Stabilimento Alfa Romeo di Pomigliano d'Arco
Lo stabilimento Alfa Romeo di Pomigliano d'Arco, comunemente noto come Alfasud di Pomigliano e ridenominato nel 2008 in stabilimento "Giambattista Vico"[1] in memoria del filosofo napoletano, è una fabbrica, situata sul territorio del comune di Pomigliano d'Arco, ed in parte in quello di Acerra, di proprietà del gruppo Fiat Auto.
Progettato nel 1968 dall'Alfa Romeo cominciò la produzione di autoveicoli nel 1972. A partire da novembre 2011 nello stabilimento viene prodotta unicamente la Fiat Panda. Nel 2012 lo stabilimento ha ottenuto la certificazione Silver nell'ambito della classificazione del World Class Manufacturing[2].
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Storia [modifica]
Il primo stabilimento [modifica]
Nel 1938 l'Istituto per la Ricostruzione Industriale incaricò l'Alfa Romeo di fondare nel Sud un Centro Industriale Aeronautico con abbinato un piccolo aeroporto. La scelta ricadde su Pomigliano d'Arco e grazie all'opera dell'ingegnere Ugo Gobbato si diede vita ad un Centro Aeronautico tecnologicamente all'avanguardia, in grado di produrre motori per l'epoca tecnologicamente molto evoluti. Allo scoppio della seconda guerra mondiale il complesso industriale appena ultimato era tra i più grandi e moderni in Europa. Per migliorare le condizioni di vita dei dipendenti, per i residenti in zona, fu realizzato ex novo un intero quartiere con circa cinquecento abitazioni ognuna delle quali disponeva di un piccolo giardino, mentre per i forestieri fu costruito un albergo di circa settecento posti.
Nel 1942 ebbe inizio la produzione della serie di motori Daimler, tra i più usati dalle società tedesche. Nel 1943 il complesso aeronautico venne ultimato con altri due centri d produzione, per "strutture complete" e "leghe leggere". Poco dopo, due bombardamenti distrussero la città insieme allo stabilimento Alfa Romeo.
La ricostruzione [modifica]
La produzione dei motori di aeroplani ricominciò soltanto nel 1952, quando venne completata la ricostruzione della città e dello stabilimento. È a partire da quegli anni che l’Alfa Romeo iniziò le sue accreditate associazioni con i più qualificati gruppi della motoristica aeronautica.
Nel frattempo Finmeccanica aveva fondato, in una parte del Centro Aeronautico, le "Officine di Costruzioni Aeronautiche e Ferroviarie Aerfer". Inizialmente vi si realizzarono veicoli ferroviari e autofilotranviari poi l'"Aerfer" operò anche per la produzione su commessa di parti di aviogetti da combattimento per l’aeronautica statunitense e della NATO. Proprio dall’esperienza di costruzione di queste parti, a partire dalla seconda metà degli anni cinquanta, lo stabilimento di Pomigliano cominciò ad essere sede dello sviluppo e della realizzazione di nuovi prototipi da caccia leggeri, i cui progetti erano stati sostenuti finanziariamente dagli USA.
Negli anni sessanta l’aeroporto di Pomigliano lasciò il posto alla tipica fabbrica fordista che si fonda su processi scientifici di divisione del lavoro, meccanizzati grazie alla divisione spinta del lavoro e alla meccanizzazione, sull'uso di manodopera non specializzata. Negli intenti dell'Alfa Romeo vi era l'idea di introdurre una vettura di fascia media che andasse maggiormente incontro alle esigenze degli italiani, ma per evitare una concorrenza con la Fiat che allora dominava il mercato e quindi andare incontro a ingenti perdite di denaro si scelse (invece di progettare una vettura completamente nuova da zero) di stingere un accordo con la Renault per produrre su licenza il modello R4 destinato al mercato italiano. Le scocche della vettura erano prodotte in Francia, a Pomigliano si effettuava solo l'assemblaggio e venivano rifiniti gli interni. La Renault 4 Alfa Romeo (questo il nome della vettura) venne prodotta dal fine 1961 per andare in vendita l'anno seguente; la produzione del modello cessò nel 1964 dopo circa 2 anni e mezzo. La R4 Alfa Romeo venne venduta dalla rete di vendita Renault italiana[3].
