Step'anakert

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Step'anakert
comunità
(HY) Ստեփանակերտ

(AZ) Xankəndi

Localizzazione
Stato Nagorno Karabakh/Azerbaigian Nagorno Karabakh[1]
Regione Non presente
Amministrazione
Sindaco Suren Grigoryan dal 18 settembre 2011
Territorio
Coordinate 39°48′55″N 46°45′07″E / 39.815278°N 46.751944°E39.815278; 46.751944 (Step'anakert)Coordinate: 39°48′55″N 46°45′07″E / 39.815278°N 46.751944°E39.815278; 46.751944 (Step'anakert)
Altitudine 813 m s.l.m.
Abitanti 53 000 (2010)
Altre informazioni
Prefisso +374 97
Fuso orario UTC+4
Targa 22 e 90
Cartografia
Mappa di localizzazione: Nagorno Karabakh
Step'anakert
Sito istituzionale

Step'anakert (in armeno Ստեփանակերտ, in azero Xankəndi) è una comunità urbana, capitale della de facto indipendente Repubblica del Nagorno Karabakh, non riconosciuta da alcuno stato. La città conta circa 52 900 abitanti[2], praticamente tutti di origine armena. Infatti, in seguito alla guerra del Nagorno Karabakh, la popolazione azera ha completamente abbandonato la città.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Secondo fonti medievali armene, il primo insediamento porterebbe il nome di Vararakn (Վարարակն, in armeno), nome che fu mantenuto fino al 1847 quando venne cambiato in Khankendi.[3] Secondo fonti azere, invece, la città sarebbe stata fondata dal Khan del Karabakh azero attorno al XVIII secolo, con il nome di Khankendi (villaggio del Khan in azero).

La città attuale fu ricostruita nel 1917 in seguito alla Rivoluzione d'Ottobre sui resti del villaggio di Khankendi. Nel 1923 il nome fu cambiato in Step'anakert, in onore di Step'an Šahowmyan, leader comunista armeno originario di Tiflis e capo della Comune di Baku.

Nel 1926 la città, divenuta nel frattempo capoluogo dell'oblast del Nagorno Karabakh (NKAO, Nagorno Karabakh Autonomous Oblast) si sviluppò grazie anche al nuovo piano urbanistico progettato dall'architetto armeno Alexander Tamanian. Nel 1939 la popolazione della città era poco più di 10.000 abitanti. Grazie al nuovo impulso urbanistico sorsero diverse scuole, due Politecnici ed un teatro di arte drammatica intitolato a Maxim Gorky. Durante la dominazione sovietica Step'anakert diventò un importante centro economico che fino agli anni ottanta contava diciannove fabbriche.[3] Nel 1978 la popolazione era di 33.000 abitanti.[4]

La città fu teatro nel 1988 di imponenti manifestazioni che chiedevano autonomia politica o quanto meno l'unificazione del soviet karabakho con quello armeno e non più con quello azero. Quando l'Azerbaigian dichiarò la propria indipendenza dall'Unione Sovietica nel 1991, il nome della città venne nuovamente cambiato in Khankendi come parte della campagna anticomunista di turchizzazione/azerificazione,[5] di quello che era stato l'oblast autonomo del Nagorno Karabakh, a maggioranza armena. Ma nel frattempo il soviet dell'oblast aveva proclamato l'autodeterminazione della repubblica del Nagorno Karabakh con successivo referendum confermativo (10 dicembre) e la Corte Costituzionale sovietica aveva dichiarato inammissibile la decisione azera di eliminare l'oblast e cambiare il nome alla città che dunque constinuò a chiamarsi Step'anakert. A fine gennaio 1992 l'Azerbaigian (che rivendicava il territorio) attaccò militarmente la neonata repubblica.

Anche prima del conflitto, Step'anakert era la più grande città del Nagorno Karabakh, con una popolazione di circa 70.000 abitanti su un totale di 189.000. All'inizio del 1992, la popolazione era scesa a 50.000.[6]

Durante la guerra la città subì enormi danni da parte dei bombardamenti azeri, specialmente all'inizio del 1992 quando l'esercito azero usò la vicina città di Shusha come base per la propria artiglieria pesante da cui lanciare missili Grad contro Step'anakert. Il bombardamento fu talmente distruttivo che in un reportage dell'aprile 1992 da parte della rivista Time venne sottolineato come "praticamente tutte le abitazioni erano state danneggiate in tutta Step'anakert"[6] L'esercito azero tentò diverse volte di riconquistare la città ma vienne regolarmente respinto. I terribili bombardamenti della città finirono solo il 9 maggio 1992 quando fu catturata Shusha sulle cui alture erano dislocate le batterie di missili. La città continuò, in ogni modo, a subire bombardamenti aerei fino alla fine del conflitto.

