Sphenodon

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Progetto:Forme di vita/Come leggere il tassoboxCome leggere il tassobox
Tuatara
Tuatara adult.jpg

Skull diapsida 1.png
Sphenodon punctatus

Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Reptilia
Ordine Rhynchocephalia
Famiglia Sphenodontidae
Genere Sphenodon
Specie

Il tuatara (parola di origine maori che significa aculei sul dorso[1]), chiamato anche sfenodonte o hatteria, è il rettile vivente più antico. Appartiene all'ordine Rhynchocephalia, unico membro della famiglia Sphenodontidae. Vive sulle isole al largo della Nuova Zelanda.

In passato le popolazioni delle Brothers Islands venivano inquadrate come una specie a sé stante (Sphenodon guntheri); recenti studi genetici hanno concluso che non vi sono elementi per considerarle come specie separate.[2]

Morfologia[modifica | modifica sorgente]

I tuatara possono essere lunghi fino a 60 cm e arrivare a pesare 1300 g. nei maschi, mentre le femmine, di dimensioni più modeste, sono lunghe circa 50 cm e pesano solitamente sui 550 g.

Nonostante siano superficialmente simili a delle lucertole, i tuatara se ne discostano per alcune caratteristiche fisiche: per esempio, essi sono privi di membrana timpanica esterna, sono provvisti di estensioni uncinate su alcune coste (come negli uccelli) e inoltre presentano due ampie aperture ai lati del cranio dietro e sopra la cavità che ospita il globo oculare e nel maschio è assente l'organo copulatore.

I tuatara, inoltre, posseggono il "terzo occhio", ovvero un complesso organo posto sulla sommità del capo (che nelle prime fasi di vita del rettile è ricoperto di squame). Quest'organo è presente anche in molti sauri, ma mentre in questi ultimi il "terzo occhio" serve per regolare la temperatura corporea, non si è ancora capito quale sia l'utilità di quest'organo nel tuatara.

Questi rettili possiedono all'interno della loro specie una vasta varietà di colorazioni della pelle, dal rosso mattone al verde oliva, e come le lucertole sono in grado di liberarsi della loro coda (fenomeno questo detto autotomia) per confondere i predatori e fuggire. La coda ricrescerà però di una pigmentazione diversa rispetto al colore originario.

I tuatara sono rettili nei quali il dimorfismo sessuale (ovvero le differenze fisiche tra i due sessi) è molto accentuato: il maschio possiede, infatti, una testa più grossa, un addome più stretto e una cresta di spine arrotondate dietro la testa e al centro del dorso, mentre nella femmina questa è poco sviluppata.

Questi rettili mangiano un po' di tutto: nidiacei, uova e adulti di molte specie di uccelli marini, oltre che molti insetti, come lo weta, una grossa specie di cavalletta molto comune in Nuova Zelanda. I tuatara sono tra gli animali più longevi, i maschi infatti possono vivere per più di 100 anni.[3]

Comportamento e abitudini[modifica | modifica sorgente]

Areale della specie.
La distribuzione dei tuatara (in nero):[4][5][6] I cerchietti rappresentano i tuatara della North Island, Nuova Zelanda, mentre i quadratini rappresentano i tuatara delle Brothers Island.

I tuatara sono animali notturni, che abitano in tane che accolgono un solo esemplare, e sono particolarmente attivi tra i 17° e i 20° (temperature ancora troppo basse per altri rettili). La loro attività è inoltre regolata dagli agenti atmosferici (ad esempio, dato che gli sfenodonti soffrono molto la disidratazione, sono particolarmente attivi durante le giornate piovose dopo una lunga siccità).

Lo sfenodonte caccia tramite appostamento, catturando la prima preda commestibile che gli passa davanti: se questa è piccola, l'afferra con la lingua inghiottendola intera, mentre se è più grande e coriacea esso la smembra con i denti. Questo rettile, infatti è dotato di una sola fila di denti nella mandibola inferiore che si incastra con una doppia fila di denti nella mandibola superiore.

I maschi delimitano il proprio territorio e si mettono in mostra per attirare eventuali compagne. Quando due maschi rivali si incontrano, possono confrontarsi con rituali e lotte. Nel primo caso, i tuatara si allineano fianco a fianco spalancando lentamente la bocca e richiudendola con uno scatto. Se ciò non sortisce effetto, inizia la vera e propria lotta con morsi e trascinamenti.

L'accoppiamento ha luogo tra la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno australe (da gennaio a marzo). Le uova vengono deposte in primavera o all'inizio dell'estate (ottobre-dicembre) in una cavità scavata dalla femmina e possono essere fino a 19. Così come nei coccodrilli, i piccoli tuatara hanno sul muso una protuberanza (detta "dente da uovo") che li aiuta a fendere l'involucro dell'uovo per uscirne. Il sesso dei nascituri è determinato (come d' altra parte avviene anche tra i coccodrilli e tra altri rettili) dalla temperatura del nido. Gli sfenodonti sono animali poco prolifici: mentre i maschi hanno un ciclo riproduttivo annuale, le femmine depongono le uova ogni quattro anni. L' incubazione dell' uovo è di circa 12-15 mesi, ma al contrario di ciò che avviene per altri rettili, esso cessa momentaneamente di svilupparsi durante l' inverno.

