Stazione di Milano Centrale

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Coordinate: 45°29′09.55″N 9°12′15.81″E / 45.485985°N 9.204392°E45.485985; 9.204392

Milano Centrale
stazione ferroviaria
Stazione Centrale Milano.JPG
La stazione domina piazza Duca d'Aosta
Stato Italia Italia
Localizzazione Milano
Attivazione 1931
Stato attuale In uso
Linee Chiasso-Milano
Milano-Venezia (LL)
Torino-Milano (LL)
Domodossola-Milano
Milano-Bologna (LL)
Milano-Genova
Milano-Bologna (AV)
Torino-Milano (AV)
Milano-Verona (AV)
Tipo Stazione di testa in superficie
Passeggeri
al giorno
all'anno
Fonte: Dati di GrandiStazioni
320.000
120.000.000
Binari 24
Interscambi Milano linea M2.svg Milano linea M3.svg
tram urbani
filobus
autobus urbani ed interurbani
Aiga taxi.svg Taxi
Dintorni
Note categoria RFI platinum

La stazione di Milano Centrale è la principale stazione ferroviaria del capoluogo lombardo, la seconda d'Italia per flusso di passeggeri[1] dopo Roma Termini e prima di Torino Porta Nuova, nonché una delle principali stazioni ferroviarie d'Europa. Fu inaugurata nel 1931 per sostituire la vecchia stazione centrale che sorgeva in piazza della Repubblica, divenuta insufficiente a causa dell'aumento del traffico ferroviario. La gestione degli impianti è affidata a Rete Ferroviaria Italiana (RFI) società del gruppo Ferrovie dello Stato, che classifica la stazione nella categoria "Platinum".[2], mentre quella delle aree commerciali del monumentale fabbricato viaggiatori è di competenza di Grandi Stazioni[3]. Nel novembre 2010 lo scalo è stato intitolato a santa Francesca Cabrini (1850-1917), fondatrice della congregazione delle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Prodromi (1898-1906)[modifica | modifica wikitesto]

L'inaugurazione della stazione, nel 1931.
La Galleria delle Carrozze, nel 1938.
Pianta del fabbricato viaggiatori
Mappa del nodo ferroviario di Milano in seguito alle modifiche attuate fra il 1914 e il 1931

Fin dal 1898 risultò evidente per Milano l'insufficienza degli impianti ferroviari di cui era dotata, particolarmente lampante nel caso della Stazione Centrale, ormai inadeguata a rispondere al sempre crescente numero di viaggiatori. Il Ministero dei Lavori Pubblici predispose pertanto una commissione di riforma. I lavori della commissione vennero basati su stime di crescita venticinquennali (con validità fino al 1925), che assumevano come valore medio di crescita le 65.000 unità annue rilevate negli anni passati. Dette stime si rivelarono del tutto fallaci: il tetto di crescita per il trasporto passeggeri, stimato al 1925 nelle 4.430.000 unità risultava già sforato nel 1903, allorché si superarono le 5.000.000 di unità.[4] In seguito alla costituzione delle Ferrovie dello Stato (1905) il direttore generale Riccardo Bianchi predispose un progetto di riforma dell'intero nodo ferroviario milanese, che sostanzialmente corrisponde ancora oggi all'infrastruttura ferroviaria in superficie: era prevista la creazione di una linea di cintura più esterna e posta in rilevato, e di una nuova stazione centrale, più ampia e a struttura di testa. Il piano di riordino fu redatto parallelamente al nuovo piano di ampliamento della città[5]. Nel 1906, in occasione dell'inaugurazione dell'esposizione universale, il Re Vittorio Emanuele III pose la prima pietra della nuova stazione[6], prevista circa 600 metri a nord della vecchia, nell'area dell'ex trotter[5]. Contemporaneamente venne indetto un concorso architettonico per il disegno delle facciate, da applicarsi su uno schema funzionale già definito dagli uffici delle FS, comprendente un albergo integrato nella facciata del fabbricato viaggiatori. Il concorso rimase tuttavia senza esito, per i ripensamenti dell'amministrazione ferroviaria[7].

