Stefano I di Polonia

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Stefano I
Stefano I
Stefan Batory
Re di Polonia
In carica 15761586
Predecessore Massimiliano II
Successore Sigismondo di Svezia
Nascita Şimleu Silvaniei,
Principato di Transilvania,
Regno d'Ungheria, 27 settembre 1533
Morte Grodno,
Granducato di Lituania, 12 dicembre 1586
Luogo di sepoltura Cattedrale del Wawel, Cracovia.
Padre Stefano VIII Báthory
Madre Caterina Telegdi
Consorte Anna Jagellona
Figli nessuno

Stefano I Báthory, già Stefano IX di Transilvania (Şimleu Silvaniei, 27 settembre 1533Grodno, 12 dicembre 1586), divenne re di Polonia dopo la rinuncia di Enrico di Valois (1574) grazie all'elezione a regina di sua moglie, Anna Jagellona, sorella del re polacco Sigismondo II Augusto. Stefano apparteneva alla famiglia nobile ungherese dei Báthory-Somlyo.

Principe di Transilvania[modifica | modifica sorgente]

Stefano Báthory nell'interpretazione del pittore romantico Jan Matejko.

Stefano Báthory nacque a Somlyo (Transilvania), figlio del voivoda Stefano VIII Báthory, partigiano di Janos Zapolya contro le pretese sul trono ungherese di Ferdinando d'Asburgo. Il giovane Stefano dimostrò rapidamente di possedere notevoli doti diplomatiche che mise al servizio di Janos II Zapolya contro gli interessi del nuovo imperatore d'Asburgo, Massimiliano II. L'ostilità di Massimiliano costò a Báthory due anni di carcere.

Nonostante i servigi resi, Stefano venne notevolmente penalizzato dagli accordi che chiusero la contesa tra gli Asburgo e gli Zapolya sul Regno d'Ungheria. Sconfitto, Janos II prese per sé il principato di Transilvania e designò quale suo erede Gáspár Bekes. Nel 1571, alla morte di Zapolya, la dieta dei boiari di Cluj indicò però in Stefano IX Báthory il nuovo voivoda. Appoggiato da Massimiliano II d'Asburgo, Bekes tentò di strappare il potere a Stefano ma venne sconfitto e costretto a ritirarsi presso l'alleato, alla corte di Vienna.

Re di Polonia[modifica | modifica sorgente]

Nel 1572 il trono della Confederazione Polacco-Lituana, a quel tempo il più grande stato europeo ed uno dei più popolosi, divenne vacante: il re Sigismondo II di Polonia era infatti morto senza eredi maschi. Nell'aprile del 1573 Anna Jagellona, figlia di Sigismondo, perorò davanti alla Camera dei deputati della Polonia (Dieta) l'elezione a re del suo promesso sposo, Enrico di Valois. Enrico abbandonò però il trono polacco per divenire re di Francia alla morte di suo fratello (1575).

Anna Jagellona nel 1576.

Il 12 dicembre 1575 la Camera dei deputati della Polonia, dietro pressioni del nunzio apostolico, elesse re della confederazione l'imperatore Massimiliano. La nobiltà si ribellò però alla scelta e pretese un sovrano polacco. Per salvare la situazione si risolse di eleggere quale monarca Anna Jagellona e di darla in moglie a Stefano Báthory: il tollerante voivoda di Transilvania era infatti ritenuto una scelta migliore dell'Asburgo, strenuo difensore della Controriforma. La scelta non venne però ratificata dai Lituani che abbandonarono la Camera dei deputati della Polonia.

Báthory venne incoronato nella cattedrale del Wawel a Cracovia il 1 maggio 1576. Formalmente eletto re della Confederazione, Stefano ottenne la conferma del suo status dalla Lituania solo successivamente. Il titolo di cui si fregiò da quel giorno fu: principe di Transilvania, re di Polonia, granduca di Lituania, principe di Rutenia, principe della Prussia, principe della Masovia, di Samogizia, di principe di Kiev, di Volinia, di Podlachia e Livonia.

