Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni

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Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni
Locandinacloni.jpg
Titolo originale Star Wars: Episode II - Attack of the Clones
Lingua originale inglese
Paese di produzione USA
Anno 2002
Durata 142 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,35:1
Genere fantascienza, azione
Regia George Lucas
Soggetto George Lucas
Sceneggiatura George Lucas, Jonathan Hales
Produttore Rick McCallum
Produttore esecutivo George Lucas
Casa di produzione Lucasfilm
Distribuzione (Italia) 20th Century Fox
Storyboard Mark Sexton, Rodolfo Damaggio
Art director Peter Russell
Animatori Rob Coleman
Fotografia David Tattersall
Montaggio Ben Burtt, George Lucas
Effetti speciali John Knoll, Pablo Helman, Ben Snow, Dennis Muren
Musiche John Williams
Scenografia Gavin Bocquet
Costumi Trisha Biggar
Trucco Lesley Vanderwalt
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali
Doppiatori italiani

Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni (Star Wars: Episode II - Attack of the Clones) è un film del 2002 diretto da George Lucas. Scritto da Lucas con Jonathan Hales, è il quinto film della saga di Guerre stellari ad essere stato distribuito e ha come protagonisti Ewan McGregor, Hayden Christensen, Natalie Portman, Ian McDiarmid, Samuel L. Jackson, Christopher Lee, Anthony Daniels, Kenny Baker e Frank Oz. Il film è ambientato 10 anni dopo gli eventi di Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma, quando la galassia è sull'orlo della guerra civile. Sotto la guida di un Jedi rinnegato di nome Conte Dooku, migliaia di sistemi planetari minacciano la secessione dalla Repubblica Galattica. Quando la senatrice Padmé Amidala, ex regina di Naboo, subisce un attentato, l'apprendista Jedi Anakin Skywalker è assegnato alla sua protezione, mentre il suo mentore Obi-Wan Kenobi viene incaricato di investigare sull'attentato. Presto, Anakin, Padmé e Obi-Wan si ritrovano nel cuore dei territori separatisti e all'inizio di una nuova minaccia per la galassia, le guerre dei cloni.

Lo sviluppo de L'attacco dei cloni iniziò nel marzo 2000, dopo l'uscita de La minaccia fantasma. Nel giugno 2000 Lucas e Hales completarono una bozza della sceneggiatura, e le riprese ebbero luogo da giugno a settembre. Venne girato soprattutto ai Fox Studios Australia di Sydney, con scene aggiuntive girate in Tunisia, Spagna e Italia. Fu uno dei primi film ad essere girati completamente in un sistema digitale a 24-frame ad alta definizione.

Il film uscì il 16 maggio del 2002, raccogliendo dalla critica recensioni contrastanti, ma principalmente positive, e fu un successo finanziario; tuttavia, divenne anche il primo film di Guerre stellari a incassare di più all'estero che in patria nel suo anno di uscita. Il film uscì in DVD e VHS il 12 novembre 2002 ed è stato poi distribuito in Blu-ray il 16 settembre 2011. Un sequel, intitolato Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith, venne distribuito nel 2005.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Yoda in una scena del film

La Repubblica Galattica è in subbuglio dall'Invasione di Naboo, avvenuta dieci anni prima durante gli eventi de La minaccia fantasma, e anche dalla successiva elezione del senatore Palpatine al titolo di Cancelliere della Repubblica Galattica. Il nuovo apprendista di Darth Sidious, il malvagio conte Dooku, un ex-Jedi, ha organizzato un movimento Separatista contro la Repubblica. Il Senato galattico, nella speranza di creare un esercito per aiutare l'Ordine Jedi, ha chiamato la Senatrice Padmé Naberrie Amidala a tornare su Coruscant per esprimere il suo voto.

