Stato della materia

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Con stato della materia (o stato di aggregazione) si intende una classificazione convenzionale degli stati che può assumere la materia a seconda delle proprietà meccaniche che manifesta.

Tre stati classici[modifica | modifica wikitesto]

La distinzione tra gli stati della materia viene storicamente fatta basandosi sulle seguenti differenze qualitative:

  • un materiale allo stato solido ha un volume e una forma propria;
  • un materiale allo stato liquido ha un volume proprio, ma acquisisce la forma del recipiente che lo contiene;
  • un materiale allo stato aeriforme (o gassoso) non ha né volume né forma propria, ma si espande fino a occupare tutto lo spazio disponibile.
Stati di aggregazione della materia e passaggi di stato.

Solido[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Solido.

Nello stato solido i costituenti della materia sono legati da forze molto intense che consentono soltanto moti di vibrazione, nella maggior parte dei casi le molecole si distribuiscono secondo un reticolo cristallino o in maniera amorfa. L'unico modo per variare la forma di un solido consiste nell'applicazione di forze abbastanza intense da spezzare i legami, causando però la rottura o il taglio del corpo.

Liquido[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Liquido.

Nello stato liquido le forze tra i componenti della materia sono meno intensi ed essi sono liberi di scorrere gli uni sugli altri. Un liquido va incontro a variazioni di volume molto meno marcate rispetto ai gas tanto che nel linguaggio comune si dice impropriamente che il volume dei liquidi non varia, ma questo non è vero: piuttosto, a parità di variazione di temperatura ΔT o variazione di pressione ΔP, la variazione di volume nei liquidi è molto più bassa della variazione di volume nei gas e tende ad assumere la forma del recipiente nel quale è contenuto.

Gas[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Aeriforme.

Nello stato aeriforme le interazioni sono estremamente deboli ed ai costituenti è consentito muoversi indipendentemente, non hanno dunque forma propria e tendono ad espandersi ed occupare tutto il volume disponibile, risultando comprimibili.

Particolari aeriformi sono i gas, i vapori e i fluidi supercritici.

Altri stati[modifica | modifica wikitesto]

Nella scienza moderna in realtà questa semplice classificazione risulta inadeguata a descrivere esaustivamente le numerose possibilità che ha la materia di organizzarsi. Il plasma è stato probabilmente il primo nuovo stato della materia ad essere aggiunto a questa catalogazione,[1] ma ce ne sono molti altri, i quali compaiono in condizioni particolari di temperatura e pressione come i vari tipi di ghiaccio (denominati ghiaccio I, ghiaccio II, ghiaccio III e così via fino al ghiaccio XII) e lo stato superfluido che l'elio raggiunge a bassissime temperature. Altri stati della materia di moderna concezione sono lo stato supercritico, supersolido, colloidale, neutronio, materia fortemente simmetrica, materia fortemente asimmetrica, materia strana, condensato chirale, materia degenere, plasma di quark e gluoni, condensato di Bose-Einstein e lo stato di cristallo liquido.

Cambiamenti di stato[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Transizione di fase.

Con i precedenti stati della materia, qui sopra menzionati riscontriamo i passaggi di stato della materia:

  • sublimazione: passaggio dallo stato solido a quello aeriforme o gassoso;
  • brinamento: passaggio dallo stato gassoso a quello solido;
  • fusione: passaggio dallo stato solido a quello liquido;
  • solidificazione: passaggio dallo stato liquido a quello solido;
  • evaporazione: passaggio dallo stato liquido a quello aeriforme;
  • condensazione: passaggio dallo stato aeriforme a quello liquido.
  • liquefazione: passaggio dallo stato gassoso (o aeriforme) allo stato liquido per sola compressione, soltanto se l’aeriforme è a temperatura inferiore alla temperatura critica.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Rolla, p. 89

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luigi Rolla, Chimica e mineralogia. Per le Scuole superiori, 29ª ed., Dante Alighieri, 1987.

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