Specchio Sassone

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L'elezione del re (Heidelberger Sachsenspiegel, circa 1300)
Eike von Repgow dall'Oldenburger Sachsenspiegel

Lo Specchio sassone è la più rilevante raccolta normativa del Medioevo tedesco. Il nome specchio sassone aveva un significato analogico: come si può osservare il proprio volto in uno specchio, così i sassoni avrebbero potuto vedere ciò che era giusto e lecito e ciò che non lo era in uno specchio. Lo specchio sassone è stato conservato in quattro manoscritti dorati e a immagini e in ben 480 frammenti e manoscritti.

Lo Specchio sassone rappresenta il primo grande documento giuridico redatto in tedesco e non in latino. Esisteva pure una precedente versione latina, ma è rimasta sconosciuta.

Lo Specchio sassone fu redatto da Eike von Repgow su incarico del principe Hoyer von Falkenstein fra il 1220 e il 1230 circa. Secondo la tradizione egli avrebbe trascritto il diritto – fino ad allora tramandato oralmente – vigente in Sassonia. In realtà, si ritiene oggi che egli abbia operato in modo più innovativo, appunto avvalendosi di fonti canoniche ad esempio – secondo recentissime ricerche - quelle a disposizione del monastero cistercense di Altzelle.

Lo Specchio sassone non era tuttavia una legge. Il suo autore perseguiva soltanto lo scopo di conservare la normativa vigente consuetudinaria o meno, come da lui unificata in un repertorio. In base a ciò il testo guadagnò la propria autorità. Il testo non conosce tuttavia una sistematica di tipo moderno ed è costruito per associazione di concetti. Lo specchio sassone comprendeva due rami del diritto:

  • il Landrecht (diritto territoriale), che, fra le altre cose, disciplinava i contadini liberi e trattava questioni di diritto civile relative ai diritti reali e ai rapporti di vicinato, alle successioni a causa di morte, ai rapporti coniugali, ma anche questioni processuali e altre questioni che oggi rientrano nell'ambito del diritto penale;
  • il diritto feudale (Lehnrecht), che regolava, fra le altre cose, i rapporti fra i vari ceti, l’elezione di imperatori e re, i doveri vassallatici, e dunque costituiva all’epoca una sorta di diritto costituzionale.

Lo Specchio sassone – basato fondamentalmente sul diritto germanico, anche se con elementi di diritto romano e biblico - fu interpretato come un bastione contro la cosiddetta recezione del diritto romano. Le ricerche più recenti hanno dato maggior rilievo all’importante influsso esercitato sullo Specchio sassone dal diritto canonico.

L’attenzione all’applicazione del diritto, e dunque la vicinanza alla realtà, assicurarono l’accettazione dello Specchio sassone quale fonte del diritto. Esso si diffuse rapidamente in un ampio spazio dai Paesi Bassi al Baltico, e servì da modello per altre raccolte di testi giuridici come lo specchio Sassone di Augusta (Augsburger Sachsenspiegel), lo Specchio tedesco (Deutschenspiegel), lo Specchio svevo (Schwabenspiegel) e testi analoghi polacchi.

Sebbene si tratti soltanto di una raccolta privata e del diritto sassone e del diritto consuetudinario, guadagnò rapidamente un influsso tale, che nella Sassonia e nella Germania settentrionale fino all’epoca moderna inoltrata servì da elemento fondamentale per l’applicazione del diritto e per la giurisprudenza. Esso si diffuse nella forma detta diritto del Magdeburgo (Magdeburger Recht), in particolare grazie alla colonizzazione tedesca medievale dell’est europeo e alla relativa fondazione di una serie di città che adottarono diritti cittadini basati sullo Specchio sassone e ciò anche in borghi delle attuali Polonia, Slovacchia, Bielorussia e Ucraina.

Assieme al Magdeburger Recht fu alla base dell'opera sistematica sul diritto sassone, il Compendium juris Saxonici, di Konrad Lagus (1540 circa).

Lo Specchio sassone è rimasto a lungo in vigore quanto nessun'altra normativa tedesca:

Elementi dello Specchio sassone si trovano ancora oggi sia in parecchi detti della lingua tedesca "Wer zuerst kommt, mahlt zuerst" (chi prima arriva, macina per primo) sia in alcune disposizioni dell'attuale diritto civile, per esempio quella sulla sporgenza di rami e radici sul fondo altrui o sulla caduta di frutta sul terreno del vicino.

Lo Specchio sassone ha un particolare valore anche linguistico, in quanto è uno dei primi testi in prosa in tedesco è vale quindi come attestazione dell’incipiente unificazione della lingua scritta medio basso tedesca (Mittelniederdeutsch).