Spasimo

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Spasimo
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Stig Järrel nei panni del professor "Caligola"
Titolo originale Hets
Lingua originale svedese
Paese di produzione Svezia
Anno 1944
Durata 101 min
Colore B/N
Audio sonoro (mono)
Rapporto 1,37 : 1
Genere drammatico
Regia Alf Sjöberg
Soggetto Ingmar Bergman
Sceneggiatura Ingmar Bergman
Produttore Harald Molander, Victor Sjöström
Casa di produzione Svensk Filmindustri (SF)
Fotografia Martin Bodin
Montaggio Oscar Rosander
Musiche Hilding Rosenberg
Scenografia Arne Åkermark
Costumi Mimmi Törnqvist-Zedell
Interpreti e personaggi
Premi

Spasimo (titolo originale Hets) è un film del 1944 diretto da Alf Sjöberg, tratto da uno scritto di Ingmar Bergman.

Vinse il Grand Prix du Festival International du Film come miglior film al Festival di Cannes 1946.[1]

Fu presentato alla Mostra del cinema di Venezia il 28 agosto 1947.

Trama[modifica | modifica sorgente]

La vicenda si svolge in una scuola dove un professore di latino (interpretato dall'attore Stig Järrel) viene soprannominato dai suoi allievi "Caligola". Egli opprime con perverso sadismo tutti gli alunni della classe e, in modo particolare, una giovane studentessa (interpretata dall'attrice Mai Zetterling), causandone la morte, mentre un compagno di classe (Alf Kjellin) che ha il coraggio di affrontarlo, viene allontanato dalla scuola.

Realizzazione[modifica | modifica sorgente]

Il film venne ricavato da uno scritto di Bergman letto dal regista Gustaf Molander che ne raccomandò la realizzazione in immagini. Il testo del giovane autore, aspirante cineasta della "Filmstaden", la cinecittà svedese che si trovava a Råsunda vicino alla capitale, venne comprato dalla "Svensk Filmindustri" per la cifra di cinquemila corone e Alf Sjoberg, con la collaborazione dello stesso Bergman in veste di segretario di edizione, lo decodificò in immagini.

Critica[modifica | modifica sorgente]

Dramma dai risvolti psicologici che utilizza un forte linguaggio espressionista, ottenne il plauso della critica. Alcuni vollero vedere nel film una denuncia al nazismo, sottolineando come il professore leggesse "Dagposten", un giornale svedese piuttosto favorevole ai nazisti, e assomigliasse a Himmler, capo della Gestapo[2].

Titoli con cui è stato distribuito[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Awards 1946, festival-cannes.fr. URL consultato il 25-1-2011.
  2. ^ Peter Cowie, Le cinéma des pays nordiques, Éditions du Centre Georges-Pompidou, 1990, p.132

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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