo, ed un altro ancora venne installato nei pressi del coro nel 1701, che venne ampliato nel 1720. Nel 1797 i due organi più antichi vennero rimossi e rimpiazzati da un grande strumento di 41 registri. Nel 1886 venne inaugurato il nuovo organo costruito da Eberhard Friedrich Walcker; verrà distrutto nel 1945 da un furioso incendio. Johann Marcellinus Kauffmann venne incaricato della costruzione di un nuovo grande organo nel 1959, che venne inaugurato nel 1960. Dal 1991 quest'organo è caduto in disuso e attualmente (2011) non è ancora certo se rimarrà nella cattedrale o verrà rimosso. L'organo Kauffmann ha quattro tastiere di 56 note ciascuna e una pedaliera di 32.

Nel 1991 è stato costruito dalla Rieger Orgelbau il nuovo organo principale della cattedrale, con il compito di ricoprire il ruolo primario che fino ad allora era stato affidato all'organo Kauffmann. Si tratta di un organo a trasmissione mista con quattro tastiere e pedaliera per un totale di 55 registri; esso è collocato nella navata laterale sinistra.

Nel 2009 la Rieger Orgelbau realizza un organo mobile dedicato a Franz Joseph Haydn e utilizzato principalmente durante le celebrazioni agli altari laterali; esso ha due tastiere e pedaliera per un totale di 12 registri.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ alexn

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]