St. Chamond

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St. Chamond
Char St Chamond tank.jpg
Un St. Chamond in azione
Descrizione
Equipaggio 9
Dimensioni e pesi
Lunghezza 8,83(cannone compreso) m
Larghezza 2,67 m
Altezza 2,34 m
Peso 23,4 t
Capacità combustibile 250 litri
Propulsione e tecnica
Motore Panhard et Levasser 4 cilindri a benzina
Potenza 90 hp a 1.450 giri/minuto
Trazione cingolata
Prestazioni
Velocità 8,5
Autonomia 59
Armamento e corazzatura
Armamento primario 75mm Modele 1897
Armamento secondario fino a 4 mitragliatrici Hotchkiss Mle 1914
Corazzatura 17mm max

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Un carro St. Chamond

Indice

Sviluppo [modifica]

Nel dicembre 1915 il colonnello dell'artiglieria Jean Baptiste Estienne scrisse ed incontrò il generale Joseph Joffre, comandante in Capo dell'Esercito francese, sui requisiti relativi ad veicolo blindato basato sul trattore da Holt 75 hp. Da tale incontro scaturì la richiesta per il carro medio Schneider CA 1. Per avere l'incontro Estienne aveva aggirato i normali canali ufficiali, e il Generale Mourret comandante il Servizio Tecnico Automobilistico, responsabile dello sviluppo automobilistico dell'esercito francese, ordinò ad uno del suo ingegneri, il Colonnello Emile Rimailho, di sviluppare al più presto un carro "ufficiale." Di nuovo Rimailho si basò sul trattore Holt, ed il primo prototipo del nuovo carro fu assemblato nel febbraio 1916 dalla Compagnie des Forges et Aciéries de la Marine et d'Homécourt (FAMH) di St Chamond sotto la direzione del Lieut. Foughé appartenente al personale del Service Technique Automobile. Per fare accettare le specifiche del suo progetto al Ministero della Guerra, la Saint Chamond utilizzò le relazioni intrattenute nello stesso Ministero da uno dei suoi direttori tecnici, il colonnello Émile Rimailho, uno dei due co-inventori del famoso cannone da 75 mm Modèle 1897. Il primo prototipo venne completato nel febbraio del 1916. Il mezzo fu presentato ed approvato dall'esercito nel mese di settembre dello stesso anno. Il Ministero della Guerra approvò subito l'installazione, sulla parte anteriore del mezzo, di un cannone a tiro rapido Saint Chamond L12CTR (Canon à Tir Rapide) da 75 millimetri. Il risultato di questa operazione fu di rendere il Saint Chamond più lungo e più pesante del carro Schneider CA 1, con una camera di combattimento allungata che superava lungamente il treno di rotolamento sia davanti che dietro. L'8 aprile 1916 era stato emesso un ordine per la produzione di 400 carri, ed i primi veicoli uscirono di fabbrica nell'aprile 1917. Sui primi 165 carri venne installato un cannone Saint Chamond L12CTR (Canon à Tir Rapide) da 75 mm, mentre gli altri 235 ricevettero il Modèle1897 L/36 da 75 mm. Il mezzo disponeva di un equipaggio di 8 o 9 persone. Il propulsore era un Panhard et Levasser a 4 cilindri erogante 90 hp, collegato ad una trasmissione elettrica Crochat-Collardeau, ed una una dinamo che alimentava due motori elettrici, uno per ogni treno di rotolamento. Il carro era armato con un cannone Modele 1897 da 75 mm a canna lunga, posizionato a prua, è infatti viene praticamente considerato l'antesignano dei veicoli corazzati del tipo cannone d'assalto. Questo disegno si dimostrò, tuttavia, difettoso in combattimento. Il carro spesso si sarebbe spesso piantato nel terreno ed il conducente, per tentare di liberarlo, avrebbe affaticato troppo i motori elettrici. L'ultimo dei 377 esemplari prodotti venne consegnato all'esercito francese nel marzo 1918.

Descrizione tecnica [modifica]

Carro d'assalto, peso in ordine di combattimento 23.400 kg (48,501 lb), lunghezza 8,83 m (compreso il cannone), larghezza 2,67 m, altezza 2,34 m, velocità massima 8,5 km/h, autonomia 59 km. capo carro, capo pezzo, due artiglieri, quattro mitraglieri e un meccanico. L'equipaggio era composton da 9 persone: Il propulsore era un motore a benzina Panhard et Levasser a 4 cilindri erogante 90 hp a 1.450 giri/minuto, associato ad trasmissione elettrica Crochat-Colardeau. L'armamento principale si basava su un cannone Modele 1897 da 75 mm a canna lunga con 106 colpi, posizionato a prua, mentre quello secondario era su quattro mitragliatrici Hotckhiss M.le 1914 calibro 8 mm con una dotazione complessiva di 7.488 colpi. I primi carri di produzione avevano una corazzatura di 11,5 mm, salita successivamente a 17 mm per contrastare l'impiego tedesco del munizionamento perforante "K" in acciaio trattato con carburo di tungsteno.

