Stazioni fantasma della metropolitana di Londra

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Metropolitana di Londra
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Vengono dette stazioni fantasma della metropolitana di Londra le stazioni della metropolitana londinese chiuse al pubblico per varie ragioni e quindi non più utilizzate.

Introduzione[modifica | modifica sorgente]

La metropolitana di Londra ha molte stazioni che sono state chiuse, oppure altre pianificate ma mai costruite. Alcune stazioni finirono col chiudere per il troppo basso numero di passeggeri, altre ancora per la costruzione di stazioni nei paraggi, altre ancora per il re-indirizzamento di linee o l'estensione di altre già esistenti, altre invece non vennero più gestite dalla metropolitana di Londra bensì dalla National Rail (nonostante queste ultime non facciano più parte dell'Underground sono ancora aperte). Altre invece sono state pianificate per far parte di nuove linee o di estensioni di linee già esistenti, ma vennero più tardi abbandonate senza alcuna apertura.

In alcune stazioni è ancora possibile vedere l'edificio che le ospitava, che in molti casi è stato abbandonato o utilizzato per altri scopi, mentre altri sono stati demoliti oppure ristrutturati. È curioso notare che l'interno delle stazioni chiuse, come nel caso di Aldwych, a volte viene riutilizzato per scopi cinematografici.

Le stazioni fantasma[modifica | modifica sorgente]

Stazione Linea Aperta Chiusa Causa
Aldwych Piccadilly line flag box.png 11907-11-3030 novembre 1907 11994-09-3030 settembre 1994 Modernizzazione
Blake Hall Central line flag box.png 11949-12-2525 dicembre 1949 [nota 1] 11981-10-3131 ottobre 1981 Chiusura di un tratto della metropolitana
British Museum Central line flag box.png 11900-07-3030 luglio 1900 11933-09-2424 settembre 1933 Vicinanza ad altre stazioni
Brompton Road Piccadilly line flag box.png 11906-12-1515 dicembre 1906 11934-07-3030 luglio 1934 Vicinanza ad altre stazioni
City Road Northern line flag box.png 11901-11-1717 novembre 1901 11922-08-088 agosto 1922 Modernizzazione
Down Street Piccadilly line flag box.png 11907-03-1515 marzo 1907 11932-05-2121 maggio 1932 Vicinanza ad altre stazioni
Hounslow Town District line flag box.png 11883-05-011º maggio 1883 11909-05-011º maggio 1909 [nota 2] Sostituzione
King William Street Northern line flag box.png 11890-12-1818 dicembre 1890 11900-02-2424 febbraio 1900 Sostituzione del tunnel
Lord’s Metropolitan line flag box.png 11868-04-1313 aprile 1868 11939-11-1919 novembre 1939 Chiusura di un tratto della metropolitana
Mark Lane District line flag box.png 11884-10-066 ottobre 1884 11967-02-044 febbraio 1967 Sostituzione
Marlborough Road Metropolitan line flag box.png 11868-04-1313 aprile 1868 11939-11-1919 novembre 1939 Chiusura di un tratto della metropolitana
North Weald Central line flag box.png 11949-12-2525 dicembre 1949 [nota 1] 11994-09-3030 settembre 1994 Chiusura di un tratto della metropolitana
Ongar Central line flag box.png 11949-12-2525 dicembre 1949 [nota 1] 11994-09-3030 settembre 1994 Chiusura di un tratto della metropolitana
Park Royal & Twyford Abbey Piccadilly line flag box.png 11903-06-2323 giugno 1903 11931-07-055 luglio 1931 Sostituzione
St. Mary's District line flag box.png 11884-10-011º ottobre 1884 11938-04-3030 aprile 1938 Vicinanza ad altre stazioni
South Kentish Town Northern line flag box.png 11907-06-2727 giugno 1907 11924-06-055 giugno 1924 Troppi pochi passeggeri
Tower of London District line flag box.png 1882 12 ottobre 1884 Sostituzione
York Road Piccadilly line flag box.png 11906-12-1515 dicembre 1906 11932-09-1919 settembre 1932 Troppi pochi passeggeri

Note

  1. ^ a b c Prima di essere convertite in stazioni della metropolitana erano delle stazioni ferroviarie sin dal 1 aprile 1865
  2. ^ La stazione, prima della sua chiusura definitiva, era già stata chiusa fra il 1883 e il 1886.

Le piattaforme fantasma[modifica | modifica sorgente]

Vi furono anche delle piattaforme fantasma che, come le stazioni, aprirono per un certo lasso di tempo per poi essere chiuse ed abbandonate. Le piattaforme fantasma sono due:

Stazione Piattaforma Aperta Chiusa Causa
Swiss Cottage Metropolitan line flag box.png 1868 1940 Chiusura di un tratto della metropolitana
Charing Cross Jubilee line flag box.png 1979 2006 Modernizzazione

Swiss Cottage[modifica | modifica sorgente]

Swiss Cottage è la seconda stazione partendo da Finchley Road.
La stazione di Charing Cross nel tempo riprodotta sulla cartina della metropolitana di Londra. A noi interessano le ultime due immagini, quella che rappresenta la stazione dopo l'apertura della Jubilee Line e quella che rappresenta Charing Cross oggi.