Il secondo concorso (1912)[modifica | modifica wikitesto]

« La cattedrale del movimento[8] »
(Ulisse Stacchini)

Nel 1912 venne indetto un nuovo concorso, che si basava però su un nuovo schema funzionale ispirato alle stazioni di Lipsia e Stoccarda[9]: al posto dell'albergo si sarebbe però realizzata una galleria coperta accessibile ai veicoli (la "galleria delle carrozze")[10]. Seguendo l'impianto teutonico - che però era pensato come punto di convergenza di due differenti reti ferroviarie, la prussiana e la sassone - la stazione avrebbe avuto una dualità funzionale degli impianti: biglietterie, sale d'attesa, rampe d'accesso e d'uscita, anche se a Milano era adibito alle biglietterie anche un ampio salone centrale.[11]. Il concorso venne vinto dall'architetto Ulisse Stacchini, ma i lavori preliminari furono presto interrotti a causa dello scoppio della prima guerra mondiale[10] e delle successive incertezze legate alla situazione economica.

La ripresa e conclusione dei lavori (1925-1931)[modifica | modifica wikitesto]

Per tutta la durata della guerra e per gli anni subito successivi i modelli in gesso della nuova stazione sarebbero rimasti accantonati nei corridoi dell'Ufficio Direzione dei Lavori. Quando questi sarebbero stati ripresi in considerazione, malgrado fossero nel contempo mutati spirito e condizioni in cui attuare la gigantesca riforma ferroviaria, non si volle minimamente rimettere in discussione quanto elaborato fino ad allora[Grave contraddizione: se veramente fossero "mutati spirito e condizioni", il progetto sarebbe stato modificato!], se non nella forma ultima del fabbricato (lo Stacchini sarebbe infatti stato più volte impegnato nella rielaborazione del progetto del 1912, che si rese via via sempre più imponente e magniloquente, fino alla versione definitiva del 1925;[10] le stesse originarie pensiline metalliche vennero in questa sede sostituite dalle enormi arcate metalliche attuali, la maggiore delle quali misura 72 metri di luce[12]). Fu al contrario la stessa amministrazione comunale nel 1924, sotto la guida del sindaco Luigi Mangiagalli, a spingere per una rapida ripresa dei lavori.[13] Lapidaria ed emblematica[Emblematica dell'idiosincrasia di De Finetti per la cultura germanica... In verità la stazione centrale fu progettata e costruita esclusivamente da italiani. A parte questo, all'epoca il "gigantismo" architettonico era diffuso in molti paesi, non solo nel Reich germanico; e l'architettura della stazione risente di molte influenze, dalla scuola wagneriana viennese (evidente nelle facciate laterali), al deco di stampo anglosassone, alle forme "termali" del salone centrale diffuse nelle stazioni nordamericane.] la conclusione sulla questione della nuova Stazione Centrale nell'analisi del De Finetti:

« Fu per questo che dopo aver contribuito a sconfiggere in guerra la inciviltà teutonica l'Italia riprese ad attuare un'opera quasi «hohenzolleriana» quale è la Stazione Centrale di Milano. »
(De Finetti, p. 161)

Dopo la ripresa dei lavori, sempre maggiormente appoggiata dall'amministrazione, la stazione venne inaugurata il 1º luglio 1931[14][15]dal Ministro delle Comunicazioni Costanzo Ciano[16] e da mons. Giacinto Tredici, vicario generale dell'arcidiocesi. Mussolini desiderava inaugurarla di poersona, ma quando il cardinale Alfredo Ildefonso Schuster, arcivescovo di Milano, decise di non partecipare all'evento per protesta contro le persecuzioni fasciste nei confronti dell'Azione Cattolica e di farsi rappresentare dal suo vicario, decise di delegare il ministro delle Comunicazioni.[17]

La deportazione degli ebrei[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Binario 21.
Monumento ai ferrovieri e ai deportati ebrei