L'impiego bellico [modifica]

Il carro d'assalto Saint Chamond entrò in azione per la prima volta il 5 maggio 1917, quando una compagnia di 16 carri, appoggiati anche da due Schneider CA 1, sostennero un attacco di fanteria al Mulino di Laffaulx (Moule de Laffaulx) sul fronte della 6ª Armata francese. Un carro St Chamond si piantò in una trincea della prima linea tedesca. Lo stesso accadde nel prossimo grande attacco di carri francesi eseguito nell'ottobre seguente quando solamente gli Schneider oltrepassarono le trincee tedesche. Il carro Saint Chamond venne usato con un certo successo, ma il suo problema principale risultò la cingolatura, molto più corta dello scafo, a sua volta estremamente lungo. Tutti questi fattori lo rendevano particolarmente instabile durante la marcia, soprattutto su terreno accidentato o se il carro doveva attraversare delle trincee.

Verso la fine del 1917, ma soprattutto durante il 1918, furono apportati al carro un certo numero di miglioramenti:

  1. Adozione del tetto con due spioventi per impedire che le granate a mano tedesche restassero sul tetto, facendole rotolare all'infuori.
  2. Adozione di una sola cupola, diventata di forma quadrangolare, per la postazione di condotta del mezzo.
  3. Adozione di maglie per cingoli in acciaio migliore, allargate di circa il 30 % (da 326 a 500 mm).
  4. Adozione di rotoli cilindrici posti sotto l'estremità anteriore e sotto la parte posteriore del carro per facilitare la progressione del mezzo su terreno difficile.
  5. Adozione al posto del cannone originario Saint Chamond L12CTR (Canon à Tir Rapide) da 75 mm del classico cannone da 75 mm Modèle 1897.

Dal febbraio 1917 al febbraio 1918 vennero creati, presso il campo di addestramento di Champlieu, 12 gruppi di carri d'assalto Saint Chamond. Essi erano numerati da AS 31 ad AS 42. Ogni gruppo era composto di tre batterie su quattro carri. Il carro d'assalto Saint Chamond trovò il suo ruolo più efficace nel 1918, dopo la ripresa della guerra di movimento, in quanto il cannone Modèle 1897 da 75 mm a canna lunga era capace di impegnare direttamente l'artiglieria da campagna avversaria. L'ultima grande azione che vide protagonista il carro St. Chamond avvenne il 18 luglio 1918 nel saliente Siossons-Reims. Si trattava di un contrattacco eseguito dalla 10ª Armata francese che vide l'impiego di 216 carri Schneider CA.1, 131 St Chamond e 220 Renault FT-17. Nei duri combattimenti del 1918 i carri Schneider parteciparono a 473 azioni diverse, gli St Chamond a 375. Il carro St. Chamond entrò in azione anche in Russia dopo la rivoluzione. Alcuni vennero catturati ed usati dalla forze sovietiche. Alla data dell'armistizio solamente 72 carri erano utilizzabili sui 400 costruiti. Nel 1918 almeno 48 esemplari vennero convertiti in carri rifornimento (char de ravitaillement), privi dell'armamento principale, e con una placca corazzata al posto dell'apertura per il cannone.

Dove si può vedere [modifica]

L'unico esemplare esistente al mondo del cannone d'assalto Saint Chamond è esposto al Museé des Blindée di Saumur. Esso proviene da un dono dell'US Army Ordnance Museum" situato sull'"Aberdeen Proving Grounds" nel Maryland, USA. Il restauro nelle condizioni originali della dinamo e dei motori elettrici non è stato possibile a causa dell'avanzato ed irreversibile stato di degrado in cui versavano le parti.

Bibliografia [modifica]

  • Gougaud, Alain. L’Aube de la Gloire, Les Auto mitrailleuses et les Chars Français pendant la Grande Guerre. Ocebur Guides Muller,1987, ISBN 2-904255-02-8
  • Lieut-colonel Perre, J. Bataille et Combats des Chars Français. Charles-Lavauzelle et Cie., Parigi. 2 volumi, 1937 e 1940.
  • Mathieu Detchessahar e Yannick Lemarchand, "Des Hommes et des Projects dans l'Urgence — La naissance du char d’assaut français, Annales des Mines p 47; quattro Lettre d’Estienne à Joffre, 1er novembre 1916. SHAT.
  • Zaloga, Steven J. "French tanks of World war 1 ", 2010, Osprey Publishing, ISBN 978-1-84603-513-5


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