Spiranthes spiralis

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Viticcini autunnali
Spiranthes spiralis 120807.jpg
Spiranthes spiralis
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Liliopsida
Ordine Orchidales
Famiglia Orchidaceae
Sottofamiglia Orchidoideae
Tribù Cranichideae
Sottotribù Spiranthinae
Genere Spiranthes
Specie S. spiralis
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Monocotiledoni
Ordine Asparagales
Famiglia Orchidaceae
Nomenclatura binomiale
Spiranthes spiralis
(L.) Chevall., 1827
Sinonimi

Ophrys spiralis (bas.)
Epipactis spiralis
Neottia spiralis
Serapias spiralis
Spiranthes autumnalis

Nomi comuni

Spirante spiralata
Treccia di dama
(DE) Herbst-Wendelähre, Herbst-Schraubenstendel
(FR) Spiranthe spiralée, Spiranthe d'automne
(EN) Autumn Lady's-tresses

Il Viticcino autunnale (nome scientifico Spiranthes spiralis (L.) Chevall., 1827) è una pianta erbacea della famiglia delle Orchidaceae con la particolare infiorescenza disposta a spirale.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il nome (sia generico Spiranthes che specifico spiralis) deriva dalla forma dell'infiorescenza. Infatti dal greco sappiamo che ”speira” = spira e ”anthos” = fiore[1].
Il binomio scientifico di questa pianta inizialmente era Ophrys spiralis, proposto dal botanico e naturalista svedese Carl von Linné (1707 - 1778) in una pubblicazione del 1753, modificato successivamente in quello attualmente accettato (Spiranthes spiralis), proposto dal medico e botanico francese François Fulgis Chevallier (1796-1840) in una pubblicazione del 1827.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Descrizione delle parti della pianta
Il portamento

È una pianta erbacea perenne alta da 6 a 30 cm. La forma biologica di questa orchidea è geofita rizomatosa (G rizh), ossia è una piante con un particolare fusto sotterraneo, detto rizoma, che ogni anno si rigenera con nuove radici e fusti avventizi. È un'orchidea terrestre in quanto contrariamente ad altre specie, non è “epifita”, ossia non vive a spese di altri vegetali di maggiori proporzioni (ha cioè un proprio rizoma).

Radici[modifica | modifica sorgente]

Le radici sono secondarie da rizoma. Sono del tipo fascicolato e si trovano nella parte superiore dei rizotuberi.

Fusto[modifica | modifica sorgente]

  • Parte ipogea: la parte sotterranea consiste in un corto rizoma terminante in due tubercoli allungati le cui funzioni sono quelle di alimentare la pianta, ma anche di raccolta dei materiali nutritizi di riserva. Questa pianta non è stolonifera. Dimensione dei rizotuberi: 5 – 8 cm.
  • Parte epigea: i fusti aerei sono sottili, gracili, ascendenti, eretti e semplici. Il fusto è pubescente ed è privo della rosetta basale (la rosetta basale è decidua appena nasce il nuovo fusto; le foglie presenti vicino al fusto sono quelle della pianta del prossimo anno).

Foglie[modifica | modifica sorgente]

La rosetta basale
  • Foglie basali: la rosetta foliare basale secca usualmente prima della fioritura; al momento dell'antesi sono presenti alcune foglie (da 3 a 7) in una rosetta laterale, dalla quale emergerà, l'anno seguente, un nuovo fusto fiorifero. Le foglie sono intere a forma ovale allungata o ellittiche con apice acuto. La pagina è percorsa da deboli venature longitudinali (foglie di tipo parallelinervie) ed è lucida. Dimensioni delle foglie: larghezza 7 – 11 mm; larghezza 12 – 25 mm.
  • Foglie cauline: sono progressivamente ridotte a delle squame patenti simili a brattee.

Infiorescenza[modifica | modifica sorgente]

L'infiorescenza è una spiga sessile e unilaterale. La disposizione dei fiori (da pochi fino a 20) è a spirale. I fiori sono posizionati alle ascelle di brattee pubescenti e lunghe come l'ovario; sono inoltre resupinati, ossia ruotati di 180° per cui il labello si trova in posizione bassa. Dimensione dell'infiorescenza: 3 – 15 cm.

Fiore[modifica | modifica sorgente]

I fiori, piccoli quasi labiati, sono ermafroditi ed irregolarmente zigomorfi, pentaciclici (perigonio a 2 verticilli di tepali, 2 verticilli di stami (di cui uno solo fertile – essendo l'altro atrofizzato), 1 verticillo dello stilo)[2]. Dimensione dei fiori: 4 – 7 mm.

  • Formula fiorale: per queste piante viene indicata la seguente formula fiorale:
X, P 3+3, [A 1, G (3)], infero, capsula[3]
  • Perigonio: il perigonio è composto da 2 verticilli con 3 tepali (o segmenti) ciascuno (3 interni e 3 esterni). I vari tepali (a parte il labello) sono più o meno uguali (a forma ovato-lanceolata), tutti ottusi e conniventi alla base. Quelli interni insieme a quello dorsale esterno formano una specie di cappuccio a protezione degli organi riproduttivi (ginostemio). I due tepali laterali esterni sono invece patenti. Il colore dei tepali è bianco.
  • Labello: il labello è semplice (non formato da due parti distinte) e privo dello sperone. La forma è allargata nella parte terminale, mentre alla base i margini sono ripiegati all'interno così da contenere lo ginostemio. La parte terminale è increspata. Il colore del labello è bianco ai bordi e verde al centro.
  • Ginostemio: lo stame con le rispettive antere (in realtà si tratta di una sola antera fertile biloculare – a due logge) è concresciuto con lo stilo e forma una specie di organo colonnare chiamato ginostemio[4]. Il polline è conglutinato in pollinii (o masse polliniche) collegati direttamente (senza caudicole) al retinacolo (una ghiandola vischiosa sporgente che ha la funzione di catturare il polline). L'ovario, infero e sessile, è formato da tre carpelli fusi insieme[2]. L'ovario è inoltre fusiforme e pubescente.
  • Fioritura: da agosto a novembre. È una delle poche (forse l'unica) orchidea a fiorire in autunno.