La nascita dell'Alfasud [modifica]
A fine anni sessanta gli stabilimenti Alfa Romeo in Italia erano due: il primo costruito nel 1910 al Portello, quartiere periferico di Milano, il secondo era lo stabilimento Alfa Romeo di Arese inaugurato nel 1963 ad Arese, in provincia di Milano. In questo periodo il governo italiano, proprietario dell'IRI e quindi dell'Alfa Romeo, decise di attuare alcune misure atte a favorire lo sviluppo del mezzogiorno e arginare l'emigrazione di tanti giovani che si spostavano verso il nord Italia in cerca di lavoro. Così, con la contrarietà dell'allora Presidente dell'Alfa Giuseppe Luraghi, si finanziò la costruzione di una nuova fabbrica per la produzione di vetture accanto al già esistente stabilimento "Alfa Romeo Avio" di Pomigliano d'Arco. Nasceva così il grande progetto denominato "Alfasud".
Lo stabilimento per la fabbricazione di automobili fu realizzato in tempi molto rapidi. Nel 1967 iniziò, contemporaneamente, la progettazione dello stabilimento e del nuovo modello di auto (l'Alfasud), entrambe sotto la responsabilità tecnica dall'ingegnere Rudolf Hruska, uno dei più importanti tecnici della scena internazionale, già "braccio destro" di Ferdinand Porsche e consulente Fiat, Simca ed Abarth.
La gestione dell'operazione, capitanata da Hruska, fu resa completamente autonoma attraverso la creazione di Alfasud S.p.A., con sede a Pomigliano d'Arco, che operava, nel completamento dello stabilimento e nella progettazione del nuovo modello, in maniera formalmente indipendente dalla cosiddetta "Alfanord" di Arese.
Il 15 gennaio 1968, dopo decine di progetti proposti e discussi, venne presentato il piano generale per la realizzazione dello stabilimento Alfasud di Pomigliano d'Arco che prevedeva la costruzione dei nuovi impianti e l'inizio produttivo nel gennaio 1972.
L'Industria Napoletana Costruzione Autoveicoli Alfa Romeo - Alfasud S.p.A. nacque il 17 gennaio 1968 con azionisti Alfa Romeo (88%), Finmeccanica (10%) e IRI (2%). Per il progetto furono stanziati poco più di 300 miliardi di lire finanziati in gran parte dalla Cassa per il Mezzogiorno ed il Banco di Napoli.
La posa della prima pietra avvenne il 28 aprile 1968, alla presenza del presidente del consiglio Aldo Moro.
Nonostante numerosi ritardi, dovuti anche ai molti scioperi indetti dagli operai, Hruska riuscì a completare le opere e dare inizio alla produzione, con soli tre mesi di ritardo, nell'aprile 1972.
La prima vettura prodotta nello stabilimento, fu l'Alfasud[4]. Questa e stata la prima auto dell'Alfa Romeo a trazione anteriore, infatti fino ad allora le vetture prodotte dalla casa erano tutte a trazione posteriore. Il modello dell'Alfasud venne presentato nel 1971 al salone dell'automobile di Torino ed entrò in produzione l'anno seguente. Si trattava di una berlina a due volumi con coda fastback e quattro porte (il portellone posteriore arrivò solo nel 1982[5]). La commercializzazione delle prime serie diede enormi frutti infatti le vendite in quegli anni ammontarono a circa settantamila veicoli.
Gli anni '80 [modifica]
Nel 1982 l'Alfasud S.p.A. cambiò nome in "I.N.C.A. Investimenti" mentre nel 1984 esce di produzione l'Alfasud nelle versioni berlina e giardinetta dopo 893.719 esemplari[6] (la versione coupé Sprint resterà in produzione fino al 1989).