Durante la seconda guerra mondiale, negli anni della Repubblica Sociale Italiana, il binario 21 (situato al piano stradale, quindi al livello inferiore rispetto a quelli della stazione passeggeri: quei binari venivano normalmente usati per il trasporto merci e postale) venne utilizzato per l'avvio dei treni che deportavano gli ebrei italiani verso i campi di concentramento e sterminio. Un primo convoglio di 250 deportati partì il 6 dicembre 1943. Il 30 gennaio 1944 più di 600 ebrei del nord Italia, già rinchiusi nel carcere di San Vittore, furono avviati al lager. Dopo 7 giorni di viaggio in condizioni disumane, all'arrivo ad Auschwitz, 500 di loro vennero selezionati per le camere a gas[18]. Ulteriori treni carichi di deportati presero la via di Auschwitz, dal binario 21, fino al maggio 1944. Il 27 gennaio 2013[19], dopo lavori iniziati nel 2009, è stato inaugurato nei pressi del binario 21 il Memoriale della Shoah[20] che fa capo alla Fondazione Memoriale della Shoah il cui presidente è il direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli.

Interno della Stazione Centrale di Milano

Nel dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante la stazione fosse stata inaugurata meno di 20 anni prima, già al termine della seconda guerra mondiale erano evidenti numerosi elementi di inadeguatezza, soprattutto al confronto con le stazioni costruite negli anni successivi (Firenze Santa Maria Novella, Roma Termini): oltre all'aspetto estetico, decisamente non rispondente al gusto dell'epoca, era criticata la scarsa accessibilità ai binari, dovuta alla differenza di quota fra questi e le strade cittadine. Pertanto nel 1952 le Ferrovie dello Stato installarono un sistema di scale mobili per collegare i diversi livelli: ciò causò la modifica delle biglietterie, che vennero divise in due metà separate dalle nuove scale centrali[6]. Nel 1953 le FS bandirono un concorso architettonico per una modifica radicale del fabbricato; il concorso venne vinto dagli architetti Minoletti e Gentili Tedeschi, che proposero la costruzione di un grattacielo addossato alla facciata[12]. Ma al concorso non seguì alcuna modifica, anche perché la stazione centrale venne sussidiata, a partire dagli anni sessanta, dalla nuova stazione di Porta Garibaldi. Una rivalutazione del tracciato ferroviario in servizio presso la vecchia stazione centrale venne effettuata tramite il progetto del passante di Milano e della nuova stazione di Milano Repubblica.

Nel 1984 venne realizzato un unico impianto ACEI a pulsanti per la gestione del traffico ferroviario[21]; prima di allora il movimento dei convogli nella stazione veniva regolato attraverso sette cabine sparse nel piazzale, queste dotate ciascuna di un apparato ACE a leve d'itinerario. Due delle sette cabine, la A e la C sono sopraelevate.

Il rifacimento del 2005-2010[modifica | modifica wikitesto]

La stazione è stata oggetto di importanti lavori di restauro e riqualificazione, iniziati ad agosto 2005, da parte di Grandi Stazioni, una società di Ferrovie dello Stato. Il 30 settembre 2008 venne attivata la nuova biglietteria[22]; l'inaugurazione ufficiale avvenne il successivo 14 dicembre 2008, in concomitanza con l'inaugurazione della linea ad alta velocità Milano-Bologna, ma diverse parti della stazione erano ancora oggetto di lavori in corso[23]. Il restyling della stazione, inizialmente progettato da Marco Tamino, già artefice della riqualificazione di Roma Termini (poi estromesso dalla direzione dei lavori) ha incluso la ripulitura dei fregi e delle decorazioni; la pedonalizzazione della Galleria delle Carrozze e lo spostamento all'esterno dei taxi; l'apertura di nuovi spazi all'interno della stazione, con lo spostamento delle biglietterie. La nuova stazione è stata criticata per la mancanza di servizi ai passeggeri ed indicazioni chiare, oltre che per i percorsi non lineari di attraversamento, che allungano i tempi per i passeggeri. Secondo l'architetto Stefano Boeri, il nuovo assetto «rende difficile l’orientamento e addirittura a volte lo spostamento fisico per chi ha fretta».[24][25][26]. Il progetto iniziale dell'arch. Tamino, che prevedeva soppalchi anche nella Galleria delle Carrozze e nell'Atrio Biglietteria per usi commerciali, è stato criticato da Italia Nostra e un gruppo di cittadini ed architetti di Milano, sostenuti dal consiglio di zona 2 e da alcuni consiglieri del Comune di Milano, che hanno ottenuto dalla Soprintendenza parziale accoglienza delle loro osservazioni. Il soppalco del Club Eurostar, attuale libreria Feltrinelli, è stato mantenuto all'altezza originaria per non tagliare la visuale delle mappe di alcune città italiane dipinte sulle pareti da Marcello Nizzoli. I soppalchi nella Galleria delle Carrozze e nell'Atrio Biglietteria sono stati vietati, come pure la chiusura in vetro della galleria. Tuttavia i difetti sollevati sull'allungamento dei percorsi per i passeggeri sono rimasti in quanto l'obiettivo del progetto è la valorizzazione degli spazi commerciali davanti ai quali i passeggeri devono passare per raggiungere i treni. Non è più possibile raggiungere il piano dei treni con scale mobili dirette dal piano terreno, come in precedenza.[27] A conclusione definitiva dei lavori all'interno della stazione, il 13 novembre 2010[28], alla presenza del Sindaco di Milano, Letizia Moratti e dei cardinali Dionigi Tettamanzi, Arcivescovo di Milano e Tarcisio Bertone, Cardinale Segretario di Stato, è stata dedicata a Santa Francesca Cabrini, patrona dei migranti. Nell'occasione è stata scoperta una lapide che testualmente recita: "Da questi binari tante volte si avventurò per le strade del mondo Francesca Cabrini (1850-1917) Santa per la fede cattolica, apostola di solidarietà per tutte le genti in cammino". Si noti che la Santa è morta nel 1917 e la stazione fu inaugurata nel 1931.

