Stazione di Sulmona

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Coordinate: 42°03′39.95″N 13°54′26.72″E / 42.061098°N 13.907423°E42.061098; 13.907423

Sulmona
stazione ferroviaria
Sulmona 161 (RaBoe).jpg
Stato Italia Italia
Localizzazione Sulmona, piazza Vittime Civili di Guerra
Attivazione 1888
Stato attuale in uso
Linee Roma–Pescara
Terni–Sulmona
Sulmona–Isernia
Tipo stazione in superficie, passante, di diramazione
Binari 5+1 tronco
Interscambi autobus urbani ed extraurbani

La stazione di Sulmona è la stazione ferroviaria principale della città omonima e il secondo nodo ferroviario d'Abruzzo per importanza dopo quello di Pescara. Sorge alla periferia della città a 328 m s.l.m.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La stazione di Sulmona nacque in conseguenza della costruzione, tra il 1873 ed il 1875, della ferrovia di collegamento della città di Pescara, posta sulla dorsale costiera Adriatica con il centro montano abruzzese dell'Aquila. La costruzione venne eseguita dalla Società Italiana per le strade ferrate meridionali che ne era la concessionaria. Tale stazione era "passante" e si trovava in una zona più a nord dell'edificio attuale, su una curva (dismessa nel 1888) che permetteva il collegamento diretto Pescara-L'Aquila. Il terrapieno su cui posava il binario è ancora visibile sia mediante osservazione sul posto che mediante foto aerea (è la naturale prosecuzione di una curva di cui solo le parti estreme fanno ancora parte delle linee Sulmona-L'Aquila e Sulmona-Pescara).

Nel 1888 venne aperta al traffico ferroviario anche la tratta Roma-Sulmona che realizzava il collegamento più breve con la capitale trasformando così la stazione da semplice impianto ferroviario passante in stazione di diramazione. Negli stessi anni prendeva forma il progetto, a lungo proposto, di collegamento verso il sud e Napoli attraverso il valico di Campo di Giove, la stazione di Rivisondoli-Pescocostanzo (punto più alto della linea a 1268 m s.l.m.), e Carpinone. La realizzazione di una linea così complessa richiese molto tempo e la costruzione di una ferrovia di servizio a cremagliera a scartamento ridotto tra Cansano e Roccaraso; il primo tratto della futura linea fu aperto all'esercizio il 18 settembre 1892 ed aveva come stazioni capolinea Sulmona e Cansano (stazione ora soppressa), mentre l'intera tratta venne inaugurata il 18 settembre 1897 realizzando l'importante collegamento trasversale, e più breve, tra le stazioni di Napoli sul Tirreno e quella di Pescara sull'Adriatico. A seguito di ciò venne costruito anche un deposito locomotive sul lato sud-ovest del piazzale binari, mentre sul fianco ovest, dal lato esterno, trovarono posto gli edifici sussidiari per gli alloggi del personale.

La tratta Roma – Sulmona fu sede, nel 1927, dell'attivazione sperimentale della trazione trifase a 10.000 Volt e frequenza industriale di 45  Hz; il 23 marzo 1929 vi fu l'inaugurazione ufficiale della stazione elettrificata di Sulmona.

La seconda guerra mondiale colpì duramente la stazione e i suoi impianti (perché vitale nodo della rete) che vennero devastati. La stazione venne interamente ricostruita rientrando in funzione nel 1947[1]. Gli edifici e gli impianti attuali infatti risalgono tutti al dopoguerra.

Strutture e impianti[modifica | modifica wikitesto]

Locomotiva 835.092 monumentata nel piazzale esterno della Stazione

È posta sulla linea ferroviaria Roma-Pescara ed è altresì origine delle linee ferroviarie di collegamento per L'Aquila, Rieti e Terni verso nord e per Carpinone, Isernia e Napoli verso sud. In queste ultime due tratte - non elettrificate - sono in servizio le automotrici ALn 668.

Adiacente alla stazione è il deposito locomotive di Sulmona.

La stazione sorge a circa 2 km a nord del centro cittadino a cui è collegata da un viale alberato. Di recente è stato aggiunto un bar-pizzeria per agevolare i viaggiatori.

Nella piazza esterna di accesso è posta come monumento una locomotiva a vapore del gruppo 835.

Movimento[modifica | modifica wikitesto]

Il traffico passeggeri è costituito principalmente da frequenti treni regionali da e per le direttrici di Pescara e L'Aquila, mentre scarso è quello per la direttrice di Roma. Poco significativo il traffico merci.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bellomi, Cuttica, op. cit., p. 79

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Carlo Bellomi, Amedeo Cuttica, La ricostruzione delle F.S. alla fine del 1947, in "Ingegneria Ferroviaria" anno III n. 1 (gennaio 1948), pp. 73–88.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Sulmona
Direzione Stazione precedente Ferrovia Stazione successiva Direzione
Roma TriangleArrow-Left.svg Bugnara Pfeil links.svg Roma-Sulmona
 (171+937 / 67+660)
Pfeil rechts.svg Pratola Peligna TriangleArrow-Right.svg Pescara
Terni TriangleArrow-Left.svg Pratola Peligna Superiore Pfeil links.svg Terni-Sulmona
 (67+660)
Sulmona–Carpinone
 (0+000)
Pfeil rechts.svg Sulmona Introdacqua TriangleArrow-Right.svg Carpinone