Stefania Nobile
Stefania Nobile (Bologna, 16 novembre 1964) è un personaggio televisivo e truffatrice italiana.
Indice |
[modifica] Biografia
Figlia della televenditrice Wanna Marchi, l'affianca nelle televendite di prodotti cosmetici ed esoterici fino al 2001.
Durante le televendite, Stefania Nobile agisce inizialmente come spalla della madre. In seguito utilizzerà un tono di voce particolarmente stridulo ed acuto, unito ad una incisiva aggressività verso il telespettatore, ed una gestualità appariscente ed ampia.
Nel 2001, viene arrestata con la madre Vanna Marchi, in ragione della sua partecipazione societaria in Ascié S.r.l. e Anidene S.r.l., dell'attività televisiva e soprattutto di quella di coordinamento dei centralinisti che materialmente eseguivano le truffe.
Dopo aver trascorso un anno di carcerazione preventiva, per rischio di fuga, agli arresti domiciliari con la madre, tenta di lanciare un videoblog con annesso un e-commerce, ma senza successo.
Conosce poi Davide Ivan Lacerenza, che diventa il suo fidanzato e la assume come dipendente presso il ristorante "La Malmaison" di Milano. Stefania Nobile scriverà in seguito di essere in tal modo "rinata a nuova vita".
Dopo la condanna, sconta circa un terzo della pena in carcere; in seguito viene ricoverata in una clinica per gravi problemi di salute. Dopo alcuni mesi, viene trasferita nel carcere di Pisa, più compatibile con le cure di cui necessita.
[modifica] Opere
- Le nostre prigioni. Un diario a quattro mani (con Wanna Marchi), Gallo & Calzati, 2003. ISBN 9788888379333
[modifica] Bibliografia
- Aldo Grasso La Tv del sommerso Edizioni Mondadori Milano, 2006 ISBN 88-04-56194-7
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
Articolo su Wikinotizie: Condanna per Vanna Marchi e Stefania Nobile
[modifica] Collegamenti esterni
- Milano, Vanna Marchi e la figlia condannate a dieci anni, articolo de La Repubblica del 10 maggio 2006.
- Vanna Marchi, le testimonianze delle vittime, articolo del Corriere della Sera del 28 gennaio 2002.
- , Vanna Marchi e la figlia in cella. Il pm: "C'è pericolo di fuga", articolo de La Repubblica del 4 giugno 2008.