All'arrivo su Coruscant però, Padmé si salva da un attentato terroristico insieme alla sua guardia del corpo, il Capitano Typho. A causa dell'avvenimento, Palpatine assegna il Cavaliere Jedi Obi-Wan Kenobi e il suo Padawan Anakin Skywalker il compito di proteggere Amidala. Di notte, una misteriosa attentatrice prova ad uccidere Padmé nel sonno liberando nella sua camera dei velenosissimi millepiedi Kouhun, ma viene tempestivamente salvata da Anakin, che poi prende parte con Obi-Wan ad uno spericolato inseguimento all'attentatrice per Coruscant, che viene successivamente bloccata e interrogata dai due. L'attentatrice dice di lavorare per un cacciatore di taglie, ma prima che possa dire altro viene uccisa da un dardo avvelenato. Dopo aver svolto delle indagini e consultato il vecchio amico di data Dex Jettster, Obi-Wan scopre che il dardo avvelenato è stato fabbricato sul misterioso pianeta Kamino, non segnato nelle mappe di navigazione degli archivi del Tempio Jedi. Il maestro Yoda ritiene che soltanto un Jedi possa aver cancellato il sistema di Kamino dagli archivi.

A Obi-Wan viene assegnato il compito di scoprire l'identità del proprietario del dardo, mentre Anakin viene incaricato di ricondurre Padmé su Naboo. Anakin apprezza l'opportunità di trascorrere del tempo con Padmé, e ben presto se ne innamora. Intanto Obi-Wan raggiunge il tempestoso pianeta oceano di Kamino, atterrando su Tipoca City. Qui il Jedi scopre che un esercito di cloni soldati è stato prodotto in fabbriche di clonazione. Come modello genetico è stato usato il cacciatore di taglie Jango Fett. Obi-Wan scopre che Jango Fett era stato assunto dal maestro Jedi Sifo-Dyas, assassinato un decennio prima, per fare da matrice a un esercito di cloni voluto dal Consiglio stesso. Yoda e Mace Windu, in realtà, non ne sanno nulla e ordinano a Obi-Wan di portare Jango davanti a loro. Scoperto che Fett è il mandante e l'assassino della donna che aveva cercato di uccidere Amidala, Obi-Wan insegue, dopo varie peripezie, Jango e suo figlio-clone Boba sul pianeta desertico di Geonosis, dove prima di atterrare sulla superficie, nota delle navi della Federazione dei Mercanti circondare il pianeta.

Nel frattempo, Anakin è tormentato da incubi dove vede la madre Shmi soffrire terribilmente. Nonostante gli ordini di restare a Naboo, Anakin convince Padmé a condurlo a Tatooine per rivedere la madre. Qui incontrano Watto, un tempo il padrone di Anakin, che spiega loro di avere venduto Shmi e C-3PO (il droide protocollare di Anakin) al contadino vedovo Cliegg Lars, che vive nel deserto con suo figlio di primo letto Owen e con sua nuora Beru Whitesun; Lars si è inoltre sposato con lei. Giunti a casa Lars, Anakin scopre con orrore che Shmi è stata rapita da una tribù di Tusken. Anakin parte subito per il deserto e nell'accampamento dei Tusken ritrova la madre appena in tempo per vederla morire tra le sue braccia a causa delle torture subite. Fuori di sé dalla rabbia e disperazione, Anakin stermina a sangue freddo l'intera tribù Tusken compresi donne e bambini, per poi tornare dai Lars a seppellire il cadavere materno.

Nel frattempo su Geonosis, Obi-Wan ha scoperto che il Conte Dooku ha autorizzato i tentativi di assassinio di Padmé e che il Consiglio Separatista, alleato con la Federazione dei Mercanti, Alleanza Corporativa, Clan Bancario Intergalattico, Tecno Unione e la Gilda del Commercio, sta sviluppando una nuova armata di droidi da guerra. Obi-Wan trasmette queste informazioni via ologramma ad Anakin, che lo trasmette al Consiglio Jedi. Tuttavia, Obi-Wan viene catturato da Dooku durante la trasmissione. Dooku rivela al prigioniero Kenobi che la Repubblica è controllata segretamente da Darth Sidious. Mentre Anakin, Padmé, R2-D2 e C-3PO (che ha deciso di seguire il suo creatore dopo il funerale di Shmi) si recano in fretta a Geonosis per salvare Obi-Wan, il consiglio Jedi fa chiedere a Jar Jar Binks di esprimersi in senato affinché vengono affidati i poteri d'emergenza a Cancelliere Palpatine, il quale ne fa uso per fondare l'esercito repubblicano.