Strutture e impianti[modifica | modifica wikitesto]

La stazione possiede ventiquattro binari.

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

La "Galleria delle Carrozze"

La facciata prospiciente a piazza Duca D'Aosta è larga 200 metri, dietro e parallelamente ad essa, corre la "Galleria delle Carrozze". Spiccano sul terrazzo della "Galleria delle Carrozze", due cavalli alati, che rappresentano il «Progresso, guidato dalla volontà e dalla intelligenza» opere di Armando Violi.

La tettoia che copre i ventiquattro binari, composta da cinque volte in ferro e vetro e lunga 341 metri, è opera dell'ingegnere Alberto Fava.[29] La tettoia centrale, la più grande, ha un luce di 72 metri ed è alta 33,30 metri.[29] Lateralmente e simmetricamente a questa tettoia se ne trovano altre due di 44,90 metri di luce e 22 metri di altezza, affiancate entrambe da una tettoia minore di luce diversa ossia di 11,80 nella parte piazzale fiancheggiata dai corpi laterali e di 22,15 in quella esterna.

La stazione non ha uno stile architettonico definito, ma è una miscela di diversi stili, in particolare Liberty e Art Deco uniti alla monumentalità dell'architettura fascista. I grandi ambienti pubblici della stazione (galleria di testa, Biglietteria centrale e Galleria delle Carrozze) richiamano le architetture monumentali romane; a dispetto dell'apparente monumentalità essi sono realizzati con economia di mezzi: le parti superiori delle pareti sono in cemento decorativo che imita il marmo di rivestimento delle parti inferiori, le grandi volte non sono strutturali, ma appese e gli elementi decorativi sono in gesso (fregi della biglietteria, pannelli con simboli zodiacali) o cemento (statue, protomi leonine etc...).

Al binario 21 si trova la "Sala Reale", sala d'attesa della famiglia Savoia e della corte, divisa in sala reale e sala delle armi.

Movimento[modifica | modifica wikitesto]

Trenord
Malpensa Express
White dot.svg  Malpensa Aeroporto
White dot.svg  Ferno-Lonate Pozzolo 
Logomi r.svg White dot.svg  Busto Arsizio Nord 
Logomi r.svg White dot.svg  Castellanza 
Logomi r.svg White dot.svg  Rescaldina 
Linee S di Milano.svg Logomi r.svg White dot.svg  Saronno
Linee S di Milano.svg Logomi r.svg White dot.svg  Milano Bovisa - Politecnico
Milano Cadorna 
Linee S di Milano.svg Logomi r.svg Milano linea M1.svg Milano linea M2.svg 
White dot.svg White dot.svg  Milano Porta Garibaldi
 Linee S di Milano.svg Logomi r.svg Milano linea M2.svg Milano linea M5.svg
White dot.svg  Milano Centrale
 Logomi r.svg Milano linea M2.svg Milano linea M3.svg

