Stabat Mater (Rossini)

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Stabat Mater
Compositore Gioachino Rossini
Tipo di composizione Sequenza
Epoca di composizione (1832); 1837-1842
Prima esecuzione 7 gennaio 1842
Dedica don Manuel Fernández Varela
Durata media 50'
Organico

soli, coro e orchestra

Lo Stabat Mater di Gioachino Rossini è una sequenza liturgica in musica. La prima esecuzione si tenne a Parigi nella Salle Ventadour il 7 gennaio 1842 per il Théâtre de la comédie italienne con Giulia Grisi, Giovanni Matteo De Candia ed Antonio Tamburini.

Organico[modifica | modifica sorgente]

La composizione prevede il seguente organico:

Struttura musicale[modifica | modifica sorgente]

Lo Stabat Mater è suddiviso in dieci movimenti. Rispettivamente sono:

Storia[modifica | modifica sorgente]

La creazione dell'opera si deve al prelato spagnolo don Manuel Fernández Varela, il quale essendo desideroso di possedere un manoscritto di Rossini, pregò il musicista pesarese di volerlo accontentare. Rossini, che ben conosceva l'adattamento pergolesiano dello Stabat Mater, d'altro canto non volle mai cimentarsi fino a quel momento nella composizione di una versione propria, ma non volendo deludere padre Varela, cedette infine alle sue insistenze e incominciò la stesura, venendo ricambiato da questi con un dono. In effetti, non è mai stato ritrovato un atto di vendita comprovante l'acquisto dell'opera, dato che lo stesso Rossini, con l'assenso del Varela, stabilì che la partitura non sarebbe mai stata pubblicata, essendo anch'essa un dono personale.

La stesura dello Stabat Mater si fermò a causa di una dolorosa lombaggine sofferta in quel periodo dal musicista, ed a causa della sua probabile scarsa motivazione nell'affrontarne la composizione. La partitura venne quindi ceduta al musicista Giovanni Tadolini, suo amico, il quale avrebbe ultimato il lavoro a scapito dell'ignaro padre Varela. A questo punto sembra essere giustificato l'interesse di Rossini a non pubblicare il manoscritto, sennonché a lavoro ultimato, venne ugualmente eseguito con le modifiche di Tadolini a Madrid nel 1833 su interessamento del committente padre Varela. Nel 2011 il direttore d'orchestra italiano Antonino Fogliani ha orchestrato i sette numeri (la cui versione orchestrale era andata perduta) che Tadolini compose per la prima esecuzione dello Stabat Mater a Madrid, proponendoli lo stesso anno in prima esecuzione nell'ambito del Festival Rossini in Wildbad.

Nel 1837 padre Varela morì, ed a quattro anni di distanza dalla sua prima rappresentazione, la partitura dello Stabat Mater venne ritrovata dall'editore musicale francese Aulagnier. Egli chiese a Rossini il permesso di poterla dare alle stampe, ma il musicista si oppose vietandone anche l'esecuzione. Alla fine Rossini completò la stesura dell'opera e la diede alle stampe con l'editore Troupenas.

La prima parigina del 1842 fu molto favorevole e ne seguì a Bologna la prima italiana diretta da Gaetano Donizetti. Nonostante ciò, sin dalla première, Rossini fu accusato da alcuni esponenti della critica di eccessiva teatralità nella composizione, che pecca secondo questi, nella trasmissione del senso più mistico di religiosità che emana la sequenza di Jacopone da Todi.

In ogni caso l'opera è molto ricca nell'inventiva e nella struttura armonica. Si articola in dieci sezioni che culminano con un "Amen, in sempiterna" in stile fugato.

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