Sprite (personaggio)

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« Mi è toccato in sorte di essere Peter "Cheduepalle" Pan... »
(Sprite)
Sprite
Universo Universo Marvel
Nome orig. Sprite
Lingua orig. Inglese
Alter ego
  • Colin
Autori
Editore Marvel Comics
1ª app. in The Eternals
Editore it. Panini Comics
app. it. in Gli Eterni
Specie Homo immortalis
Sesso Maschio
Luogo di nascita Olympia
Abilità
  • immortalità (qualora venga ucciso rinasce)
  • capacità di plasmare la materia
  • creazione di illusioni
  • parziale controllo dell'energia
  • capacità fisiche sovrumane

Sprite è un personaggio dei fumetti Marvel Comics, creato da Stan Lee (testi) e Jack Kirby (disegni). Sprite è uno degli Eterni.

Biografia del personaggio[modifica | modifica wikitesto]

Sprite è uno degli Eterni, individui umanoidi immortali creati dalle divinità cosmiche chiamate Celestiali allo scopo di ispirare e proteggere l'umanità. Sprite viene creato a Olympia, patria degli Eterni, circa un milione e mezzo di anni fa; la sua peculiarità è quella di avere l'aspetto di un bambino di undici anni, aspetto che lo accompagnerà per tutta la vita, riempiendolo di amarezza. Sprite vorrebbe infatti potersi comportare da adulto, ma gli altri Eterni non lo trattano come tale; viene ad esempio respinto dalla bella Sersi, di cui è invaghito, solo per il suo aspetto. Sprite si diverte inoltre a prendersi gioco degli altri (umani ed Eterni): si presenta ad esempio a James Matthew Barrie vestito di verde, ispirandogli la storia di Peter Pan.[1]

Gli Eterni di Stan Lee e Jack Kirby[modifica | modifica wikitesto]

Sprite si comporta come un ragazzino disadattato, quindi viene spesso sgridato e punito dagli altri Eterni. Il ragazzino riesce tuttavia a farsi onore contribuendo a salvare l'astronave dei Celestiali da un attacco dei Devianti; mentre gli Eterni stanno costituendo un'Uni-Mente, infatti, i Devianti ne approfittano per attaccare e Sprite (che non partecipa all'Uni-mente per via del suo comportamento ribelle) contatta l'Eterno Dimenticato, Gilgamesh (che a sua volta non partecipa all'Uni-mente essendo esiliato) e gli costruisce una tuta spaziale e un'astronave, architettando un piano che consente la vittoria degli Eterni.[2]

Gli Eterni di Neil Gaiman e John Romita Jr.[modifica | modifica wikitesto]

L'amerezza che Sprite si porta dentro per via del suo aspetto, tuttavia, lo spinge a compiere un gesto estremo: Sprite vuole essere un mortale, crescere, diventare adulto, amare le donne, persino morire. Sfruttando il suo potere di creare illusioni, quindi, il ragazzino spinge Zuras e Ajak a creare un Uni-Mente insieme a lui e Tiamut (il Celestiale Dormiente) e sfrutta il potere del Celestiale per alterare la realtà. In seguito a ciò tutti gli Eterni perdono la memoria (a parte Sprite, ma alcuni la conservano in parte) e diventano umani; Sprite, in particolare, si gode la sua vita da mortale come piccola star della televisione (con il seguitissimo programma È una cosa da Sprite) e cantante rock, con il falso nome di Colin (anche se il nome d'arte resta Sprite).

Ikaris è tuttavia uno degli Eterni che conservano parte dei ricordi e riferisce a Makkari che Sprite è un Eterno (anche se non sa che loa colpa di tutto è di Sprite); Makkari si reca allora dal ragazzino, in California, ma quest'ultimo riesce a ingannarlo e a spingerlo ad attaccare incomsapevolmente il Celestiale Dormiente, mandando Makkari in una sorta di coma. Sprite viene a sua volta raggirato da due Devianti, che adorano Tiamut come un dio e usano Makkari per risvegliarlo.

Nella confusione che segue Sprite fugge, salendo su un treno. Viene tuttavia raggiunto da Zuras, leader degli Eterni, al quale dice che non è pentito di aver quasi distrutto gli Eterni; Zuras gli dà quindi l'estremo, affettuoso saluto e gli spezza l'osso del collo.[1]

Poteri e abilità[modifica | modifica wikitesto]

Sprite possiede i poteri tipici di tutti gli Eterni: immortalità (qualora muoia, rinasce a Olympia), forza e velocità superiori alla media umana (anche se non ne fa mai uso), levitazione.

Sprite è inoltre un plasmante, cioè un Eterno che possiede una spiccata abilità nel plasmare la materia, trasformando con facilità oggetti o esseri viventi. Il ragazzino possiede anche l'abilità di creare illusioni, così potenti da ingannare anche gli Eterni più potenti; questo potere, rafforzato dall'Uni-Mente con Tiamut, gli ha consentito di alterare la realtà a suo piacimento.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Neil Gaiman e John Romita Jr., Gli Eterni, Supereroi – Le grandi saghe n. 12, Panini Comics, 2009
  2. ^ Stan Lee e Jack Kirby, Gli Eterni di Jack Kirby, Supereroi – Le grandi saghe n. 32, Panini Comics, 2010


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