La stazione di Swiss Cottage aveva delle piattaforme anche sulla Metropolitan Line, oggi chiuse.

Le piattaforme aprirono nel 1868 come il capolinea settentrionale della Metropolitan and St John's Wood Railway, una società che operava in un tratto della Metropolitan Line. Dopo poco tempo Swiss Cottage perse il ruolo di capolinea poiché la linea si estese a nord raggiungendo il Middlesex, l'Hertfordshire e il Buckinghamshire.

Nel 1930 ci furono numerosi problemi che riguardavano la Metropolitan Line: infatti la linea soffriva di congestione soprattutto nel tratto meridionale della linea, e quindi i treni di tutte le diramazioni non sempre servivano il tratto fra Baker Street e Finchley Road. Per combattere la congestione venne costruito un tunnel fra Finchley Road e le piattaforme della Bakerloo Line di Baker Street. La maggior parte dei treni che serviva la Metropolitan Line si trasferì così nei nuovi tunnel della Bakerloo a Baker Street, riducendo il numero di treni nella Metropolitan Line. La situazione precipitò quando la seconda guerra mondiale era alle porte; le piattaforme della Metropolitan Line di Swiss Cottage furono chiuse a tempo indeterminato.

Charing Cross[modifica | modifica sorgente]

Charing Cross ebbe l'onore di essere il capolinea meridionale della Jubilee Line dopo l'apertura della linea nel 1º maggio 1979. Però anche poco dopo l'apertura delle piattaforme di Charing Cross sulla Jubilee Line si discuteva su una possibile estensione della linea fino al London Borough di Lewisham, nel sud-est londinese. In seguito i tunnel vennero costruiti perfino oltre la stazione di Charing Cross, anzi, raggiunsero anche la stazione di Aldwych (oggi anche lei una stazione fantasma) che secondo le previsioni doveva essere la prossima fermata della linea. Charing Cross chiuse al pubblico le piattaforme della Jubilee Line quando, dopo la ristrutturazione dei London Docklands nell'East End di Londra, si estese la Jubilee Line raggiungendo Green Park, Westminster, Waterloo e London Bridge per poi servire anche le aree di Greenwich ed i dintorni.

Le quattro ragioni[modifica | modifica sorgente]

Ecco le 4 ragioni per le quali vennero chiuse le stazioni e le piattaforme precedentemente elencate della metropolitana di Londra:

  • Troppi pochi passeggeri: la stazione era usata da un basso numero di persone, sia per questioni di posizione della stazione (York Road, per esempio, era poco usata poiché si trovava in una zona industriale molto povera) o altri (per esempio gli scioperi della centrale elettrica di Lots Road, che fu la scintilla che fece pensare a una possibile chiusura della stazione di South Kentish Town).
  • Vicinanza ad altre stazioni: Molte stazioni fantasma chiusero dopo che furono giudicate troppo vicine a delle stazioni che erano state appena aperte al pubblico. Per esempio la stazione di British Museum fu chiusa a causa della sua vicinanza ad Holborn, ritenuta di una posizione più strategica rispetto a British Museum.
  • Sostituzione: Per ragioni più o meno varie delle stazioni sono state sostituite con altre: per esempio, Park Royal & Twyford Abbey venne sostituita con la stazione di Park Royal.
  • Modernizzazione: Molto spesso ai tunnel, per adattarsi ai sempre più nuovi treni utilizzati dalla Tube, vennero adottate delle modifiche; per esempio furono allargati o furono attuate delle estensioni. Le modifiche tuttavia non si adattavano ai treni che venivano precedentemente usati in alcune stazioni; quest'ultime vennero chiuse poiché il costo per adattarle ai nuovi tipi di treni era giudicato eccessivo.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Antony Badsey-Ellis, London's Lost Tube Schemes, Capital Transport, 2005, ISBN 1-85414-293-3.
  • Tony Beard, By Tube Beyond Edgware, Capital Transport, 2002, ISBN 1-85414-246-1.
  • J Graeme Bruce e Desmond F Croome, The Central Line: An Illustrated History, Capital Transport [1996], 2006, ISBN 185414-297-6.
  • J. E. Connor, London's Disused Underground Stations, 2nd, Capital Transport, 2001, ISBN 1-85414-250-X.
  • John R Day e John Reed, The Story of London's Underground, Capital Transport [1963], 2008, ISBN 1-85414-316-6.
  • Mike Horne, The Jubilee Line: An Illustrated History, Capital Transport, 2000, ISBN 1-85414-220-8.
  • Mike Horne, The District Line: An Illustrated History, Capital Transport, 2006, ISBN 1-85414-292-5.
  • Douglas Rose, The London Underground: A Diagrammatic History, Capital Transport, 2005, ISBN 1-85414-219-4.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]