Il rapporto con la berta grigia[modifica | modifica sorgente]

Un tipo di simbiosi che avviene sulle isole neozelandesi coinvolge proprio il tuatara e un uccello marino, la berta grigia. In queste isole le berte sono molto numerose ed il tuatara si risparmia la fatica di costruirsi un nido proprio usufruendo invece di quello scavato dall'uccello. Secondo alcuni studiosi, questa associazione è permessa dal diverso periodo di attività dei due animali. La berta grigia di giorno abbandona il nido per cercare cibo, mentre il tuatara se ne sta nascosto nella cavità lasciata libera dall'uccello. Di notte la berta ritorna alla propria abitazione per riposare mentre il tuatara esce a sua volta per la caccia. Quando la berta migra, infine, il tuatara rimane il solo ad usare il riparo.

C'è però chi afferma che il rettile usufruisca del nido dell'uccello solo quando lo trova disabitato (e non è difficile per lui trovarne), come pure c'è chi asserisce che la berta non tolleri la vicinanza dello sfenodonte reagendo vivacemente quando questi si avvicina al nido (e non è difficile crederlo, dato che il tuatara si nutre anche di uova e nidiacei di berta). Certo è che comunque un'altra specie di uccello, il petrello tuffatore, abbandona definitivamente il nido quando questo è occupato dal tuatara.

Un fossile vivente?[modifica | modifica sorgente]

I paleontologi sanno che il gruppo degli sfenodonti è comparso assieme ai dinosauri più di 225 milioni di anni fa (nel periodo triassico). Mentre tutti gli altri sfenodonti sono scomparsi circa 60 milioni di anni fa, i tuatara sono sopravvissuti. Per molto tempo si è supposto che il tuatara fosse un vero e proprio "fossile vivente". Questa affermazione è però stata recentemente contestata dallo zoologo neozelandese Donald G. Newman.

Conservazione[modifica | modifica sorgente]

Nel corso degli ultimi 150 anni, i tuatara si sono estinti su dieci isole neozelandesi a causa della distruzione del loro habitat e dell'introduzione da parte dell'uomo di specie "aliene" (come maiali, cani e gatti). Delle 30 popolazioni rimaste, 8 sono minacciate da un tipo di ratto (Rattus exulans) introdotto dall'uomo.
Nonostante ciò, il numero di tuatara oggi è stabile anche grazie all'intervento del governo neozelandese (che per esempio ha ripulito una serie di isole dai predatori per la conservazione di questi rettili).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ The Tuatara in Kiwi Conservation Club: Fact Sheets, Royal Forest and Bird Protection Society of New Zealand Inc., 2007. URL consultato il 2 giugno 2007.
  2. ^ Hay J.M., Sarre S.D., Lambert D.M., Allendorf F.W., Daugherty C.H., Genetic diversity and taxonomy: a reassessment of species designation in tuatara (Sphenodon: Reptilia) in Conservation Genetics, vol. 11, 2010, pp. 1063-1081.
  3. ^ Il record di Henry: padre a 111 anni , articolo de Il Corriere della Sera, del 26 gennaio 2009
  4. ^ Daugherty C. H., Cree A., Hay J. M., Thompson M. B., Neglected taxonomy and continuing extinctions of tuatara (Sphenodon) in Nature, vol. 347, nº 6289, 1990, pp. 177–179, DOI:10.1038/347177a0.
  5. ^ Peter Gaze, Tuatara recovery plan 2001–2011, Threatened Species Recovery Plan 47, Biodiversity Recovery Unit, Department of Conservation, Government of New Zealand, 2001, ISBN 0-478-22131-2. URL consultato il 2 giugno 2007.
  6. ^ Beston, Anne, New Zealand Herald: Tuatara Release, 25 ottobre 2003. URL consultato l'11 settembre 2007.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Autori vari, Reptiles & Amphibians Weldon Owen 1992, pag 218-223;
  • Francesco Baschieri Salvadori, Nel meraviglioso regno degli Animali. Curcio editore, 1972, volume primo e quinto.
  • Daugherty, Charles and Cree, Alison. (1990). Tuatara: a survivor from the dinosaur age. New Zealand Geographic, 6, (April–June 1990): 60.
  • Lutz, Dick (2005), Tuatara: A Living Fossil. Salem, Oregon: DIMI PRESS.
  • Mary McKintyre, Conservation of the Tuatara, Victoria University Press, 1997, ISBN 0-86473-303-8.
  • Newman D. G. (1987). Tuatara. Endangered New Zealand Wildlife Series. Dunedin, New Zealand: John McIndoe.
  • Brian Parkinson, The Tuatara, Reed Children’s Books, 2000, ISBN 1-86948-831-8.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

rettili Portale Rettili: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di rettili