Anakin e Padmé, insieme a R2-D2 e C-3PO raggiungono Geonosis, ma vengono anch'essi catturati da Dooku, il quale ordina di gettarli in un'arena insieme a Obi-Wan perché vengano giustiziati sotto gli occhi del Re Geonosiano, Dooku, Jango Fett e Nute Gunray; Padmé credendo di morire confessa ad Anakin di amarlo prima di entrare nell'arena. I tre vengono quindi legati per essere dati in pasto a tre terrificanti creature: uno Reek, un Acklay ed un Nexu. Nonostante ciò, il trio riesce a tenere testa alle fiere per poi però venire circondati dai droidi da battaglia. In soccorso dei tre prigionieri giunge Mace Windu insieme ad un numeroso contingente di Jedi, presto però sopraffatti dai troppo numerosi droidi di Dooku. A sorpresa, Yoda interviene con l'esercito di cloni soldati. Su tutto il pianeta infuria una battaglia tra i cloni, affiancati dai Jedi, contro i droidi da battaglia Separatisti e i Geonosiani. Durante la battaglia viene ucciso perfino Jango Fett, decapitato da Windu.

Il conte Dooku si distacca dalla battaglia e prova a fuggire dal pianeta con in mano il progetto della futura Morte Nera, ma viene fermato da Obi-Wan e Anakin. Tra i tre si scaturisce un selvaggio combattimento a spade laser nel quale Dooku mette fuori gioco Obi-Wan, ferendolo ad una spalla e ad una gamba, e sconfigge Anakin, intervenuto per salvare Obi-Wan dal colpo di grazia, mozzandogli parte del braccio destro. Proprio quando Dooku sta per dare il colpo di grazia ai due Jedi, Yoda arriva e duella con Dooku, un tempo suo allievo. Tra i due nasce uno straordinario, seppur breve, duello, dapprima con esibizione del potere della "Forza" e poi con le spade laser, in cui è netta la superiorità del Maestro Jedi. Dooku, con uno stratagemma, riesce però a fuggire da Geonosis con una navetta e raggiunge il suo Signore Oscuro a Coruscant, prendendo con lui i piani della terribile arma segreta. I Jedi sono incerti sul destino della Repubblica, ora che la Guerra dei Cloni è iniziata.

Intanto, su Naboo, Anakin (il cui braccio è stato sostituito da una protesi meccanica) e Padmé si sposano segretamente, con soli testimoni R2-D2 e C-3PO.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

La Plaza de España fu la location per il palazzo di Naboo.
La Villa Del Balbianello fu la location per la regione dei laghi di Naboo.

Le riprese di Episodio II sono iniziate ufficialmente il 26 giugno 2000 e terminate il 20 settembre. Come per il precedente e successivo film della trilogia prequel , le riprese di Episodio II sono state girate presso i sette studi cinematografici Fox in Australia.

Le scene di Naboo, in particolare quelle nella regione dei laghi, Varekino, sono state girate quasi interamente in Italia all'interno di Villa Balbianello a Lenno, sul Lago di Como. Alcune scene di Naboo sono state girate a Siviglia nella celebre Plaza de España. Le scene girate in Italia sul lago di Como sono state poi ritoccate per eliminare i centri abitati, aggiungere due isole al centro del lago e le cupole sui tetti della villa, mentre come ambientazione per gli interni del palazzo reale dei Naboo è stata usata la Reggia di Caserta, come nel precedente film La minaccia fantasma.

