Stagonolepis

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Stagonolepis
Stato di conservazione: Fossile
Stagonolepis.jpg
Ricostruzione di Stagonolepis robertsoni
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Sauropsida
Ordine Aetosauria
Famiglia Stagonolepididae
Genere Stagonolepis
Agassiz, 1844
Specie
  • Stagonolepis robertsoni
    Agassiz, 1844
  • Stagonolepis olenkae
    Sulej, 2010
  • ? Stagonolepis wellesi
    Long e Ballew, 1985

Lo stagonolepide (gen. Stagonolepis) è un rettile estinto, appartenente agli aetosauri. Visse nel Triassico superiore (Carnico, circa 235 - 228 milioni di anni fa) e i suoi resti fossili sono stati ritrovati in Europa e (forse) in Nordamerica.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

L'enorme corpo di Stagonolepis era tipico degli aetosauri erbivori: le notevoli dimensioni permettevano di contenere il lungo intestino necessario alla digestione del cibo vegetale. Stagonolepis era protetto da una pesante armatura ossea contro gli attacchi dei carnivori. Il capo era piccolo, rispetto al corpo (25 cm contro una lunghezza totale di circa 3 m). Non esistevano denti nella parte anteriore delle corte mascelle; nella parte posteriore, denti simili a pioli potevano triturare in modo efficiente le sostanze vegetali, quali equiseti, felci e le cicadee, appena evolutesi. Il muso era appiattito, quasi come il grugno di un suino.

Classificazione[modifica | modifica wikitesto]

I primi fossili di questo animale vennero descritti nel 1844 dal famoso paleontologo Louis Agassiz. La specie tipo, Stagonolepis robertsoni, è nota per numerosi fossili ritrovati nella località di Lossiemouth Sandstone in Scozia. Un'altra specie (S. olenkae) è stata descritta nel 2010 e proviene dai depositi nei pressi di Krasiejów in Polonia (Sulej, 2010).

Il genere Aetosauroides del Sudamerica è stato considerato un sinonimo di Stagonolepis da alcuni paleontologi; di questo genere sono state descritte due specie, A. scagliai e A. subsulcatus. Nel 2002, Heckert e Lucas proposero che gli esemplari più piccoli di entrambe le specie appartenessero a Stagonolepis robertsoni, mentre quelli più grandi appartenessero alla specie Stagonolepis wellesi. Quest'ultima specie fu originariamente descritta in un genere a sé stante, Calyptosuchus, proveniente dal gruppo Dockum degli Stati Uniti, ma Long e Murry nel 1989 la considerarono una specie di Stagonolepis. Tuttavia, la maggior parte degli studi successivi hanno concluso che sia Aetosauroides che Calyptosuchus sono generi validi e monotipici; il primo visse solo in Sudamerica, il secondo in Nordamerica. Stagonolepis sembrerebbe essere vissuto solo nel Carnico in Europa (Parker, 2007; Parker et al., 2008; Desojo ed Ezcurra, 2011; Desojo et al., 2012).

Paleobiologia[modifica | modifica wikitesto]

Stagonolepis era certamente un animale erbivoro, come suggerito dalla presenza di denti simili a pioli nella parte posteriore della bocca. Era inoltre presente un'insolita struttura simile al grugno di un maiale; tale forma era certamente adatta per frugare e scavare nel sottobosco[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Palmer, D. (a cura di), The Marshall Illustrated Encyclopedia of Dinosaurs and Prehistoric Animals, London, Marshall Editions, 1999, p. 63, ISBN 1-84028-152-9.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Heckert, A.B.; and Lucas, S.G. (2002). "South American occurrences of the Adamanian (Late Triassic: latest Carnian) index taxon Stagonolepis (Archosauria: Aetosauria) and their biochronological significance". Journal of Paleontology 76 (5): 852–863. doi:10.1666/0022-3360(2002)076<0852:SAOOTA>2.0.CO;2.
  • Parker, William G. (2007). "Reassessment of the Aetosaur "Desmatosuchus" chamaensis with a reanalysis of the phylogeny of the Aetosauria (Archosauria:Pseudosuchia)". Journal of Systematic Palaeontology 5: 41–68. doi:10.1017/S1477201906001994.
  • Parker, W. G.; Stocker, M. R.; and Irmis, R. B. (2008). "A new desmatosuchine aetosaur (Archosauria; Suchia) from the Upper Triassic Tecovas Formation (Dockum Group) of Texas". Journal of Vertebrate Paleontology 28 (2): 692–701. doi:10.1671/0272-4634(2008)28[692:ANDAAS]2.0.CO;2. ISSN 0272-4634.
  • Sulej, Tomasz (2010). "The skull of an early Late Triassic aetosaur and the evolution of the stagonolepidid archosaurian reptiles". Zoological Journal of the Linnean Society 158 (4): 860–881. doi:10.1111/j.1096-3642.2009.00566.x.
  • Desojo, J.B.; and Ezcurra, M.D. (2011). "A reappraisal of the taxonomic status of Aetosauroides (Archosauria, Aetosauria) specimens from the Late Triassic of South America and their proposed synonymy with Stagonolepis". Journal of Vertebrate Paleontology 31 (3): 596–609. doi:10.1080/02724634.2011.572936.
  • Julia B. Desojo, Martin D. Ezcurra and Edio E. Kischlat (2012). "A new aetosaur genus (Archosauria: Pseudosuchia) from the early Late Triassic of southern Brazil". Zootaxa 3166: 1–33. ISSN 1175-5326.

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