Attualmente viene osservato un cessate il fuoco in vigore dal 1994.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Prima della guerra l'economia di Step'anakert si basava principalmente sull'industria alimentare, lavorazione della seta e sulla coltivazione della vite.[3] Dopo la guerra l'economia locale subì pesantissimi danni ma negli ultimi anni, in particolare grazie al supporto economico della diaspora armena, è tornata a registrare qualche miglioramento. Negli ultimi anni la città ha puntato molto sul turismo e sono sorte numerose nuove strutture alberghiere.[7]

Luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

La via principale di Step'anakert.

Piazza della Rinascita, già piazza Lenin, è il cuore politico della città. Vi si affacciano il palazzo presidenziale, il parlamento ed altri edifici governativi. Dalla piazza un percorso illuminato nel verde è chiamato anche "sentiero degli innamorati"; la strada principale di Step'anakert è la "via combattenti della libertà" (Azatamartikneri) sulla quale si affacciano edifici residenziali, supermercati e negozi. Da visitare anche il mercato centrale (shuka), il teatro intitolato all'attore armeno Vahram Papazian e la statua eretta a ricordo di Step'an Šahowmyan.[8] A Step'anakert hanno sede tutte le istituzioni amministrative e politiche dello stato, l'Università, la radiotelevisione del Karabakh, il quotidiano nazionale Azat Artsakh nonché il Museo Artsakh.

Religiosi[modifica | modifica sorgente]

Durante il periodo sovietico non era in funzione alcuna chiesa in tutta Step'anakert, nonostante gran parte della popolazione fosse di religione cristiana. I credenti all'epoca si riunivano a pregare nella Casa della Cultura. In città vi è un'antica chiesa, non più consacrata, del XVIII secolo. Il 15 settembre 2006 sono state poste le pietre per la costruzione di una nuova chiesa armena dedicata a San Giacomo. Il benefattore armeno Vache Yepremian, che vive a Los Angeles, è stato uno degli sponsor per la costruzione della nuova chiesa che è stata consacrata il 9 maggio 2007, data scelta in ricordo della riconquista di Shushi da parte delle forze armene.[9]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Il 25 settembre, 2005, la città di Montebello, in California, ha stabilito un gemellaggio con Step'anakert. Questa decisione ha provocato il malcontento da parte dell'ambasciatore azero negli Stati Uniti, Hafiz Pashayev, che mandò una lettera ai leader californiani affermando che tale gemellaggio non poteva che creare tensioni nell'ambito della pacificazione tra il suo paese e l'Armenia.[10] La lettera fu inviata al governatore della California Arnold Schwarzenegger, il quale la inoltrò al sindaco di Montebello Bill Molinari in quanto riguardante una mera questione locale.

Molinari rispose a Pashayev dicendo che la sua città sarebbe andata avanti con il programma di gemellaggio con Step'anakert.[10]

La relazione tra Step'anakert e Montebello è concentrata nella rivitalizzazione delle infrastrutture economiche della città armena e nella creazione di eventi culturali ed educativi nonché per stabilire relazioni di scambio ed aiuto tra le due città. L'Azerbaigian ha definito queste mosse come contraddittorie manovre di politica estera degli Stati Uniti in supporto del governo del Nagorno Karabakh e dell'aggressione armena contro l'Azerbaigian stesso.[11]

Persone legate a Step'anakert[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dichiaratosi unilateralmente Repubblica indipendente dal 6 gennaio 1992, secessionista dall'Azerbaigian secondo cui è parte integrante dello Stato. Non è riconosciuto a livello internazionale, ma è de facto indipendente.
  2. ^ Ufficio di Statistica della NKR, Report 2010, pag.14
  3. ^ a b c Mkrtchyan S. «Ստեփանակերտ» (Step'anakert). Soviet Armenian Encyclopedia. vol. xi. Yerevan, Armenian SSR: Armenian Academy of Sciences, 1985 p. 124
  4. ^ Robert Hewsen, Armenia: A Historical Atlas, Universy Chigago Press, 2001, pag. 265, ISBN 0-226-33228-4
  5. ^ Svante E. Cornell. Small Nations and Great Powers: A Study of Ethnopolitical Conflict in the Caucasus. (London: Routledge, 2001) p. 74
  6. ^ a b Carney, James. Former Soviet Union: Carnage in Karabakh TIME Magazine. 13 aprile 1992.
  7. ^ sito italiano con informazioni turistiche
  8. ^ Nadia Pasqual, Armenia e Nagorno Karabakh, Guide Polaris, 2010, pag. 328, ISBN 978-88-6059-046-6
  9. ^ Grigorian, Laura. ST JAMES CHURCH WAS OPENED IN STEPANAKERT Armtown, 10 maggio 2007.
  10. ^ a b Wright, Pam. Montebello's newest Sister City program has come under fire from an ambassador for the Republic of Azerbaijan. Whittier Daily News. 19 novembre 2005.
  11. ^ Wire report to the BBC News. Azeri pressure group appeals to US envoy over twinning reports. BBC News in BBC Monitoring Central Asia. 24 novembre 2005.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]