Il modello venne sostituito l'anno prima dall'Alfa Romeo 33, una berlinetta 5 porte che venne disegnata da Ermanno Cressoni[7] e che si rivelò innovativa per l'epoca. Dalla vecchia Alfasud la nuova 33 ereditava alcuni organi meccanici come i motori boxer, l'impostazione della pedaliera e il pianale di base che era stato aggiornato mentre l'impostazione della vettura era del tutto inedita e comportò investimenti consistenti per riaggiornare le linee porduttive dello stabilimento di Pomigliano d'Arco. Proprio con la 33 vengono automatizzati i processi produttivi con l'introduzione dei nuovi robot[8] Proposta inizialmente solo in versione berlinetta 5 porte, nel 1984 si aggiunse la versione station wagon ribattezzata 33 Giardinetta (e successivamente 33 Sportwagon).
Sempre nel 1983 iniziò anche la produzione di alcuni organi meccanici della Arna[9], la vettura di casa Alfa Romeo di fascia medio bassa progettata grazie all'accordo con la Nissan e prodotta nello stabilimento di Pratola Serra in provincia di Avellino. Siccome parte della meccanica dell'Arna era la medesima dell'Alfasud alcuni componenti venivano prodotti nello stabilimento napoletano e spediti in quello di Pratola Serra per essere assemblati.
Nel 1986 la Finmeccanica fu costretta a vendere le quote Alfa Romeo a Fiat per motivi finanziari e pertanto lo stabilimento entrò a far parte del Gruppo Fiat[10].
Con la nuova gestione, in seguito alla fusione tra Lancia ed Alfa Romeo, lo stabilimento fu rinominato "Stabilimento Alfa-Lancia di Pomigliano d'Arco"; di conseguenza venne avviato un piano di occupazione per lo stabilimento di Pomigliano d'Arco che vide l'inizio della produzione della Autobianchi Y10 nel 1987[11] (marchio in seguito assorbito dalla Lancia).
Nel 1989 esce di produzione l’Alfasud Sprint (chiamata semplicemente Sprint dopo l’uscita di scena delle versioni berlina e Giardinetta) dopo 121.184 esemplari prodotti e la Fiat per garantire occupazione introduce la produzione della Fiat Tipo. La Tipo però veniva già prodotta nello stabilimento di Cassino, infatti a Pomigliano venivano assemblati gran parti dei componenti e lamierati della vettura prodotti in origine a Cassino; per questo motivo la produzione cessò nel 1990 dopo nemmeno un anno, perché questa scelta si rivelò economicamente svantaggiosa (a Cassino si svolgeva la produzione completa del modello).
Dagli anni '90 alla fine 2010 [modifica]
Gli anni 90 vedono un grande piano di ristrutturazione e di investimenti per lo stabilimento di Pomigliano: vengono allestite le nuove linee di produzione basate sulla piattaforma Tipo sulla quale verranno prodotte l’erede dell’Alfa Romeo 75 e le nuove compatte del biscione sostitute della 33. Nel 1992 parte la produzione dell’Alfa Romeo 155, la nuova berlina a trazione anteriore realizzata sotto l’era della Fiat; questo modello però non raccoglie i favori del pubblico a causa della meccanica poco conforme agli standard di casa Alfa Romeo (niente più trazione posteriore per diminuire i costi di produzione), inoltre nonostante un investimento di circa 700 miliardi di lire in nuovi macchinari che supervisionano la produzione e la qualità dei lamierati, la 155 accusa dei problemi di affidabilità a causa della scarsa cura nell’assemblaggio.
Nel 1993 viene assegnato a Pomigliano un nuovo modello della galassia Fiat: la Lancia Delta di seconda generazione. Basata anch’essa sul pianale Fiat Tipo, la nuova vettura viene prodotta sia con carrozzeria hatchback 5 porte che 3 porte stile coupé denominata HPE (High Performance Estate).