L'attacco dei cloni, a differenza del primo film della trilogia, è stato il primo film della saga di Star Wars a essere stato girato interamente con la tecnologia digitale; è stato anche uno dei primi film del nuovo millennio a essere girato con quella tecnologia avanzata. Il personaggio di Yoda, a differenza dei precedenti film, è stato completamente realizzato in computer grafica, così come l'intero esercito di cloni.

Liam Neeson sarebbe dovuto apparire brevemente come Fantasma di Forza appartenente al defunto Jedi Qui-Gon Jinn, ma un incidente di moto gli impedì di partecipare alle riprese. Nonostante questo, nel film è presente una battuta fuori campo di Neeson, durante la meditazione di Yoda (durante il massacro dei Tusken da parte di Anakin).

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Il compositore John Williams

La colonna sonora del film è stata scritta e diretta da John Williams, compositore che ha lavorato a tutti e sei i film della saga. Secondo Rob Theakston, "Williams ha ormai sviluppato un proprio linguaggio musicale che scorre parallelo a quello di Lucas, permettendo un ottimo prodotto finale".[1]

Album[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni (colonna sonora).

La tracklist è composta da 13 tracce più una traccia bonus (dal titolo "On the Conveyor Belt") che si poteva ottenere comprando il Cd in uno dei negozi appartenenti alla catena di supermercati americana "Target". Il Cd (uscito il 23 aprile 2002), per un periodo limitato, aveva quattro diverse copertine (oltre a quella normale, la locandina, erano ritratti Anakin e Padmé, Yoda e Jango Fett) ed era allegato un CD-ROM contenente un salvaschermo per PC.[2]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Edizione italiana[modifica | modifica wikitesto]

Dopo le proteste per il doppiaggio italiano de La minaccia fantasma, la Fox decise di cambiare società, dialoghista e direttore del doppiaggio, affidando la supervisione a Claudio Sorrentino, che corresse la pronuncia del cognome di Palpatine e rimosse l'accento russo dei Neimoidiani. Il cast rimase quasi interamente lo stesso, con tre eccezioni:

  • nel film precedente la voce di Palpatine/Darth Sidious era affidata erroneamente a due doppiatori differenti, ovvero Carlo Reali (Palpatine) e Gianni Bonagura (Sidious), mentre in questo film viene mantenuta solo la voce di Reali per entrambe le identità;
  • Francesco Pezzulli sostituisce Alessio Puccio nel ruolo di Anakin Skywalker, in seguito all'invecchiamento del personaggio;
  • Gil Baroni sostituisce Franco Chillemi nel ruolo di Sio Bibble.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Il film ha ottenuto un buon incasso internazionale, di circa 649 400 000 $ in tutto il mondo. Nelle sale statunitensi il film ha incassato 310 676 000 $, mentre nelle sale in Italia circa 8 160 517 . Originalmente era prevista per il 20 settembre 2013 l'uscita nelle sale cinematografiche la riedizione in 3D,[3] ma in seguito all'acquisizione della LucasFilm da parte della Disney venne cancellata[4]. Tale riedizione in 3D però , è stata proiettata in esclusiva dal 26 luglio 2013 al 28 luglio 2013, presso la convention Star Wars Celebration Europe II ad Essen in Germania.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni ha ricevuto recensioni miste da parte di critica e fans quando uscì nei cinema.[5] Sul sito Rotten Tomatoes il film ha ricevuto un indice di gradimento del 67% basato su 218 recensioni, dove è stato definito come un passo avanti rispetto al deludente La minaccia fantasma.[6] Su Metacritic, il film ha ottenuto un punteggio di 53 su 100 basato su 39 recensioni.

Alcuni critici hanno definito i dialoghi del film "ingessati" e "piatti".[7] Anche la recitazione (in particolare quella di Christensen e della Portman) è stata oggetto di critiche.[8] Altri critici hanno affermato di come i fans avrebbero gradito il vedere ridotto lo spazio concesso a Jar Jar Binks.[9] Infatti il personaggio svolge solo un ruolo marginale all'interno del film e si vede brevemente. In aggiunta, le gag comiche di Jar Jar viste in La minaccia fantasma sono ridotte al minimo; mentre invece, è il personaggio di C-3PO a riprendere il ruolo di spalla comica della vecchia trilogia.

