Stati Confederati d'America

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Stati Confederati d'America
Stati Confederati d'America – Bandiera Stati Confederati d'America - Stemma
(dettagli) (dettagli)
Motto: Deo Vindice (Con Dio vendicatore)
Stati Confederati d'America - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Stati Confederati d'America
Nome ufficiale Confederate States of America
Lingue ufficiali Inglese (de facto)
Lingue parlate Spagnolo, Francese, Lingue dei Nativi americani
Inno Dixie's Land (ufficiale)

The Bonnie Blue Flag (popolare) God Save the South (non ufficiale)

Capitale Richmond (1862-65)
Altre capitali Montgomery (1861-1862)
Politica
Forma di governo Repubblica presidenziale federale
Nascita 4 febbraio 1861 con Jefferson Davis
Causa Guerra di secessione americana
Fine 5 maggio 1865 con Jefferson Davis
Causa Resa degli Stati Confederati d'America
Territorio e popolazione
Bacino geografico America settentrionale
Massima estensione 1 995 392 k nel 1861
Popolazione 9 103 332 abitanti nel 1861
Economia
Valuta Dollaro confederato, Dollaro del Texas, altre monete
Commerci con Cuba, Messico, Canada
Religione e società
Religioni preminenti protestantesimo
Stati Confederati d'America - Mappa
Evoluzione storica
Preceduto da US flag 33 stars.svg Stati Uniti d'America
Succeduto da US flag 35 stars.svg Stati Uniti d'America

Stati Confederati d'America (CSA acronimo di Confederate States of America) è la denominazione ufficiale assunta l'8 febbraio 1861 da un nuovo Stato costituito per accordo tra i 7 Stati che, fra il dicembre 1860 e il febbraio 1861, avevano dichiarato la propria secessione dagli Stati Uniti d'America.

Poiché dopo due mesi dalla costituzione della Confederazione scoppiò la guerra di secessione americana, che terminò con l'estinzione della Confederazione stessa, la storia degli Stati Confederati coincide in larghissima misura con quella della guerra.

Formazione della Confederazione[modifica | modifica wikitesto]

Il Presidente confederato Jefferson Davis.

Il 4 febbraio 1861 i rappresentanti di Alabama, Florida, Georgia, Louisiana, Mississippi, Carolina del Sud e Texas si incontrarono a Montgomery, per costituire la nuova repubblica. L'8 febbraio la convenzione annunciò la creazione degli Stati Confederati d'America e i delegati costituirono il Congresso provvisorio.

Il 9 febbraio Jefferson Davis e Alexander Hamilton Stephens furono unanimemente scelti quali Presidente e Vicepresidente provvisori. Le regolari elezioni presidenziali e del Congresso ebbero luogo in novembre. Senza oppositori, Davis e Stephens furono formalmente confermati, e il loro insediamento ebbe luogo, significativamente, nell'anniversario della nascita di George Washington, il 22 febbraio 1862.

La Confederazione scelse come capitale Montgomery, in Alabama, dove era stato proclamato il nuovo Stato. Nel maggio successivo la capitale fu però spostata a Richmond, in Virginia. Il 3 aprile 1865, giorno successivo alla caduta di Richmond, che rimase nominalmente la capitale, il governo si trasferì a Danville, dove rimase fino al 10 aprile 1865.

Nel maggio 1861 altri 4 Stati (Virginia, Arkansas, Carolina del Nord e Tennessee) rinunciarono all'appartenenza agli Stati Uniti d'America e passarono alla Confederazione.

Un discorso a parte meritano il Missouri e il Kentucky: cercando una precaria neutralità fra i due schieramenti, furono prontamente occupati dall'esercito dell'Unione. Se in Kentucky una minoranza di uomini politici dichiarò la secessione a Russellville, venendo riconosciuti dalla Confederazione come governo, il comandante delle truppe volontarie statali schierate con il Sud in Missouri – dove il potere legislativo aveva confermato la permanenza nell'Unione – il governatore Claiborne Fox Jackson, di note simpatie schiaviste, fu messo in fuga all'arrivo delle truppe nordiste, e proclamò la secessione dello Stato quando ormai ne aveva perso il controllo effettivo, passato a un Governatore luogotenente nominato dall'Unione. Se dunque i due Stati ebbero governi-ombra rappresentati nella Confederazione, il loro legale distacco dagli Stati Uniti non fu mai formalizzato. Durante la guerra di secessione i due Stati furono inizialmente neutrali ma vennero successivamente coinvolti: unità militari e di volontari dei due Stati erano presenti in ambedue gli schieramenti.