Re di Polonia e Granduca di Lituania[modifica | modifica sorgente]

Formalmente signore della potente Confederazione Polacco-Lituana, Báthory dovette faticare prima di ottenere un saldo dominio. Massimiliano d'Asburgo, in accordo con lo Zar Ivan il Terribile, iniziò a complottare per strappare il fresco trono del voivoda Stefano.

Danzica[modifica | modifica sorgente]

La potente città-stato di Danzica, sobillata dall'Asburgo e dalla Danimarca, si ribellò all'autorità di Báthory. Durante l'Assedio di Danzica (1577) re Stefano riuscì a sconfiggere l'esercito dei ribelli ma non a conquistare la città: Danzica versò un sostanzioso indennizzo al sovrano (200.000 Gulden) e mantenne la sua indipendenza ed il suo codice legale autonomo.

Il rafforzamento del potere regio[modifica | modifica sorgente]

Appoggiato dal suo scaltro cancelliere, il potente Grand Hetman Jan Zamoyski, Stefano Báthory varò delle fondamentali riforme per rafforzare la sua posizione di sovrano. Cercò di avere i favori sia della Szlachta (la piccola nobiltà) che dei magnati. Per ottenere il sostegno della szlachta dei territori orientali rinunciò al privilegio di emettere sentenze conferendolo al Supremo Tribunale della Corona ed al Supremo Tribunale di Lituania. Nel 1579 fondò l'accademia di Vilna, la seconda nella Confederazione Polacco-Lituana, dopo quella di Cracovia, di cui il primo rettore fu Piotr Skarga. Nel 1579 chiamò dall'Italia Domenico Ridolfini da Camerino ingegnere militare che giunse a Cracovia il 3 febbraio per sistemare alcune sue fortezze. Stefano Báthory varò importantissime riforme volte ad ammodernare e rafforzare l'esercito regio:

Le campagne contro la Moscova[modifica | modifica sorgente]

Báthory a Pskov - Jan Matejko.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Prima guerra del nord.

Deciso a muovere guerra allo Zar e sospettoso nei confronti dei turchi, Stefano accettò di raffreddare il conflitto con gli Asburgo accettando le profferte di pace del nuovo imperatore, Rodolfo II.

Nel 1578 Stefano Báthory e hetman Jan Zamoyski guidarono le truppe della Confederazione nella Livonia occupata dalle armate di Ivan il Terribile. L'anno successivo re Stefano attaccava i territori russi. Le armate dello Zar vennero sconfitte presso Velikie Luki. Nel 1581 Báthory avvio l'Assedio di Pskov. Nel 1582 Ivan il Terribile siglò la Pace di Jam Zapolski rinunciando alle sue pretese sulla Livonia.

La fine[modifica | modifica sorgente]

Pacifico il confine settentrionale della Confederazione, Stefano Báthory progettò una grande lega cristiana in funzione anti-turca. Avviò negoziati con la Moscova ma la morte di Ivan il Terribile (1584) e l'avvio del Periodo dei Torbidi privarono l'intraprendente sovrano polacco di un degno interlocutore.

Stefano Báthory si spense a Grodno nell'inverno del 1586, senza eredi diretti. Il suo trono venne conteso dall'Asburgo Massimiliano III d'Austria e dallo svedese Sigismondo Vasa; fu il cancelliere di Báthory, Zamoyski, a garantire la successione a Sigismondo dopo aver scartato l'ipotesi di far eleggere uno dei nipoti del defunto re.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Simone Di Francesco, Mit Batorego w literaturze polskiej, Katowice, 2007.
  • Jerzy Ochmanski, Historia Litwy, Varsavia, 1967.
  • Paweł Jasenica, Rzeczpospolita Obojga Narodów, ISBN 83-06-01093-0.
  • Archivio Storico Italiano Fondato da G.P. Vieusseux "Domenico Ridolfino Camerte
 Ingegnere militare del secolo decimosesto" Notizie di sua vita e lettere inedite
 per M. Santoni

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Principe di Transilvania Successore
Janos II 1571 - 1576 Cristoforo Báthory
Predecessore Re di Polonia Successore Herb Rzeczypospolitej Obojga Narodow.svg
Massimiliano II 1576 - 1586 Sigismondo di Svezia

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