Roger Ebert, che aveva lodato tutti i precedenti film di Star Wars (Episode I incluso), diede al film solo due stellette su quattro, facendo notare: "Come ammiratore della freschezza e dell'energia dei film precedenti, sono rimasto sorpreso, alla fine di Episode II, rendendomi conto di non aver ascoltato nessuna frase o dialogo memorabile nel corso del film". Circa la relazione tra Anakin e Padme, Ebert così si espresse: "Non c'è nemmeno una parola d'amore che i due si scambiano che non sia un trito cliché."[8] Leonard Maltin, anche lui ammiratore dei precedenti capitoli della saga, assegnò due stelle su quattro alla pellicola dichiarandosi parzialmente deluso dal risultato.[10]

Nel 2003 il film ricevette una nomination agli Oscar nella categoria Migliori Effetti Speciali, ma perse in favore di Il Signore degli Anelli - Le due Torri.[11] Natalie Portman venne premiata ai Teen Choice Awards, e il film ricevette un premio per il Miglior Combattimento (Best Fight) durante gli MTV Movie Awards.[12] In contrasto, Il film è stato candidato al Razzie Awards nella categoria peggior film, Peggiore attrice non protagonista a Natalie Portman, Peggior regista a George Lucas, Peggior remake o sequel e Peggior coppia per Natalie Portman e Hayden Christensen, vincendo quelli per il Peggiore attore non protagonista a Hayden Christensen e Peggior sceneggiatura a George Lucas e Jonathan Hales.[13]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Edizione home video[modifica | modifica wikitesto]

VHS, DVD, Blu-Ray[modifica | modifica wikitesto]

Il film è uscito in DVD e VHS sul mercato italiano a novembre 2002, disponibile nell'unica edizione a due dischi. Il 13 settembre 2011 il film è uscito in Blu-Ray nel cofanetto completo dell'esalogia o in quello della "Prequel trilogy".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Articolo su Revenge of the Sith Soundtrack, disponibile qui; ultimo accesso il 14 giugno 2007.
  2. ^ Le quattro cover sono visibili qui, ultimo accesso il 31 luglio 2007.
  3. ^ http://www.comingsoon.net/news/movienews.php?id=94065.
  4. ^ http://www.deadline.com/2013/01/exclusive-no-more-star-wars-3d-prequel-releases-lucasfilm-passes-to-focus-on-new-trilogy/.
  5. ^ Star Wars Episode II: Attack of the Clones Movie Reviews, Metacritic. URL consultato il 4 aprile 2011.
  6. ^ Star Wars Episode II: Attack of the Clones in Rotten Tomatoes, 2002. URL consultato il 6 marzo 2011.
  7. ^ Turan, Kenneth, 'Star Wars: Episode II Attack of the Clones' in Los Angeles Times, 13 maggio 2002. URL consultato il 15 giugno 2006 (archiviato dall'url originale il 21 marzo 2008).
  8. ^ a b Ebert, Roger, Star Wars Episode II: Attack Of The Clones in rogerebert.com, 10 maggio 2002. URL consultato il 15 giugno 2006.
  9. ^ Corliss, Richard and Jess Cagle, (April 29, 2002). "Dark Victory," Time Canadian Edition, p. 49.
  10. ^ Leonard Maltin (Author), p. 1322 of 2004 edition, Amazon.com. URL consultato il 29 giugno 2013.
  11. ^ 75th Academy Award Nominees and Winners in Academy of Motion Picture Arts and Sciences, 23 marzo 2003. URL consultato il 9 giugno 2006 (archiviato dall'url originale l'8 gennaio 2008).
  12. ^ 2003 MTV Movie Awards, MTV. URL consultato il 1º luglio 2008.
  13. ^ The 23rd Annual RAZZIE Nominations/Press Release in Golden Raspberry Award Foundation, 10 febbraio 2003. URL consultato il 1º luglio 2008.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]