Il 20 giugno 1863 le contee occidentali della Virginia si staccarono e, formando il nuovo stato della Virginia Occidentale, si riunirono al Nord.

Da tenere presente che la Confederazione controllava anche:

Date significative[modifica | modifica wikitesto]

Stato Secessione Adesione C.S.A. Ripristino rappresentanza
al Congresso U.S.A.
Ristabilimento
ordinamento locale
1 Carolina del Sud 20 dicembre 1860 4 febbraio 1861 9 luglio 1868 28 novembre 1876
2 Mississippi 9 gennaio 1861 4 febbraio 1861 23 febbraio 1870 4 gennaio 1876
3 Florida 10 gennaio 1861 10 febbraio 1861 25 giugno 1868 2 gennaio 1877
4 Alabama 11 gennaio 1861 18 febbraio 1861 14 luglio 1868 16 novembre 1874
5 Georgia 19 gennaio 1861 4 febbraio 1861 15 luglio 1870 1º novembre 1871
6 Louisiana 26 gennaio 1861 4 febbraio 1861 4 luglio 1868 2 gennaio 1877
7 Texas 1º febbraio 1861 2 marzo 1861 30 marzo 1870 14 gennaio 1873
8 Virginia 17 aprile 1861 7 maggio 1861 26 gennaio 1870 5 ottobre 1869
9 Arkansas 6 maggio 1861 18 maggio 1861 22 giugno 1868 10 novembre 1874
10 Carolina del Nord 20 maggio 1861 16 maggio 1861 4 luglio 1868 2 febbraio 1871
11 Tennessee 8 giugno 1861 16 maggio 1861 24 luglio 1866 4 ottobre 1869
12 Missouri (Governatore Jackson) 31 ottobre 1861 19 agosto 1861 Congresso mai abbandonato Governo nominato dagli USA
13 Kentucky (Convenzione di Russellville) 20 novembre 1861 10 dicembre 1862 Congresso mai abbandonato Governo legale negli USA

Tesi sulla legittimità o meno della Confederazione[modifica | modifica wikitesto]

Gli Stati secessionisti fondavano il loro diritto a ritirarsi dall'Unione per formare un altro Stato sulla Dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti d'America e, in particolare, sul suo periodo conclusivo:

...queste Colonie Unite sono, e per diritto devono essere, Stati liberi e indipendenti; ... e che, come Stati liberi e indipendenti, essi hanno pieno potere di far guerra, concludere pace, contrarre alleanze, stabilire commercio e compilare tutti gli altri atti e le cose che gli stati indipendenti possono a buon diritto fare.

Viceversa l'Unione sosteneva che le secessioni violassero il primo comma della Sez. 10 dell'Art. I della Costituzione:

Nessuno Stato potrà partecipare a trattati, alleanze o patti confederali.

Gli Stati secessionisti giustificavano la denuncia con il fatto che il governo di Washington con il tempo aveva ampliato i propri poteri in maniera superiore a quanto previsto dalla Dichiarazione d'Indipendenza e dalla Costituzione, sottraendo facoltà agli Stati e trasformando di fatto la Confederazione in una Federazione.

Gli Stati secessionisti sostenevano di aver pieno diritto a denunciare la Costituzione che li legava agli Stati Uniti, ritenendola una Convenzione internazionale, non deliberata in via definitiva da un Organo legislativo rappresentativo, ma concordata fra Stati e soggetta alla loro successiva ratifica in base al suo Art. VII. L'osservanza del trattato sarebbe quindi stata vincolante fintantoché non fossero cambiate le condizioni inizialmente pattuite. La spinta centralista verificatasi negli ultimi tempi giustificava perciò, agli occhi dei Confederati, l'uscita dal trattato di quelle Parti che non concordassero con la nuova situazione.

