Stella solitaria (film 1996)

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Stella solitaria
Stella solitaria.png
Una scena del film.
Titolo originale Lone Star
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 1996
Durata 135 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico, western
Regia John Sayles
Sceneggiatura John Sayles
Fotografia Stuart Dryburgh
Montaggio John Sayles
Musiche Mason Daring
Scenografia Dan Bishop
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

Stella solitaria è un film del 1996 scritto e diretto da John Sayles.

È stato presentato nella Quinzaine des Réalisateurs al 49º Festival di Cannes.[1]

Trama[modifica | modifica sorgente]

In un poligono abbandonato nel deserto a sud del Texas vengono trovati un anello massonico, un distintivo da sceriffo e un teschio umano. Sam, lo sceriffo della vicina città, comincia ad indagare e, in un ristorante messicano, si confronta con il sindaco Hollis, il quale non può fare a meno di raccontare una storia alla quale ha assistito tanti anni prima: la storia di un precedente sceriffo, il corrotto e irrascibile Charlie Wade, e del giorno in cui fu allontanato per merito del giovane Buddy, padre di Sam, destinato a sostituirlo come sceriffo e a diventare così amato da tutti, al punto che è imminente l'inaugurazione di una targa a lui dedicata di fronte al palazzo di giustizia. Ma la scoperta del cadavere getta un'ombra sulla cerimonia. Sam incontra Pilar, figlia di Mercedes, la proprietaria del ristorante messicano, e tra i due si riaccende un'antica passione. Ma in città la convivenza tra bianchi, messicani e negri è difficile e provoca forti attriti. Dopo molte difficoltà, Sam riesce ad accusare Hollis di essere stato testimone dell'omicidio di Charlie Wade per mano di suo padre Buddy. I fatti vengono alla luce, e Sam deve ora scegliere tra la verità e la leggenda. Rivela inoltre a Pilar che tra Buddy e Mercedes c'è stata una relazione e che loro due sono fratello e sorella. Per entrambi la felicità è ora tutta da ricostruire.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (FR) Quinzaine 1996, quinzaine-realisateurs.com. URL consultato l'11 agosto 2011.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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