La stazione di Milano Centrale è la seconda più trafficata stazione ferroviaria d'Italia con circa 600 treni al giorno, 320.000 passeggeri al giorno per un totale di circa 120 milioni di viaggiatori all'anno.[29][30] La stazione è servita da treni nazionali ed internazionali svolti da Trenitalia, e regionali o regionali espressi svolti da Trenord. Ai primi binari della stazione, inoltre, è attestato uno dei due rami della linea Malpensa Express (l'altro capolinea è Milano Cadorna) che fornisce un collegamento diretto con l'aeroporto di Milano-Malpensa; questa linea è tra quelle gestite da Trenord.[31]

I magazzini generali raccordati[modifica | modifica wikitesto]

La Stazione Centrale, così come la linea di cintura, è stata realizzata su un rilevato. Il fascio di binari per una lunghezza di oltre un kilometro procede rettilineo su un terrapieno. Fin dal 1914 furono realizzati sia dal lato di via Ferrante Aporti che da quello di via Sammartini oltre 100 spazi con volte a botte per una superficie complessiva di 40.000 mq. dal lato interno furono realizzati alcuni binari di raccordo che permettevano il raccordo ferroviario de magazzini. Un sistema di ascensori permetteva il risalire al piano del ferro della stazione. Del sistema faceva parte il binario 21 utilizzato poi durante la Repubblica Sociale.anche per il trasporto dei deportati ebrei ed altri internati civili.[32]

Secondo il gusto del tempo lo stile architettonico richiama il liberty, con influenze deco.

Il sistema dei magazzini raccordati veniva ad essere considerato fuori la cinta del dazio in una sorta di porto franco. Le vie Ferrante Aporti e Sammartini erano divise per tutta la loro lunghezza da cancellate e i varchi erano dotati di gabbiotti del dazio dove pagare l'imposta.

Con il passare degli anni il trasporto ferroviario divenne antieconomico e progressivamente abbandonato, i contratti di affitto non più rinnovati.

I Magazzini raccordati sono rimasti di proprietà delle Ferrovie dello Stato, ma la loro gestione, con contratto trentennale, è stata affidata alla Società Grandi Stazioni[33] che deve decitere sulle forme di riqualificazione[34][35]

Servizi[modifica | modifica wikitesto]

Il vecchio salone biglietterie, prima dei lavori di rifacimento.

La stazione è classificata da RFI nella categoria "Platinum".

La stazione dispone di ascensori, che la rendono quindi accessibile ai portatori di disabilità, e di scale mobili che collegano i vari livelli. Inoltre, l'area dedicata al traffico passeggeri, è dotata di un impianto di videosorveglianza e di altoparlanti per gli annunci sonori di arrivo e partenza treni.[36]


  • Biglietteria a sportello Biglietteria a sportello
  • Biglietteria automatica Biglietteria automatica
  • Sala d'attesa Sala d'attesa
  • Deposito bagagli con personale Deposito bagagli con personale
  • Ufficio informazioni turistiche Ufficio informazioni turistiche
  • Ufficio oggetti smarriti Ufficio oggetti smarriti
  • Posto di Polizia ferroviaria Posto di Polizia ferroviaria
  • Posto di primo soccorso Posto di primo soccorso
  • Servizi igienici Servizi igienici
  • Ufficio postale Ufficio postale
  • Bar Bar
  • Ristorante Ristorante
  • Negozi Negozi

Interscambi[modifica | modifica wikitesto]

La stazione centrale è servita da numerose linee di tram, filobus ed autobus urbani ed extraurbani gestite da ATM. La stazione Centrale è inoltre collegata agli aeroporti di Linate, Malpensa e Orio al Serio tramite servizi di autobus navetta.

