Stazione appaltante

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La locuzione stazione appaltante, nell'ordinamento giuridico italiano, si fa riferimento ad un'amministrazione aggiudicatrice o ad un altro soggetto che affida appalti pubblici di lavori, forniture o servizi oppure concessioni di lavori pubblici o di servizi sottoposti alla disciplina del D.Lgs. 12 aprile 2006, n. 163 (Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture), ai sensi dell'art. 32 dello stesso.

La definizione è contenuta nell'art. 3, comma 33, del D.Lgs. 163/2006.

Amministrazioni aggiudicatrici[modifica | modifica sorgente]

Secondo l'art. 3, comma 25, del D.Lgs. 163/2006 sono amministrazioni aggiudicatrici le amministrazioni dello Stato, gli enti pubblici territoriali, gli altri enti pubblici non economici, gli organismi di diritto pubblico e le associazioni, unioni e consorzi, comunque denominati, tra questi soggetti.

Il comma 26 dello stesso articolo precisa che per organismo di diritto pubblico s'intende qualsiasi organismo, anche in forma societaria:

  • istituito per soddisfare specificatamente esigenze di interesse generale, aventi carattere non industriale o commerciale;
  • dotato di personalità giuridica;
  • la cui attività sia finanziata in modo maggioritario dallo Stato, dagli enti pubblici territoriali o da altri organismi di diritto pubblico oppure la cui gestione sia soggetta al controllo di questi ultimi oppure il cui organo d'amministrazione, di direzione o di vigilanza sia costituito da membri dei quali più della metà è designata dallo Stato, dagli enti pubblici territoriali o da altri organismi di diritto pubblico.

Altri soggetti aggiudicatori[modifica | modifica sorgente]

Oltre alle amministrazioni aggiudicatrici, sono stazioni appaltanti taluni soggetti, anche privati, allorché affidino appalti contemplati nell'art. 32 del D.Lgs. 163/2006. Si possono ricordare:

  • i concessionari di lavori pubblici quando affidano lavori;
  • le società con capitale pubblico, anche non maggioritario, che non sono organismi di diritto pubblico ed hanno ad oggetto della loro attività la realizzazione di lavori o opere, ovvero la produzione di beni o servizi, non destinati ad essere collocati sul mercato in regime di libera concorrenza, quando affidano lavori, servizi e forniture;
  • i soggetti privati che affidano lavori di edilizia relativi ad ospedali, impianti sportivi, ricreativi e per il tempo libero, edifici scolastici e universitari, edifici destinati a funzioni pubbliche amministrative, di importo superiore a € 1.000.000 (nonché servizi connessi di importo superiore a € 193.000), per la cui realizzazione sia previsto, da parte di amministrazioni aggiudicatrici, un contributo diretto e specifico, in conto interessi o in conto capitale che, attualizzato, superi il 50% dell'importo dei lavori;
  • i concessionari di servizi che affidano lavori pubblici strettamente strumentali alla gestione del servizio, se le opere pubbliche diventano di proprietà dell'amministrazione aggiudicatrice;
  • i soggetti privati, titolari di permesso di costruire, che assumono in via diretta l'esecuzione delle opere di urbanizzazione a scomputo totale o parziale del contributo previsto per il rilascio del permesso, quando affidano i relativi lavori.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]