Governo e istituzioni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Governo Confederato.
Alexander Hamilton Stephens, Vice Presidente confederato.

Il democratico Jefferson Davis era il Presidente e il comandante in capo del Confederate States Army. Fu eletto il 18 febbraio 1861 dal Congresso Provvisorio Confederato. Devis era già stato Segretario alla Guerra degli Stati Uniti. Alexander Hamilton Stephens era vice presidente, e presidente del Senato. Il governo era composto da sei dipartimenti (Stato, Guerra, Marina, Giustizia, Tesoro, Poste).

Nel novembre 1861 si tennero le elezioni per il Primo Congresso Confederato, diviso in Senato e Casa dei rappresentanti. Due anni dopo si tennero le consultazioni per il Secondo Congresso Confederato nei 13 stati della confederazione (Alabama, Arkansas, Carolina del Nord, Carolina del Sud, Florida, Georgia, Kentucky, Louisiana, Mississippi, Missouri, Tennessee, Texas, Virginia).

La rottura con gli Stati Uniti e la guerra di secessione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Guerra di secessione americana e Confederate States Army.

Assai complesse furono le motivazioni economiche, culturali e morali che portarono alla secessione da un lato e alla decisa reazione degli Stati Uniti dall'altro.

Il Congresso provvisorio confederato mandò tre inviati a Washington per cercare di negoziare una definitiva pacifica divisione dagli Stati Uniti; in particolare gli Stati secessionisti intendevano rientrare in possesso delle fortificazioni costiere e degli altri territori posti entro i loro confini, già concessi al governo di Washington per ragioni militari. Ma mentre i colloqui erano in corso, e ai delegati del Sud veniva fatta credere una certa disponibilità, gli Stati Uniti procedevano a rinforzare le guarnigioni situate nei territori degli Stati secessionisti.

Di fronte a tali atti ostili e vista vana la speranza di ottenere la restituzione per via diplomatica, il 10 aprile 1861 il brigadiere generale Pierre Gustave Toutant de Beauregard, comandante delle Forze provvisorie confederate a Charleston, Carolina del Sud, intimò la resa della guarnigione USA di Fort Sumter a Charleston Harbor. Il Comandante della guarnigione, Robert Anderson, rifiutò. Il 12 aprile le batterie confederate aprirono il fuoco sul Forte, che non fu in grado di rispondere efficacemente. Alle 14:30 del 13 aprile il Maggiore Anderson si arrese e cedette Fort Sumter, evacuando la guarnigione il giorno seguente. Il bombardamento di Fort Sumter fu l'episodio bellico che aprì le ostilità generali.

Il 9 aprile 1865 il comandante delle truppe confederate, il generale Robert Edward Lee, si arrese al generale unionista Ulysses S. Grant ad Appomattox Court House, in Virginia.

Alla caduta di Richmond il 2 aprile 1865, Jefferson Davis e parte del governo confederato, preso quanto rimaneva del tesoro dello Stato, erano fuggiti verso sud in treno. Il Presidente intendeva ristabilire la sede del governo a ovest del Mississippi e continuare la lotta. Ma Jefferson Davis fu catturato nei dintorni di Irwinville, in Georgia, il 10 maggio 1865.

Gli ultimi episodi militari confederati si svolsero nel Texas, fra il 13 maggio e il 2 giugno 1865. L'ultimo generale confederato ad arrendersi fu Stand Watie il 23 giugno 1865 a Fort Towson.

Il Sigillo della Confederazione[modifica | modifica wikitesto]

Il Sigillo fu adottato il 22 febbraio 1862.

Reca le seguenti iscrizioni:

  • iscrizione superiore, in inglese: Gli Stati Confederati d'America: 22 febbraio 1862
  • iscrizione inferiore, in latino: Deo Vindice, motto della Confederazione, che significa "Con Dio Vendicatore"

Le bandiere[modifica | modifica wikitesto]

Bandiera di battaglia

Note[modifica | modifica wikitesto]


Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]