Frutti[modifica | modifica sorgente]

Il frutto è una capsula più o meno ovoidale con alcune coste. È deiscente lungo tre di queste coste. Al suo interno sono contenuti numerosi minutissimi semi (sono probabilmente i semi più piccoli della famiglia delle Orchidee). Questi semi sono privi di endosperma e gli embrioni contenuti in essi sono poco differenziati in quanto formati da poche cellule. Queste piante vivono in stretta simbiosi con micorrize endotrofiche, questo significa che i semi possono svilupparsi solamente dopo essere infettati dalle spore di funghi micorrizici (infestazione di ife fungine del genere Rhizoctonia). Questo meccanismo è necessario in quanto i semi da soli hanno poche sostanze di riserva per una germinazione in proprio.[5].

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

La riproduzione di questa pianta avviene in due modi:

  • per via sessuata grazie all'impollinazione degli insetti pronubi (imenotteri) in quanto è una pianta provvista di nettare; ma la germinazione dei semi è condizionata dalla presenza di funghi specifici (i semi sono privi di albume – vedi sopra).
  • per via vegetativa in quanto i rizomi possono emettere gemme avventizie capaci di generare nuovi individui.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

  • Distribuzione: questa orchidea in Italia è comune su tutto il territorio (più rara al nord). Nelle Alpi si trova in tutte le province ad esclusione di Bolzano e Belluno. Fuori dall'Italia è presente su tutti i rilievi europei ad esclusione delle Alpi Dinariche.
  • Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare fino a 900 m s.l.m.; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: collinare e montano.

Fitosociologia[modifica | modifica sorgente]

Dal punto di vista fitosociologico la specie di questa voce appartiene alla seguente comunità vegetale[6]:

Formazione: delle comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche
Classe: Festuco-Brometea

Sistematica[modifica | modifica sorgente]

Le Orchidaceae sono una delle famiglie più vaste della divisione tassonomica delle Angiosperme; comprende 788 generi e più di 18500 specie[7]. Il genere Spiranthes è mediamente numeroso (80 – 200 specie a seconda delle varie classificazioni) e comprende solamente delle piccole orchidee a distribuzione prevalentemente Eurasiatica e comunque extra-tropicale.
Il Sistema Cronquist assegna la famiglia delle Orchidaceae all'ordine Orchidales mentre la moderna classificazione APG la colloca nel nuovo ordine delle Asparagales.
Il numero cromosomico di S. spiralis è: 2n = 30[8].

Ibridi[modifica | modifica sorgente]

S. spiralis può ibridarsi con la specie affine Spiranthes aestivalis (Poir.) Rich. e produrre l'ibrido:

  • Spiranthes × zahlbruckneri Fleischmann (1910)

Sinonimi[modifica | modifica sorgente]

S. spiralis ha avuto nel tempo diverse nomenclature tra cui:

  • Ophrys spiralis L. (1753) (basionimo)
  • Epipactis spiralis (L.) Crantz (1769)
  • Neottia spiralis (L.) Sw. (1805)
  • Serapias spiralis (L.) Scop. (1772)
  • Spiranthes autumnalis (Balb.) Rich. (1817)

Specie simili[modifica | modifica sorgente]

Con la particolare infiorescenza elicoidale (e la fioritura autunnale) è un'orchidea difficilmente confondibile con altre, a parte la congenere S. aestivalis che si distingue per il periodo di fioritura più avanzato, per la rosetta delle foglie coassiale al fusto e per le brattee dell'infiorescenza più lunghe e i fiori più patenti (si proiettano lateralmente all'infuori rispetto all'asse dell'infiorescenza).

Altre notizie[modifica | modifica sorgente]

In alcune aree è una pianta protetta quindi ne è vietata la raccolta.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Motta, op. cit., Vol.3 - pag. 727
  2. ^ a b Pignatti, op. cit., Vol. 3 pag. 700
  3. ^ Tavole di Botanica sistematica. URL consultato il 28 gennaio 2010.
  4. ^ Musmarra, op. cit., pag. 628
  5. ^ Strasburger, op. cit., vol. 2 - pag. 808
  6. ^ Flora Alpina, op. cit., vol. 2 - pag. 1108
  7. ^ Strasburger, op. cit., vol. 2 - pag. 807
  8. ^ Tropicos Database. URL consultato il 29 gennaio 2010.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta. Volume terzo, Milano, Federico Motta Editore, 1960, pag. 92.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume terzo, Bologna, Edagricole, 1982, pag. 725, ISBN 8850624492.
  • AA.VV., Flora Alpina. Volume 2, Bologna, Zanichelli, 2004, pag. 1116.
  • 1996 Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole.
  • Eduard Strasburger, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, pag. 807, ISBN 8872873444.
  • Judd-Campbell-Kellogg-Stevens-Donoghue, Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, pag. 287, ISBN 978-88-299-1824-9.
  • Gruppo italiano per la ricerca sulle orchidee spontanee (GIROS), Orchidee d'Italia. Guida alle orchidee spontanee, Cornaredo (MI), Il Castello, 2009, ISBN 9788880398912.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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