Accanto alla linea della Delta partono anche i lavori per allestire la linea produttiva dedicata alle nuove vetture medie del biscione: la 145 e la 146 entrambe destinate a sostituire l’ormai anziana Alfa 33. La 145 è una due volumi sportiva che raccoglie l’eredità dell’Alfasud Sprint mentre la 146 è una 5 porte diretta sostituta della 33 berlina. Anche le 145 e 146 condividono la piattaforma Tipo della Delta e 155. La produzione parte tra il 1994 e il 1995.
Nel 1995 esce di produzione dopo 12 anni di carriera l’Alfa 33 prodotta in 989.324 esemplari di cui 866.958 berline e 122.366 station wagon. Sempre nel 1995 esce di produzione anche la best seller Autobianchi Y10. L’uscita di scena di queste due vetture determina un aumentò della produzione delle nuove vetture medie del gruppo Fiat.
Con l'entrata a pieno regime della produzione delle medie del gruppo Fiat, l'Alfa Romeo 155 inizia ad accusare l'età e le già basse vendite calano fortemente; nel 1997 si decise di interrompere la produzione della vettura dopo soli 191.949 esemplari prodotti (fu una delle berline di minor successo della casa milanese). L'erede fu l'Alfa Romeo 156, innovativa nei contenuti tanto da ricevere il premio Auto del'Anno 1998. La produzione della 156 parte nella fine del 1997 nella carrozzeria berlina, in seguito al grande successo viene introdotta anche la variante station wagon (chiamata Alfa Romeo 156 Sportwagon) nel 2000.
In seguito alla ristrutturazione aziendale del 2007 il Gruppo Fiat è divenuto Fiat Group Automobiles S.p.A. e l'Alfa-Lancia si è tramutata in Alfa Romeo Automobiles S.p.A.. In seguito a ciò, nel 2008, lo stabilimento è stato rinominato "Fiat Group Automobiles - Stabilimento Giambattista Vico".
Il 19 luglio del 2010 Fiat cede la proprietà dello stabilimento ed i relativi rapporti contrattuali dei lavoratori alla controllata Fabbrica Italia Pomigliano.
Elenco auto prodotte fino ad oggi [modifica]
| Foto | Marca | Modello | Inizio produzione | Fine produzione | Esemplari prodotti |
|---|---|---|---|---|---|
| Alfa Romeo | Alfasud (prima serie) | 1972 | 1980 | 642.528 | |
| Alfa Romeo | Alfasud Giardinetta | 1975 | 1980 | 5.097 | |
| Alfa Romeo | Alfasud sprint | 1976 | 1989 | 121.184 | |
| Alfa Romeo | Alfasud (seconda serie) | 1980 | 1984 | 203.904 | |
| Alfa Romeo | 33 | 1983 | 1995 | 866.958 | |
| Alfa Romeo | 33 Giardinetta | 1984 | 1995 | 122.366 | |
| Autobianchi | Y10 | 1987 | 1995 | ||
| Fiat | Tipo | 1989 | 1990 | ||
| Lancia | Delta | 1993 | 1999 | 138.980 | |
| Alfa Romeo | 155 | 1992 | 1997 | 191.949 | |
| Alfa Romeo | 145 | 1994 | 2000 | 221.037 | |
| Alfa Romeo | 146 | 1995 | 2000 | 233.295 | |
| Alfa Romeo | 156 | 1997 | 2005 | 680.000[12] | |
| Alfa Romeo | 156 Sportwagon | 2000 | 2007 | ||
| Alfa Romeo | 147 | 2000 | 2010 | ||
| Alfa Romeo | GT | 2003 | 2010 | 80.832 | |
| Alfa Romeo | 159 | 2005 | 2011 | ||
| Alfa Romeo | 159 Sportwagon | 2006 | 2011 | ||
| Fiat | Panda | 2011 |
Trasporti [modifica]
Autostrade [modifica]
Napoli-Canosa autostrada dei due mari - Inaugurata nel 1969 vi si trova uno svincolo dedicato alla città di Pomigliano d'Arco e quindi, attraverso una rampa di collegamento, direttamente allo stabilimento Fiat "Giambattista Vico".