Galleria immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dati di grandistazioni.it (luglio 2007)
  2. ^ www.rfi.it, Stazioni della Lombardia. URL consultato il 28 gennaio 2014.
  3. ^ www.grandistazioni.it, Milano Centrale. URL consultato il 28 gennaio 2014.
  4. ^ De Finetti, p. 146
  5. ^ a b Columba, op. cit., p. 312
  6. ^ a b Columba, op. cit., p. 313
  7. ^ Columba, op. cit., pp. 313-314
  8. ^ Storia Sito ufficiale Milano Centrale
  9. ^ Columba, op. cit., p. 315
  10. ^ a b c Columba, op. cit., p. 314
  11. ^ De Finetti, p. 151
  12. ^ a b Columba, op. cit., p. 317
  13. ^ De Finetti, p. 161
  14. ^ Giuseppe Bevilacqua, Oggi si inaugura la Stazione di Milano, la più grande e meglio attrezzata d'Europa in La Stampa, archivio storico dal 1867, http://www.archiviolastampa.it/, 30 giugno 1931, notte, p. 4. URL consultato il 10 luglio 2014.
  15. ^ Istituto Nazionale Luce, Milano, la nuova stazione ferroviaria (video b/n, muto) in Archivio Luce in Camera dei Deputati, http://camera.archivioluce.com, luglio 1931. URL consultato il 10 luglio 2014.
  16. ^ Columba, op. cit., p. 310
  17. ^ Maurilio Lovatti, Giacinto Tredici vescovo di Brescia in anni difficili, Brescia 2009, p. 28-29
  18. ^ www.binario21.org
  19. ^ Intervista a Liliana Segre nel giorno dell'inaugurazione del Memoriale e racconto di Piero Terracina- CorriereTV a cura del Corriere della Sera
  20. ^ Sito ufficiale del Memoriale della Shoah della Stazione Centrale di Milano
  21. ^ Notizie flash, in "I Treni Oggi", n. 39 (maggio 1984), pp. 6-7
  22. ^ Milano Centrale si rinnova, in "I Treni" n. 309 (novembre 2008), p. 4
  23. ^ Nuova Centrale ma è sempre la solita Italia, La Stampa, 30 dicembre 2008
  24. ^ Nella babele della Stazione Centrale tra disagi e viaggiatori smarriti, Corriere della Sera, 13 gennaio 2010
  25. ^ «In sei mesi cambieremo la Centrale», Corriere della Sera, 16 gennaio 2010
  26. ^ Tamino: snaturato il mio progetto Non hanno fatto i lavori previsti, Corriere della Sera, 16 gennaio 2010
  27. ^ notizie sulla ristrutturazione della stazione centrale di Milano
  28. ^ 'Milano apra il cuore a chi viene da lontano', 14 novembre 2010. URL consultato il luglio 2014.
  29. ^ a b c Milano Centrale Sito Grandi Stazioni
  30. ^ Sito Milano Centrale
  31. ^ Sito Malpensa Express
  32. ^ magazziniraccordati.it
  33. ^ Per il 60% di proprietà delle Ferrovie, 40% deiprivati
  34. ^ Comune di Milano
  35. ^ Magazziniraccordati
  36. ^ Milano Centrale - Servizi di stazione - Servizi di stazione - Grandi Stazioni

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Massimiliano Finazzer Flory, La Stazione Centrale di Milano - Il viaggio e l'immagine, Skira Editore, Milano 2005 ISBN 88-7624-607-X
  • Giuseppe De Finetti, Milano: costruzione di una città, Hoepli, 1969 (riedizione 2002)
  • Cesare Columba, Il cinquantenario del fabbricato viaggiatori della Stazione Centrale di Milano, in Ingegneria Ferroviaria, maggio (1982), pp. 310-318.
  • Gianfranco Angeleri, Cesare Columba, Milano Centrale. Storia di una stazione, Roma, Abete, 1985.
  • Giuliana Ricci, Una facciata non un'architettura, in Ezio Godoli, Antonietta Iolanda Lima (a cura di), Architettura ferroviaria in Italia. Novecento. Dario Flaccovio Editore, 2004, pp. 45 e segg. ISBN 88-7758-597-8.
  • Tutto Treno N°56 luglio/Agosto 1993 "Milano Centrale -Dai tempi del "vapore" all'ETR 500 attraverso 60 anni di storia" Duegi Editrice.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]