Milano-Napoli autostrada del sole - vi sono tre svincoli che portano allo stabilimento:
Pomigliano-Villa Literno Asse di Supporto - collega l'A1 alla
Strada statale 162 dir del Centro Direzionale dove si trova lo svincolo "Pomigliano Zona Industriale" dedicato allo Stabilimento Fiat "Giambattista Vico".
Acerra-Afragola Asse Mediano - L'Asse Mediano termina nella zona industriale di Pomigliano d'Arco, servendo quindi direttamente lo stabilimento Fiat "Giambattista Vico".
Napoli-Canosa autostrada dei due mari - Lo svincolo di Pomigliano d'Arco, prima uscita dell'A16 direzione Canosa, attraverso una rampa di collegamento, porta direttamente allo stabilimento Fiat "Giambattista Vico".
Ferrovie [modifica]
| Per approfondire, vedi Diramazione Pomigliano d'Arco-Acerra. |
Nella metà degli anni '80 venne creata una linea della Circumvesuviana che si diramava da Pomigliano, sulla linea Napoli-Nola-Baiano, e conduceva allo stabilimento. Tale linea contava 2 stazioni, Alfa Sud 2 ed Alfa Sud 4; quest'ultima capolinea fino al 2006, anno in cui il tracciato venne prolungato fino ad Acerra. Le 2 stazioni furono rinominate successivamente in Alfa Lancia 2 ed Alfa Lancia 4.
Curiosità [modifica]
- Fatto più unico che raro, nella storia delle opere pubbliche italiane, la spesa complessiva per la realizzazione dello stabilimento risultò inferiore di 25 miliardi di lire, rispetto ai 300 miliardi stanziati[13].
- Dal 1910 nel logo della casa automobilistica è stata presente la scritta Milano, eliminata nel 1972 in seguito all'apertura dello stabilimento di Pomigliano.
- Nonostante le diffuse critiche che vennero sollevate dagli "alfisti" in merito alla "smilanesizzazione" del marchio, dovuta all'apertura dello stabilimento in Campania, occorre ricordare che l'azienda affonda le sue radici proprio a Napoli, con la fondazione della Darracq Italia nel 1906. Dopo pochi mesi la neonata azienda si trasferì a Milano, diventando A.L.F.A. (acronimo di Anonima Lombarda Fabbrica Automobili) nel 1910 e, infine, Alfa Romeo nel 1915.
Voci correlate [modifica]
- Nicola Romeo
- Fabbrica Italia Pomigliano
- Pomigliano d'Arco
- Rudolf Hruska
- Stabilimento Alfa Romeo del Portello
- Stabilimento Alfa Romeo di Arese
- Ugo Gobbato
Note [modifica]
- ^ Notizia della nuova denominazione
- ^ Fiat: Pomigliano ottiene certificazione WCM Silver
- ^ La Renault di Pomigliano
- ^ Storia dell'Alfa Romeo Alfasud
- ^ Caratteristiche dell'Alfasud
- ^ Produzione Aldasud
- ^ Alfa Romeo 33 storia
- ^ I Robot per gli stabilimenti Alfa Romeo
- ^ Storia dell'Alfa Romeo Arna
- ^ Processi produttivi Fiat a Pomigliano
- ^ Breve storia di Pomigliano
- ^ Comprensivo di modelli berlina, Sportwagon e Crosswagon
- ^ [1] Conferenza di Rudolf Hruska e Giuseppe Luraghi Milano, 13 giugno 1991
Collegamenti esterni [modifica]
- G.PESCE, Un motore per il Sud (da "Mezzogiorno Europa" n.5/2009) Saggio-dossier sulla storia degli insediamenti industriali Alfa Romeo di Pomigliano d'Arco
- G. PESCE, La fabbrica. Pomigliano, un "avamposto" della storia, da "La Repubblica", 11 agosto 2010